EPISODE · Dec 12, 2025 · 29 MIN
Scam city fanno da sfondo alle mine che brillano sul confine tra Cambogia e Thailandia
from Oriente Press · host I Bastioni di Orione
La Thailandia investe in armi, la Scambodia in truffeImprovvisamente il mondo si è accorto che da mesi attorno al triangolo dei confini tra Tailandia, Cambogia, Myanmar la tensione sale. Emanuele Giordana è tra i pochi ad aver segnalato da tempo quel che stava preparandosi e, grazie alla lunghissima frequentazione della regione, è in grado di ricostruire fatti e strategie che spiegano lo scoppio della guerra che da alcuni mesi divide i due regni asiaticiL’attenzione per l’escalation bellica tra Bangkok e Phnom Penh nasce dall’evacuazione forzata di mezzo milione di persone dalle zone limitrofe al confine, ma le motivazioni risalgono a luglio e avevano già visto un’operazione propagandistica di Trump per un finto accordo di “pace” (derubricato dal premier tailandese – oggi dimissionario – a “strada verso la pace”) che già era palesemente traballante a ottobre. E anche la telefonata del12 dicembre è avvenuta tra Trump e un premier inesistente che tra un paio di mesi sarà sostituito anche nel disbrigo degli affari correnti.F-16 tailandesi hanno attaccato obiettivi in territorio cambogiano dopo vittime tailandesi. Artiglieria e lanciarazzi interessano soprattutto Preah Vihear e Oddar Meanchey, con morti civili e la maggior parte di sfollati. Secondo fonti tailandesi, carri T-55 e sistemi RM-70 e BM-21 si muovono verso Krong Samraong. La Royal Thai Air Force ha annunciato la disponibilità a colpire obiettivi militari in profondità in Cambogia, incluse basi militari e depositi di armi e droni. Finora i raid aerei thailandesi sono stati condotti solo nelle aree di confine tra i due paesi. La sproporzione tra le forze in campo aggiunge instabilità. La Thailandia è militarmente più attrezzata: aviazione, mezzi corazzati, artiglieria; alla Cambogia non rimane che una posizione difensiva e droni che possono condurre a un conflitto più ampio nel tempo, finché Pechino non decide che non può consentire una guerra in un’area dove fa buoni affari con entrambi i contendenti da quando Bangkok ha capito che può essere conveniente non avere timori di imperialismo peggiore delle intromissioni americane, e dunque la Cina può scongiurare l'incancrenirsi ulteriore tra i due regni, minacciando di ritirare investimenti. Le operazioni dei due eserciti sono riprese per la denuncia tailandese di nuove pose di mine al confine, già costellato di ordigni risalenti al regime di Pol Pot, ma un’ipotesi che gode di maggiore fondamento va ricercata nel business delle scam city a cui Phnom Penh non intende rinunciare, perché rappresenta il 25% del suo pil. Lo scontro con Bangkok è già costato il posto alla figlia di Shanawatri e ora tocca ad Anutin Charnvirakul, che ha dovuto indire nuove elezioni prima che rrivasse la telefonata di Trump, rassegnnado le dimissioni del suo debole governo sostenuto dall'opposizione del Partito popolare inviso alla monarchia e ai militari. Il che fa temere qualche colpo di mano... d'altronde l'esercito ha bombardato Prah Vihear prima ancora che Anutin sapesse il motivo.
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