EPISODE · Aug 2, 2026 · 10 MIN
Se porto a Gesù anche solo il mio “poco”, Lui può farne qualcosa di grande. 2-8-26 Domenica 18oa
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Sono sicuro che ciascuno di noi abbia già affrontato delle fatiche solo per arrivare qui stamattina, anche psicologiche, l'idea del caldo. Abbiamo tutti una paura del caldo! Vorrei che facessimo un vero itinerario di fede, cioè che non ci accontentassimo di essere qui, perché altrimenti ce ne andiamo come siamo arrivati se non peggio, cioè anche lamentandoci che è stato caldo. (Se volete vi posso attivare un soffione, però forse darebbe fastidio a molti, non l'ho acceso apposta oggi, ma se volete lo posso accendere.) Ed è l'occasione per dire che tipo di partecipazione ho alla vita del Signore, perché Gesù, guardate la situazione, dice il Vangelo, comincia così che dopo aver sentito della morte di Giovanni Battista taglia l'angolo, se ne va in un luogo deserto. Sapete come si può tradurre questo? Fallimento, non accoglienza, rifiuto. Probabilmente il prossimo era lui, questo era il discorso. Ma in questa situazione la gente sente che se ne è andato di là e lo precedono a piedi dalle città, c'è un grande movimento. Voi non ci crederete perché dite ma questo caldo qui, lì forse c'era ancora più caldo, eppure ci vanno. Quindi dico un po' anche voi state partecipando di una certa prova, difficoltà, sofferenza, è così. Qualcuno dice che se non si tribola non c'è gusto, senza spingere però. Allora, davanti a delle prove e delle difficoltà si sta cercando Gesù. e sono sicuro che ciascuno di noi avrebbe un bel elenco di cose importanti da dirgli e di portarle qui. E se non ce l'ha ci pensi, ci pensi davvero, perché altrimenti gli scivola tutto, anche la vita gli scivola via. Nell'incontro Gesù ha quello che vorremmo sentire verso di noi, ciascuno, gli si muovono le viscere, ha compassione, che vuol dire che la nostra fatica, la nostra tribolazione la conosce e la sente e se ne prende cura. E credo che per questo, nonostante tutto, continuiamo a cercare il Signore. A volte dico nonostante i preti perché uno deve sopportare anche che uno dica chissà che cosa, però intanto gli interessa il rapporto con Cristo. Quindi eventualmente io già vi chiedo perdono se non vi sono simpatico, è lo stesso. Ma mi interessa che quell'atto di fede che ciascuno sta facendo possa arrivare al Cristo, a Gesù, perché Lui se ne prende cura. Come? Veniva anticipato nella prima lettura nel profeta Isaia, voi tutti assetati venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente, mangiate e bevete gratuitamente senza spendere. ma se andate al supermercato prendete il latte e ve lo fanno pagare, ve lo dico. Ma che significa qui nel rapporto con Gesù? Cosa significa? Significa che se non fai il tuo atto di fede resti con la tua fame, con la tua sete. Se non trovi la relazione con Lui tu rimani veramente affamato e assetato di che senso ha questa vita. Perché ci sono tante povertà che non vengono saziate sinché non si arriva al rapporto con Gesù. Allora siamo qui e proviamo a fare il nostro atto di fede, come risponde il Signore? Risponde dopo una sollecitazione dei discepoli e questo stamattina mi faceva venire nel prurito, più ci pensavo più mi veniva al prurito. Qual è la sollecitazione dei discepoli? Usa il buon senso, rimanda, congedali. Congedare vuol dire ognuno si arrangi, ma questo -secondo te- che c'entra con Gesù? Gesù ti ha mai detto arrangiati? Senti nel tuo rapporto con il Signore che Lui ti dice arrangiati? Capite che non tornano i conti, come mi inviti, tu dici che sei per me e poi mi dici arrangiati, no, non funziona e infatti non funziona così. Ma Lui cerca di, anziché prendere a male parole i Suoi discepoli, perché neanche questo è bello, cerca di insegnargli qual è il modo, chiede. Non avete niente voi? ma cinque panni e due pesci, niente, quasi niente, giusto per noi, avete presente? A malapena ce n'è per me, figuriamoci per gli altri, chi vuole ascolti, ma davanti a questo il Signore dice portatemelì. Per questo vi ho chiesto come siete venuti qui oggi?Non con che mezzo, visto la fiera, ma con quale attesa, speranza, con quale desiderio? Perché se non porti a Gesù te ne rivai così, vuoto sei venuto e vuoto te ne vai. Invece è bello che quel poco che hai lo metti nel rapporto con Lui ed è lì che accade il vero miracolo. Perché quando facciamo così il Signore, che non si lascia mai vincere in generosità, ci fa vedere che questo è il Suo stile, Lui è così, Lui mette tutto. E quando ci rendiamo conto che la vita diventa bella, significativa, gioiosa, piena, luminosa, quando facciamo come Lui, anche altri fanno così. Io non mi immagino che la cesta da sola inizia a buttare su dei pezzi di pane, ma immagino che ciascuno ci avesse un panino, lo spezza di tre parti, se ne tiene una e mette le altre due, ne avanzano dodici ceste. Non so se è soltanto una mia fantasia del 2 di agosto, sapete che col caldo uno potrebbe anche sbarellare, non ho caldo, io sto bene. Credo profondamente che quando l'amore è condiviso moltiplica, moltiplica le capacità, moltiplica le disponibilità, moltiplica le risorse per tutti. Forse per questo oggi casualmente è accostato un piccolo brano della lettera ai Romani che comincia con questa espressione, chi ci separerà dall'amore di Cristo, poi fa un elenco di cose, persecuzioni, prove di vario genere, ma poi dà la risposta, sono convinto, sono persuaso che né morte né vita, fa un elenco di prove che ci possono essere, però conclude nulla potrà mai separarci dall'amore di Dio in Cristo, in Lui sono sicuro che nulla ci separerà. Da questa generosità di Dio, ha dato suo figlio per noi, figuriamoci se ci chiede il conto, ha già pagato, questa è la risposta e se vuoi entrare anche tu con la tua vita puoi fare lo stesso, puoi entrare nella stessa generosità, sentendo del molto di più che ti viene donato e che tu puoi partecipare anche agli altri. Se così sarà credo che il miracolo anche oggi nella nostra vita si compirà e la presenza di Cristo darà veramente sazietà a ciascuno secondo la sua fame.
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