EPISODE · Jan 22, 2026 · 5 MIN
Seguiamo Gesù come folla: per abitudine, per sicurezza? il Vangelo ci chiede oggi, perché sei qui davanti a me? - Giovedì 22-1-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Se da una parte c’è tanta gente che si muove dietro a Gesù per quello che faceva, per quello che diceva, perché forse creava la domanda nel cuore: Chi è quest'uomo? Forse noi se non vogliamo essere semplicemente una folla che gli va dietro in un modo automatico, potremmo cercare intanto di mettere un po' a fuoco: come sto andando verso il Signore oggi? Che cosa desidero dal Signore? Perché voglio andare davanti a Lui oggi? Mi basta sentire un benessere spirituale, così so di essere in comunione con Lui? O c'è qualcos'altro di cui voglio essere attento, consapevole e mi avvicino a Lui non per schiacciarlo, non per estorcergli qualche cosa? Perché la fede ha anche un bisogno di stare molto in dialogo con il Signore, cioè dobbiamo avere il coraggio nella preghiera anche di mettere a fuoco come stiamo dentro, perché molto spesso ci arriviamo in modo confuso e se siamo confusi spesso abbiamo un atteggiamento che forse non è proprio di fede, ma a volte è pretenzioso. E la seconda nota che vorrei fare, riguarda il riconoscere Gesù da parte di spiriti impuri.Gesù li mette a tacere, eppure gridavano tu sei il figlio di Dio, ma Gesù severamente gli impone il silenzio, non devono svelarlo. Ma da che cosa riconoscono che Gesù è il figlio di Dio? Non c'è mica un cartello! Credo che sia facilmente riconoscibile da una cosa, se il maligno trova qualcosa che riconosce di comune tra te e sé, è lì che si attacca, cioè il male si attacca dove trova uno spazio di azione, le nostre azioni; i nostri pensieri sono ancora poca cosa, li riusciamo a combattere meglio, ma le nostre azioni, quelle sono veramente riconoscibili da parte del male, perché il maligno non riesce a leggere dentro il nostro cuore, cerca di sedurci, ma se trova già un qualcosa su cui noi siamo abituati, facilmente ci aggancia. Bene, in Gesù non trovava niente, e questo gli fa dire tu sei il figlio di Dio, non trova niente in comune con sé. Però il modo di dirlo è quello che a Gesù non piace, perché non c'è adorazione verso Dio, c'è una lamentela, e mi sembra che anche questo sia facilmente riconoscibile, quando ci succede qualche cosa e ci lamentiamo, piuttosto che dire al Signore vieni, io vengo a te, tu vieni a me, perché è per me pesante questo carico, questo peso, ma la lamentela e l'arrabbiarsi di quello che ci succede nella vita spesso diventa una strada che ci allontana da lui, anzi proprio ci porta ad una cattiveria, ad una prigionia, che iniziamo a cambiare il bene col male. Per questo chiediamo oggi al Signore libertà, perché vedete anche Saul inizia a vedere male una cosa buona, era stato liberato il popolo di Israele dall'oppressione dei filistei, per mezzo di Davide, e Saul si lamenta: a lui diecimila, a me mille, invidie, gelosie, cose che aprono la strada ad un male che cresce dentro di noi, per questo chiediamo al Signore di avere parte al suo spirito di comunione e di pace, uno spirito che sa cogliere il bene e sa anche chiederlo con umiltà, sapendo che la fonte non si esaurisce se ne bevi un po', la fonte è sempre pronta a rinnovare in te il suo dono.
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