EPISODE · Aug 7, 2026 · 5 MIN
Seguire Gesù lo traduci nel perdere quell'io che vuole dominare tutto. 7-8-26 venerdì 18o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Se qualcuno vuole venire dietro a me… sembra quasi che il Signore ponga delle esigenze, ma non quanto a sé, quanto a ciascuno che decida. Lo mette, vedete, un periodo ipotetico, “se”. Perché decidersi di essere discepoli del Signore e seguirlo? Perché? Fateci caso. Perché noi lo diamo per scontato, ma vi assicuro che non è assolutamente scontato. Volete degli infiniti esempi? Ci sono nella nostra quotidianità. Per cui, da una parte siamo discepoli del Signore: sì battezzati… possiamo andare anche a messa, però poi, vedete, ci sono una serie di pensieri e di parole che abitano e che coltiviamo ripetutamente nel nostro cuore, che alla fine diciamo, ma questo che c'entra? Che c'entra con quello che il Signore mi dice? Che c'entra con il Regno dei Cieli? Questo serve più per un Regno della Terra, per un mio Regno personale, ma che c'entra con l'essere discepoli del Signore? In quei momenti la domanda se qualcuno vuole venire dietro a me non mi riguarda, perché io non rinnego me stesso, anzi mi impongo. E da qui derivano tutta una serie di conseguenze che vorrei che ciascuno provasse a considerare per la propria vita, cioè tutte quelle rabbie, quelle liti, quei dissidi che ci sono, anche con familiari, con amici, che non hanno niente a che fare con quello che il Vangelo ci sta proponendo come essere discepoli del Signore. Perché? Perché in quei casi io mi voglio salvare, sono io che mi salvo, cioè mi impongo. Gesù invece a questo punto si capisce a chi sta parlando, a chi evidentemente è piccolo e ha bisogno e a chi non evidentemente ma per scelta vuole avere criteri di vita diversi, che non sono quelli della prepotenza umana. E su questo ci potremmo essere tutti noi, tutti, senza nessuno escluso. E a questi Gesù dice di rinnegare quell'io che vuole imporsi, di dirgli mettiti da parte perché tu non fai bene, e piuttosto di prendere la propria croce e seguirlo. Che vuol dire sapere che vivere fino in fondo l'amore del Signore comporta anche una fragilità e una debolezza riconosciuta in me e nell'altro che non viene più usata per imporsi ma piuttosto viene presentata al Signore per dire salvaci. E da qui deriva tutto il resto, cioè la salvezza è un'opera di Dio attraverso l'amore con cui siamo amati e possiamo scegliere di amare. E quindi la croce anziché imporla sugli altri, la scelta d'amore la portiamo. Se questo potesse essere per ciascuno di noi una novità, vi invito a questo punto, in questa chiave, a rileggere tutta la rivelazione, tutta, dall'inizio alla fine. Perché è proprio quello che Gesù ha fatto concretamente con la sua vita. Ci ha manifestato un Dio che fa così. Lui è così. Proprio perché non si impone, neanche oggi nella nostra vita, nella storia del mondo, non si sta imponendo, ma a tutti fa la proposta di seguirlo in una via di amore in cui non ha armi nelle mani se non quella di amare. Per questo abbiamo proprio bisogno di metterci non soltanto in ascolto ma in preghiera. Cioè aprire il cuore nella preghiera al Signore perché la forza d'amore con cui Lui agisce agisca anche dentro di me e sia la mia scelta di vita.
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