Sono quelli che erano con Gesù! - Intervento a Galeazza sabato di Pasqua episode artwork

EPISODE · Apr 11, 2026 · 5 MIN

Sono quelli che erano con Gesù! - Intervento a Galeazza sabato di Pasqua

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Mi ha colpito l'inizio del testo degli Atti, quando i capi, gli anziani e gli scribi osservano Pietro e Giovanni e quello che notano in loro è la franchezza nel parlare e che sono uomini semplici, senza una particolare istruzione, capaci di una parola forte, limpida, autorevole. La cosa che mi ha colpito di più è il passaggio in cui si dice che li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Non è un collegamento scontato: certo, la loro franchezza si può notare, la loro semplicità pure, ma ciò che davvero emerge è il segno di una relazione vissuta. In loro traspare qualcosa che viene dallo stare con Gesù, da una familiarità che li ha trasformati. Una comunione che si diffonde e coinvolge Subito dopo, il testo aggiunge un dettaglio molto bello: l’uomo guarito era lì, in piedi, con loro. Anche questo mi ha fatto pensare. Non si tratta solo del fatto che Pietro e Giovanni erano stati con Gesù, ma che adesso anche quell’uomo guarito sta con loro. È come se questa comunione fosse contagiosa. C’è una forza semplice e profonda nello stare insieme: Gesù con i suoi discepoli, i discepoli tra loro, e poi chi viene toccato dalla salvezza che entra dentro questo legame. Mi sembra che il cuore di tutto sia proprio questo: un cammino condiviso, un rapporto vissuto, una vicinanza che cambia la vita senza bisogno di grandi parole o titoli. La presenza del Risorto che i capi non riescono a fermare Mi sono chiesto: che cosa avevano fatto davvero Pietro e Giovanni per suscitare una reazione così forte? In fondo, davanti ai capi, non stanno facendo altro che manifestare ciò che hanno vissuto con Gesù, forse il loro volersi bene. Gli stessi capi avevano perseguitato Gesù e avevano disperso i discepoli, ma ora si trovano davanti qualcosa che non riescono a spiegare né a fermare. Quello che forse dà più fastidio ai capi è proprio questo: Gesù, che loro ritenevano eliminato con la morte, continua invece a essere presente nella vita di questi uomini. La loro comunione con lui è ancora viva, evidente, concreta. È questa presenza che rende Pietro e Giovanni straordinari: non una bravura personale, ma il fatto di essere ancora abitati da quella relazione. Per questo i capi non riescono a resistere alla loro parola, al loro annuncio, al loro modo di stare davanti agli altri. Tutta Gerusalemme sa del segno compiuto, tutto il popolo ne parla, e questo rende impossibile mettere a tacere la testimonianza degli apostoli. L’esperienza con Gesù come cuore dell’annuncio Mi sembra che questo tema dello “stare con Gesù” accomuni tanti personaggi del Vangelo. Anche se attraversati da dubbi, paure, incredulità, tutti coloro che lo hanno incontrato portano dentro di sé il segno di questa relazione. E questo vale ancora di più per chi ha incontrato il Risorto: quell’esperienza non può restare chiusa, ma diventa il contenuto stesso dell’annuncio. Quando Gesù manda i suoi a proclamare il Vangelo a ogni creatura, ciò che devono portare nel mondo non è anzitutto una teoria, ma la testimonianza di una vita condivisa con lui. Il Vangelo, allora, è prima di tutto il racconto di una comunione: un ascolto, una familiarità, una compagnia che trasforma l’esistenza e la rende capace di generare vita anche negli altri. La testimonianza delle “sante stolte” e la santità della semplicità Questo tema mi ha fatto pensare anche a un libro che ho trovato per caso in biblioteca qui a Galeazza, dedicato alle “sante donne stolte” della Russia. Mi ha colpito già il titolo, e leggendo ho ritrovato proprio lo stesso tratto che emerge negli Atti. Erano donne semplici, spesso senza istruzione, segnate da una povertà anche esteriore che suscitava fastidio o addirittura rifiuto nelle loro comunità. La loro presenza era scomoda, quasi una spina nel fianco, proprio perché metteva in crisi i criteri abituali con cui si giudicano le persone. Eppure, in tutte le loro storie emergeva sempre una cosa decisiva: il loro legame fortissimo con il Signore. Era questa relazione a renderle capaci di bene, di profezia, di miracoli, di una fecondità spirituale sorprendente. Per questo, nonostante l’apparente fragilità, venivano riconosciute come sante. Questo mi conferma che la vera forza cristiana non nasce dall’istruzione, dal ruolo o dalla competenza, ma dal rimanere con il Signore. È questa comunione semplice e fedele che trasforma la vita e la rende capace di portare frutto.

Mi ha colpito l'inizio del testo degli Atti, quando i capi, gli anziani e gli scribi osservano Pietro e Giovanni e quello che notano in loro è la franchezza nel parlare e che sono uomini semplici, senza una particolare istruzione, capaci di una parola forte, limpida, autorevole. La cosa che mi ha colpito di più è il passaggio in cui si dice che li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Non è un collegamento scontato: certo, la loro franchezza si può notare, la loro semplicità pure, ma ciò che davvero emerge è il segno di una relazione vissuta. In loro traspare qualcosa che viene dallo stare con Gesù, da una familiarità che li ha trasformati. Una comunione che si diffonde e coinvolge Subito dopo, il testo aggiunge un dettaglio molto bello: l’uomo guarito era lì, in piedi, con loro. Anche questo mi ha fatto pensare. Non si tratta solo del fatto che Pietro e Giovanni erano stati con Gesù, ma che adesso anche quell’uomo guarito sta con loro. È come se questa comunione fosse contagiosa. C’è una forza semplice e profonda nello stare insieme: Gesù con i suoi discepoli, i discepoli tra loro, e poi chi viene toccato dalla salvezza che entra dentro questo legame. Mi sembra che il cuore di tutto sia proprio questo: un cammino condiviso, un rapporto vissuto, una vicinanza che cambia la vita senza bisogno di grandi parole o titoli. La presenza del Risorto che i capi non riescono a fermare Mi sono chiesto: che cosa avevano fatto davvero Pietro e Giovanni per suscitare una reazione così forte? In fondo, davanti ai capi, non stanno facendo altro che manifestare ciò che hanno vissuto con Gesù, forse il loro volersi bene. Gli stessi capi avevano perseguitato Gesù e avevano disperso i discepoli, ma ora si trovano davanti qualcosa che non riescono a spiegare né a fermare. Quello che forse dà più fastidio ai capi è proprio questo: Gesù, che loro ritenevano eliminato con la morte, continua invece a essere presente nella vita di questi uomini. La loro comunione con lui è ancora viva, evidente, concreta. È questa presenza che rende Pietro e Giovanni straordinari: non una bravura personale, ma il fatto di essere ancora abitati da quella relazione. Per questo i capi non riescono a resistere alla loro parola, al loro annuncio, al loro modo di stare davanti agli altri. Tutta Gerusalemme sa del segno compiuto, tutto il popolo ne parla, e questo rende impossibile mettere a tacere la testimonianza degli apostoli. L’esperienza con Gesù come cuore dell’annuncio Mi sembra che questo tema dello “stare con Gesù” accomuni tanti personaggi del Vangelo. Anche se attraversati da dubbi, paure, incredulità, tutti coloro che lo hanno incontrato portano dentro di sé il segno di questa relazione. E questo vale ancora di più per chi ha incontrato il Risorto: quell’esperienza non può restare chiusa, ma diventa il contenuto stesso dell’annuncio. Quando Gesù manda i suoi a proclamare il Vangelo a ogni creatura, ciò che devono portare nel mondo non è anzitutto una teoria, ma la testimonianza di una vita condivisa con lui. Il Vangelo, allora, è prima di tutto il racconto di una comunione: un ascolto, una familiarità, una compagnia che trasforma l’esistenza e la rende capace di generare vita anche negli altri. La testimonianza delle “sante stolte” e la santità della semplicità Questo tema mi ha fatto pensare anche a un libro che ho trovato per caso in biblioteca qui a Galeazza, dedicato alle “sante donne stolte” della Russia. Mi ha colpito già il titolo, e leggendo ho ritrovato proprio lo stesso tratto che emerge negli Atti. Erano donne semplici, spesso senza istruzione, segnate da una povertà anche esteriore che suscitava fastidio o addirittura rifiuto nelle loro comunità. La loro presenza era scomoda, quasi una spina nel fianco, proprio perché metteva in crisi i criteri abituali con...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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