EPISODE · Nov 29, 2025 · 59 MIN
Storia di un corpo
from Alice · host RSI - Radiotelevisione svizzera
Un celebre aforisma di Virginia Woolf dice che non si può pensare bene se non si è mangiato bene. Per quanto ovvia, la citazione spalanca le porte a una grande verità: anche gli intellettuali più raffinati sono schiavi dei loro stomaci. E se non è lo stomaco, è il mal di denti (Kafka); se non è il mal di denti, è la tachicardia (Bertolucci); se non è la tachicardia, sono le coliche renali (Montaigne). E poi, naturalmente, c’è il grande tema del desiderio sessuale che condiziona la vita degli autori e dei loro personaggi, per cui si potrebbero citare mille penne di Casanova antichi e contemporanei, da Boccaccio a Nabokov, da Flaubert a Pasolini. Insomma, nella letteratura e nella vita, il corpo ci ossessiona, ci fa preoccupare, ci fa ridere… Questa puntata di “Alice”, allora, è dedicata proprio a esplorare alcune delle maniere con cui il nostro corpo si prende il suo spazio sulla pagina. Per lo scrittore Domenico Starnone, che ha pubblicato di recente il romanzo Destinazione errata (Einaudi), il corpo è tutto. «Non c’è nessun bivio», scrive, «si obbedisce al corpo». In un contesto in cui le relazioni sono sempre più fragili, il corpo ci aiuta a capire di cosa abbiamo davvero bisogno. Il corpo si fa anche portavoce della poesia della luganese Noemi Nagy, all’interno della raccolta Sottopelle, edita a settembre da Samuele Editore. Con le sue crepe, le sue imperfezioni e i suoi malfunzionamenti, il corpo diventa l’oggetto di una poesia che esplora il margine e l’autentico. Il corpo, infine, si fa rappresentazione pittorica attraverso lo sguardo del poeta polacco Zbigniew Herbert nel suo saggio Natura morta con briglia (Adelphi) – questo il consiglio di lettura del mese del critico Roberto Galaverni.
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Un celebre aforisma di Virginia Woolf dice che non si può pensare bene se non si è mangiato bene. Per quanto ovvia, la citazione spalanca le porte a una grande verità: anche gli intellettuali più raffinati sono schiavi dei loro stomaci. E se non è lo stomaco, è il mal di denti (Kafka); se non è il mal di denti, è la tachicardia (Bertolucci); se non è la tachicardia, sono le coliche renali (Montaigne). E poi, naturalmente, c’è il grande tema del desiderio sessuale che condiziona la vita degli autori e dei loro personaggi, per cui si potrebbero citare mille penne di Casanova antichi e contemporanei, da Boccaccio a Nabokov, da Flaubert a Pasolini. Insomma, nella letteratura e nella vita, il corpo ci ossessiona, ci fa preoccupare, ci fa ridere… Questa puntata di “Alice”, allora, è dedicata proprio a esplorare alcune delle maniere con cui il nostro corpo si prende il suo spazio sulla pagina. Per lo scrittore Domenico Starnone, che ha pubblicato di recente il romanzo Destinazione errata (Einaudi), il corpo è tutto. «Non c’è nessun bivio», scrive, «si obbedisce al corpo». In un contesto in cui le relazioni sono sempre più fragili, il corpo ci aiuta a capire di cosa abbiamo davvero bisogno. Il corpo si fa anche portavoce della poesia della luganese Noemi Nagy, all’interno della raccolta Sottopelle, edita a settembre da Samuele Editore. Con le sue crepe, le sue imperfezioni e i suoi malfunzionamenti, il corpo diventa l’oggetto di una poesia che esplora il margine e l’autentico. Il corpo, infine, si fa rappresentazione pittorica attraverso lo sguardo del poeta polacco Zbigniew Herbert nel suo saggio Natura morta con briglia (Adelphi) – questo il consiglio di lettura del mese del critico Roberto Galaverni.
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