EPISODE · Aug 9, 2024 · 31 MIN
SUSANNA PANFILI
from T.O.P. - talk di origine protetta · host Nicola Bustreo
SUSANNA PANFILILe mie radici sono venete, oscillano fra Padova e Venezia con qualche puntata adAsiago durante i primi anni del mio passato matrimonio.Perchè mi venga spontaneocome incipit non mi è del tutto chiaro, ma so che c’entra con la mia pittura.Ho tardato non poco a trovare il coraggio per esprimermi nella pittura.Prima hosgobbato in concessionaria d’auto, fatto l’indossatrice, gestito le relazioni pubbliche diquesto o quello ... e venduto quadri altrui sino a provare, timidamente, a farne qualcunodi mio.A 30 anni ho provato per poi smettere, incerta su stile e strumenti, oltre chetimorosa del giudizio altrui.Finalmente, a 44 anni, son riuscita a liberarmi sia del marito che del timore dell’opinione altrui e mi son messa, nella cucina della taverna di casa, ad usare gesso e colori come fossero ingredienti per una crostata di ricotta (l’unica cosa che amo cucinare)Ho iniziato così un percorso di ricerca del tutto privato, provando varie tecniche su tela esu pannello. La preferita divenne quella di mescolare gesso e acrilico, spalmandonestrati molteplici sulla tela per poi scavarli sino a ricavarne rilievi, forme e volumi.Raschiando la pasta multicolore genero rilievi, grumi materici, ulteriori movimenti ecomplicazioni delle superfici, incespi del percorso visivo e rallentamenti, pause eriprese.Dare colore, forma e dimensione materiale al gesso - omogeneo e malleabile - mi hasempre eccitato. Era analogo al mescolare, in una magica cucina, un impasto coloratoe magico di cui ci si potesse alimentare; solo che, questa volta, la crostata rimanevaanche dopo averla consumata con gli occhi.Rispondendo a questo stimolo a metà fra il culinario ed il libidico ha iniziato a snodarsiquesto mio mondo espressivo fatto di colorate forme materiche di cui, per lungo tempo,ho goduto in solitario. L’ho fatto soprattutto per me stessa, per il piacere che mi dava edà il processo di creazione del quadro.Meglio della crostata di ricotta.Da sempre penso che l’arte sia darsi generosamente: non un esercizio di sterilenarcisismo, ma percorrere sentieri nuovi, addentrarsi in terre vergini, concedersi alpiacere d’essere presa dall’ignoto. Capire e scegliere di volta in volta una lingua, unmezzo, un verbo, un colore, più colori, una forma che ci permetta di comunicare conaltri.
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