Taiwan e la battaglia per la libertà contro la Cina comunista

EPISODE · Sep 1, 2020 · 4 MIN

Taiwan e la battaglia per la libertà contro la Cina comunista

from Rino Cammilleri - BastaBugie.it · host BastaBugie

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6268TAIWAN E LA BATTAGLIA PER LA LIBERTA' CONTRO LA CINA COMUNISTAdi Rino CammilleriFormosa (nome dato dagli spagnoli) è un'isola meglio nota col nome autoctono di Taiwan. I più anziani tra noi la ricorderanno soprattutto per quel «Made in Taiwan» scritto sul retro di giocattoli o di altri oggetti in plastica importati. Fu la primissima di quelle «tigri asiatiche» che dagli anni Sessanta conobbero uno sviluppo economico e finanziario travolgente, oggi surclassato dalla Cina. Già, la Cina, cui Taiwan è troppo vicina.Taiwan, venticinque milioni di abitanti, nel 1948 accolse i nazionalisti di Chang Kaishek che, dopo una lunga guerra contro il Giappone, avevano dovuto soccombere ai comunisti di Mao Zedong. Chang Kaishek fu tra i promotori della fondazione delle Nazioni Unite e alleato di ferro, col Giappone, degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda. Dotata di un sistema politico democratico e presidenziale, Taiwan fu grande esportatrice soprattutto di componentistica e in gara col Giappone riguardo ai tumultuosi ritmi di crescita.Ma con gli anni Settanta la Cina rossa si affacciò alla ribalta mondiale, dopo il lunghissimo e immane massacro interno dovuto alla politica del «Grande Timoniere». I «libretti rossi» coi pensierini di Mao invasero l'Occidente e sedussero parecchi giovani. Il maoismo degli eskimo e degli opuscoli tradotti in italiano nell'Albania rossa fece non pochi proseliti e, addirittura, la Cina divenne di moda, anche al cinema. Così, la Cina venne accolta nell'Onu e, per giunta, ebbe un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza.Gli occidentali speravano che la sua presenza bilanciasse quella dell'Unione Sovietica, con la quale non era in buoni rapporti, ma in pratica si ottenne solo di paralizzare l'Onu nelle circostanze cruciali. Per giunta, si dovette dare alla Cina il contentino di escludere Taiwan dall'Onu, mossa vergognosa e vigliacca che ancora pesa sulla coscienza onusiana.La Cina comunista pretendeva (e pretende) che Taiwan facesse parte del suo territorio, così come pretendeva (e ottenne) la restituzione di Hong Kong da parte degli inglesi. Per fortuna gli americani erano, sì, disposti a far trattare Taiwan come un'appestata in sede internazionale, ma non a rinunciare ad essa in caso di invasione cinese. Così, i cinesi rimasero a mordere il freno per anni, in attesa del momento buono. Che arrivò con la politica mista (e schizofrenica) del «comunismo di mercato».Tutto l'Occidente fu invaso da prodotti cinesi, tutti volevano assicurarsi quell'immenso mercato, tutti si affannavano per offrire alla Cina su un piatto d'argento tutto quel che voleva. Anche la Santa Sede, per evitare ai cattolici cinesi guai peggiori, dovette dirsi disponibile a rinunciare alle relazioni con Taiwan. Prontamente, nel 2005 la Cina si dotò di una legge che le consentiva di invadere Taiwan in qualunque momento, per «difendere l'integrità dello stato».Nel 1989, dopo la sanguinosa repressione studentesca di Tien-An-Men, la Ue aveva decretato un embargo sulla fornitura di armi alla Cina, embargo ribadito a maggior ragione dopo le minacce di invasione a Taiwan. Il viaggio dell'allora presidente italiano Ciampi e dell'allora ministro degli esteri Fini a Pechino fu caratterizzato dalla mancata visita alla cattedrale cattolica nella capitale cinese e da dichiarazioni favorevoli alla revoca dell'embargo sulle armi.Almeno, però, su Taiwan i due stettero zitti. Non così Prodi nel 2006. Infatti, si espresse pubblicamente per una sola Cina. Oggi al comando italiano abbiamo i soliti dem (ennesimo nuovo nome dei comunisti) e i pentastellati, la cui simpatia «cinese» preoccupa gli Usa. Eh, la storia insegna che la storia non insegna nulla. Infatti, questa con la Cina si chiama sindrome di Monaco. Per ora la parte di Churchill tocca a Trump, ma anche Biden, nella sua nomination alla Convention democratica, sul tema non si è allargato più di tanto. Infatti, il deep state americano è per la tenzone, chiunque vinca le elezioni. Noi cattolici non abbiamo motivo per amarlo, questo deep state. Ma ricordiamo che furono le cannoniere americane a interrompere la persecuzione dei cristiani giapponesi. Titolo originale: Coi Dem al potere per Taiwan è sempre più duraFonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 27/08/2020Pubblicato su BastaBugie n. 680

NOW PLAYING

Taiwan e la battaglia per la libertà contro la Cina comunista

0:00 4:55

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

Photo Breakdown Scott Wyden Kivowitz Photo Breakdown is a podcast in which we explore the world of photography with a trusted guide, host Scott Wyden Kivowitz. His expertise and passion bring the industry to life as we explore the stories, trends, and ideas shaping it today. Join us as we dissect everything from incredible photographs and creative techniques to the latest gear releases and hot topics in the photography community.In each episode, we break down what’s happening behind the scenes - whether it’s making a powerful image, a candid discussion on industry trends, or a reflection on the tools and technology changing how we make photographs. You’ll get insights, expert opinions, and a fresh perspective on what’s top of mind for photographers right now.Anticipate short, engaging episodes brimming with ideas and inspiration. Be part of the conversation by sharing your thoughts, voice notes, and comments. Your participation is what makes our community vibrant and dynamic.It’s more than just photography - everyth Breaking News Show | eTurboNews Juergen Thomas Steinmetz News is relevant to the global travel and tourism industry, human rights and global issues.Breaking news when it happens and only from the source. Compiler Red Hat When it comes to technology, you may have questions. So do we. Every other week, we demystify the tech industry, one answer at a time. Join us as we bring together a chorus of perspectives from within Red Hat to break down the big, emerging ideas that matter both today and beyond. Compiler is hosted by Angela Andrews and Brent Simoneaux. Learn more about our show at redhat.com/en/compiler-podcast The Data Engineering Show The Firebolt Data Bros The Data Engineering Show is a podcast for data engineering and BI practitioners to go beyond theory. Learn from the biggest influencers in tech about their practical day-to-day data challenges and solutions in a casual and fun setting.SEASON 1 DATA BROSEldad and Boaz Farkash shared the same stuffed toys growing up as well as a big passion for data. After founding Sisense and building it to become a high-growth analytics unicorn, they moved on to their next venture, Firebolt, a leading high-performance cloud data warehouse.SEASON 2 DATA BROSIn season 2 Eldad adopted a brilliant new little brother, and with their shared love for query processing, the connection was immediate. After excelling in his MS, Computer Science degree, Benjamin Wagner joined Firebolt to lead its query processing team and is a rising star in the data space. For inquiries contact [email protected]: https://www.firebolt.io
URL copied to clipboard!