EPISODE · Jul 29, 2026 · 3 MIN
Terre dell’occhiale, per esplorare il distretto bellunese fra virtuale e reale
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La giornata di lancio del progetto, che si è tenuta il 25 luglio, ha svelato la nuova veste digitale del Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore alla quale si è affiancata una visita guidata che ha portato i visitatori direttamente nella culla della produzione dell’occhialeria italianaPresentato la scorsa primavera, prende ufficialmente il via il progetto “Terre dell’Occhiale-Ecomuseo dell’Occhialeria Bellunese”, che rende disponibile digitalmente il patrimonio industriale, economico e sociale delle valli del Cadore, dell'Alpago e dell'Agordino.Capofila dell'iniziativa è la Fondazione Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, affiancata da una rete di partner pubblici e privati tra cui l’Università degli Studi di Padova, Confindustria Belluno Dolomiti, Anfao ed Ebo-Ente Bilaterale Occhialeria, con il sostegno di Fondazione Cariverona.«Il cuore del progetto è il Museo dell’Occhiale (nelle foto, gli interni), che per l'occasione si è trasformato in un vero e proprio hub digitale: grazie a una nuova piattaforma di catalogazione e a un virtual tour immersivo, i tesori della Storia universale della vista e dell’Identità cadorina saranno accessibili a curiosi ed esperti di tutto il mondo – si legge in una nota di Fondazione Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore - Ma l'Ecomuseo è soprattutto esperienza reale sul territorio: il progetto punta infatti a lanciare nuove forme di turismo “dolce” e d'impresa nelle Dolomiti, permettendo ai visitatori di scoprire da vicino la nascita di un occhiale d'eccellenza e il valore insostituibile delle mani esperte che creano il vero made in Italy».La giornata di lancio di “Terre dell’Occhiale-Ecomuseo dell’Occhialeria Bellunese”, che si è tenuta il 25 luglio scorso, ha visto innanzitutto la proiezione in anteprima del video promozionale realizzato con il contributo dell'Università di Padova e di Cortina Banca, alla presenza delle autorità, dei partner e delle tredici aziende pioniere. A seguire, taglio del nastro della mostra fotografica “Tra passato e futuro dell’Occhiale”, ospitata negli spazi del Museo dell'Occhiale fino al 25 settembre, che vede gli scatti del fotografo Simone Bramante, esposti all'interno di speciali mini-stand curati dal Museo, raccontare il lavoro e l'anima delle aziende partner.Successivamente si è tenuta una passeggiata nella storia, alle radici del distretto: a Calalzo di Cadore, località Le Piazze, è stato visitato il sito archeologico industriale che vide la nascita nel 1878 della prima storica fabbrica di occhiali del territorio per volontà di Angelo Frescura, Leone Frescura e Giovanni Lozza. Per chiudere, finissage dell'evento in un altro simbolo della storia locale, il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, accompagnato da una performance coreografica a cura di Asd Danza e Dintorni.«Terre dell'Occhiale non è solo la celebrazione di un primato industriale, ma è un ponte teso verso il futuro delle nostre comunità – dichiara nel comunicato Daniela Zambelli, direttrice della Fondazione Museo dell'Occhiale – Vogliamo che questo patrimonio diventi un volàno di sviluppo sostenibile, destagionalizzando l'offerta turistica dell'area dolomitica e offrendo ai giovani l'opportunità di sviluppare nuove competenze nello storytelling d'impresa, nell'heritage marketing e nelle nuove professioni culturali».A cura della redazione
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