EPISODE · Jan 14, 2026 · 6 MIN
Tre esempi di servizio... Omelia mercoledì I settimana TO
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
Samuele: un servizio che nasce dall’ascolto In queste pagine riconosco innanzitutto l’esempio di Samuele come un servizio semplice e progressivo. La sua storia inizia già con una nascita speciale: viene da una madre sterile, Anna, che lo chiede al Signore e, una volta ricevuto, lo riporta al Tempio perché rimanga lì a servire Dio. Samuele cresce dunque alla presenza del Signore, ma colpisce il fatto che, pur servendo, non lo conosca ancora davvero. Il suo è un servizio da bambino, umile e quotidiano, vissuto in un rapporto quasi filiale con il vecchio sacerdote Eli. Eli è anziano e debole, ma riesce comunque a orientare Samuele e a guidarlo nel riconoscere la voce del Signore. Quando Dio chiama Samuele per la terza volta, è Eli a insegnargli le parole decisive: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”. Da qui nasce un dialogo profondo e bellissimo tra Samuele e Dio, che lo porterà a diventare un grande profeta. In questo percorso vedo tutte le tappe di una crescita spirituale: un servizio semplice, un rapporto di fiducia con un adulto, un ascolto inizialmente guidato che diventa pian piano apertura piena del cuore. Mi interrogo su quanto anch’io riesca a mettermi davvero in ascolto del Signore. Spesso penso di avere tante cose da dirgli, ma in realtà è Lui che desidera parlarmi. Se non gli lascio spazio, rischio di non ascoltarlo più. Samuele mi insegna proprio questa semplicità: dire con il cuore aperto “Signore, parla, ti ascolto”. La suocera di Pietro: il servizio che nasce dalla guarigione Il secondo esempio di servizio è quello della suocera di Pietro, ed è altrettanto significativo. Lei è talmente malata da non riuscire nemmeno a chiedere aiuto; sono gli altri a parlare di lei a Gesù. Questo dettaglio mi colpisce molto, perché mostra una persona completamente affidata agli altri. Gesù la prende per mano, la guarisce, la febbre la lascia, ed è allora che lei si mette a servire. Il suo è un servizio domestico, umile, concreto, vissuto nella casa. Immagino quella scena a Cafarnao, con Gesù e i discepoli che vanno e vengono, e questa donna che, guarita, si mette a prendersi cura di loro. È un servizio semplice, quotidiano, ma bello e autentico, che nasce come risposta naturale al dono ricevuto. Gesù: il servizio che nasce dalla preghiera e si apre a tutti Il terzo e più grande esempio di servizio è Gesù stesso. Siamo all’inizio della sua predicazione e vedo come tante persone si rivolgano a Lui: tutta la città è radunata davanti alla porta. Gesù guarisce la suocera di Pietro, ma anche molti altri, afflitti da malattie e oppressioni. Il suo è un servizio profondamente vicino alla gente, ai bisogni concreti delle persone. C’è però un dettaglio fondamentale: dopo questa intensa attività, Gesù si ritira nel deserto a pregare. Il suo servizio è alimentato dal rapporto con il Padre. Anche Lui sente il bisogno della preghiera. Questo mi provoca direttamente: sono spesso impegnato in tanti servizi, in famiglia e nella comunità, ma riesco davvero ad attingere forza, ispirazione e semplicità dalla mia preghiera? Capisco che anch’io ho bisogno di ritagliarmi spazi di silenzio e di incontro con il Signore, perché senza questo rischio di svuotarmi. Un servizio che non si chiude, ma si dilata Infine, Gesù compie una scelta sorprendente: pur essendoci ancora tanto bisogno a Cafarnao, decide di andare altrove. Non si ferma, rilancia. Dice che è venuto per questo: per annunciare anche ad altri, nei villaggi vicini, e così percorre tutta la Galilea. Questo mi fa comprendere che il servizio cristiano non può restare chiuso nei confini familiari o nelle situazioni più comode. Come il servizio di Samuele verso il suo popolo e quello della suocera di Pietro verso la sua casa, anche il mio servizio deve aprirsi, dilatarsi, andare incontro a situazioni nuove, magari meno familiari. Spesso proprio quei servizi non programmati, semplicemente richiesti dalla realtà, diventano i più fecondi. Questo slancio di “andare altrove”, di cercare chi ha bisogno, diventa per me un’indicazione preziosa: il servizio autentico nasce dall’ascolto, si nutre della preghiera e si apre con coraggio verso tutti.
What this episode covers
Samuele: un servizio che nasce dall’ascolto In queste pagine riconosco innanzitutto l’esempio di Samuele come un servizio semplice e progressivo. La sua storia inizia già con una nascita speciale: viene da una madre sterile, Anna, che lo chiede al Signore e, una volta ricevuto, lo riporta al Tempio perché rimanga lì a servire Dio. Samuele cresce dunque alla presenza del Signore, ma colpisce il fatto che, pur servendo, non lo conosca ancora davvero. Il suo è un servizio da bambino, umile e quotidiano, vissuto in un rapporto quasi filiale con il vecchio sacerdote Eli. Eli è anziano e debole, ma riesce comunque a orientare Samuele e a guidarlo nel riconoscere la voce del Signore. Quando Dio chiama Samuele per la terza volta, è Eli a insegnargli le parole decisive: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”. Da qui nasce un dialogo profondo e bellissimo tra Samuele e Dio, che lo porterà a diventare un grande profeta. In questo percorso vedo tutte le tappe di una crescita spirituale: un servizio semplice, un rapporto di fiducia con un adulto, un ascolto inizialmente guidato che diventa pian piano apertura piena del cuore. Mi interrogo su quanto anch’io riesca a mettermi davvero in ascolto del Signore. Spesso penso di avere tante cose da dirgli, ma in realtà è Lui che desidera parlarmi. Se non gli lascio spazio, rischio di non ascoltarlo più. Samuele mi insegna proprio questa semplicità: dire con il cuore aperto “Signore, parla, ti ascolto”. La suocera di Pietro: il servizio che nasce dalla guarigione Il secondo esempio di servizio è quello della suocera di Pietro, ed è altrettanto significativo. Lei è talmente malata da non riuscire nemmeno a chiedere aiuto; sono gli altri a parlare di lei a Gesù. Questo dettaglio mi colpisce molto, perché mostra una persona completamente affidata agli altri. Gesù la prende per mano, la guarisce, la febbre la lascia, ed è allora che lei si mette a servire. Il suo è un servizio domestico, umile, concreto, vissuto nella casa. Immagino quella scena a Cafarnao, con Gesù e i discepoli che vanno e vengono, e questa donna che, guarita, si mette a prendersi cura di loro. È un servizio semplice, quotidiano, ma bello e autentico, che nasce come risposta naturale al dono ricevuto. Gesù: il servizio che nasce dalla preghiera e si apre a tutti Il terzo e più grande esempio di servizio è Gesù stesso. Siamo all’inizio della sua predicazione e vedo come tante persone si rivolgano a Lui: tutta la città è radunata davanti alla porta. Gesù guarisce la suocera di Pietro, ma anche molti altri, afflitti da malattie e oppressioni. Il suo è un servizio profondamente vicino alla gente, ai bisogni concreti delle persone. C’è però un dettaglio fondamentale: dopo questa intensa attività, Gesù si ritira nel deserto a pregare. Il suo servizio è alimentato dal rapporto con il Padre. Anche Lui sente il bisogno della preghiera. Questo mi provoca direttamente: sono spesso impegnato in tanti servizi, in famiglia e nella comunità, ma riesco davvero ad attingere forza, ispirazione e semplicità dalla mia preghiera? Capisco che anch’io ho bisogno di ritagliarmi spazi di silenzio e di incontro con il Signore, perché senza questo rischio di svuotarmi. Un servizio che non si chiude, ma si dilata Infine, Gesù compie una scelta sorprendente: pur essendoci ancora tanto bisogno a Cafarnao, decide di andare altrove. Non si ferma, rilancia. Dice che è venuto per questo: per annunciare anche ad altri, nei villaggi vicini, e così percorre tutta la Galilea. Questo mi fa comprendere che il servizio cristiano non può restare chiuso nei confini familiari o nelle situazioni più comode. Come il servizio di Samuele verso il suo popolo e quello della suocera di Pietro verso la sua casa, anche il mio servizio deve aprirsi, dilatarsi, andare incontro a situazioni nuove, magari meno familiari. Spesso...
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