EPISODE · Feb 12, 2026 · 6 MIN
Un cuore che parla e un cuore che ascolta - Omelia mercoledì V settimana TO.m4a
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
In questa festa in cui ricordiamo l’incontro tra Maria e Bernadette a Lourdes, mi colpisce profondamente come la liturgia ci proponga il testo del Libro dei Re che racconta l’arrivo della regina di Saba da Salomone. È un accostamento che trovo bellissimo: a Lourdes avviene un colloquio, un discernimento, un’illuminazione che poi si irradia in tutta la Chiesa e continua a irradiarsi ancora oggi. Allo stesso modo, anche l’incontro tra la regina di Saba e Salomone è un incontro che genera luce. Non si tratta di un incontro diplomatico o politico. La regina non arriva per stringere alleanze o discutere di strategie: lei parla a Salomone di tutto ciò che aveva nel cuore. Gli presenta i suoi enigmi, le sue domande, le cose che non riusciva a capire. Fa un lungo viaggio dall’Africa fino a Gerusalemme proprio perché ha sentito parlare della sapienza di questo re e desidera confrontarsi con lui. Un cuore che si apre e un cuore che ascolta Da una parte c’è il cuore della regina che si apre senza riserve; dall’altra c’è il cuore di Salomone, che aveva chiesto a Dio, come ci ricorda il capitolo 3 del Primo Libro dei Re, non ricchezza o potere, ma uno spirito capace di governare, un cuore che ascolta. Questo è il punto centrale: un cuore che esprime tutto e un cuore che ascolta veramente. In questo scambio avviene qualcosa di straordinario. Il testo dice che non ci fu parola nascosta che il re non potesse spiegarle. Ogni enigma trova risposta. Ogni domanda riceve chiarimento. La regina sperimenta una pienezza tale che il testo afferma che rimase senza respiro. È come se non avesse più nulla da chiedere: il suo cuore è colmato. Anche la festa che celebriamo va in questa direzione. L’incontro con Maria a Lourdes, attraverso Bernadette, fu rivelativo. La Madonna si presentò. C ome per la regina di Saba, anche lì c’era una luce, una rivelazione concreta, che parlava al cuore. La concretezza della sapienza: il Tempio e la presenza di Dio La regina non resta colpita solo dalle parole di Salomone, ma da tutta la realtà che lo circonda. Nota la reggia, la tavola, l’ordine dei servi, il servizio dei coppieri, fino agli olocausti nel Tempio. È una sapienza che si incarna in una concretezza visibile. Salomone è colui che ha costruito il Tempio, non Davide. Tutto converge verso quel luogo dove Dio abita e dove, secondo la preghiera dello stesso Salomone, Egli ascolta le suppliche del suo popolo, anche di chi viene da lontano, anche di chi non appartiene al popolo più vicino, più fedele, più attento. Il Tempio è il luogo in cui si può dire tutto al Signore, attraverso sacrifici e olocausti: è il cuore della sapienza di questo re. Questa concretezza è fondamentale: la sapienza non è un’idea astratta, ma un luogo, un ordine, una liturgia, una presenza. “Qui c’è ben più di Salomone”: il compimento in Cristo Gesù stesso, nel Vangelo di Matteo, ricorda la regina del Sud. Dice che essa si alzerà per giudicare quella generazione, perché venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. E aggiunge: “Qui c’è ben più di Salomone”. Salomone è figura profetica, ma la pienezza della rivelazione, della consolazione e dello Spirito che riempie ogni cosa è Gesù Cristo, la Sapienza di Dio incarnata. È Lui che compie ciò che Salomone prefigurava. Noi siamo qui per questo. Siamo qui per incontrarlo. Venire da lontano per essere colmati Forse non veniamo da lontano in termini geografici. Forse non abbiamo percorso chilometri come la regina di Saba. Ma il nostro cuore può essere stato lontano oggi, o in questi giorni. Possiamo aver bisogno di consolazione, di luce, di risposte. Queste risposte non ce le dà la televisione, non ce le dà il telefonino, non ce le dà nessun altro. Le riceviamo da Lui, anche attraverso la sapienza che condividiamo tra di noi nella comunità. Per questo veniamo all’Eucaristia: per incontrare la Sapienza vivente. Aprire il cuore senza paura Sento forte l’invito a non avere paura di venire al Signore con tutto ciò che abbiamo nel cuore. Di esprimere le cose che più ci stanno a cuore, quelle che più ci fanno soffrire, quelle che ci pesano. Solo se abbiamo lo spirito della regina di Saba, il coraggio di aprire il cuore senza trattenere nulla, possiamo ricevere la risposta piena della sua grazia. Lui risponde. Lui colma. Lui consola. È ciò che ha fatto attraverso sua Madre a Lourdes e ciò che continua a fare anche stasera, per ciascuno di noi.
What this episode covers
In questa festa in cui ricordiamo l’incontro tra Maria e Bernadette a Lourdes, mi colpisce profondamente come la liturgia ci proponga il testo del Libro dei Re che racconta l’arrivo della regina di Saba da Salomone. È un accostamento che trovo bellissimo: a Lourdes avviene un colloquio, un discernimento, un’illuminazione che poi si irradia in tutta la Chiesa e continua a irradiarsi ancora oggi. Allo stesso modo, anche l’incontro tra la regina di Saba e Salomone è un incontro che genera luce. Non si tratta di un incontro diplomatico o politico. La regina non arriva per stringere alleanze o discutere di strategie: lei parla a Salomone di tutto ciò che aveva nel cuore. Gli presenta i suoi enigmi, le sue domande, le cose che non riusciva a capire. Fa un lungo viaggio dall’Africa fino a Gerusalemme proprio perché ha sentito parlare della sapienza di questo re e desidera confrontarsi con lui. Un cuore che si apre e un cuore che ascolta Da una parte c’è il cuore della regina che si apre senza riserve; dall’altra c’è il cuore di Salomone, che aveva chiesto a Dio, come ci ricorda il capitolo 3 del Primo Libro dei Re, non ricchezza o potere, ma uno spirito capace di governare, un cuore che ascolta. Questo è il punto centrale: un cuore che esprime tutto e un cuore che ascolta veramente. In questo scambio avviene qualcosa di straordinario. Il testo dice che non ci fu parola nascosta che il re non potesse spiegarle. Ogni enigma trova risposta. Ogni domanda riceve chiarimento. La regina sperimenta una pienezza tale che il testo afferma che rimase senza respiro. È come se non avesse più nulla da chiedere: il suo cuore è colmato. Anche la festa che celebriamo va in questa direzione. L’incontro con Maria a Lourdes, attraverso Bernadette, fu rivelativo. La Madonna si presentò. C ome per la regina di Saba, anche lì c’era una luce, una rivelazione concreta, che parlava al cuore. La concretezza della sapienza: il Tempio e la presenza di Dio La regina non resta colpita solo dalle parole di Salomone, ma da tutta la realtà che lo circonda. Nota la reggia, la tavola, l’ordine dei servi, il servizio dei coppieri, fino agli olocausti nel Tempio. È una sapienza che si incarna in una concretezza visibile. Salomone è colui che ha costruito il Tempio, non Davide. Tutto converge verso quel luogo dove Dio abita e dove, secondo la preghiera dello stesso Salomone, Egli ascolta le suppliche del suo popolo, anche di chi viene da lontano, anche di chi non appartiene al popolo più vicino, più fedele, più attento. Il Tempio è il luogo in cui si può dire tutto al Signore, attraverso sacrifici e olocausti: è il cuore della sapienza di questo re. Questa concretezza è fondamentale: la sapienza non è un’idea astratta, ma un luogo, un ordine, una liturgia, una presenza. “Qui c’è ben più di Salomone”: il compimento in Cristo Gesù stesso, nel Vangelo di Matteo, ricorda la regina del Sud. Dice che essa si alzerà per giudicare quella generazione, perché venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. E aggiunge: “Qui c’è ben più di Salomone”. Salomone è figura profetica, ma la pienezza della rivelazione, della consolazione e dello Spirito che riempie ogni cosa è Gesù Cristo, la Sapienza di Dio incarnata. È Lui che compie ciò che Salomone prefigurava. Noi siamo qui per questo. Siamo qui per incontrarlo. Venire da lontano per essere colmati Forse non veniamo da lontano in termini geografici. Forse non abbiamo percorso chilometri come la regina di Saba. Ma il nostro cuore può essere stato lontano oggi, o in questi giorni. Possiamo aver bisogno di consolazione, di luce, di risposte. Queste risposte non ce le dà la televisione, non ce le dà il telefonino, non ce le dà nessun altro. Le riceviamo da Lui, anche attraverso la sapienza che condividiamo tra...
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Un cuore che parla e un cuore che ascolta - Omelia mercoledì V settimana TO.m4a
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