EPISODE · Feb 22, 2026 · 12 MIN
Un pasticciotto mangiato da soli è buono, condiviso di più. Se vale per i dolci molto di più per la vita. 22-2-26 domenica 1 Q
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Prima domenica di quaresima. Tema forte. Le tentazioni. Come gestiamo le tentazioni? Le riconosciamo? Di solito come quando uno dice mi hai fatto perdere la pazienza. Di chi è la colpa? Allora per andare subito sul merito delle questioni vorrei partire dal testo della Genesi perché è un testo un po' composito, c'è un pochettino del secondo capitolo, un po' del terzo ma vorrei partire proprio dal fatto che Dio plasmò l'uomo con polvere dal suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita. Cioè la vita dell'uomo è un dono immediato di Dio. Lo spirito vitale che è in lui ha a che fare con Dio, è il suo alito di vita perché possa continuare a vivere secondo quello spirito il Signore si rivolge a lui e gli parla ma non è l'unico che gli parla, allora c'è quel pezzettino del capitolo 3 dove c'è l'immagine del serpente astuto che parla, in questo caso forse Adamo era davanti alla televisione, parla ad Eva perché è più facile avere a che fare, sapete che quando un uomo è davanti alla televisione gli parlate ma non sente niente, ci penserà poi Eva a convincere Adamo, il modo lo trova. Ma ciò che mi interessa sottolineare è che la provocazione che fa alla donna: le dice una parola che è esagerata tanto che anche Eva esagera è vero che non potete mangiare di nessun albero… non so se avete presente quando una donna è convinta di qualche cosa esagera anche lei: “… invece di quell'albero non possiamo mangiare, non lo possiamo neanche toccare” chi gliel'ha detta sta cosa? allora iniziano un dialogo in cui l’astuto, il diavolo, il dia-ballo, cioè il divisore così si chiama, inizia a spostare l'attenzione di Eva che la potremmo paragonare ad una bimba cioè ancora non è cresciuta nella sapienza nella conoscenza è agli inizi e in questo suo iniziare il cammino ancora non ha la forza di riconoscere le cose e infatti si lascia spostare. In questo vi invito ad una riflessione personale quante volte la nostra attenzione viene un po' spostata, catalizzata, come se avessimo a che fare con non so, un venditore avete presente i venditori come riescono a spostare l'attenzione che ti prendono, ti portano, ti fanno vedere e tu non hai il tempo, si deve subito stringere il contratto. Calma! A me verrebbe sempre da dire, calma lo riguardiamo domani. Prendere il tempo opportuno per fare i confronti tra una parola che ti viene proposta e una parola che hai dentro. Ma che parola hai dentro? La tieni ancora ferma o ti sei lasciato spostare? perché per Eva è così perché dopo un attimo si sente dire “no non morirete affatto, anzi…” e qui si insinua una nuova parola che sovrasta quella che aveva dentro, tanto che non se ne ricorda più e mangia cioè si lascia avvelenare, si lascia mortificare nella sua relazione. Mettete questo fatto accanto al testo del Vangelo di oggi, dove il tentatore arriva nel momento della fragilità, della debolezza di Gesù. Non so se avete mai fatto 40 giorni di digiuno a pane ed acqua, no no proprio niente, pare che non abbia mangiato 40 giorni, non so come si faccia e lì tenta: guarda a te stesso, hai fame? cerca di spostare Gesù, ma Gesù non è “spostabile" perché ha una relazione, ha una un dialogo così aperto con il Padre che dice no. Guardate nella nostra vita, quante volte ci siamo sentiti spostati dalle parole che avevamo dentro che avevamo detto, che custodivamo con amore, ma a un certo punto ci troviamo spostati e quando uno dice per esempio che ti sarà accanto nella gioia, nel dolore, nella salute nella malattia, poi subentra qualche altra parola e a un certo punto ci si perde, si perde la relazione. Ma cosa è successo? si è infilata in mezzo un'altra parola una diavola di parola che ti divide: ti divide dentro di te ti divide dall'altra persona ti divide da Dio. Gesù questo momento ci insegna -se lo vogliamo- a affrontarlo. Ma come? Lui ha una relazione così bella che vivendola la sa apprezzare, è una relazione in cui non vuole prendere per sé, ma vuole partecipare. Un piccolo inciso: quant'è più bello condividere qualcosa rispetto ad averla solo per te. penso per esempio, esagero, un bel Pasticciotto, che è un dolce leccese che io ho sempre, più o meno davanti agli occhi, di pasta frolla e crema per intenderci, insomma una roba intensa. quant'è più bello poterlo condividere con qualcuno, rispetto a mangiartelo da solo. Cioè sentire che la gioia che hai tu è gioia anche nell’altro. Esemplifico con una cosa semplice ma provate a farlo con tanti aspetti della nostra vita, con quello che sei non soltanto con quello che hai. La tua vita se non è preziosa per nessuno, neanche per chi te l'ha data, non lo sarà neanche per te. Solo nel momento in cui senti che qualcuno ti guarda veramente con amore tu senti che vali, è preziosa! Allora attraverso tante tentazioni sul prendere, sull’essere: io ti faccio essere così, se tu mi adori la parola adorare vuol dire baciare sostanzialmente, metterci la bocca, ti adoro cioè ti bacio metto la mia bocca su di te avete presente perché si bacia quando si entrano, si baciano i santi queste parti si fa un po' meno, giusto quelli del centro-sud però c'è un'intensità di relazione nel quale tu senti di voler poggiare le labbra sull'altro che è un'espressione bellissima per dire la comunione e il diavolo vuole essere adorato promettendoti un potere immenso che in questo mondo si capisce chi ce l'ha perché ha sicuramente fatto dei compromessi che ha volto verso il male chi sta usando il potere e lo sta usando per dividere o per essere superiore agli altri ha un compromesso con il male perché il potere in realtà dovrebbe essere per un dono pensate alla responsabilità: capi di stato politici, chi stanno adorando? perché sono lì? Chiediamo questo come ha fatto San Paolo, dice bene pregate per i capi per quelli che governo pregate per loro, perché possano vivere il loro potere come un servizio. Se così faremo credo che troveremo una libertà in cui ciò che tu sei è per un dono di te per un servizio. Avere oggi dei diaconi qui lo rende anche un pochettino evidente. Il diacono è uno che si mette accanto nella prospettiva di un servizio. Può essere nella liturgia, può essere nella pastorale può essere a tanti livelli, cioè essere-per è proprio quello che il Signore stesso ha fatto con l’umanità. Lui si è incarnato solo per mettere a servizio di ogni uomo lo stesso cuore di Dio, farci vedere come a Dio sta a cuore l’umanità. Così Gesù ha vissuto e vinto ogni tentazione semplicemente dicendo la sua relazione con Dio: sta scritto… non è che ha fatto gli esercizi, che stava leggendo un libro, ma la parola di Dio stava scritta nel suo cuore, era il suo interlocutore interiore. Chiediamo al Signore in questo tempo di Quaresima magari con un po' di attenzione, custodia e momenti di preghiera, anche attraverso l'ascolto della sua Parola, che il nostro cuore stia nella sintonia con Lui così da vincere ogni tentazione ma respingendola proprio, perché siamo in una relazione che ci fa vivere. Così forse sentiremo che realmente il divisore si allontana e c'è invece un servizio di angeli, di messaggeri di parole che il Signore manda perché la nostra comunione con Lui possa essere un servizio all'unità e alla comunione e di questo rendiamo grazie ogni giorno della nostra vita.
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Prima domenica di quaresima. Tema forte. Le tentazioni. Come gestiamo le tentazioni? Le riconosciamo? Di solito come quando uno dice mi hai fatto perdere la pazienza. Di chi è la colpa? Allora per andare subito sul merito delle questioni vorrei partire dal testo della Genesi perché è un testo un po' composito, c'è un pochettino del secondo capitolo, un po' del terzo ma vorrei partire proprio dal fatto che Dio plasmò l'uomo con polvere dal suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita. Cioè la vita dell'uomo è un dono immediato di Dio. Lo spirito vitale che è in lui ha a che fare con Dio, è il suo alito di vita perché possa continuare a vivere secondo quello spirito il Signore si rivolge a lui e gli parla ma non è l'unico che gli parla, allora c'è quel pezzettino del capitolo 3 dove c'è l'immagine del serpente astuto che parla, in questo caso forse Adamo era davanti alla televisione, parla ad Eva perché è più facile avere a che fare, sapete che quando un uomo è davanti alla televisione gli parlate ma non sente niente, ci penserà poi Eva a convincere Adamo, il modo lo trova. Ma ciò che mi interessa sottolineare è che la provocazione che fa alla donna: le dice una parola che è esagerata tanto che anche Eva esagera è vero che non potete mangiare di nessun albero… non so se avete presente quando una donna è convinta di qualche cosa esagera anche lei: “… invece di quell'albero non possiamo mangiare, non lo possiamo neanche toccare” chi gliel'ha detta sta cosa? allora iniziano un dialogo in cui l’astuto, il diavolo, il dia-ballo, cioè il divisore così si chiama, inizia a spostare l'attenzione di Eva che la potremmo paragonare ad una bimba cioè ancora non è cresciuta nella sapienza nella conoscenza è agli inizi e in questo suo iniziare il cammino ancora non ha la forza di riconoscere le cose e infatti si lascia spostare. In questo vi invito ad una riflessione personale quante volte la nostra attenzione viene un po' spostata, catalizzata, come se avessimo a che fare con non so, un venditore avete presente i venditori come riescono a spostare l'attenzione che ti prendono, ti portano, ti fanno vedere e tu non hai il tempo, si deve subito stringere il contratto. Calma! A me verrebbe sempre da dire, calma lo riguardiamo domani. Prendere il tempo opportuno per fare i confronti tra una parola che ti viene proposta e una parola che hai dentro. Ma che parola hai dentro? La tieni ancora ferma o ti sei lasciato spostare? perché per Eva è così perché dopo un attimo si sente dire “no non morirete affatto, anzi…” e qui si insinua una nuova parola che sovrasta quella che aveva dentro, tanto che non se ne ricorda più e mangia cioè si lascia avvelenare, si lascia mortificare nella sua relazione. Mettete questo fatto accanto al testo del Vangelo di oggi, dove il tentatore arriva nel momento della fragilità, della debolezza di Gesù. Non so se avete mai fatto 40 giorni di digiuno a pane ed acqua, no no proprio niente, pare che non abbia mangiato 40 giorni, non so come si faccia e lì tenta: guarda a te stesso, hai fame? cerca di spostare Gesù, ma Gesù non è “spostabile" perché ha una relazione, ha una un dialogo così aperto con il Padre che dice no. Guardate nella nostra vita, quante volte ci siamo sentiti spostati dalle parole che avevamo dentro che avevamo detto, che custodivamo con amore, ma a un certo punto ci troviamo spostati e quando uno dice per esempio che ti sarà accanto nella gioia, nel dolore, nella salute nella malattia, poi subentra qualche altra parola e a un certo punto ci si perde, si perde la relazione. Ma cosa è successo? si è infilata in mezzo un'altra parola una diavola di parola che ti divide: ti divide dentro di te ti divide dall'altra persona ti divide da Dio. Gesù questo momento ci insegna -se lo vogliamo- a affrontarlo. Ma come? Lui ha una relazione così bella che vivendola la sa apprezzare, è una relazione in cui non vuole prendere per sé, ma vuole partecipare. Un piccolo inciso: quant'è più bello condividere...
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