EPISODE · Sep 14, 2026 · 26 MIN
Valentina Fortichiari "Mi sono conosciuto nel sogno" Guido Morselli
from il posto delle parole · host livio partiti
Valentina Fortichiari"Mi sono conosciuto nel sogno"DiarioGuido MorselliEdizioni Adelphiwww.adelphi.itNuova edizione ampliata a cura di Valentina FortichiariPrefazione di Giuseppe PontiggiaA partire dal 1938, e pressoché sino alla morte, avvenuta nel luglio del 1973, Guido Morselli tenne un diario dove annotava le sue riflessioni sui temi più svariati. Puntigliosamente, da eterno dilettante – dietro il quale si celava un talento ben più saldo di quello di tanti illustri contemporanei –, Morselli prende spunto dalle letture, dagli incontri, dai fatti della vita per chiarire a sé stesso cosa pensare. E spesso pensa con la mente dei personaggi che ha creato, aiutandoci così a penetrare nel suo mondo speculativo e fantastico, e a comprendere i suoi procedimenti narrativi. Non solo: come ha notato Giuseppe Pontiggia, Morselli «rivive scene già descritte, le integra con una memoria visionaria, apprende particolari retrospettivi, conversa con i personaggi» – come se questi abitassero in permanenza il suo io plurimo. C’è difatti, in queste note di diario, una freschezza, un’acutezza, che subito ricolleghiamo al memorabile narratore dei romanzi e al delicato tessuto di pensiero che questi sottintendono. Come anche vi ammiriamo l’agilità mentale e il lucido equilibrio che gli consentono di elaborare posizioni teoriche – per esempio sulla crisi del romanzo – così originali e in anticipo sui tempi da condannarlo alla solitudine e all’emarginazione. Per lui, del resto, la vita spirituale implica due elementi: «una scelta, e la fedeltà a quello che si è scelto. Così nell’amore, così nei nostri rapporti coi luoghi e con le cose (non li possediamo, se non ci dedichiamo a essi con costanza, senza intermittenze); così nel conoscere». I sogni e le annotazioni di carattere più intimo, infine, aprono uno spiraglio prezioso sulla persona Guido Morselli: per usare ancora le parole di Pontiggia, «quando si esamina allo specchio, Morselli ha l’occhio visionario e oggettivo dei maestri dell’autoritratto. Sono le pagine più intense, e più importanti espressivamente, del diario».Guido Morselli nasce a Bologna il 15 agosto 1912 e muore suicida a Varese il 31 luglio 1973. Cresciuto a Milano, si laurea in giurisprudenza nel 1935, ma rinuncia presto a una carriera convenzionale per dedicarsi interamente alla scrittura, vivendo in modo appartato a Gavirate dal 1952 fino alla morte. In vita pubblica solo due saggi, Proust o del sentimento (1943) e Realismo e fantasia (1947), mentre tutti i suoi romanzi vengono rifiutati dagli editori: diventa così l'emblema dello scrittore "inedito" per eccellenza. Solo dopo la morte, grazie soprattutto ad Adelphi, la sua opera narrativa viene pubblicata e rivalutata come una delle voci più originali del Novecento italiano, con titoli come Dissipatio H.G., Il comunista, Divertimento 1889 e Contro-passato prossimo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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