EPISODE · Dec 19, 2025 · 6 MIN
Venerdì 19-12-25 Tra il dono e la scelta c’è lo spazio della responsabilità personale. È lì che si gioca la fede.
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Entriamo nei racconti che precedono il mistero dell'incarnazione. Oggi lo scenario ci fa vedere due donne sterili. Ci fa vedere sostanzialmente qual è l'esito dell'umanità davanti a questo mistero: una vita aperta alla vita, ma la vita non viene. Questo ci darebbe possibilità di approfondire in tante direzioni, ma vorrei soprattutto dire il desiderio profondo che non si sa dare da sé ciò di cui ha bisogno. Non sei capace di renderti fecondo. E questo riguarda la nostra umanità in tantissimi aspetti, guardate. Tra parentesi mi verrebbe da dire a qualcuno anche nella generazione della carne, ma questo riguarda un mistero ben più profondo. In questo scenario mi piace pensare a Zaccaria che aveva pregato, che è lì per la preghiera e tutto il popolo sta pregando, dice ci sarà una fede lì, macché! che vorrebbe dire anche a ciascuno di noi: vai a messa la domenica e preghi tutti i giorni, vai anche alla messa feriale, fai delle intercessioni, poi ti capita una cosa, e lì rimani muto. Cioè la mancanza di fede non ti fa dire più niente, ma la mancanza di fede, uno potrebbe dire, ma Signore la fede è dono tuo, se non ce l'ho sarà anche questa colpa tua, tra le tante che c'hai, c'avrai anche questa. Dice no no aspetta, io te l'ho data, dove l'hai messa tu? Il dono che Dio ci ha fatto, Lui lo sa benissimo, ci tengo a dirvelo, perché a volte ci troviamo nella vita pensando che mi stanno succedendo delle cose, ma questi sono i miei mezzi, Signore intervieni! e se non intervieni, allora… In questo scenario però ci sono due donne di fede, e due donne che si mettono a ringraziare Dio, perché capiscono che quello che sta succedendo nella loro vita non è frutto né di capacità né di merito né di intelligenza, di niente, è puro dono ricevuto, e allora ringraziano. Su questo mi vorrei fermare, perché la fede ha dei poteri che noi non immaginiamo neanche, finché trovandoci nella situazione rispondiamo con fede. Se questo è il preludio, questa è la preparazione che è accaduta, e che mi verrebbe da dire in un certo senso non smette di continuare ad accadere. Perché dei segni di fede ci sono, dei doni dello spirito ci sono, adesso bisogna che queste cose proviamo a combinarle, che si chiama scelta di fede. Spero di essere stato chiaro. Tra il dono e la scelta c'è uno spazio in mezzo, in cui ciascuno di noi deve rispondere. Allora, se volete, questo è il momento, visto che lo stiamo vivendo anche nell'Eucaristia, è il momento per lasciare che Dio attraverso la fede che ci ha donato, concepisca nella nostra vita, se glielo permettiamo, perché anche a noi continuamente rivolge delle parole, perché possano portare il Cristo nel mondo, nella nostra storia, nella nostra fragilità e impotenza, perché agisce particolarmente lì dove non c'è una capacità umana, ma c'è una disponibilità nella fede umana. Ed è questo che rende fecondo il nostro quotidiano. Oggi, ve lo dico con una parola del Salmo 94, oggi se ascoltate la voce del Signore non indurite il vostro cuore.
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Venerdì 19-12-25 Tra il dono e la scelta c’è lo spazio della responsabilità personale. È lì che si gioca la fede.
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