EPISODE · Apr 2, 2026 · 11 MIN
Vuoi cambiare il mondo? Lava i piedi a qualcuno, ama senza condizioni. 2-4-26 Giovedì Santo
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Solennemente inizia il triduo pasquale, questi tre giorni che liturgicamente sono uno solo. Noi stiamo entrando nell'ora di Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre. L'ora di Gesù è l'ora che, da questo capitolo 13 di Giovanni fino alla fine sarà quest'ora qui che affronteremo, fino alla sua resurrezione sarà come un'unica ora. E forse in questo inizio solenne possiamo trovare proprio il centro di quello che Gesù, non soltanto sapeva, ma ha voluto trasmettere in modo che di generazione in generazione questo fosse il centro. E che cosa c'è al centro? C'è una lavanda dei piedi, che è qualcosa di fuori di testa. Perché? Lui si presenta e i discepoli lo riconoscono come il Signore e il Maestro. Allora capirete subito perché Pietro si ribella. Ed è una ribellione che Pietro ha contagiato più o meno a tutti gli uomini, sapete. La maggior parte di noi sente una certa ritrosia davanti a questo gesto di Gesù. Però, se non capiamo questo, non si capirà il resto. Quindi mi permetto di fermarmi su questo aspetto. Cos'è la lavanda dei piedi? Ma è un gesto dei servi. Appunto, Gesù è venuto per farci vedere chi è Dio. Dio si propone all'umanità come colui che lava i piedi. È lui. È colui che si mette nella condizione di essere servo dell'umanità. Ma come facciamo ad accettare un Dio così? Noi ci aspetteremmo. Anzi, spesso lo invochiamo in questo modo. Il Signore è onnipotente. Poi non capiamo perché non tira i pugni in testa a quelli che fanno le guerre in giro. Perché mi è sembrato di sentirlo proprio come preghiera, tante volte. Un'invocazione a Dio perché facesse morire qualche capo di Stato, insomma, eliminasse i violenti, facendo il più violento di tutti. Può essere il nostro Dio il più violento di tutti? No. E questo però ci spiazza. Allora Gesù indossa, si spoglia, depone le vesti. Dice che è proprio uno spogliarsi che anticipa quello che accadrà sulla croce. Si riveste di questo grembiale, se lo cinge attorno ai fianchi, versa l'acqua nel catino e lava i piedi. Sta facendo quello che Dio vuole fare e sempre farà, a tutti gli uomini per sempre. Non è un Dio che pretende, è un Dio che serve. Servo per amore. Ma Pietro resiste. Questa resistenza assomiglia un po' a quella che negli altri Vangeli forse ricorderete, quando Gesù inizia a parlare della sua passione Pietro se lo prende da parte e lo sgrida. Pietro sgrida Gesù dicendo Signore questo non ti accadrà mai. E' proprio arrabbiato. Allora Gesù con molto garbo gli dice vai dietro a me Satana. Non è che vada tanto leggero neanche negli altri Vangeli. E qui gli dice se non ti laverò non avrai parte con me. A questo a questo punto Pietro come forse tutti noi continua a non capire però dice beh allora fammi anche lo shampoo, lavami tutto. Il mio pensare, il mio agire. Lava tutto. E pensiamoci bene su questo aspetto perché non capiamo perché Gesù ci dice di fare certe cose. La maggior parte delle volte non capiamo. E' un po' come i bambini che non capiscono perché i genitori continuano a portarli a messa. Perché dicono vabbè perché devo andare anch’io, vacci tu! Più o meno però noi lo facciamo con più garbo facciamo gli adulti composti, paghiamo lo scotto il meno possibile. Ma cos'è questo lavare i piedi però perché dobbiamo passare attraverso questo gesto di Gesù? è un gesto che faremo anche tra poco che dice non soltanto chi è lui, ma chi è Dio. E continua a dire all'umanità che Dio è onnipotente proprio perché ama senza fermarsi. Allora è bello sentire che queste parole si accostano a quelle di Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura e che poi ritroveremo al momento della consacrazione. Che questo è il suo corpo e il suo sangue. Perché e questo è l'unico mistero è di un Dio che continua a mettersi nella condizione di accessibilità. E' accessibile come un pezzo di pane intinto in un calice ed è per la nostra salvezza. Cioè non ti salvi da solo stai tranquillo. Ti stai sforzando? Non ti sforzare. Guarda piuttosto l'amore con cui sei amato. Cerca di considerare che quell'amore è quello che può aiutarti a vedere le cose in un modo totalmente diverso. Come dirà poi dopo Gesù ai discepoli: Capite quello che ho fatto per voi? dopo che ha lavato i piedi e riprende le vesti. Vi ho dato l'esempio perché facciate così anche voi gli uni agli altri. Guardate qui c'è tutta la vita cristiana in queste parole. Tutta. Mi piacerebbe che ciascuno questa sera riconsiderasse anche il momento di preghiera successivo all'Eucarestia. Ci sarà anche un momento di adorazione se qualcuno lo vorrà. Ma si fermasse a considerare come se nella vita non impara da questo gesto di Gesù a fare della propria vita un dono d'amore e quindi a essere disposto disponibile al perdono, non riuscirà a vivere una vita insieme ad altri. Senza perdono gli altri sono un problema, un peso, un carico. E guardate non soltanto quando crescono, cioè quando i problemi diventano sempre più grandi, nel momento in cui non ti accorgi che solo nell'amore l'altro lo rispetti per quello che è, solo nell'amore, altrimenti anche se non litighi l'altro ce l'hai lì perché? Perché ne hai bisogno tu, perché lo vuoi tu. Si potrebbe dire in un altro modo, un termine unico per egoismo. Per egoismo capite che l'amore non funziona. Allora proprio dal gesto di Gesù possiamo invece cogliere come il dono che ci fa di sé: Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. Dall'amore con cui siamo accolti anche oggi facciamo anche noi storia di salvezza perché sinché non saremo disposti ad amare e quindi ad accogliere e perdonare nelle varie situazioni della vita, se questa parte manca forse siamo cristiani nella camicia, siamo cristiani di etichetta, ma non lo siamo nel cuore, cioè non diamo spazio a Cristo nel nostro cuore, perché amare e perdonare non è frutto di una tua abilità, è frutto dell'amore con cui sei amato. Si vede che non ti stai sentendo amato da Cristo. Solo chi si sente come Giuda che era lì a lasciarsi lavare i piedi, come Pietro che era lì a lasciarsi lavare i piedi e gli altri dieci che nel momento della prova che fine fanno scompaiono tutti, tutti quanti. Gesù è colui che ha lavato i piedi a tutti e continua a farlo. Consideriamo questo dono che sinché non lo metteremo in pratica vuol dire che non lo stiamo accogliendo. Così ho suggerito anche qualche materia di confessione per i prossimi giorni se qualcuno per esempio non ci avesse pensato. Chiediamo quindi al Signore grazia perché anche oggi l'amore con cui ci sta amando diventi per noi una sorgente viva, capace di accogliere, amare e perdonare come lui fa a noi.
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Solennemente inizia il triduo pasquale, questi tre giorni che liturgicamente sono uno solo. Noi stiamo entrando nell' ora di Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre . L'ora di Gesù è l'ora che, da questo capitolo 13 di Giovanni fino alla fine sarà quest'ora qui che affronteremo, fino alla sua resurrezione sarà come un'unica ora. E forse in questo inizio solenne possiamo trovare proprio il centro di quello che Gesù, non soltanto sapeva, ma ha voluto trasmettere in modo che di generazione in generazione questo fosse il centro. E che cosa c'è al centro? C'è una lavanda dei piedi, che è qualcosa di fuori di testa. Perché? Lui si presenta e i discepoli lo riconoscono come il Signore e il Maestro. Allora capirete subito perché Pietro si ribella. Ed è una ribellione che Pietro ha contagiato più o meno a tutti gli uomini, sapete. La maggior parte di noi sente una certa ritrosia davanti a questo gesto di Gesù. Però, se non capiamo questo, non si capirà il resto. Quindi mi permetto di fermarmi su questo aspetto. Cos'è la lavanda dei piedi? Ma è un gesto dei servi. Appunto, Gesù è venuto per farci vedere chi è Dio. Dio si propone all'umanità come colui che lava i piedi. È lui. È colui che si mette nella condizione di essere servo dell'umanità. Ma come facciamo ad accettare un Dio così? Noi ci aspetteremmo. Anzi, spesso lo invochiamo in questo modo. Il Signore è onnipotente. Poi non capiamo perché non tira i pugni in testa a quelli che fanno le guerre in giro. Perché mi è sembrato di sentirlo proprio come preghiera, tante volte. Un'invocazione a Dio perché facesse morire qualche capo di Stato, insomma, eliminasse i violenti, facendo il più violento di tutti. Può essere il nostro Dio il più violento di tutti? No. E questo però ci spiazza. Allora Gesù indossa, si spoglia, depone le vesti. Dice che è proprio uno spogliarsi che anticipa quello che accadrà sulla croce. Si riveste di questo grembiale, se lo cinge attorno ai fianchi, versa l'acqua nel catino e lava i piedi. Sta facendo quello che Dio vuole fare e sempre farà, a tutti gli uomini per sempre. Non è un Dio che pretende, è un Dio che serve. Servo per amore. Ma Pietro resiste. Questa resistenza assomiglia un po' a quella che negli altri Vangeli forse ricorderete, quando Gesù inizia a parlare della sua passione Pietro se lo prende da parte e lo sgrida. Pietro sgrida Gesù dicendo Signore questo non ti accadrà mai. E' proprio arrabbiato. Allora Gesù con molto garbo gli dice vai dietro a me Satana. Non è che vada tanto leggero neanche negli altri Vangeli. E qui gli dice se non ti laverò non avrai parte con me. A questo a questo punto Pietro come forse tutti noi continua a non capire però dice beh allora fammi anche lo shampoo, lavami tutto. Il mio pensare, il mio agire. Lava tutto. E pensiamoci bene su questo aspetto perché non capiamo perché Gesù ci dice di fare certe cose. La maggior parte delle volte non capiamo. E' un po' come i bambini che non capiscono perché i genitori continuano a portarli a messa. Perché dicono vabbè perché devo andare anch’io, vacci tu! Più o meno però noi lo facciamo con più garbo facciamo gli adulti composti, paghiamo lo scotto il meno possibile. Ma cos'è questo lavare i piedi però perché dobbiamo passare attraverso questo gesto di Gesù? è un gesto che faremo anche tra poco che dice non soltanto chi è lui, ma chi è Dio. E continua a dire all'umanità che Dio è onnipotente proprio perché ama senza fermarsi. Allora è bello sentire che queste parole si accostano a quelle di Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura e che poi ritroveremo al momento della consacrazione. Che questo è il suo corpo e il suo sangue. Perché e questo è l'unico mistero è di un Dio che continua a mettersi nella condizione di accessibilità. E' accessibile come un pezzo di pane intinto in un calice ed è per la nostra salvezza. Cioè non ti salvi da solo stai tranquillo. Ti stai sforzando? Non ti...
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Vuoi cambiare il mondo? Lava i piedi a qualcuno, ama senza condizioni. 2-4-26 Giovedì Santo
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