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Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su PatreonQuesto non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.

  1. 445

    Ep. 251: Harada Saudita – i soldi sporchi del gaming

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Nei videogiochi non esistono più soldi puliti. La sconfitta più grossa che c'ha inflitto il capitalismo forse è proprio questa. Fare videogiochi costa sempre di più, e il 99% dei soldi che girano in questo circo vengono da gente di merda. Bin Salman non si è comprato solo SNK. Non ha soltanto diverse quote in giochini che spaziano da Nintendo fino a TakeTwo. Adesso attira anche le persone che sono state dietro le nostre IP preferite, e manco una mesata fa ha convinto Harada a tornare al lavoro dopo 6 mesi di pensione. L'uomo che ha reso Tekken fichissimo adesso è sul libro paga di uno che ammazza giornalisti per sport. E questa cosa è più importante del fantasticare su cosa potrebbe fare Harada con le IP di SNK. Quando i soldi non ce li mette l'Arabia Saudita arrivano da Tencent, e insomma, la Repubblica Popolare Cinese non è per nulla un esempio di virtù. Ma sappiamo far schifo benissimo anche in occidente: presente Microsoft? Dopo 100 miliardi spesi in acquisizione videoludiche ha fatto talmente tante merdate pro-Israele che perfino Arkane Studios si è sentita in dovere di pubblicare una lettera aperta in cui invitava la propria dirigenza a togliersi la testa dal culo. I videogiochi oggi, purtroppo, sono anche questo. E dobbiamo esserne consapevoli. Perché la consapevolezza è l'unica arma che al momento non sta dietro paywall.

  2. 444

    L’acqua nei videogiochi – unWired

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Che forma assume l’acqua, nei videogiochi? Puntata rigorosamente registrata in assenza di Scibetta per evidenti motivi di conflitti idrogeologici.

  3. 443

    Hades II spiegato male – rece?

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Se il primo Hades è l'esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel. Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino "30€", avrebbe venduto le madonne ugualmente. Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l'ha ampliata e l'ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie. In un modo talmente leggero ma accurato che chiunque voglia raccontare la mitologia dovrebbe prendere appunti, visto che ci imparati più sulla storia greca con due partite su Hades che in tre capitoli di God of War. E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l'amaro in bocca. Giusto un po', ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti. Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c'era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte. È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti "ammazzare il Tempo", invece te lo consuma. E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.

  4. 442

    Ep. 206: BOIA CHI MILLA! Usi dei trofei nei videogiochi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon I trofei sarebbero una cosa pazzesca, se solo non li usassimo per misurarci il cazzo. Giocare Gris senza la notifica dell’obiettivo che si sblocca alla fine di ogni livello, facendoti capire che non stai giocando un livello ma una delle fasi del lutto, sarebbe un’esperienza completamente diversa. I requisiti minimi per capire Gris sono aver perso qualcuno, e i più fortunati di noi quindi senza questa protesi non potrebbero capire cosa stanno giocando. Altre volte gli obiettivi diventano un assist per scoprire cose che non sai di un gioco che sei convinto di conoscere a memoria perché fa parte del tuo background culturale, ma di cui non avevi mai carpito davvero tutti i segreti. Solo che poi succede che li usi per mostrare quanto sei molto più giocatore di quell’altro che Devil May Cry 1 mica l’ha platinato. Quell’ossessione per cui compri giochi scam del cazzo per poter pompare i numeri della tua gamertag, in sfregio a Yoko Taro e all’uso della madonna che ha fatto di questa meccanica in Nier Automata. I trofei potrebbero fare tantissimo per i videogiochi. E invece li abbiamo ridotti ad un gagliardetto che serve a titillarci l’ego. Un po’ come con i videogiochi.

  5. 441

    Ep. 205: Morrowind of the Same – remake, remastered, reboot e nei videogiochi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Esce Oblivion Remastered e non si capisce più un cazzo. Tecnicamente è un remake, perché non è che son partiti dall’originale e hanno cambiato le texture tenendo immutato il coding, hanno cambiato engine ricalcando sopra il gioco del 2006. Ma Bethesda lo ha etichettato come remastered perché vuole giocare coi tuoi sentimenti, ha bisogno che credi che sia lo stesso gioco a cui hanno aggiornato solo la grafica – e in effetti lo è, solo che non dovrebbe essere una bella cosa ma c’han convinto che sia il risultato ottimale. Tutto questo perché chiamare Remake le cose par brutto. E quando le chiamano remake, lo sono davvero? Perché Final Fantasy VII Remake tecnicamente è un remake se usiamo la definizione cinematografica, ma in realtà è Nomura che fa il cosplay di Hideaki Anno. Questo grossomodo è il tema su cui ci siamo scannati questa settimana. Non abbiamo concluso un cazzo (as usual), ma magari ci puoi dire la tua negli appositi spazi commenti sulle varie piattaforme o sul gruppo Telegram del podcast videoludicamente scorretto.

  6. 440

    La Tier List di TUTTI i giochini di Nintendo Switch

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Com’è stata l’ultima generazione di Nintendo? Passando in rassegna le uscite in ordine temporale e provando a catalogarle secondo la nostra personalissima scala – dove la S sta per “liquido seminale secreto dall’apparato maschile” e il fondo del barile è un siculissimo “manco cu lignu” — è venuto naturale fare un po’ di considerazioni sulla lineup di roba che ci siamo sciroppati negli scorsi 8 anni. Tipo, perché è uscito un numero così smisurato di musou sulla console peggiore per garantire un’esperienza di gioco al di sopra dei 15 fps?

  7. 439

    Ep. 204: Indieavolati – i giochini indie degli ultimi mesi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon I giochini piccini di cui s’è fatta indiegestione stavolta sono: Ender Magnolia. Che è il sequel di Ender Lillies e apparentemente sistema diverse delle cosine che non funzionavano nel primo; Everhood 2. Che è il sequel de La Grande Corsa dei Puffi e su cui il Boss Finale e Sieg Heilteri hanno delle opinioni un po’ discordanti, nonostante comunque sia garbato ragguardevolmente a tutti e due. Ovviamente scherzavo, ed è il sequel di Everhood; Wanderstop. Che è il giochino di cui tutti hanno detto “è il sequel di The Stanley Parable” e invece cor cazzo, ma cor cazzo proprio. Ed è giustissimo così (questo peraltro Alteri l’ha giocato coi soldi del Patreon e manco ci ha scritto un rigo, complimenti); Spilled!. 5€ per giocare un paio d’ore ad un cozy game sul ripulire i mari con una pixel art bellina. La pixel art bellina è un po’ il filo conduttore di tutto questo cestione indie; Ale Abbey. Io con gli anni ho fatto pace con l’idea che non impazzisco per la birra e sono più tipo da vini da Long Island, però questo gestionale (ancora in Accesso Anticipato) su dei monaci che devono diventare mastri birrai e fare un pacco di soldi non è male per nulla; Cataclismo. Per un Accesso Anticipato che parte, uno che finisce e fa uscire finalmente il giochino. Cataclismo è stata una delle hit dell’anno scorso, Alteri c’era finito sotto e adesso che hanno aggiunto pure il workshop e una madonna di cose è contento. Ha piazzato 250mila copie in una settimanella. Buttale via; Keep Driving. Per la serie “guarda come il resto d’Europa fa i soldi mentre noi siamo qua a prenderci le letterine degli avvocati di Enotria”, è il gioco che mi ha fatto scoprire che in Svezia esistono effettivamente i Seven Eleven. Pensa te; Abbiamo parlato anche velocemente di un giochino che puoi giocare da te, basta che cerchi “Fight Ur Demons” su itch.io e lo trovi. È una roba a cui sta lavorando Francesco “Dipi” Di Pietro con cui siamo amici e quindi in conflitto di interessi, però è bello bello e ci sto passando più tempo del lecito sopra.

  8. 438

    Mario Kart World non è Forza Horizon e altro di Switch 2 raccontato con calma – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Nintendo apre quello che non lo sappiamo ma sarà uno dei reveal di una nuova console peggiore da anni a questa parte con Mario Kart World e il durello è inevitabile. Sogni finalmente un Mario Kart moderno, sul modello di Forza Horizon o quantomeno di Burnout Paradise, la grande mappa open world piena di eventi che puoi esplorare con la cumpa di amici (che detto così sembra The Crew spiegato bene). Poi viene fuori che l’Open World in realtà è una modalità a parte rispetto ai soliti Grand Prix e non si capisce bene a che cazzo serva. Ad un certo punto sembra che Nintendo abbia osato lì dove Sony ha ritenuto che 5 milioni di copie non fossero abbastanza, in spregio al fenomeno di culto che s’è radunato attorno all’IP. Quella IP, il Miyazaki che abbraccia il gotico, l’orrore cosmico, i punti intuizione che ti rendono sempre più pazzo. Poi guardi i modelli poligonali che sembrano usciti da Dark Souls Prepare to Die (2012). E l’orrore diventa The Duskbloods, perché non ci vuoi credere che Miyazaki stia facendo quella roba lì. E insomma ne hanno già parlato tutti, ma nessuno ne ha parlato come ne abbiamo parlato noi. Sparati ‘sto checkpoint per fare un po’ il punto della situazione su Switch 2.

  9. 437

    DLC #87: Le Terme di Caracal [pseudo intervista a Caracal Game]

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon TL;DR: Abbiamo parlato col papà di Star Overdrive. Se non sai cos'è, studia. Caracal Games sta facendo un giochino. Che poi tanto "ino" non è, nel senso che ok, in un periodo storico in cui abbiamo normalizzato le 200 ore di Assassin's Creed Valhalla 15 ore di gameplay sembrano poca roba, ma bisogna considerare che questi sono andati da Nintendo a mostrare la mercanzia e Nintendo ha risposto "domo arigato". E quindi morale della favola Star Overdrive è finito in due Nintendo Direct e a Kyoto ci credono un sacco. Ed è facile credere in Star Overdrive, dopo aver preso un po' di familiarità con l'hoverboard e aver intinto le dita nei dungeon giocabili della demo. È facile perché ci rivedi un po' di Breath of the Wild, un po' di Monster Hunter, un po' di Tony Hawk perfino. Ne avrà per 15 ore? Per ora possiamo dire che Tommaso Bonanni, che di Caracal Games è il CEO e di Star Overdrive il babbo, ne aveva per un'oretta. E l'abbiamo registrata. Goditela. Per un parere più critico sul gioco, tocca aspettare che ci giochiamo.

  10. 436

    Ep. 203: Pato of Exile – serie videoludiche che hanno tradito le aspettative

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Quante serie videoludiche sembravano il prossimo Pallone d’Oro e poi han fatto la fine di Alexandre Pato? No, non copulare con la figlia di B., ma non riuscire ad essere all’altezza delle aspettative che avevano costruito. Dopo Borderlands 2 – e anche la parentesi Telltale della serie – pensavamo che Gearbox fosse sul punto di consacrarsi come uno degli sviluppatori capaci di confezionare un classico ad ogni release. Poi è successo The Presequel, e nemmeno Borderlands 3 è riuscito a farcelo dimenticare. Men che meno il film sfigatissimo uscito da Hollywood fuori tempo massimo. Un po’ com’è successo a Prince of Persia, morto male dopo la trilogia delle sabbie e arrivato in sala con 10 anni di lag, e pure ad Assassin’s Creed, che però poi è riuscito ad aprire un nuovo ciclo andando a copiare di peso The Witcher 3. Chi non c’è l’ha fatta è Final Fantasy. Quand’è che la serie ha iniziato a diventare irrilevante? C’è chi dice con Tre Uomini e una Gamba Final Fantasy XV, chi invece ricorda la delusione dei corridoi di XIII dopo il quasi open-world di XII. C’è qualche stronzo che ti dirà già con Final Fantasy 7 perché non è il 6 ed era più fica la pixel art. Nei videogiochi abbiamo avuto Maradona e abbiamo avuto anche i Pato, gli Adriano, i Recoba. Serie che avevano i numeri e si sono perse lungo la strada. Serie che forse proprio per questo ci portiamo dentro. Perché è facile amare i Grand Theft Auto e i God of War, ma non ci emozioneranno mai quanto l’annuncio di un nuovo Metroid che arriva all’improvviso.

  11. 435

    Le Nintendo Virtual Card sono un’inculata? – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Nintendo presenta le Virtual Card per Switch e non si capisce assolutamente un cazzo. Non si vedeva una presentazione così confusionaria dai tempi dell'annuncio di Wii U. Ho dovuto guardare il video quattro o cinque volte per essere sicuro di come funzioni 'sta cosa: sostanzialmente da un certo punto in poi tutto quello che scaricheremo da eShop sarà una Virtual Card. Potremmo poi "disinserire" queste schede per poterle "inserire" su un'altra console su cui siamo loggati con lo stesso account, a patto di aver collegato le due macchine una prima volta tramite rete locale. Al momento per fare la stessa cosa bastava loggarsi e riscaricare il giochino da eShop, per la serie "ufficio complicazioni cose semplici". Ma le cose diventano anche peggio quando si arriva a come funziona il prestito dei giochi con altri account del tuo gruppo famiglia. Oltre a doverli scambiare su rete locale se ne può prestare solo uno per utente e solo per 14 giorni. "Proprio come con le cartucce fisiche" un cazzo. Non è ancora chiarissimo se tutto questo sostituirà l'attuale policy (che con qualche settaggio permette di condividere i giochi con un'altra persona e giocarli anche contemporaneamente). Se è un extra o una roba atta ad impedire l'account sharing su Switch 2. Quello che è chiarissimo è che Nintendo vuole trasformare anche i giochi digitali in copie fisiche, dimenticandosi però dell'unica feature che ci interessava: poterceli rivendere.

  12. 434

    Ep. 202: Il falò delle metroidvanità

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Belli i metroidvania, eh. Però che palle quando durano troppo, sono troppo derivativi, sbagliano l’esplorazione e tutta una serie di difetti di design che rendono palloso un genere più vivo che mai, che anzi forse oggi addirittura è sovraesposto.

  13. 433

    Ep. 201: L’ernia del Disco Elysium [capitalismo, videogiochi & altri cazzi]

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Questa puntata è sostanzialmente un’espansione di B-Human: vite di seconda classe nell’industria dei videogiochi. Nel primo indice che avevamo pensato per B-Human c’era un capitolo dedicato ai postumi di Disco Elysium. Organizzando le fonti però abbiamo realizzato una cosa: gli aspetti finanziari della vicenda erano al di là delle nostre competenze – nonostante l’ottimo lavoro fatto da People Make Games –, mentre i risvolti da “vite di seconda classe nell’industria” assomigliavano già ad altre storie che avevamo individuato come esempi per trattare di certe problematiche. Solo che qualche giorno fa è successo che ZA/UM è tornata alla carica sia marketizzando il suo Project C4 come sviluppato “dallo studio dietro Disco Elysium” che annunciando una nuova versione di Disco Elysium stesso, tirata fuori senza il coinvolgimento di chi Disco Elysium l’ha fatto. E allora abbiamo sentito l’urgenza di registrare questo episodio per parlare di quanto il capitalismo sia becero nell’appropriarsi di cose che sono sue negli atti e nelle carte, ma che in realtà dovrebbero appartenere a chi le ha ideate. C’è anche qualche aggiornamento sulla vicenda di The Sinking City e un po’ di chiacchiera su Kojima in cosplay da Genny Savastano. Ma mi sono già dilungato troppo, pigia play e non rompere i coglioni.

  14. 432

    Ep. 200: la TOP 10 dei MIGLIORI giochini di SEMPRE

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon 200 episodi in culo ai sabotaggi e ai messaggini mandati su WhatsApp consigliando di mollare Gameromancer “perchè è ai limiti dell’illegalità”. 200 episodi alla faccia di chi rosica perché si sentiva stocazzo e ha fallito qualunque tentativo di costruire qualcosa, e mo si deve accontentare delle paginette Instagram e dei giornali da radical chic. Ma soprattutto 200 episodi grazie a quelli che ormai solo su Spotify sono 2000 follower. Poca cosa nell’epoca da fuori in 90 secondi di TikTok, ma che per me – per noi tutti, incluse le persone che fanno GR ma non ci mettono la voce in podcast – valgono più di qualunque cosa avremmo potuto ottenere succhiando quel cazzo che in Italia chiamiamo “compromesso”. Oggi è festa. La festa dell’indipendenza. Quella vera. Quella su cui puoi premere tranquillamente play.

  15. 431

    Quanto è invecchiato The Last of Us? – [not so]Retro

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon 12 anni, una remastered, un remake e una serie TV dopo è proprio il caso di vedere com’è invecchiato The Last of Us. Come sono invecchiate le recensioni entusiaste dell’epoca, quanto effettivamente dell’ultima grande esclusiva PS3 poi si trova nel videogioco che sarebbe venuto dopo. Per questo primo (non così) Retro abbiamo pure costretto Pacione a riprendere in mano il giochino per parlarne con cognizione di causa.

  16. 430

    Il Viaggio nei Videogiochi – unWired

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Negli anni ‘80 il viaggio on the road visto dagli occhi di chi stava guidando la carica del videogioco era più o meno così: palme, pixel art, Ferrari Testarossa e biondona di ordinanza sul sedile del passeggero. Era Out Run, in buona sostanza, andare da A a B senza nessuna finalità precisa ma solo per assaporare cosa succede tra quei due punti. In parallelo invece c’è chi va da A a B, viaggiando da sinistra a destra, in nome di uno scopo più alto. Salvare la principessa, sconfiggere il cattivo, compiere insomma un viaggio diverso da quello di Yu Suzuki e più simile al viaggio dell’eroe di Edward Burnett Tylor. Queste due storie – questi due viaggi – ad un certo punto si sovrappongono. Trovano la stessa soluzione di design nell’Open World, ci portano fuori dal pianeta Terra, slegando il filo di quel controller cablato che ci teneva legati allo SNES per permetterci di arrivare su Giove. Questo è unWired. Premi play e lasciati accompagnare.

  17. 429

    Ep. 199: Spiaze Invaders – videogiochi deludenti

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon La puntata del podcast videoludicamente scorretto di questa settimana è dedicata a quei giochi che per un motivo o per un altro han fatto una grandissima campagna elettorale, ma poi all’uscita ti sei ritrovato tra le mani una copia di Anthem. Contiene diverse volgarità e dissing in ordine sparso. Non necessariamente ai giochi. E non […]

  18. 428

    Com’è la beta di Monster Hunter Wilds? – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon È stato il weekend della Open Beta di Monster Hunter Wilds. A meno che tu non giochi su PS5, in quel caso è stato il sabato di Monster Hunter Wilds seguito da una domenica all'insegna delle bestemmie perché il PSN era down e te li dai in culo i teraFLOPS di PS5 Pro se il problema sono i cazzo di server. Comunque com'è come non è abbiamo provato a vedere il gioco com'è. Seguono 45 minuti di considerazioni sparse in attesa del 28 febbraio.

  19. 427

    Ep. 198: Scully and Bones – gli X-Files di Ubisoft

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Ma esattamente che cazzo è successo a Ubisoft negli ultimi, boh, 10 anni? Erano la software house degli esperimenti arditi per cui non ci si faceva problemi a stravolgere la formula di Assassin’s Creed prima con Unity e poi con Origins-Odyssey-Valhalla. Quella dei Rayman Legends, ancora oggi probabilmente il miglior platform 2D che si possa giocare lontano da Nintendo Switch. Di Watch Dogs 2 completamente del mood opposto di Watch Dogs 1 eppure così centrato, di tantissime cose più piccoline ma non per questo meno di valore. Poi si è rotto qualcosa. E quel qualcosa non possono essere solo i coglioni del pubblico dopo il decimo Far Cry uguale a quello precedente.

  20. 426

    Ep. 197: (PS)Vita, morta e miracoli

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Oggi lo schermo OLED è una fighetteria da secondo modello della console da rivendere a chi ha preso quella base. Nel 2011 su PlayStation Vita era il cazzo di standard. 249€ – lo stesso prezzo di 3DS, prima che Nintendo tagliasse il prezzo come mai più fatto nella sua storia – per essere proiettati nella Next Generation Portable, per continuare a sognare la stessa esperienza home comodamente nelle nostre tasche in perfetta continuità con quanto visto su PSP. Rimarrà solo un sogno, perché appunto Nintendo pur di vincere quella competizione varerà una manovra lacrime & sangue e non contenta svilupperà alla chetichella killer application come Mario Kart e Smash Bros. per la sua portatile. Poco importa se poi quella versione di Smash Bros. per 3DS sia un mezzo insulto. Le vendite, Giappone a parte, non ingraneranno mai, perché l’era delle console portatili così come le avevamo conosciute si stava avviando verso un tramonto ogni giorno sempre più chiaro. La gente voleva quello che poi c’avrebbero dato Switch e Steam Deck, gli stessi giochi da home console e fanculo all’idea di giocare al parco, a me interessa poter finire Skyrim tutto sul cesso. Eppure PS Vita quasi 15 anni dopo è ancora un gran bel pezzo di hardware. Il software, beh, è un discorso a parte.

  21. 425

    Ep. 196: Videogiochi a 100€?!

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon È una roba un po' più complessa di come l'han raccontata i vari influencer del videoludo, perché che il gioco dei videogiochi non sia più sostenibile non lo scopriamo mo', e già all'inizio di questa generazione c'eravamo beccati in faccia un aumento dei prezzi generale di 10€. Che non serve solo a far fare più soldi alle Rockstar e alle Sony, ma a cercare di mettere una pezza al problema che sviluppare su PS5 costa il doppio che farlo su PS4 a fronte di vendite tendenzialmente in linea con la passata gen. Questo vuol dire che dobbiamo pagare di più? In realtà suggerirebbe di doversi accontentare di meno...

  22. 424

    Ep. 195: Cutting Edgy – lo Stato dell’Arte nei videogiochi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Qual è, e soprattutto cos’è, lo stato dell’arte nei videogiochi? Non è una domanda così scontata perché in un primo momento la tentazione sarebbe quella di guardare all’oggi, ma in realtà l’evoluzione del medium non è stata lineare, segue delle mode che non necessariamente poi portano il prodotto finale ad essere la summa di tutto quello che i giochini sanno fare. E quindi tipo Metal Gear Solid 3 riesce a rimanere un pinnacolo per un sacco di anni, nonostante poi ne esca anche un quarto capitolo.

  23. 423

    I leak di Switch 2 e Ubisoft alla canna del GaaS – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Ubisoft se la passa abbastanza male: rinviato Assassin's Creed Shadows non si esclude la messa in vendita dell'azienda. Tencent è già lì pronta con i soldi in mano, in barba all'accusa di collaborare con l'esercito cinese. Nintendo invece è alle prese con la non semplice transizione tra Switch e Switch 2: al CES si sono visti degli accessori di terze parti che hanno fatto subodorare la console, ma nel nanosecondo in cui verrà annunciata ufficialmente gli introiti da Switch 1 si polverizzeranno. E diciamocelo, non butti via 150+ milioni di installato.

  24. 422

    Ep. 194: What If…? (Come la Marvel ma coi giochini)

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Tempo. Sborra. Realtà. Non hanno un andamento lineare. Formano un prisma di infinite realtà, in cui ogni scelta può diramarsi verso realtà infinite, creando mondi alternativi a quelli già conosciuti. E pensa, Everyeye è una merda in tuttNOOOOOO. Sono la Voce della Ribellione, la guida che vi condurrà in nuove vaste realtà. Seguitemi, e masturbatevi sulla domanda... E se...? [Tl;dr: ci siamo immaginati degli scenari ipotetici nei videogiochi e li abbiamo discussi. Puntata molto piacevole in realtà. ‘Ste cose mica le puoi ascoltare su TopGames.]

  25. 421

    Ep. 193: Come il 2024 ha cambiato per sempre i videogiochi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Il 2024 è stato un anno di cose abbastanza terribili successe nel videoludo. Licenziamenti, chiusure di studi e testate “di settore” che certificano uno shift verso l’influencing che anni fa auspicavo perchè voleva dire “che bello muoiono i sitini” ma ha ampiamente dimostrato che tanto l’influencing fa le stesse becerate del giornalismo e non c’è manco più una deontologia cui poter fare appello. È stato l’anno in cui Microsoft fa il cosplay di SEGA per la seconda volta nella sua vita e se la prima era per proporre una sorta di surrogato del Dreamcast con la prima Xbox oggi è per portare i suoi giochini anche sulle terze parti. L’anno in cui PlayStation ha confermato che nonostante il floppone di Concord ci dobbiamo attaccare al GaaS lo stesso perché iddio lo vuole (secondo loro) e in cui abbiamo strumentalizzato i Balatro e gli Animal Well per dire che gli indie ci salveranno tutti. Solo che non so fino a che punto meritiamo di essere salvati.

  26. 420

    La Pietà nei Videogiochi – unWired

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon È il 1978 e gli alieni invadono la Terra. Lo fanno attraverso quello che è il Big Bang del videogioco commerciale, perché ok, fissiamo l’origine degli assi su Tennis for Two (1958), ma nel lasso di tempo tra l’oscilloscopio ludico di Higinbotham e Space Invaders succede veramente pochissimo. E quindi nel 1978 gli alieni invadono. Non sappiamo perché, non sappiamo nemmeno se stiano effettivamente invadendo, magari è tutto ambientato in un esopianeta che abbiamo colonizzato in un lontano futuro dove abbiamo fatto quello che sappiamo fare meglio davanti ad un continente inesplorato, ammazzare tutti i locals e colonizzarlo. E continueremo a non sapere un gran cazzo fin quasi agli anni 2000, se non per qualche occasionale contributo per lo più caduto nel vuoto perché il videogioco, soprattutto in occidente, vuol dire soprattutto divertimento. Poi però le cose ad un certo punto cambiano. E i videogiochi scoprono la pietà. Questo è il fil rouge che Arianna ha tessuto da Tomohiro Nishikado fino a Cory Barlog.

  27. 419

    Ep. 192: Luigi’s Mangion

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Luigi Mangione era un gamer, e giocava questo gioco pericolosissimo in cui devi ammazzare un sacco di gente senza farti scoprire sennò la partita finisce. Questo gioco pericolosissimo si chiama Among Us, e lo abbiamo giocato tutti durante gli anni della pandemia. Eppure chi deve dare la notizia sui media generalisti, apparentemente, dal fenomeno Among Us non è mai stato sfiorato.

  28. 418

    Ep. 191: Mo je faccio er cucchiaio..

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Una puntata tutta sui GaaT (Game as a Totti)... Ci sono videogiochi che si prendono rischi inutili, l’equivalente ludico di un rigore tirato a cucchiaio. A volte chi lo tira è Totti, e vengono fuori capolavori che finiscono quasi per abituarci all’idea che il videogioco, un certo tipo di videogioco almeno, debba essere così. Altre volte sul dischetto ci va Pellè, e ti ritrovi a giocare qualcosa che prometteva di sconvolgerti la vita e invece finisce pure per tirarla fuori. “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, diceva De Gregori. E infatti si può essere grandi videogiochi senza inventarsi un gran cazzo. Però il fascino del cucchiaio è qualcosa a cui non si sfugge, e vale sempre la pena provare a prendere quei 30 Birds su Steam per vedere se alla fine è un’hipsterata o ne parlerai per i prossimi 10 anni di podcast.

  29. 417

    Ma me li compro Nine Sols e Metal Slug Tactics? (rece?)

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Nine Sols è il miglior metroidvania dell'anno. Ma è giusto chiamarli ancora metroidvania? Metal Slug Tactics prova la superiorità della blasfemia (ma in realtà te lo avevo già detto nella rece sul Sacro Blog™). Ma soprattutto, perché cazzo parliamo di due giochini che non c'entrano una ralla uno con l'altro assieme? Perché ci va. Che spero sia lo stesso motivo per cui ascolti.

  30. 416

    Ep. 190: Non c’è più respec – la decostruzione del genere Soulslike

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Non c’è più respec per l’etichetta “soulslike”: ormai per rientrarci basta veramente poco, al punto che quasi se ci sono il parry e la rollata ci si può lanciare in paralleli con Miyazaki. Cosa che in realtà s’è sempre fatta, quindi mi sa che non c’è mai stato respec. Eppure qualche elemento che empiricamente poi ti porta a pensare di star giocando un soulslike c’è. E anche se poi all’atto pratico sono molto diversi c’è un filo rosso che parte da Demon’s Souls e arriva a Black Myth Wukong, perché Wukong in un certo senso è l’ultimo tassello di un processo di decostruzione iniziato quasi da subito dalla stessa From Software.

  31. 415

    Ep. 189: L’ennesima peggior Games Week di sempre

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon A proposito di spazi che mercificano la Cosa Videoludica un paio di settimane fa abbiamo dovuto fare i conti con Milan Games Week. Puoi già immaginare il discorso, però abbiamo provato un po’ di giochini e in puntata si parla anche di quello. Oltre che del fatto che se levi il catering alla sala stampa misteriosamente spariscono pure i giornalisty. Nota: se eri alla Games Week o comunque sei unə dev e vuoi che le persone più schifate dalla Game Critique™ parlino dei tuoi giochini, scrivici. Email, DM, Telegram, quello che ti pare.

  32. 414

    Ep. 188: Kojima come Pacciani – come fai a dire che Death Stranding è una merda?

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Sono passati 5 anni da Death Stranding, ma ti ho già ammorbato lə cazzə su Patreon per questa cosa. Il discorso che mi preme fare oggi è “come cazzo è possibile sostenere dopo Death Stranding che Kojima sia sopravvalutato?”. Il messaggio del gioco è chiarissimo, e lo sarebbe anche senza i log testuali di merda, le cutscene che in realtà non sono cutscene e la lore sovrabbondante che ti spiega fin troppo dell’immaginario di gioco. Il messaggio passa tutto dalle meccaniche, e che tu ci creda o no è lo stesso di quella poesia meme di Pietro Pacciani, con la differenza che Hideo non è davanti alla Corte d’Assise imputato per 16 omicidi, è solo ritenuto un po’ a cazzo di cane un miracolato del gaming nonostante le decine e decine di prove di maturità date attraverso il design dei suoi giochini.

  33. 413

    Sentirsi persi – Dissidenza Critica #5

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon L'attesa di Silksong è essa stessa non è manco per il cazzo Silksong. L'altra sera in party con degli amici abbiamo cominciato un'opera di convincimento per far giocare Hollow Knight a chi ancora non l'aveva giocato. Mi sono messo a fare le prime aree streammando su Discord e a spiegare perché è un gioco incredibile da recuperare. Uno lo abbiamo convinto. Ci ho giocato per la prima volta nel gennaio 2018, l'ho finito per la prima volta l'estate successiva e da allora sono profondamente innamorato di quella sensazione di disorientamento che ormai non provo più giocandoci, perché conosco la mappa a memoria. Sono cinque anni che aspetto il seguito, io come un sacco di altri giocatori in giro per il mondo, con la crescente sensazione di essere persi mentre passano gli anni e non arrivano news. Che forse siano persi nei meandri dello sviluppo anche i ragazzi di Team Cherry, inseguendo la grandezza del loro primo gioco? Chi lo sa. Nel frattempo penso di farmi un'altra run, ormai che l'ho iniziato per streammarlo agli amici. Magari stavolta mi sono scordato qualcosa e finalmente mi sentirò perso, di nuovo, felicemente.

  34. 412

    Ep. 187: Giochi del ca…lcio e altre amenità sportive

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Sempre per la serie “mascheriamo l’avidità di Francesco Alteri che vuole farsi omaggiare di copie review di libri” (nello specifico il già discusso A Tale of Two Halves: The History Of Football Video Games, di Bitmap Books) abbiamo deciso di partorire un cestone che parte dai giochini calcistici un po’ meno pop per poi allargarsi a come lo sport viene declinato in ludo.

  35. 411

    Ep. 186: Giochini che ti imparano il Game Design

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Questa puntata farà girare particolarmente il cazzo a Luca Wright, però penso che siam tuttə d’accordo che se hai lavorato ad Alaloth dovresti perdere ogni diritto di parlare di videogiochi. Tranne su Parliamo di Videogiochi, ironicamente. Comunque in realtà abbiamo scammato brutalmente il format di un video di Game Maker’s Toolkit che aveva fatto la stessa cosa (pure su Substack peraltro) e c’abbiamo messo i giochini che avevamo in mente noi, cercando di non andare troppo sul trito. Cioè io ho cercato di non andare troppo sul trito, Scibetta invece nonostante abbia proposto lui la puntata s’è messo a parlare di Hollow Knight. Lista giochini imprecisa date la colpa al francese se manca roba: Cocoon Tunic Deathloop Heaven’s Vault Chants of Sennar Stories: The Path of Destinies A Highland Song Outer Wilds Jusant Downwell Luftrausers Shotgun King Hollow Knight Mafia III Furi Return of the Obra Dinn Shadows of Doubt Alienation

  36. 410

    Monster Hunter Wilds caccia, Pokémon Pocket predatorio – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Il francese e il romano sono usciti pazzi per Monster Hunter Wilds, grande protagonista del fine settimana del Lucca Comics con una Beta che gli ha fatto venire turgide cose che non si indurivano ormai da anni, Ma è stata pure la settimana del giochino di carte di Pokémon e se non ne parla Gameromancer dei suoi pericoli speri di trovare qualcosa su Everyeye? LOL

  37. 409

    Ep. 185: Lindie e pintie

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Stiamo facendo vergognosamente schifo con i cestoni indie, però detto questo... I giochini di cui abbiamo fatto INDIEgestione questo mese: Penny's Big Breakaway è un Sonic 3D (di quelli belli) con una colonna sonora della madonna. C'è la demo se non ti fidi. Zlime: Return of Demon Lord è un Kirby per GBA apocrifo in Early Access su Steam. Rispetto alla serie Nintendo il twist qui è che il gioco è un po' rogue e un po' GDR, condito con un po' di weeb. Bloomtown: A Different Story è praticamente il gioco di ruolo di Stranger Things (ma non diciamolo troppo forte). Vibes fortissime da Shin Megami Tensei, ha una pixel art pazzesca e ci infila pure un paio di robe woke. Neva è Nomada Studio che prende Gris, decide che invece di parlare di lutto si parla di te che invecchi e cerchi di tenerti vicino amici, famiglia e figli e ci aggiunge pure il gameplay. Allerta lacrime. Card-en-Ciel è Mega Man Battle Network ma più weeb e più roguelike. Due cose che ultimamente vanno forte per qualche motivo. Cringe come possono esserlo solo le cose giapponesi, si gioca però una meraviglia. Shogun Showdown sempre per il ciclo carte e roguelike (e pixel art bellina) è una cazzo di droga. Una run dura mezz'ora. Una partita pure mezza giornata perché non ti schiodi più. Creatures of Ava è la risposta woke a Pokémon. È un Monster Collector dove in realtà non catturi i mostri ma ti ci allei e poi ognuno per la sua strada dopo aver risolto i puzzle che parla di cambiamento climatico. Kill Knight è praticamente Doom Eternal ma con la visuale isometrica. Se ti piacciono le cose sangue & merda vai all in.

  38. 408

    Ma me lo compro Echoes of Wisdom? (rece?)

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon L'ultimo Zelda è una roba che ci ha dato da che riflettere. Più di quanto probabilmente volesse fare Nintendo pubblicandolo, perché alla fine rimanendo aderenti a design e contenuti è uno Zelda medio pure piuttosto reazionario nella formula, se si eccettua la deriva monster-collector dovuta a Zelda protagonista per la prima volta di un capitolo della serie principale. Ci siam chiesti se fosse (o volesse essere) un gioco femminista, se e fino a che punto si appropriasse di una tematica sociale che adesso è trend, per quale cazzo di motivo i menù sono così atroci. Ci siamo chiesti soprattutto se Nintendo ci credesse, ad Echoes of Wisdom, visti i sondaggi mandati post-release del gioco. E insomma, beccati un po' cosa ne è venuto fuori.

  39. 407

    Ep. 184: La prima volta non si scorda mai

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Che gioco faresti giocare ad un amicə che ti arriva in casa all’improvviso, ti chiede “mettiamo su un giochino?” MA non è assolutamente avvezzə ai videogiochi? Ce lo ha chiesto Briefcade sul gruppo per i Patreon “Adotta un DAMS a distanza” (puoi entrare con 1€ solo!) e ci abbiamo ragionato un po’. Ed effettivamente era materiale da puntata del podcast dove oltre a tirare fuori un elenco di videogiochi adatti allo scopo e discuterne si potevano fare tantissimi ragionamenti sull’accessibilità del medium e sul suo linguaggio, che ormai è pieno di convenzioni che diamo per assodate ma non lo sono. Si poteva, però Alteri era nella sua modalità EvilFra e ha aperto il discorso parlando della masturbazione dei suoi genitori. Poi peggiora pure, eh.

  40. 406

    La crisi di Ubisoft e gli affitti a Milano – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Cosa c'entra Ubisoft con gli affitti a Milano? C'entra che in realtà l'azienda transalpina ci tiene a ricordarci quanto Francia = merda e quindi abbia deciso unilateralmente di obbligare laggente assunta (non solo a Milano, ma pure a Parigi, a Montpellier e in un altro paio di sedi francesi) a tornare in ufficio tre volte la settimana. Gente assunta con la promessa dello smart working che poteva lavorare comodamente da Cimpello (PN), dove il costo della vita non è paragonabile alla capitale italiana del capitalismo. C'entra che questa è una mossa buona per tagliare un po' di personale, leggasi un po' di costi, leggasi essere più appetibili in caso di vendita di tutta l'azienda a Tencent. Però hey preoccupati del "virus woke", mica che la Cina si sta comprando tutt cos nei videogiochi. Parallelamente a tutto questo succede che Prince of Persia: The Lost Crown sta morendo male e han smantellato il team. Altro che futuro dell'industria. Vogliamo proprio arrivare all'esplosione della bolla.

  41. 405

    Ep. 183: Me lo ha detto Mokujin – videogiochi e leggende metropolitane

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Adesso che siamo romanzieri best-seller mica ci monteremo la testa, tingeremo i capelli e inizieremo a fare gli oroscopi oh. Il podcast videoludicamente scorretto va avanti e questa settimana ha confezionato una puntata tutta dedicata alle leggende metropolitane nel videogiuoco, a come inevitabilmente dagli albori del medium all’era dell’Internet massificato e del gaming sociale siano […]

  42. 404

    I pedo-leak di Pokémon e le scimmie di Sparking: Zero! – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Typhlosion beccato con una minorenne. La difesa: credeva fosse la nipote di Mubarak. Berlusconismi a parte, ecco perché Game Freak è riuscita a creare il fenomeno delle teorie sui pokémon basate sulla lore giocando su dettagli che a volte tornano e si richiamano tra di loro, a volte si smentiscono: hanno scritto 4-5 storie di genesi diverse, le hanno scartate tutte e poi però si son dimenticati di togliere i riferimenti a queste dai giochi. La quantità di materiale prodotto per poi non essere utilizzato è imbarazzante, e sì che pensavo che Leggende Arceus avesse dato fondo a tutta la roba scartata da Perla/Diamante. E invece guarda un po' tra i leak di Game Freak c'è della roba malata a livello di lore. Incluso pedo-Typhlosion In questi giorni Internet è tutto un meme sugli starter di fuoco che rischiano la cancel culture e gli Oozaru che portano la gente a dire che forse Freezer non c’aveva tutti i torti nel portare avanti il suo genicidio dei Saiyan. Perché per qualche motivo la gente non riesce a battere Vegeta in versione scimmia in Sparking: Zero!, e la rete s’è adoperata per rendere la cosa super virale.

  43. 403

    Ep. 182: Kentucky Route Zero è UNA CAGATA PAZZESCA!

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Ma è vero che il videogioco è ostaggio di una certa critica elitista che vuole imporre il suo gusto su quello del popolino trasformando i giochini nell’ennesimo strumento di una lotta di classe che abbiamo già perso? Spoiler: no, in realtà nei videogiochi ce ne siamo sempre battuti i coglioni di quello che diceva la critica e semmai si è ostaggio non tanto del popolo, che alla fine non decide un cazzo, quanto di quello che gli executive delle aziende decidono essere il gusto del popolo quando mettono lì sui loro fogli di calcolo tutte quelle idee di design che stan dietro ai giochi che ce l’han fatta. E quindi ti giochi l’ennesimo RPG Open World story-driven, il clonazzo di Slay The Spire, il GaaS che prova a fare i big money e 9 su 10 fa la fine di Concord. Solo che per fortuna i videogiochi, per quanto ormai estremamente capitalizzati, sono ancora una roba tutto sommato punk. Fatta da gente punk, che sicuramente non rientra nei canoni che la società ha stabilito essere quelli per definirsi “normale”, e quindi ogni tanto il genio creativo trova modo di sfogarsi. Succede sempre più di rado e sempre più nell’indie (nel senso di auto-pubblicato, progetti a la Vampire Survivors che esplodono post-rilascio e durante lo sviluppo non ricevono pressioni da nessuno). Però succede ancora.

  44. 402

    Rythm (of the) Game – Dissidenza Critica #4

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon E se il ritmo nei videogiochi fosse più importante di tutto il resto? Stiamo tanto a parlare di game design, di gameplay, di trama, di golden path e gameplay loop e MDA pattern se siete di quelli che si vogliono male. Ma vuoi vedere che forse in fondo un gioco che tiene un buon ritmo vince anche sui suoi difetti? Non lo so, però so per certo che un gioco perde per colpa del ritmo, almeno perde la presa su di me. È il caso di The Plucky Squire, che tutto sommato è un buon gioco ma con tutti quei dialoghi e quelle interruzioni di ritmo alla lunga mi ha proprio perso. Ma forse che in fondo il successo delle grandi esclusive narrative Sony sta proprio nel ritmo? In fondo Uncharted in quali aspetti eccelle davvero, se non in quel ritmo perfetto che tiene quasi per quattro episodi? Tieni il ritmo, non fermarmi, fammi andare a tempo, che nemmeno mi accorgo dei difetti. Che poi, alla fine, sto ritmo che è?

  45. 401

    Ep. 181: LEAKtenstein – un po’ di riflessioni sul giornalismo videoludico

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Questa puntata non dice nulla di sconvolgente. Però ogni tanto è giusto dare una refreshata a certi discorsi, tipo quello attorno al “giornalismo videoludico” o presunto tale, e questa volta l’abbiam fatto partendo da un pezzo che mi è capitato a cazzo su Substack intitolato “i giornalisti dovrebbero essere liberi di pubblicare documenti leakati”.

  46. 400

    Ma me lo compro The Plucky Squire? (rece?)

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Ogni tanto arriva quel giochino che c’ha voglia di provare e sperimentare robe, ed è esattamente quello che fa il titolo di All Possible Futures pubblicato da Devolver Digital. Uscito qualche giorno fa e disponibile su tutte le piattaforme (su Playstation col Plus Extra ve lo beccate pure aggratisse) The Plucky Squire ci fa indossare i panni di Jot, un valoroso scudiero che combatte per la sua terra tra le pagine di un libro per bambini. Con lui alcuni amici Violet e Thrash, una maga e un troll che lo aiuteranno nelle sue imprese per salvare Mojo dai piani di conquista del malgavio stregone Humgrump.

  47. 399

    Ep. 180: Zack e Cozy al Grand Hotel

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon È esplosa la moda dei cozy games. Là dove prima c’era sostanzialmente solo Animal Crossing adesso anche roba come, boh, il recentissimo Tiny Glade (che è un city builder senza la parte pallosa di numerini & sostenibilità, costruisci ebbasta) spaccano e raccolgono consensi su Steam.

  48. 398

    Arco è un gioco fatto da DIO (rece?)

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Arco è un gioco veramente fatto da Dio, cose assonanti alle bestemmie a parte. Riprende quel discorso sullo snellire l'RPG/il JRPG fatto pure da Sea of Stars, ma laddove Sea of Stars era ridonante Arco – per dirla alla Calzati – "non ha un filo di grasso".

  49. 397

    Ep. 179: Horizon Zero Senso

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon La remastered di Horizon Zero Dawn non ha un cazzo di senso. Ma oltre a questo è proprio la prova definitva che le idee sono morte, che in questa generazione le soddisfazioni sono arrivate da un hardware che era vecchio già nel 2017 laddove adesso c’è la pretesa di estorcerti 800€ per giocare 4K e 60fps (credici). Una volta se non si voleva rischiare si facevano i sequel. Oggi non si fanno manco più quelli, in un mercato bulimico che ha necessità di continuare a monetizzare e quindi rimasterizza il suo passato anche se è passato recente, anche se Horizon è ancora giocabilissimo sia a livello di gameplay – perché gli action rpg open world li famo ancora così – che a livello di hardware, perché PS5 è retrocompatibile con PS4 e questo doveva servire ad evitare ‘ste cazzo di remastered.

  50. 396

    Ma me lo compro Black Myth: Wukong? (rece?)

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Ma allora 'sto giochino della scimmia misogina? Al di là dell'invocare la separazione tra opera e autore (che oltre ad essere una cazzata implicherebbe non fare un buon servizio se si intende la recensione come consiglio per gli acquisti, ma spiegalo ai very giornalisty), c'è molto da dire. Perché Wukong ha un (bel) po' di problemi di design, ma. Perché Game Science ha fatto delle cose problematiche, e (nel senso di "e vogliamo vedere se si riflettono in-game", spoiler: lo fanno). Insomma su Wukong c'è tanto da dire, quasi nessuno lo ha fatto, e tocca come al solito ai peggiori del videoludo portare un po' di equilibrio nella Forza. Anche se ormai Palpatine ha vinto, a differenza del round due di Episodio 9.

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