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MindFood : storie che nutrono la mente.

Un sottile ronzio riempie la stanza mentre il professor X collega gli elettrodi alla fronte del volontario: "Quello che stai per sperimentare cambierà per sempre la tua percezione della realtà," sussurra. "Alcuni chiamano questa tecnologia pericolosa, altri rivoluzionaria. Io la chiamo... inevitabile."Il mondo che conosci è solo la superficie di una verità molto più profonda. La coscienza umana è l'ultimo territorio inesplorato, e noi stiamo per attraversarne i confini.MindFood: perché alcune storie non si limitano a intrattenerti... ti trasformano.

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    60. IL TUO CERVELLO È UN VEGGENTE?

    L’occhio umano — visto da vicino — è una pessima macchina fotografica.È sfocato ai bordi. Ha un punto cieco, un buco vero, là dove esce il nervo ottico. Proietta le immagini capovolte. E ha i vasi sanguigni davanti alla retina, che gettano ombre sull’immagine.Per ogni standard ottico, l’occhio umano è uno strumento difettoso.Eppure tu, in questo momento, vedi un mondo nitido. Stabile. Continuo. Senza buchi, senza ombre, senza confini sfocati.Come è possibile?La risposta del dott. Helmholtz a ciò è una frase di due parole che riecheggerà per centosettant’anni:inferenza inconsciaTu non vedi ciò che cade sulla tua retina. Tu vedi l’ipotesi migliore che il tuo cervello ha formulato su ciò che potrebbe averla generata.E allora ti lascio con la domanda che ha tenuto sveglio Helmholtz, e che da stanotte terrà sveglio anche te:Se tutto ciò che vedi è un’ipotesi… cos’altro nella tua vita è soltanto un’ipotesi travestita da realtà?

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    59. KAIROS: IL TEMPO CHE SCORRE DENTRO LA TUA MENTE

    William James aveva cinquantadue anni quando scrisse la frase più inquietante della sua carriera.Era il 1894. Era professore ad Harvard. Aveva già fondato la psicologia americana, aveva già scritto il trattato più influente sulla coscienza mai pubblicato in lingua inglese. Eppure c’era una cosa che lo tormentava. Una cosa che aveva osservato in sé stesso e che non riusciva a spiegare con nessuna delle sue teorie.Aveva l’impressione che il tempo stesse accelerando.Non in senso metaforico. In senso fisico, percettivo, viscerale. Le settimane duravano quanto i giorni di trent’anni prima. Le estati erano diventate schiocchi di dita. E il 1° gennaio sembrava coincidere sempre più spesso con il 31 dicembre.E poi la sua diagnosi: il tempo non passa più veloce. Siamo noi che ne produciamo meno. Meno novità, meno memoria, meno distinzione tra un momento e il successivo. Il cervello — sostiene James — non misura il tempo in secondi. Lo misura in esperienze nuove. E quando le esperienze nuove si esauriscono, i giorni diventano indistinguibili. E l’indistinguibile non si ricorda. E ciò che non si ricorda, non è mai esistito.

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    58. IL CERVELLO SI “NUTRE” DI GIOCHI

    Cornell University. Autunno del 1946.Richard Feynman è seduto nella mensa universitaria. Sta guardando il vuoto. Ha trentatré anni e ha già fatto la cosa più difficile che un fisico possa fare: ha costruito la bomba atomica. Per anni, a Los Alamos, ha vissuto a pane e equazioni, caffè e segreti militari. E adesso... è spento. Clinicamente, quasi. Lo chiamano depression, un termine che in quegli anni sa di debolezza. Lui preferisce non dargli un nome. Sa solo che la fisica, quella cosa che amava come si ama una persona, ha perso ogni sapore.Poi, in quell'anonima mensa universitaria, succede una cosa ridicola.Uno studente lancia in aria un piatto. Il piatto rotea, ondeggia, cade. Ma per una frazione di secondo, Feynman vede qualcosa. Il piatto balla. Oscilla mentre gira, e il simbolo dell'Università di Cornell — impresso sul bordo — descrive un'orbita strana, quasi ipnotica.Feynman non ha nessun motivo per calcolarlo. Non c'è un gant, non c'è un programma di ricerca, non c'è nessun generale che lo aspetta con le stellette. C'è solo lui, un piatto che cade, e quella scintilla di curiosità giocosa che non si era ancora spenta del tutto.Tira fuori un foglio. Inizia a scarabocchiare equazioni. Per gioco.Quelle equazioni — scritte per puro divertimento, senza scopo, senza utilità — diventeranno il seme dell'elettrodinamica quantistica. Nel 1965, Richard Feynman riceve il Premio Nobel per la Fisica

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    57. MASSIMIZZARE” PROSCIUGA IL TUO CERVELLO

    Cambridge, Massachusetts. Primavera del 1870.William James ha ventotto anni e sta morendo. Non di una malattia. Di un'idea.È il futuro padre della psicologia americana — il pensatore che rivoluzionerà la filosofia della mente, che insegnerà ad Harvard per trentacinque anni, che scriverà opere che si leggono ancora oggi. Ma in questo momento, nella sua stanza mal riscaldata di Cambridge, non sa nulla di tutto ciò. Sa solo che è paralizzato. Da mesi non riesce ad alzarsi dal letto. Il medico non trova nulla di fisico. James soffre di quello che i suoi diari chiamano semplicemente "il problema delle scelte" — la sensazione lacerante che per ogni decisione presa esistano infinite alternative migliori non prese. Che qualunque cosa scelga, stia sbagliando. Che la vita perfetta sia sempre da qualche altra parte.Un martedì mattina di aprile, apre per caso un saggio del filosofo francese Charles Renouvier sul libero arbitrio. Renouvier scrive una cosa semplice, quasi banale: la volontà è reale se, quando si potrebbe continuare a pensare, si sceglie di smettere di pensare e di agire.James chiude il libro. Prende il diario. Scrive queste parole:"Il mio primo atto di libero arbitrio sarà credere nel libero arbitrio."Poi si alza dal letto.Non perché avesse trovato la risposta giusta. Non perché avesse eliminato il dubbio. Ma perché aveva scelto di smettere di cercare quella risposta e di vivere, invece, con una risposta abbastanza buona.William James non guarì dall'incertezza. Imparò a fare pace con essa. E quella pace divenne il fondamento di tutta la sua filosofia — il pragmatismo: non cercare la verità assoluta, ma la verità che funziona.Adesso vi faccio una domanda. E voglio che ci pensiate davvero, perché probabilmente è la domanda più scomoda che sentirete oggi:Quante delle cose che state rimandando nella vita non aspettano la scelta giusta — ma semplicemente il coraggio di smettere di cercarla

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    56. PSICOTECNOLOGIA: COME LE BIG TECH HACKERANO IL TUO COMPORTAMENTO

    Oggi parliamo di qualcosa che ti riguarda in modo molto più profondo di quanto tu creda. Parliamo di quattro aziende che non si sono limitate a conquistare mercati: hanno riscritto i bisogni umani più antichi — e lo hanno fatto hackerando il tuo corpo, organo per organo.Preparati. Quello che stai per sentire non riguarda la tecnologia. Riguarda te. E cambierà il modo in cui guardi il tuo telefono, il tuo carrello della spesa, e forse anche te stesso.

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    55. LA PSICOLOGIA DEL “COSTO ZERO”

    Era il 2007. Paulo Coelho — l’autore di L’Alchimista, il romanzo più venduto della storia della letteratura brasiliana — fece una cosa che i suoi editori considerarono un atto di pura follia.Si travestì da pirata.Non metaforicamente. Aprì un account su un forum russo di file sharing e cominciò a caricare lui stesso, in segreto, le versioni digitali dei propri libri. Gratuitamente. Illegalmente. Contro ogni clausola contrattuale firmata con i suoi editori. Lo fece perché aveva notato qualcosa di strano: nelle regioni dove i suoi romanzi venivano più piratati, le vendite fisiche… aumentavano. Non crollavano. Aumentavano.Il risultato? In Russia, le copie vendute passarono da 1.000 a 100.000 in un solo anno. Centomila copie…

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    54. MASTERMIND: LA SPONTANEITÀ STRATEGICA NELLA COMUNICAZIONE

    Si può essere strategici e allo stesso tempo spontanei quando si comunica?Perché alcuni di noi confondono una comunicazione efficace con la manipolazione?Esiste la verità oggettiva quando si comunica o è inevitabile comunicare soggettivamente?Queste ed altre riflessioni unite a pratici consigli per una comunicazione efficace nella leadership e nelle interazioni professionali sono in fulcro di questo mastermind a 2 voci con Marina Osnaghi, Master Certified Coach con più di 40 anni di esperienza nel campo.Buon ascolto!

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    53. QUELLO CHE “NON DICI” QUANDI CHIEDI AIUTO

    Immaginate di aprire una valigia.In superficie ci sono i vestiti piegati con cura: "mio figlio non studia", "in ufficio c'è un conflitto che non si risolve", "non riesco ad andare d'accordo con i miei colleghi". Oggetti reali. Problemi concreti. La valigia è ordinata, riconoscibile, presentabile.Ma se sollevate quei vestiti — se avete il coraggio di guardare sotto — trovate qualcosa di completamente diverso. Paure senza nome. Pretese inesplicabili. Fantasie segrete di salvezza. Bisogni di controllo che risalgono all'infanzia. Diffidenze vecchie come radici di un albero che nessuno vede perché stanno sottoterra.Due ricercatori italiani — Renzo Carli e Rosa Maria Paniccia dell'Università La Sapienza di Roma — hanno dedicato decenni allo studio di questo fenomeno affascinante e invisibile. Il loro modello si chiama analisi della domanda. E la loro intuizione centrale è semplice, potente, quasi sconvolgente nella sua chiarezza: non vediamo mai le cose come sono. Le vediamo sempre come siamo.

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    52. IL DESIDERIO MIMETICO

    Immaginate un triangolo. Al primo vertice ci siete voi. Al secondo, l’oggetto del desiderio. Ma il terzo angolo — quello che nessuno vi ha mai insegnato a guardare — è occupato da qualcuno che ammirate, che invidiate, che temete. Qualcuno la cui vita sembra contenere qualcosa che la vostra manca. Non volete quell’oggetto: volete il sereno vigore, la pienezza di essere che proiettate su quella persona come una lanterna proietta la sua luce sul muro. È una sinestesia psicologica, una sovrapposizione dei sensi: vedete un oggetto, ma ne sentite il prestigio, ne respirate l’aura sociale.E qui — proprio qui — scatta la trappola.

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    51. L’INTELLIGENZA DELL’OLFATTO

    Era il 1944. Parigi era ancora occupata dai nazisti.Marcel Déat, un politico collaborazionista, stava percorrendo una strada del centro città quando d'improvviso si fermò. Immobile. Gli occhi chiusi.Qualcuno vicino a lui gli chiese: "Cosa succede?"Lui rispose sottovoce: "Mia madre. Sento mia madre."Non c'era nessuna madre. C'era solo il profumo di un forno aperto che sfornava brioche — lo stesso odore che aveva permeato la sua infanzia in Borgogna, trent'anni prima.In quel momento di orrore storico, mentre la storia del mondo crollava attorno a lui, un singolo odore lo aveva catapultato indietro nel tempo, aveva ricostruito volti, voci, emozioni. In pochi decimi di secondo.Ma come è possibile che una manciata di molecole invisibili possa fare questo?Come fa il tuo naso — un organo che spesso ignoriamo completamente — a contenere in sé la chiave di accesso alla tua memoria più profonda, alle tue emozioni più viscerali, forse persino alla tua identità?Cosa sanno le molecole di odore che tu ancora non sai?

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    50. LO SHOW DELLA MEMORIA

    La prima cosa che devi sapere sulla memoria è che tutto quello che credi di sapere su di essa è probabilmente sbagliato. Pensa a come immagini la tua memoria. Probabilmente la vedi come qualcosa di simile a un hard disk. Hai un'esperienza. Il cervello la codifica. La mette in un file. E quando ti serve, la recupera. Pulito. Lineare. Affidabile. Ma ecco la verità scientifica: La tua memoria non registra. Ricostruisce. Ogni singola volta. Quando ricordi qualcosa, il tuo cervello non recupera un file. Lo riscrive. Pezzo per pezzo, neurone per neurone, in tempo reale. E ogni volta che lo riscrive, lo modifica leggermente.

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    49. LA PSICOLOGIA DEI SOLDI

    La finanza è considerata una scienza dura. Numeri. Formule. Algoritmi. Noi tendiamo a credere che chi gestisce meglio il denaro sia chi lo capisce meglio — chi ha studiato di più, chi conosce i mercati, chi legge i bilanci come altri leggono romanzi. Morgan Housel — uno degli analisti finanziari più letti al mondo — ha passato anni a osservare qualcosa di molto diverso. E la sua conclusione è tanto semplice quanto spiazzante. Fare bene con il denaro ha poco a che fare con quanto sei intelligente. Ha tutto a che fare con come ti comporti.

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    48. L’EFFETTO PRIMING

    In questo momento, il vostro sistema nervoso riceve milioni di informazioni. Solo il nervo ottico trasmette al cervello dieci milioni di bit al secondo.La vostra coscienza ne gestisce una manciata. Decine, al massimo.Il resto? Viene orchestrato da qualcos'altro.Un sistema antichissimo. Potentissimo. Silenziosissimo.I neuroscienziati lo chiamano elaborazione implicita. Opera per pattern. Per abitudine. E risponde in modo preciso agli stimoli che gli diamo in pasto.Pensate a un aereo di linea. Ha un pilota in cabina. Ma gran parte del volo avviene in automatico. Sistemi che eseguono migliaia di operazioni al secondo. Senza che il pilota alzi un dito.Quel pilota automatico siete voi. La domanda è: chi lo ha programmato?

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    47. L’ARCHITETTURA NEURALE DELLA FELICITÀ

    Era il 1994. André Agassi era il tennista più famoso del mondo. Capelli lunghi, sguardo fiero, sorriso da rockstar. Il ragazzo che aveva conquistato Wimbledon, che ballava sulle pubblicità della Nike, che sembrava avere tutto — la fama, i soldi, i trofei. Dal di fuori, era l'immagine perfetta del successo. Eppure, in quell'anno, Agassi era all'apice del tennis e allo stesso tempo al fondo della disperazione. Nella sua autobiografia Open, racconterà qualcosa che nessuno si aspettava: odiava il tennis. Ogni mattina si svegliava e la prima cosa che sentiva era una nausea profonda, viscerale. L'aveva odiato fin da bambino, quando suo padre lo costringeva ad allenarsi per ore contro una macchina spara-palline che chiamavano il Drago. Come si fa ad avere tutto e a sentire così poco? Come si fa a vincere il mondo e perdere se stessi?

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    46. IL PAESAGGIO CHE PLASMA IL PENSIERO

    Chicago, South Side. 1997.Una donna apre la finestra del suo appartamento al dodicesimo piano delle Robert Taylor Homes. Davanti a lei: un piccolo gruppo di alberi. Querce. Aceri. Erba che ondeggia al vento.Niente di speciale, apparentemente.Eppure, quella vista – quella manciata di verde incastonata tra torri di cemento – sta facendo qualcosa di straordinario al suo cervello.La sta rendendo più lucida. Più resiliente. Più capace di gestire lo stress quotidiano di uno dei quartieri più difficili d'America.Due piani più in basso, un'altra donna apre la sua finestra.Stessa età. Stesso reddito. Stesse sfide quotidiane.Ma la sua vista è diversa: cemento grigio. Asfalto. Mattoni.E il suo cervello? Funziona in modo diverso.Più faticoso. Più reattivo. Più vulnerabile.Ora fermatevi un attimo.Due donne. Stesse vite. Unica differenza: ciò che vedono dalla finestra.Come è possibile che qualcosa di così banale – un gruppo di alberi – possa influenzare così profondamente il funzionamento della mente umana?

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    45. QUANDO LA PSICHE SI SPEZZA

    Come si fa a perdere la realtà... rimanendo convinti di essere gli unici ad averla trovata?Fermatevi.Perché quella domanda non riguarda solo la psichiatria. Riguarda la natura stessa di ciò che chiamiamo "reale". E nelle prossime parole scoprirete che la distanza tra la vostra mente e l'abisso è qualcosa che nessun manuale di neuroscienze ha ancora misurato con certezza.Perché forse la realtà che abitiamo non è un dato. È una costruzione. Fragile come un castello di cristallo. E la psicosi — nella sua crudeltà — ce lo dimostra.

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    44. LA PAROLA CHE CAMBIA IL TUO DESTINO

    Immaginate di trovarvi davanti a una mappa. Una mappa del cervello umano.È un territorio vasto, inesplorato per millenni, dove solo negli ultimi decenni abbiamo iniziato a tracciare i primi sentieri. E come ogni grande esplorazione, anche questa è costellata di scoperte… inaspettate.Nel 2014, un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan, guidati dallo psicologo Ethan Kross, si imbatté in qualcosa di straordinario.Stavano studiando l’ansia. Quel mostro silenzioso che attanaglia milioni di persone prima di un colloquio di lavoro, di un esame, di una conversazione difficile. E si fecero una domanda semplice, quasi ingenua:“Cosa succede se chiediamo alle persone di prepararsi a un evento stressante… parlando a se stesse?”

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    43. L’ARTE DI SABOTARE IL NOSTRO SUCCESSO

    In questo episodio parleremo di un paradosso che la scienza ha iniziato a decifrare solo negli ultimi decenni: perché il settanta percento delle persone di successo, proprio quando stanno per toccare il cielo, si tagliano le ali? E soprattutto: come possiamo spezzare questo incantesimo autodistruttivo che ci tiene prigionieri di una versione rimpicciolita di noi stessi? Preparatevi, perché quello che scoprirete oggi potrebbe cambiare il modo in cui guardate ai vostri fallimenti passati. E al vostro futuro.

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    42. IL SISTEMA IMMUNITARIO DELLA COSCIENZA

    Il tuo sistema immunitario biologico non ti rende invulnerabile ai virus. Ti rende resiliente. Decide se un’influenza ti mette a letto tre giorni… o tre settimane. Se guarisci velocemente o se finisci in ospedale.Ora trasporta questa dinamica nella psiche.Due persone ricevono la stessa critica al lavoro.Stessa parola. Stesso tono. Stesso contesto.La prima persona crolla. Si identifica con l’errore. Passa la notte a rimuginare. Perde fiducia. Evita rischi futuri.La seconda soffre – certo, perché è umana – ma metabolizza. Rielabora. Impara. E prosegue.La differenza non è il QI. Non è il talento. Non è nemmeno la formazione.È la tenuta interna. La capacità del sistema psichico di assorbire gli urti senza disintegrarsi.E questa tenuta, come un edificio antisismico, si costruisce su fondamenta precise.

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    41 . DECLUTTERING & PERFORMANCE DEL CERVELLO

    Permettetemi di portarvi in un luogo che tutti conosciamo intimamente, ma che pochi hanno mai osservato con occhi scientifici.La vostra scrivania. La vostra stanza. Il vostro ufficio.Guardate intorno a voi. Quanti oggetti vedete? Dieci? Venti? Cinquanta?Ogni singolo oggetto nel vostro campo visivo sta, in questo preciso istante, competendo per l'attenzione del vostro cervello.

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    40. BENVENUTI NELL’ECONOMIA DELL’OBLIO

    C’è un momento preciso in cui una civiltà si accorge di aver sbagliato strada. Non è un’esplosione. Non è un crollo improvviso. È piuttosto un sussurro. Un disagio sottile che inizia a serpeggiare nelle conversazioni, nei pensieri notturni, nelle scelte quotidiane.Noi, cari ascoltatori, stiamo vivendo esattamente quel momento.Permettetemi di accompagnarvi in questo viaggio, come se stessimo esplorando insieme le rovine di una civiltà che non è ancora caduta, ma che sta iniziando a mostrare le prime crepe...

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    39. IL CODICE SEGRETO DEGLI INCENTIVI

    Immaginate il Foro Romano. Tre oratori per una sola legge.Il primo promette oro (Incentivo Economico). Il secondo minaccia il giudizio del pubblico (Incentivo Sociale). Il terzo invoca gli dèi (Incentivo Morale).Tre porte per la stessa anima. Gli economisti Levitt e Dubner ci insegnano che non puoi capire l'uomo se non capisci quale di queste tre chiavi sta girando nella serratura della sua mente.

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    38. QUANDO IL CERVELLO MANGIA SE STESSO

    Partiamo da un paradosso.Il cortisolo — l’ormone al centro della nostra storia — non è un veleno. È un alleato. Forse il più potente che il vostro corpo possieda.Immaginate un nostro antenato, centocinquantamila anni fa, nella savana africana. Sente un fruscio nell’erba alta. Potrebbe essere il vento. Potrebbe essere un leone.In una frazione di secondo, le sue ghiandole surrenali rilasciano un’ondata di cortisolo. Il cuore accelera. I muscoli si tendono. La mente si fa tagliente come una lama. Ogni risorsa del corpo viene dirottata verso un unico obiettivo: sopravvivere.Questo sistema si chiama risposta “fight or flight” — combatti o fuggi. Ed è magnificamente progettato per salvarvi la vita.Il problema? Quel sistema è stato calibrato per emergenze brevi. Un leone. Una tempesta. Un nemico alle porte.Non per email alle undici di sera. Non per deadline impossibili che si accumulano settimana dopo settimana. Non per la sensazione costante di non essere mai abbastanza, di non fare mai abbastanza, di non arrivare mai.Quando lo stress diventa cronico, quando il rubinetto del cortisolo rimane sempre aperto… qualcosa di terribile inizia ad accadere nel vostro cervello.

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    37. LA “TIRANNIA” DEL METRO

    1990. New York. Un ufficio al quarantesimo piano di un grattacielo a Wall Street.Jeff Bezos, 30 anni, è un investment banker di successo…..e sta per prendere la decisione più importante della sua vita. Il suo capo — D.E. Shaw, uno dei finanzieri più brillanti di Wall Street — lo ha appena chiamato nel suo ufficio.“Jeff, la tua idea di vendere libri online è geniale. Ma sarebbe un’idea *molto* migliore per qualcuno che non ha già un ottimo lavoro.”Bezos torna alla sua scrivania. Davanti a lui, due strade. Una è illuminata, sicura, misurabile: il bonus di fine anno che sta per arrivare, la carriera stabile, lo stipendio a sei cifre. L’altra è buia, incerta, impossibile da quantificare: un garage a Seattle, scatole di libri, e un’idea chiamata “Internet” che quasi nessuno capisce.Come decidere? Come scegliere quando una strada ti offre metriche precise — dollari, sicurezza, status — e l’altra ti offre solo… possibilità?

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    36. LA NEUROSCIENZA NEL NATALE

    Roma, 21 dicembre, 217 a.C. Il Senato romano ha appena istituito una nuova festività: i Saturnali, in onore del dio Saturno. Durerà otto giorni, dal 17 al 25 dicembre. Durante questi giorni, le regole sociali vengono sovvertite: gli schiavi mangiano prima dei padroni, si scambiano doni, si accendono candele ovunque, si organizzano banchetti colossali.I senatori non lo sanno, ma stanno prescrivendo una terapia neurobiologica perfetta….

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    35. LA NEUROSCIENZA “DELL’INUTILE”

    Viviamo nell’epoca con più strumenti creativi di sempre, eppure molte persone faticano a fare qualcosa solo per se stesse. La creatività, anziché un rifugio, diventa una nuova forma di ansia: non tanto per ciò che crei, ma per ciò che devi dimostrare creando.Si sviluppa una pressione invisibile a mostrare che stai facendo qualcosa, a giustificare il tuo tempo libero, a rendere conto del tuo piacere.Il risultato è che lavoriamo anche quando crediamo di non lavorare.Non perché siamo veramente impegnati, ma perché è come se un osservatore esterno venisse con noi ovunque: nel weekend, in vacanza, in palestra, nel bosco. Fa domande che sembrano innocenti: “È utile?” “Ha senso?” “Dove ti porta?” “Cosa ci guadagni?”Ma sono quelle domande a impedirci di vivere una parte essenziale dell’esistenza: quella che non porta da nessuna parte, se non verso una versione più umana di noi stessi.E così, lo spazio mentale che un tempo era dedicato al gioco si riempie di criteri. Lo spazio emotivo che apparteneva alla curiosità si riempie di aspettative. Lo spazio dell’immaginazione si riempie di metriche. È un mondo dove tutto può diventare lavoro, e dove, proprio per questo, facciamo sempre più fatica a ricordarci com’era vivere senza dover produrre necessariamente qualcosa.Non è questione di nostalgia. È una questione di equilibrio. Perché una vita in cui ogni gesto deve avere un senso finisce per perderlo del tutto.

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    34. A TUA INSAPUTA

    John Bargh – professore di Psicologia a Yale, uno degli psicologi sociali più citati e influenti al mondo – sta per condurre un esperimento che sembra ridicolo. Troppo semplice per essere vero.Per capire chi è Bargh, basta un numero: oltre 40 anni di ricerca dedicati a svelare i meccanismi dell'inconscio. È il fondatore e direttore del laboratorio ACME (Automaticity in Cognition, Motivation, and Evaluation) a Yale. I suoi studi sono stati citati più di 100.000 volte nella letteratura scientifica.Non è un guru. Non è un motivatore. È uno scienziato rigoroso che ha dedicato la sua intera carriera a dimostrare una cosa: la maggior parte di ciò che fate non è sotto il vostro controllo cosciente.E ora sta per dimostrarlo con una tazza di caffè.Buon ascolto

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    33. NON SEI “PADRONE” DEL TUO CERVELLO…

    Il cervello contiene miliardi di anni di evoluzione. Circuiti per la vendetta tribale. Sistemi per amplificare l’aggressività quando lo status è minacciato. Scorciatoie che giudicano prima di pensare. Una confusione tra simbolo e realtà che può trasformare le parole in armi. E un sistema di ricompensa che vi condanna a cercare sempre “ancora”.Non siamo i padroni assoluti del nostro cervello. Ma non siamo nemmeno i suoi schiavi impotenti. Siamo qualcosa di più sottile: testimoni consapevoli di una macchina antica che può essere osservata, compresa, e con pazienza infinita , lentamente riprogrammata.

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    32. COME SI “GENERA” FIDUCIA NEL CERVELLO

    In questo episodio dobbiamo fare un viaggio. Un viaggio all’interno del vostro cervello. In una regione piccola, nascosta, ma potentissima: **l’insula**.Immaginate l’insula come un traduttore universale. È una zona della corteccia cerebrale – grande quanto una nocciola – che si trova in profondità, sotto il lobo temporale. E ha un compito straordinario: traduce le esperienze fisiche in esperienze emotive…. Buon ascolto

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    31. LE PAROLE CHE TRASFORMANO LA REALTÀ

    Qual è la differenza tra dire “il confine è aperto” quando lo osservi… e dire “il confine è aperto” quando, pronunciandolo, lo rendi tale? E cosa succede nel tuo cervello quando le tue parole non descrivono più il mondo, ma lo trasformano?

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    30. FORMAZIONE & APPRENDIMENTO: COME FUNZIONA DAVVERO

    Immaginate per un momento di essere in una sala conferenze. È lunedì mattina. Il caffè è ancora caldo nella tazza. Di fronte a voi, uno schermo con centinaia di slide. Il formatore inizia a parlare, e dopo appena dieci minuti… sentite le palpebre farsi pesanti. La mente inizia a vagare. Pensate alla lista della spesa, a quella email che dovete mandare, al traffico del ritorno.Questa scena vi suona familiare?Ora, spostiamoci in un’altra situazione. Siete seduti con un amico in un bar, e lui inizia a raccontarvi di come ha risolto un problema incredibile al lavoro. Vi sporge in avanti. Siete completamente catturati. Ogni parola entra come un raggio di luce. E quando tornate a casa, quella storia… quella storia resta con voi.Che cosa fa la differenza tra queste due esperienze?

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    29. NEURO SCIENZA & STOICISMO: QUANDO PASSATO E FUTURO CONVIVONO

    Pensate all'ultima volta che vi siete arrabbiati nel traffico. Il semaforo che diventa rosso proprio quando state per passare. L'automobilista che vi taglia la strada. Il navigatore che vi fa fare un percorso più lungo.Ora, immaginate Marco Aurelio, l'imperatore-filosofo, seduto accanto a voi. Con la sua calma proverbiale, vi direbbe: "Stai soffrendo per cose che non controlli. È come arrabbiarsi con la pioggia perché bagna."Questa è la prima, fondamentale lezione stoica: la dicotomia del controllo. Epitteto, che da schiavo divenne uno dei più grandi maestri di filosofia, la esprimeva così: "Alcune cose dipendono da noi, altre no." Semplice? Apparentemente sì. Rivoluzionario? Assolutamente.Le neuroscienze moderne ci mostrano perché questo principio è così potente. Quando ci concentriamo su ciò che non possiamo controllare, attiviamo l'amigdala, il nostro centro della paura e dell'ansia. È come se il nostro cervello primitivo gridasse: "Pericolo! Pericolo!" Ma non possiamo combattere il traffico con una clava.Al contrario, quando spostiamo l'attenzione su ciò che possiamo controllare - la nostra reazione, il nostro atteggiamento, le nostre azioni - attiviamo la corteccia prefrontale, la sede del pensiero razionale e della regolazione emotiva. È come passare dal pilota automatico al controllo manuale.

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    28. IGNORANZA STRATEGICA

    Quante volte oggi avete rimandato una decisione perché “dovevate raccogliere più informazioni”? Quante volte avete perso l’affare della vita perché stavate ancora analizzando pro e contro mentre qualcun altro agiva d’istinto? E se vi dicessi che il vostro cervello, quando “spegne il pensiero analitico”, sta in realtà attivando una forma di intelligenza superiore?

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    27. Il linguaggio del cambiamento

    Voglio che facciate un esercizio con me.Pensate a un problema che vi tormenta. Forse è una decisione che dovete prendere. Forse è una situazione che vi sembra senza via d'uscita.Ora ascoltatevi mentre pensate a quel problema. Quali parole usate? Quali domande vi fate?Perché qui c'è il segreto: siamo gli architetti inconsapevoli delle nostre prigioni mentali. E il materiale da costruzione sono le parole stesse.Epitteto, filosofo stoico del primo secolo, lo disse duemila anni fa: "Non sono le cose in sé a turbarci, ma le opinioni che abbiamo su di esse."Ma andiamo più a fondo. Lasciate che vi mostri quanto è potente – e pericoloso – il linguaggio.

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    26. Le fondamenta delle decisioni

    Pensa al tuo cervello come a uno smartphone che aggiorna costantemente le sue preferenze. Solo che invece di algoritmi, usa qualcosa di molto più profondo: la tua identità….

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    25. Il “superpotere dormiente” nel tuo cervello

    Un fenomeno che per decenni è stato liquidato come fantasia, ma che oggi sappiamo essere una delle chiavi più potenti per comprendere la creatività umana: la sinestesia.Ma che cos’è esattamente? Immaginate di essere seduti in una sala da concerto. Le prime note di una sinfonia di Beethoven riempiono l’aria, e improvvisamente… vedete cascate di colore blu e argento che danzano davanti ai vostri occhi. Il violino è una pennellata dorata, i timpani esplodono in lampi rosso fuoco.Non è fantasia. È la realtà quotidiana di circa il 4% della popolazione mondiale: i sinesteti.

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    24. Le metafore che plasmano il nostro cervello

    2019, Università di Berkeley. La dottoressa Lera Boroditsky sta osservando qualcosa di incredibile sullo schermo. Quando i soggetti del suo esperimento sentono la frase “attaccare un’idea”, le aree cerebrali che si attivano sono esattamente le stesse che si accendono quando osservano scene di combattimento fisico.Il cervello non distingue.Pensateci: quando qualcuno “spezza il vostro cuore”, l’insula anteriore - la stessa area che processa il dolore fisico - si attiva come se qualcuno vi avesse letteralmente colpito al petto. Uno studio del 2011 pubblicato su Science ha dimostrato che il paracetamolo può ridurre il dolore del rifiuto sociale.Le metafore non sono decorazioni. Sono architettura neurale.

  38. 32

    MasterMind: Epigenetica & Leadership

    Puntata speciale a 2 voci in formato “MasterMind” con un ospite speciale, Marina Osnaghi, Master Certified Coach con una esperienza trentennale nel campo del coaching e della performance manageriale. Si parla di come l’ambiente impatta enormemente sulla genetica e sulla qualità delle decisioni manageriali.

  39. 31

    23. Neurobiologia della Leadership

    Nel 2014, Satya Nadella diventa CEO di Microsoft e si trova di fronte a una crisi che va oltre i numeri: un’azienda di 131.000 dipendenti paralizzata da una cultura tossica del “so tutto io”. I manager trattenevano informazioni per mantenere il potere, i team competevano invece di collaborare, il feedback era vissuto come una minaccia esistenziale.Microsoft aveva bisogno di una trasformazione radicale, ma Nadella comprende una verità che molti leader ignorano: non si cambia una cultura aziendale a colpi di memo o nuove policy. Si cambia solo quando comprendi come funziona il cervello umano sotto stress e in situazioni di cambiamento.È qui che entra in scena il NeuroLeadership Institute. Attraverso ricerche neuroscientifiche concrete, Microsoft scopre che la loro cultura del “so tutto io” attivava costantemente i centri della minaccia nel cervello dei dipendenti. Ogni feedback diventava un attacco allo status, ogni cambiamento generava incertezza neurologica, ogni competizione interna minacciava il senso di appartenenza.Domanda di riflessione: se i vostri interventi di coaching o di management continuano a fallire nonostante tecniche perfette e buone intenzioni, avete mai considerato che il problema non sia nella vostra strategia, ma nel fatto che state involontariamente attivando i sistemi di allarme neurologico delle persone che volete aiutare?

  40. 30

    22. Dopamina: l’architettura del desiderio

    Credete che la dopamina sia la molecola della felicità? **Primo errore fatale.**La dopamina non è il piacere. È l’’architetto del desiderio. È il direttore d’orchestra che suona la sinfonia della motivazione umana dal buio del vostro cranio….

  41. 29

    21 . Chi dorme prende più pesci!

    Immaginate di essere Charles Darwin nel 1859. Osservate la natura con i suoi occhi implacabili: ogni secondo di vita è una battaglia per la sopravvivenza. Ogni comportamento inutile viene eliminato dalla selezione naturale come un difetto di fabbrica.Eppure, davanti ai vostri occhi, c'è l'anomalia più sconcertante del regno animale: ogni essere vivente spreca un terzo della propria esistenza in uno stato di totale vulnerabilità.Un leone che dorme non può cacciare. Un cervo che dorme è carne fresca per i predatori. Un essere umano primitivo che dorme diventa un banchetto ambulante per tigri dai denti a sciabola.Dal punto di vista evolutivo, il sonno dovrebbe essere il suicidio più costoso mai inventato dalla natura.Eppure il sonno ha attraversato 500 milioni di anni di evoluzione. Ha resistito a carnivori, glaciazioni, estinzioni di massa. È sopravvissuto quando molte delle altre funzioni sono scomparse o sono state riprogrammate.Perché?

  42. 28

    20. Amore in codice A.I.

    Secondo le ultime ricerche pubblicate in Biology, l'ossitocina e la dopamina interagiscono per collegare la rappresentazione neurale degli stimoli del partner con la ricompensa sociale del corteggiamento per creare un legame nutriente tra gli individui.Nel nostro cervello, le stesse molecole — dopamina, ossitocina — si attivano sia davanti a un tocco reale, sia davanti a uno schermo, se l'emozione è intensa. In termini neuroscientifici, l'amore simulato può essere biologicamente reale…. Buon ascolto.

  43. 27

    19. Cosa accade se il cervello va in “stand by”?

    Immaginate questo scenario: siete seduti in una sala d’attesa, senza il vostro telefono. Nessuna rivista da sfogliare, nessuna conversazione da ascoltare. Semplicemente… aspettate….Cosa accade nella vostra mente in quei momenti? Probabilmente iniziate a pensare a quella conversazione che avete avuto ieri con un collega….O forse a vostro figlio che ha reagito quando gli avete detto di no….oppure vi ritrovate a immaginare cosa prova vostra madre quando la chiamate la domenica.Ed ecco la domanda per scoprire qualcosa di interessante: Perché il vostro cervello, quando non ha nulla di specifico da fare, sceglie automaticamente di pensare alle persone e alle relazioni sociali?Non alla matematica….non alla fisica…..non agli oggetti inanimati che vi circondano. Le interazioni sociali e le relazioni vengono percepite dal nostro cervello come un asset fondamentale.Qui il cervello si attiva perché vuole… non perché deve.

  44. 26

    18. Il DNA che genera un Team

    Era il 1965. Nelle profondità del Naval Medical Research Institute, un giovane psicologo di nome Bruce Tuckman si trovava davanti a una montagna di cinquanta articoli scientifici, apparentemente scollegati tra loro. Il suo capo, Irwin Altman, gli aveva affidato un compito che sembrava impossibile: trovare un senso in quella giungla di ricerche sui gruppi umani. Mentre la Marina americana si preparava a un futuro di equipaggi ridotti su navi e stazioni spaziali, Tuckman non sapeva ancora che stava per decifrare uno dei codici più profondi dell’esistenza umana.Notte dopo notte, immerso tra quelle pagine ingiallite, iniziò a vedere qualcosa. Schemi nascosti. Sequenze ricorrenti. Come un archeologo che ricompone i frammenti di un’antica civiltà, Tuckman stava scoprendo le leggi invisibili che governano ogni gruppo umano: dalla famiglia alla squadra di lavoro, dal circolo di amici al consiglio di amministrazione.

  45. 25

    17. Il codice della persuasione

    2.400 anni fa, Aristotele scriveva che ogni atto di persuasione doveva rispondere a tre domande che martellano ossessivamente il cervello umano: "Posso fidarmi di questa persona?" (Ethos), "Questo mi riguarda?" (Pathos), "Sembra logico?" (Logos).Per secoli abbiamo pensato fosse filosofia antica. Poi, nel 2019, il laboratorio di Uri Hasson a Princeton ha condotto un esperimento che ha fatto tremare le fondamenta del marketing moderno. Hanno collegato elettrodi a 24 coppie di persone durante conversazioni persuasive, mappando esattamente l'attivazione cerebrale durante ogni tentativo di influenza.I risultati? Aristotele aveva ragione su tutta la linea.

  46. 24

    16. La conoscenza perduta del respiro

    E se vi dicessi che la maggior parte della razza umana….io, voi, noi….probabilmente la gran parte delle persone che conoscete….respira in modo scorretto? E che questa disfunzione sta causando o aggravando una miriade di malattie croniche? E se vi dicessi che la chiave per sbloccare un enorme potenziale…. fisico e mentale…. fosse nascosta in un codice biologico che abbiamo dimenticato?

  47. 23

    15. Perché ti conviene fallire per avere successo

    Permettetemi di iniziare con una confessione scomoda. Per anni, ho creduto in una delle più grandi bugie della nostra epoca: che il successo fosse l'opposto del fallimento.È una bugia così pervasiva che la respiriamo come aria. È incorporata nei nostri CV - dove omettiamo sistematicamente ogni insuccesso. È nel nostro linguaggio - dove "fallire" è sinonimo di "essere inadeguati". È persino nei nostri algoritmi social, dove mostriamo solo highlight reel perfetti.Ma qui c'è l'ironia più devastante: mentre noi occidentali siamo ossessionati dal nascondere i nostri fallimenti, alcune delle menti più brillanti del pianeta li stanno catalogando, studiando e... monetizzando.

  48. 22

    14. La tua vera identità è “liquida”.

    Quello che sto per raccontarvi è documentato negli archivi della Harvard Business School e della Columbia Business School. Non è teoria. È scienza applicata.Per cinque anni, i ricercatori hanno studiato oltre mille dirigenti di alto livello, chiedendo loro di completare una frase apparentemente semplice: “Quando sono un/una _____, mi sento _____”I risultati hanno sovvertito 50 anni di teoria del management.I leader più performanti - quelli con i migliori risultati finanziari, la maggiore soddisfazione del team, le carriere più brillanti - non riuscivano a completare la frase con una singola identità.Erano sfaccettati. Erano molteplici. Erano, nelle parole dei ricercatori, “identità fluide”.Un dirigente dichiarava: “Quando sono un padre, mi sento protettivo. Quando sono un CEO, mi sento visionario. Quando sono un atleta amatoriale, mi sento disciplinato. Ma la verità è che sono tutte queste cose contemporaneamente.”Era l’opposto di tutto quello che ci avevano insegnato sul personal branding.

  49. 21

    13. La maledizione del genio

    Nel maggio del 2017, in una piscina di casa sua, Diana de Avila stava per vivere un'esperienza che avrebbe sfidato tutto ciò che crediamo di sapere sul cervello umano.Diana era reduce da un trattamento ospedaliero per neurite ottica. Una donna normale, senza alcuna formazione artistica. Ma in quella piscina, improvvisamente, il suo mondo esplose in un caleidoscopio di colori e forme geometriche. Triangoli gialli. Rettangoli arancioni. Come se potesse toccarli con mano.E poi accadde l'impossibile.Un impulso irresistibile la spinse a dipingere. Le sue mani si mossero sulla tela come guidate da una forza invisibile. In due ore creò un'opera d'arte di straordinaria bellezza. Senza aver mai preso un pennello in vita sua.Diana aveva sviluppato quella che i neuroscienziati chiamano "sindrome savant acquisita" - un fenomeno così raro che nel 2015 erano documentati solo 32 casi al mondo.

  50. 20

    12. La motivazione è una bugiarda…

    Pensate all'ultima volta che avete tentato di cambiare qualcosa di importante nella vostra vita. Forse era quella dieta chetogenica che doveva trasformarvi in una versione migliore di voi stessi. O quel corso di inglese che doveva aprirvi le porte del mondo. O ancora, quel tentativo di essere più pazienti con il vostro partner (spoiler: non ha funzionato).Cosa è successo? Ve lo dico io: avete fatto quello che fanno tutti. Avete puntato tutto sulla motivazione come se fosse una slot machine. Ed ecco la verità scomoda: la motivazione è inaffidabile quanto il meteo di aprile.Preparatevi a sentire qualcosa che nessun guru della crescita personale vi dirà mai: la motivazione è il nemico del cambiamento duraturo….

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Un sottile ronzio riempie la stanza mentre il professor X collega gli elettrodi alla fronte del volontario: "Quello che stai per sperimentare cambierà per sempre la tua percezione della realtà," sussurra. "Alcuni chiamano questa tecnologia pericolosa, altri rivoluzionaria. Io la chiamo... inevitabile."Il mondo che conosci è solo la superficie di una verità molto più profonda. La coscienza umana è l'ultimo territorio inesplorato, e noi stiamo per attraversarne i confini.MindFood: perché alcune storie non si limitano a intrattenerti... ti trasformano.

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