PODCAST · religion
Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta
by Davide Galliani
Riflessioni Teologiche è il podcast di approfondimento teologico di Davide Galliani, concepito come una vera e propria audioteca tematica: un progetto strutturato dalla prospettiva evangelica, dedicato a chi desidera una fede cristiana adulta, solida e intellettualmente responsabile.Il podcast è organizzato in cicli monografici progressivi che affrontano i grandi nodi della teologia contemporanea: cristologia, dottrina di Dio, etica della responsabilità, fede e modernità, dubbio e ricostruzione, chiesa e cultura. Ogni ciclo sviluppa un percorso coerente, unendo rigore teologico e chiarezza espositiva.La riflessione si colloca in dialogo con la tradizione protestante e con il pensiero teologico del Novecento e contemporaneo — da Karl Barth a Dietrich Bonhoeffer, da Jürgen Moltmann a Hans Jonas — con attenzione alle sfide culturali del XXI secolo.
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La ferita cosmologica (Freud, Barth) | Le ferite narcisistiche dell'uomo moderno 1 di 5
✴️ Le ferite narcisistiche dell’uomo moderno: la ferita cosmologica Non siamo davvero al centro dell’universo? Per secoli abbiamo pensato di essere al centro di tutto. Il mondo sembrava costruito intorno a noi. La Terra al centro. L’uomo al centro della Terra. E Dio a fondamento di questo ordine. Poi qualcosa è cambiato. Non viviamo più in un universo che ruota attorno all’uomo. Viviamo dentro un cosmo immenso… in cui siamo solo una piccola parte. Allora la domanda diventa inevitabile: che cosa significa essere umani… se non siamo al centro? Nel mondo contemporaneo, questa scoperta non è solo scientifica. È una ferita. – non siamo al centro del cosmo – non siamo il punto di misura di tutto – non siamo il riferimento ultimo della realtà Ma allora: che cosa cambia per la fede? In questo episodio di Riflessioni Teologiche iniziamo una nuova serie: le ferite dell’orgoglio umano. E partiamo dalla prima: la ferita cosmologica. A partire dalla rivoluzione di Nicolaus Copernicus e Galileo Galilei, vedremo come l’uomo abbia perso la sua posizione privilegiata nel cosmo. Ma questa perdita non è solo una crisi. È anche un passaggio decisivo. Perché forse il problema non è aver perso il centro… ma aver pensato di esserlo. La teologia, qui, non serve a difendere una visione del mondo superata. Serve a reinterpretare questa ferita. Non siamo al centro del cosmo. Ma siamo creature. E questo apre una prospettiva diversa: la nostra dignità non nasce dalla posizione… ma dalla relazione. E proprio qui emerge il punto centrale: la fede non dipende dal fatto che siamo al centro dell’universo… ma dal fatto che siamo in relazione con Dio. 👉 Non “contiamo perché siamo al centro” 👉 ma “esistiamo perché siamo chiamati” 🎙 Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta 📚 In questo episodio: – la rivoluzione copernicana – la ferita cosmologica dell’uomo moderno – la crisi dell’antropocentrismo – fede e creaturalità – cosa cambia per la fede oggi 🔔 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi 📖 Approfondimenti su: https://davidegalliani.it 🎧 Ascolta il podcast su Spotify, Apple Podcast e tutte le piattaforme
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Credere in Cristo oggi (Tillich, Barth) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 8 di 8
✴️ Credere oggi in Cristo È ancora possibile credere… senza mentire a se stessi? Credere oggi non è più come un tempo. Non viviamo più in un mondo che sostiene la fede. Non abbiamo più certezze condivise. E forse neanche certezze interiori così solide. Allora la domanda diventa inevitabile: che cosa significa credere oggi in Cristo? Nel mondo contemporaneo, la fede cristiana sembra trovarsi davanti a un bivio: – o si rifugia nella sicurezza del passato – o si dissolve nell’incertezza del presente Ma se fosse una falsa alternativa? In questo episodio di Riflessioni Teologiche proviamo a fare un passo ulteriore: non tornare indietro… e non arrenderci al nulla. A partire dalla crisi del Dio metafisico, vedremo come la fede non possa più fondarsi su certezze razionali o strutture culturali condivise. Il confronto con Dietrich Bonhoeffer ci aiuta a comprendere cosa significhi credere in un “mondo divenuto adulto”: senza stampelle religiose, ma dentro la storia. Allo stesso tempo, il pensiero di Paul Tillich apre una prospettiva decisiva: la fede non è sicurezza, ma coraggio di essere. Non elimina il dubbio… lo attraversa. E proprio qui emerge il punto centrale: Cristo non è una risposta facile… ma il luogo in cui la domanda può essere abitata. Qui la teologia non restituisce certezze assolute. Ma restituisce una direzione. E apre una domanda più profonda:👉 non “posso esserne sicuro?” ma “posso fidarmi?” In un tempo segnato da secolarizzazione e fragilità, credere non significa avere Dio dalla propria parte… ma lasciarsi incontrare da Cristo dentro un mondo che non lo garantisce più. 🎙 Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta 📚 In questo episodio: – credere dopo la crisi del Dio metafisico– fede e secolarizzazione – il contributo di Bonhoeffer– la fede come rischio in Tillich – Cristo come luogo di senso 🔔 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi 📖 Approfondimenti su: https://davidegalliani.it 🎧 Ascolta il podcast su Spotify, Apple Podcast e tutte le piattaforme
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La risurrezione come promessa (Martin Kähler) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 7 di 8
✴️ La risurrezione come promessa È davvero successo… o è qualcosa di diverso? La risurrezione è il cuore del cristianesimo. E allo stesso tempo, il suo punto più fragile. Possiamo davvero dimostrarla? E se non possiamo… ha ancora senso crederci? Nel mondo contemporaneo, la risurrezione è spesso messa davanti a un bivio: – o viene difesa come fatto storico da provare – o viene ridotta a simbolo da reinterpretare Ma se fosse una falsa alternativa? In questo episodio di Riflessioni Teologiche proviamo a percorrere una terza via: non quella della dimostrazione… ma quella dell’annuncio. A partire dall’intuizione di Martin Kähler, vedremo come la fede cristiana non nasca da una ricostruzione storica neutra, ma dall’annuncio apostolico della risurrezione. Allo stesso tempo, il confronto con N. T. Wright e Wolfhart Pannenberg aiuta a evitare una riduzione simbolica: la risurrezione non è solo un’idea… ma qualcosa che riguarda la realtà. Qui la teologia non elimina il dubbio. Ma lo attraversa. E apre una domanda più profonda: 👉 non “è successo davvero?” ma “che cosa cambia se è vero?” In un tempo segnato da incertezza e perdita di senso, la risurrezione non è una prova da esibire, ma una promessa da abitare. 🎙 Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta 📚 In questo episodio: – risurrezione e modernità – differenza tra storia e annuncio – il contributo di Kähler – il confronto con Wright e Pannenberg – la risurrezione come promessa 🔔 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi 📖 Approfondimenti su: davidegalliani.it 🎧 Ascolta il podcast su Spotify, Apple Podcast e tutte le piattaforme
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Speranza cristiana nel tempo del nichilismo (Moltmann) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 6 di 8
✴️ Speranza cristiana nel tempo del nichilismo Quando il futuro sembra vuoto… ha ancora senso sperare? Viviamo in un tempo paradossale. Abbiamo più possibilità che mai… ma sempre meno speranza. Molte persone oggi non si definiscono disperate. Continuano a vivere, lavorare, progettare. Eppure sotto la superficie emerge una sensazione diffusa: “E se nulla avesse davvero senso?” “E se il futuro non portasse nulla di nuovo?” Non è solo crisi. È qualcosa di più profondo. È il nichilismo come clima culturale. Ma proprio qui nasce una domanda decisiva: la speranza cristiana è ancora possibile… oppure appartiene a un altro tempo? In questo episodio di Riflessioni Teologiche entriamo in una distinzione fondamentale: la differenza tra speranza e ottimismo. Perché l’ottimismo dipende da ciò che vediamo. La speranza, invece, nasce proprio quando non vediamo nulla. Qui la riflessione teologica diventa decisiva, soprattutto attraverso il pensiero di Jürgen Moltmann e la sua Teologia della speranza. La speranza cristiana non è una forma di auto-consolazione. Non è una previsione positiva sul futuro. È una risposta a una promessa. Non nasce dall’uomo. Nasce da Dio. E questo cambia tutto. La fede cristiana non è orientata solo al passato. Non è solo memoria. È apertura. Dio non è solo origine. È futuro. In questa puntata attraversiamo alcuni passaggi centrali per comprendere la speranza nel nostro tempo: il nichilismo come perdita di orizzonte la differenza tra speranza e ottimismo il futuro di Dio come promessa l’escatologia come apertura, non fuga la speranza come forza che trasforma il presente.Qui la maturità della fede prende forma come capacità di abitare il tempo: senza illusioni senza fuga senza disperazione La speranza cristiana non ci porta fuori dal mondo. Ci restituisce al mondo. Perché il mondo non è chiuso. È promesso. E forse oggi il problema non è che non crediamo più… ma che non riusciamo più a sperare. 🎧 Una puntata centrale del ciclo dedicato alla cristologia per un tempo post-metafisico. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede critica, adulta e responsabile.
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Cristo oltre la religione (Hans Küng) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 5 di 8
✴️ Cristo oltre la religione Quando Gesù diventa più grande delle nostre istituzioni religiose. Molte persone oggi dicono una frase che sembra contraddittoria: “Credo in Gesù… ma non nella religione.” Altri dicono: “Gesù mi affascina. Il cristianesimo organizzato molto meno.” Ma questa frattura è davvero una novità del nostro tempo? Oppure attraversa in qualche modo tutta la storia del cristianesimo? In questo episodio di Riflessioni Teologiche proviamo a esplorare una distinzione decisiva: la differenza tra Cristo e le forme religiose costruite attorno a lui nel corso della storia. Il cristianesimo non nasce come sistema religioso. Nasce da un evento. Nasce dall’impatto che la persona di Gesù ha avuto sulla vita delle persone che lo hanno incontrato. Prima della religione cristiana c’è l’evento Cristo. Nel corso della storia quell’evento è stato interpretato, organizzato, istituzionalizzato. Ed è così che sono nate le Chiese, le tradizioni, le strutture religiose. Ma che cosa succede quando il contenitore diventa più importante del contenuto? Quando la religione difende sé stessa più di quanto annunci il Vangelo? In questa puntata entriamo in una riflessione teologica centrale per il nostro tempo, anche attraverso il pensiero di Hans Küng. Qui la maturità della fede prende forma come discernimento: – tra Cristo e religione – tra Vangelo e istituzione – tra appartenenza ecclesiale e libertà evangelica La religione non è necessariamente un problema. Le comunità custodiscono la memoria di Gesù. Ma il Vangelo ricorda continuamente alla Chiesa che Cristo resta sempre più grande delle nostre forme religiose. In questa puntata esploriamo, in modo critico e teologicamente fondato: - Cristo come evento prima di ogni sistema religioso - la differenza tra fede in Cristo e appartenenza religiosa - il rischio delle idolatrie ecclesiali - la funzione delle istituzioni nella storia della fede - l’universalità di Cristo oltre i confini confessionali Cristo non appartiene alla Chiesa. È la Chiesa che appartiene a Cristo. E proprio per questo la fede cristiana è sempre chiamata a riformarsi. 🎧 Una puntata centrale del ciclo dedicato alla cristologia per un tempo post-metafisico. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede critica, adulta e responsabile.
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Bonhoeffer e il cristianesimo adulto | Cristo e la crisi di senso contemporanea 4 di 8
✴️ Bonhoeffer e il cristianesimo adulto Quando la fede cresce dentro la secolarità. Viviamo in un mondo che non ha più bisogno di Dio per spiegarsi. La scienza funziona. La politica decide. La cultura produce senso da sola. E allora che cosa significa credere oggi? Forse il problema non è che il mondo abbia abbandonato Dio. Forse è che il cristianesimo continua a parlare come se il mondo fosse ancora “religioso”. In questo episodio di Riflessioni Teologiche entriamo nel pensiero di Dietrich Bonhoeffer e nella sua intuizione più provocatoria: il mondo è diventato adulto. E forse anche la fede deve diventarlo. Nelle Lettere dal carcere (raccolte in Resistenza e resa), Bonhoeffer parla di un “cristianesimo non religioso”, di una fede senza stampelle, di un Dio che non compete con l’autonomia umana ma si lascia espellere dal mondo sulla croce. Qui la maturità cristiana prende forma come discernimento: – tra religione e sequela – tra infantilismo spirituale e responsabilità storica – tra Dio tappabuchi e Dio crocifisso La secolarizzazione non è solo perdita. Può essere anche purificazione. In questa puntata esploriamo, in modo critico e teologicamente fondato: - il significato del “mondo divenuto adulto” - la critica al Dio usato per colmare le nostre lacune - il senso del “cristianesimo non religioso” - la responsabilità cristiana dentro la storia - la fede come sequela concreta e non come protezione religiosa Bonhoeffer non propone un cristianesimo più debole.Propone un cristianesimo più essenziale. Non una fuga dal mondo. Ma una presenza responsabile nel mondo. 🎧 Una puntata centrale del ciclo dedicato alla cristologia per un tempo post metafisico. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede critica, adulta e responsabile.
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Bonus #2 | Verso una fede adulta: crisi, dubbio e maturazione spirituale
Verso una fede adulta – Seminario a Milano (21 marzo 2026) Cosa significa davvero crescere nella fede oggi? In questo seminario, tenuto a Milano presso la Chiesa Oikos, riflettiamo insieme su un tema decisivo: il passaggio da una fede ricevuta a una fede scelta, attraversata, consapevole. 👉 Non una fede “più forte” in senso semplicistico 👉 Ma una fede che ha attraversato crisi, domande e trasformazioni 👉 Una fede capace di vivere dentro la complessità del mondo contemporaneo 📌 Di cosa parliamo in questo incontro • Cosa intendiamo per fede adulta (pedagogicamente e teologicamente) • Le stagioni della vita spirituale • Il modello evolutivo della fede di James Fowler • Il ruolo della crisi nella maturazione spirituale• Il rischio dei passaggi tra uno stadio e l’altro • Come accompagnare le persone senza forzare il loro cammino 💡 Un punto centrale del seminario: La fede non è una linea retta, ma un percorso fatto di chiarezza, fatica e nuove domande 🧭 Un messaggio chiave La maturità della fede non significa arrivare a una forma perfetta o definitiva. Significa imparare a: • convivere con il dubbio • lasciare purificare le proprie immagini di Dio • vivere una fede più libera, responsabile e non difensiva 👉 Non esistono “classifiche spirituali”: ogni stagione ha dignità 👉 Ma esiste una crescita possibile, reale, trasformativa ⛪ Una visione di chiesa Una comunità matura non è quella dove tutti pensano allo stesso modo, ma quella dove si può camminare insieme, anche in stagioni diverse. ✔ Senza infantilizzare ✔ Senza destabilizzare ✔ Senza escludere 📚 Per continuare il percorso 👉 Scopri la Scuola Biblica Online gratuita: https://davidegalliani.it/scuola-biblica-online 👉 Approfondisci con gli articoli: https://appuntiditeologia.it 👉 Scopri i libri: https://davidegalliani.it/libri-1 Una fede viva non è quella che non cambia mai. È quella che continua a camminare. Davide Galliani
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L'umanità di Dio (Barth, Jüngel) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 3 di 8
✴️ L’umanità di Dio Quando Dio si lascia definire da Gesù. Molti pensano che Dio sia un’idea eterna, perfetta, immobile, una realtà pensabile prima e al di là della storia. Ma se fosse il contrario? Se Dio non fosse conoscibile fuori dall’evento di Gesù Cristo? Se l’Incarnazione non fosse una parentesi, ma la verità stessa dell’essere di Dio? In questo terzo episodio del ciclo Teologia cristologica per un tempo post-metafisico, Riflessioni Teologiche affronta una delle affermazioni più radicali della teologia contemporanea: Dio non è pensabile fuori da Gesù. Dopo la crisi della metafisica, dopo la fine delle certezze ontologiche classiche, non possiamo più parlare di Dio come “ente supremo” o principio astratto. Possiamo parlarne solo a partire dall’evento in cui si è donato. In questo episodio vedremo: – perché non esiste un “Dio dietro Gesù” – l’essere di Dio come relazione e dono – la rivelazione come evento, non informazione – il linguaggio su Dio dopo la crisi metafisica – il rischio sempre presente di un Dio astratto Il confronto attraversa una delle figure più profonde della teologia protestante del Novecento: Eberhard Jüngel, che ha mostrato come l’essere di Dio sia nel suo darsi. Non un fondamento immobile, ma un Dio che accade. Con un ponte verso Karl Rahner e la sua idea di “autocomunicazione di Dio”, questo episodio esplora una possibilità decisiva: - Dio non si limita a parlare di sé. - Dio si comunica. - Dio si dona. - Dio si espone nella storia. Il Dio cristiano non è un concetto. È una persona. Non è un’idea eterna separata dall’umano. È colui che può essere umano senza cessare di essere Dio. In questa puntata esploriamo, in modo critico e accessibile: - perché l’incarnazione non è un episodio ma la definizione di Dio - in che senso l’essere di Dio è relazione - cosa cambia nel nostro modo di parlare di Dio dopo la modernità - perché un Dio astratto non salva - come la fede nasce dall’incontro con un evento, non dall’adesione a informazioni Questa non è una riflessione devozionale né apologetica. È un tentativo serio di pensare Dio dentro la storia, senza rifugiarsi in categorie metafisiche rassicuranti, ma senza rinunciare alla profondità della fede. 🎧 Un episodio centrale della stagione, per chi intuisce che la fede cristiana non sopravvive come idea, ma come incontro. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede adulta, critica e radicata nella realtà.
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Il Dio crocifisso (Jürgen Moltmann) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 2 di 8
✴️ Il Dio crocifisso Quando la croce diventa rivelazione di Dio.Molti pensano che la croce sia lo scandalo da spiegare, il punto debole del cristianesimo, l’evento tragico che avrebbe bisogno di essere giustificato.Ma se fosse il contrario?Se la croce non fosse un problema da risolvere, ma il luogo in cui Dio si rivela davvero?In questo secondo episodio del ciclo Teologia cristologica per un tempo post-metafisico, Riflessioni Teologiche affronta un nodo decisivo per la fede contemporanea:la croce non è una parentesi nella storia di Dio, ma il cuore della sua identità.Qui la riflessione teologica prende sul serio la sofferenza del Novecento, le crisi della modernità, le domande che emergono dopo Auschwitz, dopo le guerre mondiali, dopo la fine delle certezze metafisiche.– la sofferenza di Dio nella teologia contemporanea – la croce come luogo teologico, non incidente storico – la critica all’impassibilità divina classica – Dio solidale con il dolore umano – la croce come giudizio sulle teologie della gloriaIl confronto attraversa una delle figure più decisive della teologia del XX secolo: Jürgen Moltmann, autore de Il Dio crocifisso, che ha mostrato come un Dio incapace di soffrire non possa davvero amare.Con un richiamo alla teologia della croce di Martin Lutero, questo episodio mette in discussione ogni cristianesimo della potenza, del successo, della rassicurazione religiosa.Il Dio cristiano non è il garante dell’ordine. È il Crocifisso.In questa puntata esploriamo, in modo critico e accessibile:perché la croce non è uno scandalo da superare ma una rivelazione da abitarein che senso Dio può essere pensato come coinvolto nel dolore del mondoperché l’impassibilità divina entra in crisi nella modernitàcome la croce smaschera le teologie della gloriaquale speranza nasce da un Dio che non resta spettatore della sofferenzaQuesta non è una riflessione devozionale né polemica.È un tentativo serio di pensare Dio dentro la storia ferita, senza rifugiarsi in immagini astratte, senza negare il dramma del mondo.🎧 Un episodio centrale della stagione, per chi sente che la fede può sopravvivere solo se attraversa la crisi, non se la evita.📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede adulta, critica e radicata nella realtà.
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La crisi del Dio metafisico (Nietzsche, Barth) | Cristo e la crisi di senso contemporanea 1 di 8
✴️ La crisi del Dio metafisico Quando il linguaggio su Dio entra in crisi. Molti oggi dicono di non riuscire più a credere in Dio. Ma la domanda decisiva è un’altra: in quale Dio non riescono più a credere? Viviamo in un tempo in cui il linguaggio religioso tradizionale appare spesso inabitabile. Le formule che per secoli hanno sostenuto la fede sembrano non parlare più all’esperienza contemporanea. Non perché Dio sia “scomparso”, ma perché una certa idea di Dio non regge più il confronto con la modernità. In questo primo episodio del ciclo Teologia cristologica per un tempo post-metafisico, Riflessioni Teologiche affronta una questione decisiva: la crisi del Dio metafisico non è semplicemente una perdita di fede, ma una trasformazione profonda del modo di pensare Dio. Qui la riflessione teologica prende sul serio la modernità: – il passaggio dal Dio della metafisica al Dio della storia – la crisi della dimostrabilità razionale di Dio – il ruolo della secolarizzazione come sfida e purificazione – la “morte di Dio” come evento culturale, non teologico – la differenza tra ateismo filosofico e crisi della fede vissuta Il confronto attraversa due figure chiave del pensiero moderno e teologico: Friedrich Nietzsche, che formula una diagnosi radicale della crisi delle immagini tradizionali di Dio, e Karl Barth, che smaschera il Dio della religione naturale e riporta la fede cristiana alla rivelazione in Gesù Cristo. Il problema non è che Dio sia morto. Il problema è quando Dio viene ridotto a un’idea, a un fondamento astratto, a un oggetto da dimostrare. In questa puntata esploriamo, in modo critico e accessibile: - perché il Dio metafisico entra in crisi nella modernità - come la secolarizzazione mette in discussione false sicurezze religiose - perché la “morte di Dio” non coincide con la fine della fede cristiana - come distinguere il rifiuto teorico di Dio dalla crisi concreta di chi cerca senso - perché la teologia cristiana non parte da un concetto, ma da una storia Questa non è una puntata apologetica né polemica. È un invito a prendere sul serio le domande del nostro tempo, senza difendere immagini di Dio che non coincidono con il Dio dell’Evangelo. 🎧 Un episodio introduttivo e fondativo, pensato per chi sente che la fede non può più essere ripetizione di formule, ma ricerca onesta, critica e responsabile. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede adulta, critica e radicata nella realtà.
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Paura, speranza, limite | L'etica di Hans Jonas 3 di 3
✴️ Paura, speranza e limite in Hans Jonas. Quando il futuro chiede prudenza. Viviamo nell’epoca del massimo progresso tecnologico… e della massima fragilità globale. Mai come oggi possiamo fare tanto. Mai come oggi rischiamo di perdere tutto. Che ruolo hanno oggi parole come paura, speranza e limite? E se la maturità etica non consistesse nell’osare sempre di più, ma nel sapere quando fermarsi? In questo episodio conclusivo del ciclo dedicato a Hans Jonas, Riflessioni Teologiche mostra perché il principio responsabilità non è una teoria del passato, ma una chiave decisiva per comprendere il nostro presente. Jonas non è un pensatore del pessimismo, ma della lucidità. La sua “euristica della paura” non invita al panico, ma a riconoscere il rischio reale che accompagna un potere tecnico senza precedenti. La sua speranza non è utopia, ma impegno a custodire le condizioni della vita futura. Qui l’etica adulta prende forma come discernimento: – tra paura e speranza – tra progresso e responsabilità – tra potere e limite Il problema non è la tecnica in sé, ma l’illusione che tutto ciò che è possibile sia anche legittimo. In questa puntata esploriamo, in modo critico e teologicamente fondato: - il rapporto tra paura e speranza nel pensiero di Jonas - la critica alle utopie moderne del progresso (da Bacon a Marx) - la tecnica come rischio strutturale, non come nemico - come leggere temi contemporanei (AI, genetica, progresso diffuso) come metodo, non come elenco di posizioni morali - il significato etico del limite come forma di saggezza - un accenno al contesto post-Auschwitz da cui nasce la radicalità del pensiero di Jonas Jonas non ci consegna risposte pronte. Ci consegna un criterio. Un modo di abitare il futuro senza distruggerlo. 🎧 Una puntata conclusiva, riflessiva e non moralistica, pensata per chi desidera una fede e un’etica adulte, capaci di confrontarsi con il presente senza illusioni e senza scorciatoie. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede critica e responsabile.
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Bonus #1 | La maturazione della fede: esposizione biblica e teologica di Giovanni c. 9
Nel Vangelo secondo Giovanni, i miracoli di Gesù sono chiamati “segni”: non semplici prodigi, ma rivelazioni progressive della sua identità. In questa predicazione riflettiamo sul sesto segno — la guarigione del cieco nato (Giovanni 9) — per scoprire come la vera vista non sia solo fisica, ma spirituale ed esistenziale.Attraverso il confronto tra il cammino del cieco guarito e la chiusura dei farisei, il testo ci conduce dentro una domanda viva: che cosa accade alla nostra fede quando Cristo passa nella nostra vita? Il sesto segno (1)La fede, nel quarto Vangelo, non è un interruttore che si accende una volta per tutte, ma un percorso che cresce nel tempo, attraversa conflitti e matura nell’incontro personale con il Signore.📖 Testo biblico: Giovanni 9:1-41 📍 Predicazione condivisa presso la Chiesa Cristiana Brianza (Lissone, MB)📅 22 febbraio 2026In questa predicazione: • Il significato dei “segni” nel Vangelo di Giovanni • Luce e tenebre come chiave teologica del capitolo • Il superamento della teologia della retribuzione • La fede come processo progressivo • La cecità spirituale della presunzione religiosa • Una lettura esistenziale per il credente di oggi🔔 Se questi contenuti ti aiutano a pensare e vivere una fede più consapevole, iscriviti al canale.📚 Scopri il progetto #ricostruiamolafede 🌐 https://davidegalliani.it 🎧 Podcast Riflessioni Teologiche disponibile su tutte le piattaformeDavide Galliani Teologia per una fede adulta
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Il principio responsabilità | L'etica di Hans Jonas 2 di 3
✴️ Il principio responsabilità: agire per chi non può ancora rispondere (Hans Jonas) Quando l’etica deve pensare il futuro.Possiamo essere responsabili verso chi non esiste ancora? Possiamo avere doveri verso persone che non possono risponderci, protestare, difendersi? E se la vera questione etica del nostro tempo non fosse più l’intenzione, ma le conseguenze irreversibili delle nostre azioni? In questo episodio di Riflessioni Teologiche entriamo nel cuore teorico del pensiero di Hans Jonas e del suo celebre principio responsabilità. Jonas formula un nuovo imperativo etico, radicalmente diverso da quello classico: non basta più chiedersi se un’azione sia giusta in sé o se le nostre intenzioni siano buone. Occorre domandarsi se le conseguenze delle nostre azioni siano compatibili con la permanenza di una vita autenticamente umana sulla terra. Qui l’etica cambia prospettiva: – dal presente al futuro – dall’intenzione alla responsabilità – dalla reciprocità alla cura di chi non può ancora rispondere Il punto di partenza non è il moralismo, ma la fragilità della vita. Il criterio non è il progresso a ogni costo, ma la prevenzione del danno irreversibile. In questa puntata esploriamo in modo critico e teologicamente fondato: - l’imperativo jonasiano e il confronto con Kant - il dovere verso le generazioni future - perché Jonas “viola” consapevolmente la distinzione di Hume tra essere e dover essere - l’esempio dei figli come archetipo della responsabilità - la priorità della previsione cattiva - il significato dell’euristica della paura - perché Jonas non è anti-scienza, ma radicalmente anti-irresponsabilità Il principio responsabilità non fornisce soluzioni facili. Non indica cosa sia sempre giusto o sbagliato. Invita piuttosto a fermarsi prima di fare ciò che non potrà più essere disatteso. 🎧 Una puntata densa e riflessiva, non moralistica, pensata per chi desidera una fede e un’etica adulte, capaci di misurarsi con il futuro senza semplificazioni. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede critica e responsabile.
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Il Prometeo scatenato | L'etica di Hans Jonas 1 di 3
✴️ Perché l’etica tradizionale non basta più Quando il potere umano supera le buone intenzioni: È ancora sufficiente avere buone intenzioni? È possibile essere moralmente corretti… eppure irresponsabili? E se il problema etico del nostro tempo non fosse il male, ma un potere troppo grande per le categorie morali del passato? In questo episodio di Riflessioni Teologiche inauguriamo un nuovo mini-ciclo dedicato a un’etica adulta, a partire dal pensiero di Hans Jonas e dalla sua celebre riflessione sulla mutata natura dell’agire umano. Jonas parte da una constatazione semplice e inquietante: l’essere umano è diventato troppo potente per l’etica che ha ereditato. La tecnica ha cambiato scala, portata, durata delle nostre azioni. Le conseguenze non sono più locali, immediate, reversibili. Coinvolgono la biosfera, il futuro, generazioni che non esistono ancora. L’etica tradizionale — fondata sul “qui e ora” e centrata solo sull’umano — non era sbagliata. Era semplicemente pensata per un altro mondo. Qui nasce la domanda decisiva: come pensare oggi la responsabilità, quando le nostre azioni modellano il futuro della vita stessa? In questa puntata esploriamo in modo introduttivo e teologicamente fondato: - cosa significa parlare di “Prometeo scatenato” - in che senso l’agire umano ha cambiato natura - perché l’etica del passato non è più sufficiente, pur non essendo falsa - il passaggio dall’intenzione alle conseguenze - l’idea, radicale, di una responsabilità verso il futuro e la biosfera - perché Jonas non è un pensatore del passato, ma una voce decisiva per il presente Questa non è ancora una spiegazione completa del principio responsabilità. È il passo necessario per capire perché Jonas è diventato indispensabile. 🎧 Una puntata riflessiva, non moralistica, pensata per chi desidera una fede e un’etica adulte, capaci di misurarsi con la complessità del mondo contemporaneo senza semplificazioni. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Articoli di teologia settimanali, gratuiti, per una fede critica e responsabile.
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Stadio 6: La fede universalizzante | Gli stadi della fede di James Fowler 5 di 5
✴️ Lo stadio 6 della fede: la fede universale Quando la fede diventa testimonianza Esiste una fede che non cerca più protezione? Una fede che non ha bisogno di difendersi, né di imporsi? E se la maturità spirituale, nel suo punto più estremo, non coincidesse con l’equilibrio… ma con una responsabilità radicale verso l’umano? In questo quinto episodio della nuova stagione di Riflessioni Teologiche affrontiamo lo stadio 6 del modello evolutivo della fede di James W. Fowler, chiamato fede universale. Si tratta dello stadio più raro di tutti. Non una fase normale dello sviluppo, non un obiettivo spirituale, non un ideale morale da raggiungere. Fowler lo descrive come un esito eccezionale, che riguarda poche figure nella storia: non “credenti migliori”, ma testimoni. La fede universale non nasce dall’accumulo di certezze, ma da una vita attraversata fino in fondo. Qui la fede non serve più a “salvare se stessi”, ma diventa una forma di responsabilità verso gli altri, fino al rischio personale. Lo stadio 6 non va imitato, perché l’imitazione produce retorica e senso di colpa. Va invece compreso, perché illumina dall’esterno tutti gli altri stadi e ne rivela il senso profondo. In questa puntata esploriamo in modo critico e teologicamente fondato: - perché lo stadio 6 è una rarità assoluta - la differenza tra testimoni e modelli morali - figure emblematiche come Bonhoeffer, Gandhi, King, Romero - perché la fede universale non cerca il martirio, ma accetta il rischio della storia - il pericolo di trasformare la testimonianza in spiritualismo eroico - il significato profetico dello stadio 6 nel nostro presente - cosa dice questo stadio alla chiesa di oggi, senza trasformarsi in norma 🎧 Una puntata riflessiva, non motivazionale, pensata per chi desidera una fede adulta, capace di pensarsi senza mitizzarsi e di restare umana dentro la complessità del reale. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it
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Stadio 5: La fede congiuntiva | Gli stadi della fede di James Fowler 4 di 5
✴️ Lo stadio 5 della fede: la fede congiuntiva / paradossale.Quando la fede impara a tenere insieme Che cosa accade dopo la crisi della fede? È possibile una fede che non torni indietro, ma non resti nemmeno bloccata nel dubbio? E se la maturità spirituale non consistesse nel risolvere le tensioni, ma nell’imparare ad abitarle? In questo quarto episodio della nuova stagione di Riflessioni Teologiche affrontiamo lo stadio 5 del modello evolutivo della fede di James W. Fowler, noto come fede congiuntiva o paradossale.Si tratta di una forma di fede rara, non automatica, che non nasce per accumulo di certezze ma come trasformazione dello sguardo. Una fede che non è più egocentrica né ideologica, che rinuncia al bisogno di possedere la verità per imparare ad abitarla. Lo stadio 5 non supera la crisi cancellandola, ma la integra. È una fede che accetta i limiti: – del linguaggio su Dio – delle proprie categorie – della Bibbia come testo storico e umano senza per questo scivolare nel relativismo o nel disincanto. In questa puntata esploriamo in modo chiaro e teologicamente fondato: - una fede non più difensiva, né identitaria né ideologica - l’accettazione del limite come atto di maturità spirituale - il paradosso come forma propria dello Spirito - la capacità di tenere insieme dubbio e fiducia, croce e speranza, presenza e assenza di Dio - l’integrazione tra Bibbia, critica storica e vita reale - dove si colloca una teologia adulta, capace di abitare la complessità In questo quadro dialoghiamo idealmente con alcune grandi voci della teologia contemporanea: Karl Barth, Dietrich Bonhoeffer, Eberhard Jüngel, Jürgen Moltmann, non come sistemi chiusi, ma come esempi di una fede che ha imparato a pensare Dio senza ridurlo. 🎧 Una puntata teorica ma accessibile, pensata per chi non cerca risposte facili, ma una fede più vera, meno rumorosa, capace di stare nel reale senza maschere. 📩 Vuoi continuare questo percorso di riflessione teologica? Iscriviti ad 👉 appuntiditeologia.it Riceverai: - articoli settimanali di teologia evangelica contemporanea - approfondimenti sui temi della fede adulta - notifiche sui nuovi episodi e percorsi in uscita Una fede che non elimina le domande, ma impara ad abitarle.
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Stadio 4: la fede riflessiva | Gli stadi della fede di James Fowler 3 di 5
✴️ Lo stadio 4 della fede: la fede individuale riflessiva. Quando il credere entra in crisi Cos’è davvero la cosiddetta “crisi di fede”? Perché il dubbio diventa centrale in alcune fasi della vita religiosa? E come mai molti percorsi spirituali sembrano arrestarsi proprio qui? In questo terzo episodio della nuova stagione di Riflessioni Teologiche affrontiamo lo stadio 4 del modello evolutivo della fede di James Fowler, noto come fede individuale riflessiva. Una fase spesso vissuta come rottura o perdita, ma che in realtà rappresenta un passaggio strutturale nello sviluppo della coscienza religiosa. Lo stadio 4 non indica quanto una persona crede, ma come la fede viene pensata, analizzata e problematizzata. È il momento in cui la fede smette di essere semplicemente ricevuta o condivisa e diventa oggetto di riflessione critica. In questa puntata esploriamo in modo chiaro e divulgativo: - La “stagione del dubbio” come elemento strutturale dello stadio 4 - La fede che guarda se stessa: autonomia, distanza critica, autoconsapevolezza - I rischi tipici di questa fase: cinismo, intellettualismo, isolamento - Perché molti percorsi di fede si arrestano qui - Perché lo stadio 4 è una fase necessaria e non patologica nello sviluppo religioso - In che senso la crisi non è la fine della fede, ma una soglia evolutiva Un episodio fondamentale per comprendere perché tante narrazioni contemporanee parlano di de-costruzione, uscita dalla fede o post-cristianesimo, e quali dinamiche psicologiche e culturali vi siano realmente in gioco. 🎧 Una puntata teorica ma accessibile, pensata per chi desidera comprendere la fede non solo come contenuto dottrinale, ma come processo evolutivo che attraversa crisi, riflessione e trasformazione. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero. Ricevi articoli settimanali di teologia evangelica contemporanea, approfondimenti e notifiche dei nuovi episodi. 🔗 Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R 📚 Letture consigliate: J. Fowler, Diventare adulti, diventare cristiani, FrancoAngeli Editore
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Stadi 1-3: dalla fede primordiale a quella mitico-letterale | Gli stadi della fede di James Fowler 2 di 5
✴️ Gli stadi 1–3 della fede: intuizione, letteralismo, identità. Come nasce (e si blocca) il modo di credere Come funzionano i primi livelli della fede? Perché alcune comunità restano ancorate a una religiosità letterale o fortemente identitaria? E come mai il fondamentalismo trova terreno fertile proprio in questi stadi? In questo secondo episodio della nuova stagione di Riflessioni Teologiche entriamo nel cuore del modello evolutivo della fede, esaminando in chiave divulgativa gli stadi 1–3 della teoria di James Fowler. Tre forme di credere che non definiscono “quanto” una persona ha fede, ma come la struttura mentalmente, simbolicamente e socialmente. In questa puntata esploriamo in modo chiaro e analitico: - La fede intuitivo–proiettiva: immagini di Dio, simboli e narrazioni dell’infanzia - La fede mitico-letterale: quando i racconti religiosi diventano fatti da difendere - La fede sintetico-convenzionale: l’identità modellata dal gruppo e dalle appartenenze - Perché il fondamentalismo si colloca tipicamente tra stadio 2 e 3 - Come e perché molte chiese restano strutturalmente ferme allo stadio 3 - I segnali di un possibile passaggio verso una forma più riflessiva e critica della fede Una puntata essenziale per capire perché crediamo in un certo modo e quali dinamiche psicologiche e sociali modellano il panorama religioso contemporaneo. 🎧 Un episodio teorico ma accessibile, utile per chi desidera leggere la fede non solo in termini dottrinali, ma come processo evolutivo che coinvolge mente, simboli e identità. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero. Ricevi articoli settimanali di teologia evangelica contemporanea, approfondimenti e notifiche dei nuovi episodi. 🔗 Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R📚 Letture consigliate: J. Fowler, Diventare adulti, diventare cristiani, FrancoAngeli Editore
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Perché la fede cresce? Introduzione a James Fowler | Gli stadi della fede di James Fowler 1 di 5
✴️ Perché la fede cresce? Una chiave evolutiva per leggere la fede cristiana📌 Nota sull’influenza di Fowler e Niebuhr: [Nel video cito James W. Fowler come “allievo” di H. Richard Niebuhr. È più corretto dire che Fowler fu un profondo discepolo intellettuale del pensiero di Niebuhr, al quale dedicò anche parte dei suoi studi accademici. Non fu però suo studente diretto in aula. La teologia di Niebuhr — in particolare la responsabilità, la relazione tra fede e cultura e la comprensione dinamica dell’esperienza religiosa — ha comunque influenzato in modo decisivo la costruzione del modello evolutivo della fede presentato da Fowler.]La fede cambia? Cresce? Si trasforma con noi? E perché alcune crisi spirituali non sono perdite di fede, ma passaggi di maturazione? In questo primo episodio della nuova stagione di Riflessioni Teologiche esploriamo perché la fede non è un blocco statico, ma una struttura evolutiva che si sviluppa nel tempo.Attraverso la psicologia dello sviluppo e la teologia contemporanea, cerchiamo di capire come crediamo – non solo che cosa crediamo – e perché questo fa la differenza.In questa puntata attraversiamo i passaggi fondamentali che hanno portato a un nuovo modo di comprendere la crescita spirituale:- Da Piaget e lo sviluppo cognitivo alle intuizioni morali di Kohlberg- James Fowler e la nascita della teoria degli stadi della fede- Il rischio delle “fedi-blocco”: quando la fede smette di crescere- Perché oggi servono categorie evolutive per interpretare crisi, dubbi e trasformazioni- Dove si colloca il credente contemporaneo nel panorama degli stadi evolutivi- Perché la fede adulta non elimina il mistero ma lo abita in modo più libero, responsabile e consapevoleA che punto del cammino spirituale ti trovi? E quali parole nuove possono aiutarti a leggere ciò che stai vivendo?🎧 Un episodio introduttivo fondamentale, per chi desidera comprendere la fede non come un sistema rigido ma come un viaggio che evolve con la vita stessa.📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia”👉 Nessuno vede il tuo numero. Ogni settimana ricevi articoli contemporanei di teologia evangelica, riflessioni bibliche e anteprime dei nuovi episodi.🔗 Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R📚 Letture consigliate: J. Fowler, Diventare adulti, diventare cristiani, FrancoAngeli Editore
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Il Gesù Risorto | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 11 di 11
✴️ Il Gesù Risorto: la Pasqua e le sue interpretazioni Che cosa accadde davvero quella mattina di Pasqua? La risurrezione è un evento storico verificabile, una visione psicologica, un’interpretazione teologica o qualcosa che sfugge a tutte queste categorie? E soprattutto: cosa significa credere nella risurrezione in un mondo che chiede prove, coerenza storica e spiegazioni razionali? In questo episodio conclusivo dell’anno di Riflessioni Teologiche attraversiamo tre secoli di ricerca biblica e teologica per comprendere come la fede pasquale sia stata interpretata, criticata, difesa e riscoperta: - Le ipotesi razionalistiche moderne: furto del cadavere, morte apparente, spostamento della tomba. - Reimarus, Paulus e la nascita della “vita di Gesù” moderna - La teoria delle visioni soggettive in Strauss e nella teologia liberale - Wrede e la rilettura post-pasquale della vita di Gesù - Bultmann: la risurrezione come evento escatologico del kerygma - Marxsen e la reinterpretazione del Crocifisso - Pannenberg e l’oggettività dell’accadimento pasquale - Lüdemann: tra leggenda apologetica e spiegazioni psicologiche - Le fonti più antiche: 1 Cor 15, il racconto di Marco e le apparizioni individuali - La protoepifania di Maria Maddalena e il ruolo delle donne nei vangeli - Cosa possiamo davvero dire – e cosa non possiamo pretendere – dalla storia 🎧 Una puntata densa, per chi desidera comprendere come storia, critiche moderne e fede escatologica si intreccino nel cuore del cristianesimo: la Pasqua. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero. Ogni settimana ricevi articoli di approfondimento, studi biblici e anteprime dei nuovi episodi. 🔗 Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R 📚 Fonti e letture consigliate: - R. Bultmann, Teologia del Nuovo Testamento, Queriniana G. Theissen – A. Merz, Il Gesù storico, Queriniana
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Il Gesù Martire: tra teologia e politica | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 10 di 11
✴️ Il Gesù Martire: tra teologia e politica. Chi ha voluto davvero la morte di Gesù? Chi ha firmato la sentenza di morte di Gesù? Fu eliminato come pericolo religioso, accusato di bestemmia e falsa profezia? Oppure fu giustiziato come sovversivo politico dai Romani? E soprattutto: il racconto della Passione è cronaca, teologia, memoria liturgica, o un intreccio complesso di tutte queste dimensioni? In questo episodio di Riflessioni Teologiche indaghiamo uno dei nodi più delicati della ricerca sul Gesù storico, seguendo l’approccio di Gerd Theissen e Annette Merz: - Le diverse origini del racconto della Passione: memoria, predicazione, tradizione cultuale - Il ruolo dell’evangelista Marco tra teologia della croce e tradizioni precedenti - L’azione del Sinedrio: tra falsa profezia, critica al Tempio e timore di disordini - Le irregolarità del processo secondo la Mishnà e le ipotesi degli studiosi moderni - Il passaggio decisivo ai Romani: Pilato, la cognitio e l’accusa politica di “Re dei Giudei” - La strategia narrativa dei Vangeli nel distribuire (o spostare) responsabilità - La conclusione della critica storica: una responsabilità condivisa - La teologia che nasce dalla croce: il Giusto Sofferente, la sovranità del Cristo, la forza nella debolezza 🎧 Una puntata densa, per chi vuole capire davvero come storia, Bibbia e teologia si intrecciano nel momento più drammatico della vita di Gesù. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero. Ogni settimana ricevi articoli di approfondimento, studi biblici e anteprime dei nuovi episodi. 🔗 Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R 📚 Fonti e letture consigliate: G. Theissen – A. Merz, Il Gesù storico, Queriniana R. Bultmann, Teologia del Nuovo Testamento, Queriniana R.E. Brown, La morte del Messia, Queriniana M. Dibelius, From Tradition to Gospel
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Il Regno di Dio nella predicazione di Gesù | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 9 di 11
✴️ Il Regno di Dio: presente o futuro? L’escatologia nella predicazione di Gesù Gesù parlava di un mondo che sta per finire o di una nuova realtà che sta già iniziando? Tutta la sua predicazione ruota intorno a una parola: Regno. Ma cosa significa davvero? In questo episodio di Riflessioni Teologiche esploriamo: - Le radici bibliche del Regno di Dio, da Isaia al periodo post-esilico - La nascita dell’attesa apocalittica e la lotta tra Dio e Satana - Il messaggio profetico di Gesù: il Regno come realtà presente e futura - Le parabole del Regno: il banchetto, il raccolto, la casa del Padre - Il Padre nostro come sintesi di presente e futuro della fede - Il giudizio come appello alla conversione, non come condanna - La vittoria di Dio sul male e la responsabilità umana nella storia 🎧 Un viaggio tra Bibbia, storia e teologia per riscoprire la visione di Gesù: il Regno di Dio non è un potere da attendere, ma una presenza da riconoscere. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero e riceverai ogni settimana articoli esclusivi di approfondimento teologico e anteprime dei prossimi episodi: 🔗 [Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R] 📚 Fonti e letture consigliate: R. Bultmann, Teologia del Nuovo Testamento, Queriniana G. Theissen – A. Merz, Il Gesù storico, Queriniana
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Il Regno di Dio tra già e non ancora | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 8 di 11
✴️ L’escatologia di Gesù: il Regno è già o non ancora? Gesù annunciava la fine del mondo o l’inizio di un mondo nuovo? Dal XIX secolo i teologi si sono divisi su come interpretare la sua visione del “Regno di Dio”. In questo episodio di Riflessioni Teologiche esploriamo: - L’escatologia etica di Ritschl: il Regno come umanità organizzata secondo l’amore cristiano - L’escatologia conseguente di Weiss e Schweitzer: l’attesa della fine che non arrivò - L’escatologia realizzata di C. H. Dodd: il giudizio è ora, nel presente - La doppia escatologia di Kümmel: il Regno già e non ancora - L’escatologia esistenziale di Bultmann: la decisione ultima, qui e ora - Le letture più recenti: tra metafora, storia sociale e reinterpretazione della speranza 🎧 Un viaggio tra storia, esegesi e fede per riscoprire il cuore del messaggio di Gesù: non la paura della fine, ma la speranza di un mondo rinnovato dall’amore di Dio. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero e riceverai ogni settimana articoli esclusivi di approfondimento teologico e anteprime dei prossimi episodi: 🔗 [Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R] 📚 Fonti e letture consigliate: C. H. Dodd, Il fondatore del cristianesimo, Elledici.R. Bultmann, Teologia del Nuovo Testamento, Queriniana. W. G. Kümmel, La teologia del Nuovo Testamento, Paideia. G. Theissen – A. Merz, Il Gesù storico, Queriniana.
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Tra Giovanni Battista e Gesù | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 7 di 11
✴️ Tra Giovanni Battista e Gesù Un uomo predicava nel deserto annunciando un giudizio imminente. Un altro, pochi giorni dopo, si fece battezzare da lui e ne uscì con una visione nuova di Dio. Cosa unisce e cosa separa il battesimo di Giovanni dal battesimo nello Spirito annunciato da Gesù? In questo episodio di Riflessioni Teologiche esploriamo: - Il senso del battesimo di Giovanni: fuoco, Spirito e giudizio - Il battesimo di Gesù e la sua svolta teologica - La rottura tra il messaggio del Battista e quello del Nazareno - La visione di Gesù: “Vidi Satana cadere come un lampo” - Dal giudizio alla grazia: la nascita di una fede nuova 🎧 Un percorso tra storia e teologia, per comprendere come nel passaggio dal deserto al Regno inizi davvero la storia della fede cristiana. 📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero e riceverai ogni settimana articoli esclusivi di approfondimento teologico e anteprime dei prossimi episodi: 🔗 [Iscriviti qui ➜ https://whatsapp.com/channel/0029Vb6auqJDuMRkTM0bu32R] 📚 Fonti e letture consigliate: G. Theissen – A. Merz, Il Gesù Storico, Queriniana.Davide Gallianidivulgatore teologicodavidegalliani.it
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Giovanni Battista: profeta, ribelle o precursore? | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 6 di 11
✴️ Giovanni Battista: profeta, ribelle o precursore?Prima di Gesù, c’era Giovanni. Un uomo nel deserto che predicava penitenza, immergeva le persone nell’acqua e annunciava un giudizio imminente. Ma chi era davvero il Giovanni Battista storico? E cosa possiamo scoprire di lui se torniamo alle fonti antiche e agli studi moderni, da Giuseppe Flavio a Il Gesù Storico di Theissen e Merz?In questo episodio di Riflessioni Teologiche esploriamo:I rapporti tra Giovanni e gli EsseniIl senso storico e religioso del suo battesimoIl messaggio di giudizio e di speranzaIl mistero di “colui che deve venire”Il dubbio finale del profeta in prigione🎧 Un viaggio tra storia e fede, per scoprire come Giovanni prepari la via non solo a Gesù, ma anche a una comprensione più matura della nostra fede oggi.📩 Iscriviti gratuitamente al Canale WhatsApp “Appunti di Teologia” 👉 Nessuno vede il tuo numero e riceverai ogni settimana articoli esclusivi di approfondimento teologico: 🔗 [Iscriviti qui ➜ link al canale WhatsApp]📚 Fonti e letture consigliate:G. Theissen – A. Merz, Il Gesù Storico, Queriniana.
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Crossan, Sanders e la quinta e ultima ricerca del Gesù storico (la terza fase) | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 5 di 11
Con questo episodio terminiamo la serie dedicata alle varie fasi di ricerca del Gesù storico. Riflettiamo quindi sulla quinta ricerca e terza e ultima fase. Crossan e Sanders sono gli autori citati in questa importante fase di ricerca che continua tutt'oggi!
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Käsemann e la quarta ricerca del Gesù storico | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 4 di 11
Dopo le prime tre fasi della ricerca del Gesù storico arriviamo con questo episodio alla quarta. Scopriamo quindi un nuovo protagonista: Ernst Käsemann, un discepolo di Rudolph Bultmann che traccerà una strada molto diversa rispetto a quella del suo maestro.
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Schweitzer, Wrede, Bultmann e la terza ricerca del Gesù storico | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 3 di 11
In questa puntata riflettiamo insieme sulla terza fase di ricerca del Gesù storico e su quello di buono che ha portato.
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Episodio Bonus: La dottrina della predestinazione. Una panoramica storico-teologica - Davide Galliani
Registrazione audio del seminario sulla dottrina della predestinazione: una panoramica storico-teologica tenuta da Davide Galliani il 4 ottobre 2025 nella Chiesa Oikos di Milano.
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Holtzmann e la seconda ricerca del Gesù storico | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 2 di 11
In questo episodio continuano il percorso di riflessioni sulle varie fasi di ricerca del Gesù storico arrivando alla seconda fase.
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Reimarus, Strauss e la prima fase di ricerca del Gesù storico | Introduzione al Gesù storico (Theissen / Merz) 1 di 11
Con questo episodio iniziamo una serie di riflessioni sulle ricerche del Gesù storico.
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Etica Politica | L'etica della speranza di Jürgen Moltmann 4 di 4
In questo episodio concludo le riflessioni sui capitoli di Etica della Speranza di Jürgen Moltmann.
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Etica della Terra | L'etica della speranza di Jürgen Moltmann 3 di 4
In questo episodio condivido con voi i miei appunti sul terzo capitolo del libro Etica della Speranza di Jürgen Moltmann, commentando gli appunti e riflettendo sul tema ecologico insieme a voi.
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Etica della Vita | L'etica della speranza di Jürgen Moltmann 2 di 4
Nel secondo episodio di questa mini serie condivido con voi riflessioni e pensieri relativi ai miei appunti sul secondo capitolo del libri "Etica della Speranza" del teologo Jürgen Moltmann.
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Escatologia ed Etica | L'etica della speranza di Jürgen Moltmann 1 di 4
Con questo episodio inizio una nuova miniserie nella quale riflettere, con un episodio per ogni capitolo, sul libro Etica della speranza del teologo Jürgen Moltmann. In questo episodio vediamo insieme il rapporto tra escatologia ed etica nelle teologie protestanti e qual è invece la proposta finale di Moltmann.
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La notte dell'anima - Davide Galliani
Qual è la definizione della notte dell'anima per Giovanni della Croce? Quale significato dava a questa categoria Jung? In questo episodio parliamo proprio di questo!
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Episodio Bonus: Panoramica della teologia della salvezza nel Nuovo Testamento - Davide Galliani
Registrazione audio della relazione tenuta da Davide Galliani alla Giornata della Bibbia 2025 a Genova, organizzata dal Consiglio delle Chiese e delle Opere Evangeliche di Genova il 21 giugno 2025.
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Episodio Bonus: Panoramica della teologia della salvezza nell'Antico Testamento - Davide Galliani
Registrazione audio della relazione tenuta da Davide Galliani alla Giornata della Bibbia 2025 a Genova, organizzata dal Consiglio delle Chiese e delle Opere Evangeliche di Genova il 21 giugno 2025.
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John Locke e la ragionevolezza del cristianesimo - Davide Galliani
La fede cristiana è ragionevole? È intellettualmente sostenibile o, in quanto religione rivelata, è chiusa nei propri dogmi e isolata dalla realtà? Scopriamo insieme alcune utili riflessioni del filosofo John Locke!AVVISO: La rubrica "Teologia POP!" che annuncio in questo episodio per i mesi di luglio e agosto sarà disponibile ESCLUSIVAMENTE sul mio canale YouTube "dr.davidegalliani" (ogni venerdì sera alle 18:30). Buona estate 2025 a tutti!!
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La Chiesa può essere un idolo? | Quando la fede diventa ideologia 3 di 3
La Chiesa può essere un idolo? Ne parlo con voi in questo nuovo episodio!
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Dio può essere un idolo? | Quando la fede diventa ideologia 2 di 3
Un idolo è per definizione un costrutto umano che in modo falso si contrappone al Dio vivente e vero. Questa domanda dunque non avrebbe alcun senso. Ma è davvero così?
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La Bibbia può essere un idolo? | Quando la fede diventa ideologia 1 di 3
Domanda lontana dall'essere una provocazione, in questa puntata parlo con voi di questo pericolo reale e della strada da percorrere per allontanarsi da questa trappola.
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Cristo e la cultura (Richard Niebuhr) - Davide Galliani
Nell'episodio di oggi condivido la tesi fondamentale del libro di Richard Niebuhr "Cristo e la cultura", condividendo con voi una riflessione teologica che prende spunto proprio dall'opera del teologo e ministro protestante.
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La Divino Afflante Spiritu e la critica biblica - Davide Galliani
Cosa può dire questa enciclica cattolica del 1943 alla Chiesa Evangelica (evangelicale) di oggi? Scopriamolo insieme con questa nuova riflessione teologica!
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L'antimodernismo cattolico - Davide Galliani
Esistono paralleli tra il secolo antimodernista cattolico e la situazione evangelicale attuale? Ne parliamo proprio in questa puntata!
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Depravazione totale? - Davide Galliani
La Riflessione di oggi riguarda il primo dei Cinque punti del Calvinismo: qual è il suo limite teologico?
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La teologia dialettica di Karl Barth | Predestinazione e Calvinismo 4 di 4
Dopo aver considerato una riflessione sulla predestinazione in Barth, in questo video condivido con voi una riflessione sulla sua teologia dialettica.
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La predestinazione in Karl Barth | Predestinazione e Calvinismo 3 di 4
Dopo le Riflessioni sulla doppia predestinazione in Calvino e, un secolo più tardi, nel Sinodo di Dordrecht, riflettiamo ora insieme su come ha trattato questa dottrina il teologo più importante del Novecento: Karl Barth.
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La doppia predestinazione in Dordrecht | Predestinazione e Calvinismo 2 di 4
Quale differenza tra la dottrina della doppia predestinazione in Calvino e, due secoli più tardi, nei canoni del Sinodo di Dordrecht? Senza alcuna pretesa di completezza condivido con voi solo una riflessione in merito...
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La doppia predestinazione di Calvino | Predestinazione e Calvinismo 1 di 4
Finalmente è arrivato l'argomento più divisivo per qualsiasi comunità evangelica: la doppia predestinazione di Calvino! Quale può essere la mia riflessione in proposito?
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ABOUT THIS SHOW
Riflessioni Teologiche è il podcast di approfondimento teologico di Davide Galliani, concepito come una vera e propria audioteca tematica: un progetto strutturato dalla prospettiva evangelica, dedicato a chi desidera una fede cristiana adulta, solida e intellettualmente responsabile.Il podcast è organizzato in cicli monografici progressivi che affrontano i grandi nodi della teologia contemporanea: cristologia, dottrina di Dio, etica della responsabilità, fede e modernità, dubbio e ricostruzione, chiesa e cultura. Ogni ciclo sviluppa un percorso coerente, unendo rigore teologico e chiarezza espositiva.La riflessione si colloca in dialogo con la tradizione protestante e con il pensiero teologico del Novecento e contemporaneo — da Karl Barth a Dietrich Bonhoeffer, da Jürgen Moltmann a Hans Jonas — con attenzione alle sfide culturali del XXI secolo.
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Davide Galliani
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