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Vangelo

Ogni domenica condividiamo la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina. 💻 In diretta sul sito http://www.radio5punto9.it/​📲 App ufficiale gratuita per Apple e Android "Radio 5.9"Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

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  1. 192

    Pregare significa entrare nella volontà di Dio affidandoci a Lui

    🎙️  La riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Il Vangelo di questa domenica ci presenta un episodio che, a prima vista, può lasciarci quasi disorientati.Gesù sembra non ascoltare la richiesta di una madre; addirittura, di fronte alla sua supplica, risponde con parole dure, difficili da comprendere: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».Eppure, proprio questa donna, una pagana, una straniera, diventa per Gesù esempio luminoso di fede: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».Che cosa ha fatto questa madre per meritare un elogio tanto grande? Ha creduto in Gesù. Si è fidata di Lui. Ha continuato a rivolgersi a Lui anche quando tutto sembrava dirle che non sarebbe stata ascoltata. Avere fede significa proprio questo: fidarsi, affidarsi, aderire a Qualcuno.La fede non è semplicemente accettare con l’intelligenza alcune verità su Dio. È molto di più: significa consegnargli la propria vita, riconoscere che Egli è il Signore della nostra storia e continuare a fidarci di Lui anche quando non comprendiamo ciò che sta accadendo.La fede coinvolge tutta la persona: l’intelligenza, la volontà, i sentimenti, le scelte, le paure, le speranze. In definitiva, coinvolge tutta la nostra storia. Un luminoso esempio di questa fede lo troviamo in Abramo, che la Scrittura presenta come uomo che si è fidato di Dio fino in fondo, tanto da essere chiamato «amico di Dio». Il Signore gli dice: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò». Abramo non conosce ancora quella terra. Non possiede garanzie sul futuro. Eppure parte. È come se Dio gli chiedesse di firmare un assegno in bianco. E Abramo lo firma con la propria vita. A settantacinque anni lascia le sue sicurezze, le sue abitudini, il suo mondo conosciuto e si mette in cammino verso ciò che Dio gli mostrerà.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/pregare-significa-entrare-nella-volonta-di-dio/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  2. 191

    Il Vangelo è davvero una buona notizia: dobbiamo fidarci di Gesù

    🎙️  La tradizione della Chiesa ha sempre visto nell’episodio della barca sbattuta dalla violenza delle onde, l’immagine della Chiesa stessa che attraversa il mare della storia tra difficoltà, prove e tempeste. San Giovanni Paolo II diceva che essa è “come nave che avanza tra i flutti, non raramente avversi, delle vicende umane» (Omelia a Efeso 1979).Quando le difficoltà sembrano moltiplicarsi e le forze contrarie diventano più forti, è facile lasciarsi prendere dalla paura e dall’inquietudine per le sorti della Chiesa stessa e del mondo.La vicenda di san Pietro, al riguardo, è illuminante. L’Apostolo, finché tiene lo sguardo fisso su Gesù, riesce a camminare sulle acque. Comincia ad inabissarsi e a soccombere quando smette di guardare il Signore e si lascia impressionare dalla violenza dei fenomeni naturali. E così la paura prende di nuovo il sopravvento.Questo episodio ci insegna che la fede rende partecipi della signoria di Gesù, dona sicurezza al nostro cammino e fa scoprire che il Signore sa trarre il bene anche da quelle situazioni che, ai nostri occhi, sembrano destinate al fallimento.Il Vangelo di questa domenica è davvero una buona notizia. c davanti alle difficoltà, alle paure, alle sofferenze e alla  richiesta di aiuto dei suoi amici. Al contrario, si fa vicino e li rassicura con parole piene di affetto e di consolazione: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”.La parola coraggio, nel suo significa originario, significa “dare il cuore”. Egli, dunque, ci assicura, innanzitutto, che il suo amore non viene meno e che il suo cuore è per noi e per la sua Chiesa.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/il-vangelo-e-davvero-una-buona-notizia/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  3. 190

    Cercare un mondo migliore escludendo Dio porta alla disperazione

    🎙️ XVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A), la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Il contesto nel quale avviene il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è drammatico. Gesù è stato rifiutato dai suoi concittadini di Nazareth e ha ricevuto la notizia della morte del cugino Giovanni Battista, decapitato per ordine del re Erode.Pertanto decide di ritirarsi in disparte in un luogo deserto. Non si tratta di una fuga. Gesù cerca il silenzio per vivere una comunione ancora più profonda con il Padre e affidarsi pienamente alla sua volontà.Nonostante il suo tentativo di solitudine, la gente e lo raggiunge perché ha “fame” e “sete” di Dio e riconosce in Gesù una presenza unica, capace di dare risposte alle attese di giustizia, di amore e di gioia del loro cuore.L’evangelista annota un particolare significativo: Gesù, sentì compassione di loro. La compassione non un semplice sentimento di commozione.Nella sacra Scrittura rivela il modo di amare di Dio. Di fronte alla sofferenza dell’uomo, il Signore non rimane indifferente. La miseria materiale, morale e spirituale dell’umanità tocca il suo cuore. In Gesù si rende visibile la compassione del Padre.Egli è il volto umano della misericordia divina. Dio non è un sovrano lontano che osserva dall’alto le vicende del mondo con distacco. È il Dio che si fa vicino, entra nella nostra storia, condivide la nostra condizione e assume la fragilità della carne umana per guarirla dall’interno.Nell’Incarnazione la tenerezza di Dio prende un volto, una voce, delle mani che toccano, uno sguardo che consola. 📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/cercare-un-mondo-migliore-escludendo-dio/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  4. 189

    Quando il cuore è conquistato da Cristo tutto trova un significato

    🎙️ XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A), la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Il Vangelo di questa domenica ci pone una domanda che attraversa tutta la Sacra Scrittura e raggiunge ogni uomo: a chi vogliamo consegnare la nostra vita? Qual è il bene che merita il nostro cuore? Gesù risponde a questi interrogativi con tre brevi parabole per svelarci che Lui è il tesoro e la perla preziosa che dona sapore alla vita.Nella prima, quella del tesoro nascosto nel campo, vi è un particolare che merita di essere sottolineato. L’uomo trova il tesoro per caso e, dopo averlo scoperto, vende tutto ciò che possiede. Ma non lo fa con rassegnazione né per il peso di un dovere. Gesù sottolinea che lo fa pieno di gioia. E’ proprio questa gioia il segno della vera conversione. La fede, infatti, non nasce anzitutto da una rinuncia, bensì nell’incontrare qualcuno, Cristo che rivela all’uomo la verità più profonda della sua esistenza: egli è stato creato per Dio.La seconda parabola ci presenta una figura diversa. A differenza dell’uomo del campo, il mercante non si imbatte casualmente in un tesoro: è un cercatore di perle preziose. E quando trova la perla di inestimabile valore, comprende che tutte le altre che già possiede, pur preziose, impallidiscono al suo confronto. Anche qui il centro del racconto non è ciò che egli lascia, ma ciò che finalmente ha trovato. Gesù ci insegna che ogni ricerca sul senso della vita e della realtà trova in Lui il suo compimento.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/quando-il-cuore-e-conquistato-da-cristo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  5. 188

    Il diavolo semina il male, ma Dio trasforma la zizzania in grano buono

    🎙️ XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A), la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:“Il Regno dei cieli si può paragonare…”. Con queste parole si apre la pagina evangelica di questa domenica. L’espressione “Regno dei cieli o Regno di Dio” è un tema centrale dei vangeli. Ricorre ben 122 volte. Il Regno ha un volto, un nome, una voce: si identifica con la persona di Cristo. Il terreno fertile in cui questo Regno è chiamato a germogliare, a crescere e a operare è  il cuore dell’uomo.Ma c’è un nemico che agisce nell’oscurità e cerca di impedire che il Signore prenda pieno possesso del nostro cuore. Gesù lo descrive con queste parole: «mentre tutti dormivano… seminò la zizzania in mezzo al grano e se ne andò». Questo nemico è il diavolo. La sua strategia più efficace consiste nel convincere il mondo che lui non esiste. In questo modo può muoversi liberamente nel campo del grano — cioè nella vita delle persone, nelle istituzioni e nelle iniziative umane — perché l’uomo, credendosi al sicuro, abbassa le proprie difese morali e spirituali. Così il maligno riesce a soffocare la presenza e l’azione di Cristo nel cuore dell’uomo.La parabola evangelica mette in luce anche un altro aspetto dell’azione del diavolo, tanto sottile quanto inquietante. Gesù fa notare che tra la semina della zizzania da parte del “nemico” e il momento in cui essa diventa visibile trascorre del tempo. Questo ci aiuta a comprendere che il “nemico” non semina un male compiuto. Egli depone i germi di quello che diventerà, dopo una lunga e volontaria incubazione, il frutto del male. In altre parole i germi di male seminati da Satana hanno bisogno della complicità dell’uomo: cercano un terreno favorevole in cui mettere radici e svilupparsi. Il peccato, infatti, non cresce nel vuoto. Si alimenta delle delle nostre inclinazioni disordinate quando non vengono educate, della trascuratezza nella preghiera, di una fede rimasta immatura e della lontananza dalla grazia dei sacramenti. Sono proprio queste fragilità a costituire il terreno fertile nel quale il seme del male trova nutrimento e forza per crescere.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/dio-trasforma-la-zizzania-in-grano-buono/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  6. 187

    Il nostro cuore accetterà la sfida della conversione?

    🎙️ XV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A), la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:"Il Vangelo di oggi ci presenta la parabola del seminatore che esce per seminare e il seme da lui gettato cade su terreni diversi con risultati differenti.Con questa parabola, il Signore ci pone davanti alla tremenda responsabilità della nostra libertà.Quei diversi terreni, infatti, non sono altro che lo specchio del cuore dell’uomo e  delle modalità con cui accoglie la Parola di Dio.Vi è il cuore superficiale, che non lascia approfondire nulla; vi è quello arido e sassoso, che si entusiasma, ma non ha radici; vi è il cuore dissipato, soffocato dalle preoccupazioni del mondo; e, infine, vi è il cuore buono, fecondo e aperto alla voce del Padre.Davanti a questo affresco, sorge spontanea e inevitabile una domanda che interroga ciascuno di noi: “A quale categoria appartiene il mio cuore? Quale terreno sto offrendo oggi al Signore?”.Tuttavia, per non scivolare nello sconforto o nel senso di inadeguatezza, vale la pena soffermare la nostra attenzione sull’aspetto positivo ed incoraggiante del Vangelo di oggi.Gesù ci insegna che la Parola non va sempre perduta: essa trova  anche moltissimi cuori pronti, disponibili, terra buona. Terreno fertile fu quello di Maria Vergine, che custodiva ogni parola meditandola nell’intimo del cuore.Terra buona furono gli apostoli e i discepoli, che accolsero il Vangelo e lo testimoniarono fino ai confini del mondo, irrigandola con il proprio sangue.E terreno ricchissimo sono i martiri e i santi di ogni tempo, che hanno reso splendida la Chiesa con la bellezza della loro vita, dei loro scritti e delle loro opere.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/vangelo-e-sfida-della-conversione/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  7. 186

    La presenza di Gesù dà forza nel cammino della vita

    🎙️ XIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A), la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:  "Il Vangelo di oggi ci introduce in uno dei momenti più intimi e luminosi della vita di Gesù. Egli innalza al Padre una preghiera di lode e di ringraziamento, piena di gioia e di fiducia e nello stesso tempo rivela il mistero della sua Persona. Fino a questo momento Gesù non ha  ancora dichiarato apertamente di essere il Figlio di Dio.Ora, invece, in poche righe, per ben cinque volte chiama Dio con il nome di Padre e parla con Lui davanti ai discepoli e alla folla. Gesù, dunque, non si presenta semplicemente come un profeta o un maestro di sapienza: rivela di essere il Figlio eterno di Dio, Lui stesso Dio.Ascoltiamo le Sue parole: “In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”.Poi rivolgendosi ai discepoli aggiunge: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete”. Il Vangelo ci pone allora una domanda decisiva: a chi il Padre rivela il mistero del Figlio?La risposta è sorprendente: non anzitutto ai sapienti e agli intelligenti secondo i criteri del mondo, ma ai piccoli, agli umili, ai semplici di cuore.Non perché Dio rifiuti chi possiede cultura o intelligenza, ma perché la fede nasce da un cuore disponibile, non da una mente orgogliosa.La superbia chiude l’uomo alla verità; l’umiltà, invece, lo rende capace di accogliere il dono di Dio.La storia della salvezza lo conferma.I primi chiamati da Gesù furono pescatori, persone semplici, poveri, peccatori, malati ed emarginati.Anche uomini colti e preparati, come Nicodemo o Saulo di Tarso, poterono incontrare davvero Cristo, ma soltanto dopo un profondo cammino di conversione, imparando a mettere da parte ogni presunzione per lasciarsi afferrare dalla Grazia".📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/la-presenza-di-gesu-da-forza/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  8. 185

    Il nostro tempo è sedotto dall'individualismo: Gesù ci chiama a spalancare le porte del cuore

    🎙️  XIII domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:   Gesù, che ha donato la sua vita per tutti, ci ha insegnato ad amare senza distinzione alcuna. Tuttavia, oggi nel Vangelo ci ricorda che Lui va amato più di tutti, merita un amore senza misura e senza limiti.Niente e nessuno può prendere il suo posto nel nostro cuore, può essere preferito a Lui; neppure i legami familiari possono entrare in concorrenza con l’amore che a Lui si deve. Lui, infatti, è la misura della validità di ogni altro amore”.Solo alla luce di questa precisazione è possibile comprendere le parole del Signore, che in un’ottica puramente umana appaiono di una durezza incredibile e quasi disumane.In realtà, la sequela di Cristo può provocare l’opposizione di coloro che sono a noi più vicini. E se questo dovesse accadere, Gesù ci chiede di preferirlo.Quella di Gesù è una pretesa che è possibile accettare solo se si riconosce in Lui il Figlio di Dio, la piena e perfetta manifestazione della volontà di Dio. L’amicizia con Lui è più importante della vita terrena, perché tramite Lui entriamo in relazione con Dio, fonte della vita.L’altro insegnamento che raccogliamo oggi dalla pagina di Vangelo riguarda il mistero della Croce.Dice Gesù: “Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me”(Mt 10,38). Con Cristo la croce si trasfigura e acquista senso; senza di Lui sprofonda, spesso, nell’abisso della disperazione. La sofferenza e il limite, come ben sappiamo, non sono un retaggio solo dei cristiani.È un’esperienza comune a tutti gli uomini.Credenti o non credenti, presto o tardi, si imbattono nel dolore, nel declino fisico, nel silenzio della morte. Senza la fede,  dinanzi alla sofferenza, l’uomo rischia di ripiegarsi nell’amarezza o nella ribellione sterile.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/individualismo-gesu-spalancare-porte-del-cuore/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  9. 184

    Grazie a Gesù siamo certi di essere amati in modo totale da Dio

    🎙️ XII domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Nel Vangelo di questa domenica, ritorna per ben tre volte sulla bocca di Gesù l’invito: «Non abbiate paura».Il Signore sa bene che il cammino della fede incontrerà ostacoli, derisioni, opposizioni e persino persecuzioni. Eppure, Gesù non ci promette che ci risparmierà la sofferenza, ma ci garantisce che dentro la sofferenza noi non saremo mai soli.Oggi il Maestro ci offre tre ragioni incrollabili per vincere il timore e consegnarci fiduciosi tra le braccia del Signore.La prima rassicurazione di Gesù riguarda la Verità. Dice: «Non vi è nulla di nascosto che non sarà svelato». Spesso ci sentiamo impotenti di fronte alle ingiustizie del mondo, dove la menzogna e l’arroganza sembrano dettare legge.Quante volte, per paura di esporci o di perdere il consenso, preferiamo il silenzio? Gesù però ci ricorda che la Verità possiede una forza intrinseca che nessuno può incatenare.Ne è una prova la Sua storia personale: la Sua Parola, partita da un oscuro e dimenticato angolo del pianeta, ha abbattuto imperi e superato barriere culturali insormontabili, trasformando i cuori e portando frutti inattesi di bene e di santità in ogni angolo della terra.Il Signore ci invita ad essere custodi e testimoni di questa Parola di Verità, a gridarla “sui tetti”, con il coraggio di chi sa che la morte fisica non è la fine di tutto. La nostra vita terrena è una realtà “penultima”, un cantiere aperto verso l’eternità.C’è una sproporzione infinita tra le fatiche del momento presente e la gloria senza fine che ci attende; chi fissa lo sguardo sul “per sempre” di Dio non si lascia spaventare dalle minacce del momento. È questa la luminosa testimonianza che ci regalano i martiri di ogni tempo.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/grazie-gesu-siamo-certi-di-essere-amati-da-dio/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  10. 183

    Grazie alla presenza materna della Vergine Maria possiamo camminare sicuri

    🎙️ XI domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Il brano di Vangelo di questa domenica è interamente illuminato da uno sguardo. «Vedendo le folle, Gesù ne sentì compassione», perchè erano «stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore».La stanchezza e lo sfinimento di cui parla l’Evangelista non sono soltanto legati alla fatica fisica, ma toccano le corde più intime dello spirito. È la pesantezza di chi vive senza una meta, di chi cerca un senso alla vita senza riuscire a trovare risposte.Proprio dentro questa ferita si innesta il mistero dell’Incarnazione: il Figlio di Dio è venuto tra noi per insegnarci a vivere nell’amore e liberare l’uomo dalle prigioni della solitudine, della sofferenza e della morte.Gesù, per continuare la sua opera di salvezza in favore dell’umanità, sceglie di affidarsi alla collaborazione di dodici persone, poste come colonne della Chiesa. E’ Lui stesso a chiamarle. La missione, infatti, non nasce mai da una iniziativa umana, da un progetto a tavolino o da un’ambizione personale.Gli apostoli — custoditi in un elenco che si apre con il primato di Pietro e si chiude con l’ombra di Giuda, «che poi lo tradì» — sono costituiti per condividere l’autorità stessa di Cristo che si esprime nel «scacciare gli spiriti immondi e guarire ogni sorta di malattia e di infermità».Gli apostoli, e più in generale la Chiesa, non hanno nulla di proprio da annunciare. Ogni azione, ogni iniziativa, ogni proposta pastorale nasce e deve nascere unicamente da quell’originario sguardo compassionevole di Cristo.Se la Chiesa smarrisse questo modo di guardare il mondo, se smettesse di osservare la storia con gli occhi di Gesù, rischierebbe di smarrire la propria identità, trasformandosi in una fredda struttura burocratica o in una sterile agenzia di servizi.Come è stato acutamente scritto: “Una gerarchia possessiva o delusa, dei sacerdoti che non vivono la dipendenza da Cristo, o che fanno altro, rispetto a quello per cui lui stesso li ha inviati, non si può certo dire che siano in missione”...📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/la-presenza-materna-della-vergine-maria/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  11. 182

    Solennità del solennità del “Corpus Domini”: Cristo è presente

    🎙️ Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:  "Celebriamo, questa domenica, la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Oggi non ricordiamo un evento particolare della vita di Cristo, ma celebriamo la sua Presenza.Il brano del Vangelo di Giovanni che abbiamo appena ascoltato ci conduce nel cuore di questo mistero. Gesù usa parole forti, quasi scandalose per chi lo ascolta: «Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita».I suoi contemporanei mormoravano, sbigottiti da un linguaggio che appariva crudo, incomprensibile. Ma Gesù non attenua i toni, non usa parole più rassicuranti. Al contrario, insiste, perché vuole scuoterci dal torpore di una fede puramente intellettuale. Cosa ci sta dicendo il Signore con queste parole? Ci sta dicendo che Dio non si accontenta di essere guardato da lontano. Non gli basta essere adorato nei cieli e sulla terra. Dio si fa cibo.Nell’Eucaristia, Gesù non ci dona qualcosa; dona Se stesso. «Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Si fa nostro cibo perchè perché noi possiamo finalmente vivere.Senza questo cibo, noi camminiamo, respiriamo, lavoriamo, ci riposiamo…siamo dunque biologicamente vivi ma  spiritualmente spenti. La vita vera, quella che Giovanni chiama "vita eterna", comincia quando permettiamo a Cristo di abitare in noi e di trasformarci in Lui.Ma c'è un secondo momento in questa solennità che definisce la nostra identità di cristiani, ed è il momento in cui l'Eucaristia esce dalle mura della chiesa: la Processione.La processione del Corpus Domini non è una sfilata folkloristica, né una semplice manifestazione pubblica di fede". 📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/solennita-del-solennita-del-corpus-domini-cristo-e-presente/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  12. 181

    Nella Santissima Trinità troviamo l’assoluta originalità del cristianesimo

    🎙️Solennità della Santissima Trinità, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:"La Chiesa celebra in questa domenica la solennità della Santissima Trinità, la sorgente da cui tutto scaturisce e verso cui tutto cammina. Molto spesso rischiamo, per chi ha un po’ di conoscenza della dottrina cattolica, di guardare questa festa come un enigma: come è possibile che tre possa fare uno? Ma la Trinità prima che essere un concetto da capire; è un Amore in cui abitare. Le parole dell’apostolo Paolo, che ascoltiamo nella seconda lettura, ci offrono un’aiuto per entrare, per quanto possibile, in questo mistero: La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2Cor 13, 11.13).Per cogliere la bellezza di queste parole dobbiamo innanzitutto riconoscere l’assoluta originalità del cristianesimo. Nelle grandi religioni monoteiste o filosofiche, Dio è l’Assoluto, il Solitario, l’Onnipotente confinato nella sua trascendenza.Gesù Cristo, invece, non è venuto a dirci semplicemente che Dio esiste, ma ci ha spalancato le porte di “come” Dio esiste. E la risposta è incredibile: Dio non è una solitudine è una comunione. Dio è una Famiglia: un Padre che dall’eternità genera un Figlio, un Figlio che si dona al Padre, e lo Spirito Santo che è l’abbraccio infuocato del dono reciproco tra il Padre e il Figlio.Alla luce di questa rivelazione che Cristo ci ha portato, l’evangelista San Giovanni farà un’affermazione che nessun fondatore di religione ha mai osato pronunciare: «Dio è amore» (1Gv 4,8). Non dice che Dio “ha” amore, o che Dio “fa” atti d’amore. Dice che la sua stessa sostanza, la sua identità è l’Amore. E l’amore, per essere tale, ha bisogno di un “Io”, di un “Tu” e di un “Noi”. Ecco la Trinità".📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/santissima-trinita-originalita-cristianesimo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  13. 180

    Lo Spirito Santo viene a incendiare i cuori e trasformare gli uomini

    🎙️ Pentecoste, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:La Chiesa celebra oggi la solennità della Pentecoste che ricorda la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e gli apostoli in preghiera nel Cenacolo.San Giovanni Crisostomo, l’ha definita “la festa centrale del culto cattolico”.Gesù aveva confidato ai suoi discepoli: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!” (Lc. 12,49).Quelle parole trovano il loro compimento cinquanta giorni dopo la resurrezione. Nel giorno di Pentecoste, infatti, lo Spirito Santo discende visibilmente sugli apostoli sotto la forma di lingue di fuoco, che si posano su ciascuno di loro, e “tutti furono colmati di Spirito Santo” (At 2, 4ss).Perché lingue di fuoco? Perché lo Spirito viene ad incendiare i cuori con il Suo stesso Amore.Un amore che arde come una fiamma e travolge come un vento impetuoso, capace di trasformare gli apostoli da uomini pieni di paura in coraggiosi testimoni della Resurrezione di Gesù.  L’esperienza di san Pietro, al riguardo, è emblematica. Alla vigilia della passione aveva giurato di essere disposto a seguire Gesù fino alla morte, ma poche ore dopo lo rinnega per ben tre volte.Il giorno di Pentecoste, però, dopo avere ricevuto il dono dello Spirito Santo, Pietro appare completamente trasformato, è un uomo nuovo. Davanti a migliaia di persone riunite a Gerusalemme, parla con franchezza e con una libertà sorprendente.Annuncia Cristo crocifisso e risorto,  accusa senza timore coloro che hanno condannato “l’autore della vita” ed esorta tutti alla conversione e al Battesimo. Non è più l’uomo impaurito del cortile del sommo sacerdote, ma la roccia sulla quale Cristo edificherà la sua Chiesa.È per questo che le preghiere della Chiesa rivolte allo Spirito Santo sono sempre ardenti e cariche di desiderio: “Vieni o Spirito creatore! Vieni, o Spirito Santo!”.Con queste preghiere non chiediamo soltanto una grazia o un aiuto, ma ci rivolgiamo al Padre e al Figlio perché mandino lo Spirito Santo, la terza Persona divina. Non chiediamo un semplice dono, ma Dio stesso, che quando si dona, si dona interamente all’uomo. 📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/vangelo-spirito-santo-riflessione-pentecoste/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  14. 179

    Solennità dell’Ascensione: essere testimoni di Cristo nel mondo

    🎙️ Solennità dell’Ascensione, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Il testo degli Atti degli Apostoli ci racconta che i discepoli, dopo che Gesù fu assunto al cielo se ne  “tornarono a Gerusalemme con grande gioia”. Una gioia che, a prima vista, appare immotivata: quella era, infatti, l’ultima volta che vedevano il Signore. Da dove nasce, allora,  questa gioia sovrabbondante?Uno dei motivi della loro contentezza era certamente dato dalla presenza della Vergine Maria in mezzo a loro. I discepoli sapevano che, una volta tornati a Gerusalemme, avrebbero goduto della compagnia della Madre di Gesù, che sotto la Croce era divenuta anche Madre di ciascuno di loro. Sapevano, quindi, di potere contare sul suo consiglio spirituale, sulla sua preghiera, sul suo aiuto. A lei, che aveva avuto il privilegio di coltivare una relazione profonda, intima e personale con Gesù, potevano rivolgersi per essere aiutati ad approfondire il mistero del suo Figlio. A Lei, che era stata avvolta dalla potenza di Dio, potevano guardare per imparare a vivere nella fede, nella speranza e nella carità. Inoltre, Maria, che aveva concepito il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo, era anche la donna più preparata ad accompagnare l’attesa del dono promesso da Cristo: lo Spirito Santo.L’Ascensione del Signore, però, non è soltanto sorgente di gioia: è anche il giorno della responsabilità per ogni cristiano. Oggi il Signore sembra dire a ciascuno di noi: “Adesso tocca a te! Ma a fare che cosa? Ad essere testimoni di Cristo nel mondo. Il cristiano, qualunque sia la sua vocazione nella Chiesa, è chiamato a portare Gesù agli altri, perché tutti possano conoscerlo ed amarlo. Tutto il resto passa in second’ordine. E in questa missione non siamo soli. Il Signore continua ad accompagnarci. Egli ha detto: “Io vado, e poi ritornerò da voi” (Gv 14,18). Questo suo ritorno è avvenuto quando, dopo la sua morte, si è manifestato vivo ai discepoli; è proseguito nei quaranta giorni successivi e ha raggiunto il suo compimento nella Pentecoste, quando Cristo, insieme al Padre ha effuso lo Spirito Santo sulla Chiesa, inaugurando un modo nuovo della sua presenza nel mondo.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/solennita-ascensione-essere-testimoni-di-cristo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  15. 178

    La presenza di Cristo in noi si manifesta nell’amore

    🎙️ VI domenica di Pasqua, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:"In questa VI domenica di Pasqua la liturgia ci offre un primo, prezioso insegnamento sulla terza Persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo, tratto dai “discorsi di addio” di Gesù, che abbiamo iniziato a meditare già domenica scorsa.Le letture proposte ci guidano ad entrare più profondamente nel mistero pasquale di Cristo, che non si esaurisce nella Sua passione, morte e resurrezione nel suo vero corpo, ma si apre ad altri due straordinari eventi: la sua Ascensione al cielo e la Pentecoste, ovvero l’invio dello Spirito Santo.Ci soffermiamo sulle parole di Gesù: “Non vi lascerò orfani: verrò da voi” (Gv.14.18). In esse è racchiusa una promessa di straordinaria consolazione. Gesù annuncia una nuova modalità di presenza fra i suoi.La Sua presenza fisica, legata alla condizione terrena, è necessariamente passeggera; quella nello Spirito, che Egli inaugurerà, invece, si prolunga fino al consumarsi dei secoli. Con il dono dello Spirito Santo si compiono pienamente le parole che Cristo ha lasciato ai suoi discepoli: “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 27.20). E’ lo Spirito Santo che rende attuale e continua la presenza del Signore, assicurando così alla comunità cristiana una vicinanza e una guida costanti.Alla luce di questo insegnamento, diventano più comprensibili anche le parole, apparentemente sorprendenti, di Gesù: “E’ meglio per voi che io me ne vada”. Il Figlio di Dio, che duemila anni fa si è fatto carne per salvarci dal peccato, continua oggi ad essere presente tra noi mediante il suo Spirito, i sacramenti e la sua parola. In virtù di tutti questi doni la gioia della presenza di Cristo non è limitata al piccolo gruppo degli apostoli e dei discepoli della prima ora, ma si estende, attraverso la missione della Chiesa, a tutte le generazioni e a tutti i popoli.Anche noi, che non abbiamo condiviso fisicamente la vita con Gesù, possiamo gioire della sua amicizia ed essere  introdotti, in modo misterioso, ma reale nella sua intimità".📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/presenza-di-cristo-amore-vangelo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  16. 177

    Gesù Cristo è “la via, la verità e la vita”: un’affermazione unica nella storia

    🎙️ V domenica di Pasqua, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:  Il brano del vangelo di questa V domenica di Pasqua (Gv 14,1-12) fa parte dei  cosiddetti “Discorsi di addio” (13-17) pronunciati da Gesù nel Cenacolo il Giovedì santo poco prima della sua passione e morte.In questo contesto così intenso, Gesù si presenta con parole sorprendenti: “Io sono la via, la verità e la vita nessuno va al Padre se non per mezzo di me”.Si tratta di un’affermazione unica nella storia,  che nessun altro ha mai osato pronunciare. Gesù dichiara apertamente che Lui è “tutto” ed è l’unico che può dare un senso compiuto alla vita e alla storia.Il significato di questo “tutto” è stato approfondito e testimoniato da grandi Santi della Chiesa. Mi piace riportare quanto affermato da san Tommaso d’Aquino: “Se ti chiedi dove andare, stringiti a Cristo, perché lui è la verità cui desideriamo arrivare…Se ti domandi dove riposare, aderisci a Cristo, perché egli è la vita…Aderisci, dunque a Cristo, se vuoi essere sicuro; non potrai infatti deviare, essendo lui la via” (Commento al Vangelo di S.Giovanni/3, Città Nuova 1992, 96). Le parole di Gesù e i commenti di questi grandi dottori della Chiesa ci portano a comprendere  che il cristianesimo non è una dottrina, una religione fra le tante, una morale e neppure una forma di spiritualità. Il cristianesimo è l’adorabile persona di Cristo, il Dio fatto Uomo, morto e risorto.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/gesu-v-domenica-pasqua-e-via-verita-vita/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  17. 176

    Nelle Sacre Scritture il mistero del Crocifisso risorto che fa ardere il cuore

    🎙️ Terza domenica di Pasqua, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Il Vangelo di questa domenica ci presenta l’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli di Emmaus, che inizialmente non lo riconoscono.Nel dialogo che Cristo intreccia con questi compagni di viaggio, afflitti e delusi, emerge anzitutto un rimprovero: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti” (v.25).Ma poi li accompagna pazientemente, aiutandoli a comprendere il senso degli eventi vissuti.Spiega loro che la sofferenza e la resurrezione non sono realtà opposte, ma un unico mistero già annunciato nelle Sacre Scritture.Nei quaranta giorni in cui Gesù risorto rimane con gli apostoli li aiuterà proprio a leggere l’Antico Testamento alla luce della sua Pasqua, mostrando che la croce non è una sconfitta, ma la via necessaria per la gloria.La gloria del Signore non nasce, come quella del mondo, dal potere, dalla ricchezza e dal dominio, ma dall’amore. Con l’Incarnazione, il Figlio di Dio si è fatto in tutto simile a noi e, nell’obbedienza al Padre, ha offerto la sua stessa vita per la nostra salvezza.Con la Sua resurrezione, sconfiggendo il peccato e la morte, ha riconciliato l’uomo con Dio e le porte del Paradiso si sono riaperte per noi. Per questo è davvero “È stolto e tardo di cuore” chi non riconosce nella nella Parola di Dio il mistero del Crocifisso risorto".📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/sacre-scritture-mistero-crocifisso-risorto/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  18. 175

    Cristo ha riconciliato l’uomo con Dio: non può esserci pace finché esiste il peccato

    🎙️ Seconda domenica di Pasqua, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Siamo alla sera di Pasqua. I discepoli sono rinchiusi nel cenacolo, con le porte sbarrate per timore dei giudei. Il loro cuore, inoltre, è appesantito dalla delusione, dallo smarrimento, dal senso di fallimento. Il Maestro è morto e, con Lui sono crollate tutte le loro speranze.Ma in questa situazione accade l’impensabile. Gesù, improvvisamente si  presenta in mezzo a loro. La prima parola che pronuncia è: «Pace a voi!». Non si tratta di un semplice saluto, ma di un dono reale: è la pace pasquale.Morendo, Cristo ha riconciliato l’uomo con Dio e ha ristabilito la comunione tra cielo e terra. Infatti, non ci può essere pace  finché esiste il peccato, che ne è la causa. Per questo non si può parlare di pace senza parlare, nello stesso tempo, di pentimento, di riconciliazione, di liberazione dal male. Cristo, dunque, può offrire la pace perché, nella sua morte in croce, ha guarito  l’uomo dal peccato che abita nel suo cuore, origine di ogni violenza.Quindi, per fugare ogni dubbio circa la Sua identità, Gesù mostra le mani e il costato. Le ferite dei chiodi e del colpo di lancia non sono scomparse, sono ancora visibili, testimonianza dell’infinito amore di Cristo per noi.Così i discepoli comprendono che Colui che sta in mezzo a loro è lo stesso Gesù che due giorni prima era morto sulla croce. Il Risorto di oggi e il Crocifisso di ieri sono, dunque, la medesima persona.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/cristo-vangelo-pasqua-pace/ Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  19. 174

    Cristo è davvero risorto e la morte non ha più l’ultima parola

    🎙️ Veglia Pasquale, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Nella Veglia della notte di Pasqua celebriamo, come canta l’Inno Pasquale, “la vittoria del più grande dei re”, il quale ha riportato la gioia sulla terra e messo in fuga le tenebre oppressive del peccato e della morte.Ma chi è questo ‘più grande dei re?”. È l’uomo Cristo Gesù, il Verbo di Dio fatto carne. In questa santa notte è accaduto in Lui qualcosa di unico, di decisivo,  in vista del quale tutto è stato creato: Egli è “risorto vittorioso dal sepolcro”. Nel racconto evangelico abbiamo sentito proclamare queste parole: “L’angelo disse alle donne: non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocefisso. Non è qui. È risorto”. Affermare che Cristo è risorto significa proclamare che la Sua umanità ha conosciuto una trasformazione radicale: da carne destinata alla corruzione del sepolcro è divenuta carne partecipe della stessa vita di Dio.E poiché Cristo con la sua Incarnazione si è unito a ogni uomo, noi questa notte celebrando Cristo, celebriamo anche il destino dell’umanità. Cristo, infatti, è il primogenito di una moltitudine di fratelli e questo significa che quanto è accaduto a Lui riguarda ciascuno di noi. Gesù è risorto perché anche noi risorgiamo con Lui, nella pienezza della nostra identità personale! In questa notte santa il cielo e la terra si uniscono, l’uomo e il suo creatore tornano a congiungersi. Il peccato è vinto e la morte sconfitta, la speranza riaccesa. Ha detto un autore: “Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti”. Molti insegnamenti morali del cristianesimo sono presenti anche nelle altre religioni, ma la resurrezione dalla morte per vivere la vita eterna con Dio è un evento che appartiene solo ai discepoli di Cristo. Questa è la grande, vera ed originale novità del cristianesimo.📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/veglia-pasquale-cristo-risorto-ha-vinto-la-morte/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  20. 173

    La Passione di Cristo salva l'uomo e rivela l'amore di Dio

    🎙️ Domenica delle Palme, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Con la Domenica delle Palme entriamo nella settimana più santa dell’anno. È il tempo in cui la Chiesa celebra i misteri centrali della fede: la passione, la morte, la sepoltura, la discesa agli inferi e la resurrezione di Cristo.Con questi eventi Gesù conclude la Sua esistenza terrena e prende avvio il tempo della Chiesa, chiamata a continuare l’opera stessa di Cristo. Siamo introdotti a questi giorni santi dalla processione con i rami di ulivo, memoria viva dell’ingresso solenne e trionfale  di Gesù nella città di Gerusalemme. Un trionfo, però, di breve durata!Nei giorni successivi, infatti, vedremo Cristo rifiutato, tradito e condannato ad una morte atroce. È proprio per questo che la Chiesa, in questa domenica, ci porta a meditare il racconto della Passione.Nel racconto emerge una verità sconvolgente: Gesù di Nazareth - disprezzato, torturato e condannato a una morte ignominiosa - non è un profeta tra i tanti, ma è Dio stesso, che offre la propria vita per liberarci dalla schiavitù del peccato, quella schiavitù che ci impedisce di amare Dio e di amarci gli uni gli altri.Nella morte di Cristo in croce, dunque, non contempliamo soltanto l’ eroismo di un uomo che muore innocente, ma l’amore infinito di Dio per l’umanità.La narrazione evangelica è popolata da molte figure, ciascuna delle quali si relazione a Cristo in modo diverso. Alcune sono esempi da seguire, altre, invece, ammonimenti da non ignorare.Non sono modello per noi la figura inquietante e tragica di Giuda, che tradisce; la mancata vigilanza degli apostoli che, pur animati da un sincero amore per Gesù, sono vinti dal sonno e dalla paura; la chiusura ostinata alla grazia dei capi del popolo; il rinnegamento di Pietro; l’atteggiamento incoerente e opportunista di Pilato; la crudeltà dei soldati, che insultano e scherniscono il Signore.Sono invece da accogliere e imitare l’amore delicato e gratuito della donna che versa il profumo sul capo di Gesù; la fedeltà silenziosa e coraggiosa delle donne che accompagnano Cristo lungo la via della croce; la professione di fede del centurione, che vedendo come il Signore muore lo riconosce come vero Figlio di Dio; l’eroica fede della Vergine Madre, che ai piedi della croce rinnova il proprio “fiat” alla volontà di Dio e, così, viene associata all’opera di redenzione del suo divin Figlio; il coraggio di Nicodemo e di Giuseppe di Arimatea, che chiedono il corpo di Gesù, mettendo a repentaglio la loro stessa vita. 📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/la-passione-di-cristo-salva-uomo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  21. 172

    Grazie alla fede Gesù Cristo “dimora nei nostri cuori”

    🎙️ V domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "In questa domenica il brano di Vangelo presenta lo straordinario miracolo della resurrezione di Lazzaro operato da Gesù. Nel lungo dialogo con Marta, la sorella dell’amico morto, Cristo pronuncia una delle affermazioni più solenni di tutto il Vangelo: “Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in me anche se muore vivrà. Chiunque vive e crede in me, non morirà mai”.Queste parole possono suscitare una certa difficoltà. L’esperienza, infatti, ci dice il contrario: anche chi crede in Gesù muore. Viene spontaneo pensare alla riflessione di un antico filosofo greco, Epicuro, secondo il quale “a causa della morte, noi, gli uomini, siamo come città senza mura”, cioè senza difese e senza risposta di fronte al destino che ci attende.Il miracolo compiuto da Gesù a Betania entra proprio in questo interrogativo dell’uomo e  offre una risposta a ciò che sembra senza via d’uscita.La resurrezione di Lazzaro è un segno posto sul cammino dell’umanità. Testimonia che la morte per Cristo non è una realtà invincibile. Egli possiede il potere di restituire la vita perché è Dio.La fede, è vero, non elimina la nostra condizione mortale.Il cristiano, come ogni uomo, continua a fare esperienza della fragilità, del dolore e della morte. Tuttavia, unito a Cristo, egli sa di essere legato alla Vita che non muore e di essere destinato a partecipare alla sua vittoria sulla morte.Quando l’uomo perde la consapevolezza del proprio destino ultimo, la vita rischia progressivamente di perdere significato. Lo esprime in modo incisivo il filosofo Nietzsche quando descrive il nichilismo come una situazione in cui «manca il fine, manca la risposta al perché» e, di conseguenza, «i valori supremi si svalorizzano» (Crepuscolo degli idoli).La fede nella resurrezione della carne è, invece, il segreto che racchiude il significato ultimo della nostra esistenza e di quella del mondo. 📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/grazie-alla-fede-gesu-cristo-dimora-nei-cuori/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  22. 171

    L'amicizia di Gesù porta l'eternità dentro i nostri giorni

    🎙️  IV domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Il Vangelo della quarta domenica di Quaresima ci presenta una delle pagine più luminose del Vangelo di Giovanni: il racconto del cieco nato che viene guarito da Gesù (Gv 9). È una storia che non parla soltanto di un miracolo straordinario, ma di un cammino interiore che conduce dal buio del peccato alla luce della fede.All’inizio del racconto, l’uomo guarito conosce appena Colui che lo ha liberato dalla sua cecità. Sa soltanto che è “un uomo che si chiama Gesù”. Ma, passo dopo passo, attraverso domande, contestazioni e incomprensioni, la sua conoscenza cresce.Quando, finalmente, Gesù gli si rivela apertamente, il cieco guarito giunge a dire: «Credo, Signore!» e si prostra davanti a Lui. Il cieco guarito riconosce che Gesù non è soltanto un uomo straordinario o un maestro spirituale: egli è il Figlio di Dio.Questo episodio ci ricorda una verità essenziale della fede cristiana: credere non significa aderire a una vaga idea di divinità, né lasciarsi guidare da semplice sentimento religioso o da una emozione interiore. La fede cristiana ha un contenuto preciso e concreto: è fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio e figlio di Maria, vero Dio e vero uomo. Per questo la Chiesa, fin dalle sue origini, ha custodito con grande cura questa verità. La catechesi e la predicazione della Chiesa, se non vogliono venire meno al loro compito, devono conservare la vera identità di Gesù, non possono, cioè, limitarsi a presentare o la sua umanità o la sua divinità. Un Gesù “dimezzato”, per quanto grande e affascinante possa apparire, non può salvare l’uomo dal peccato e dalla morte.Davanti alla rivelazione che Gesù fa di sé entra sempre in gioco la libertà dell’uomo. L’uomo può aprirsi al mistero di Dio che si manifesta, come ha fatto il cieco guarito, oppure può rifiutarlo, chiudendosi nell’orgoglio e nella presunzione,  come hanno fatto i farisei del racconto evangelico. Ed è proprio qui che nasce il grande dramma spirituale dell’umanità".📲 Leggi l'articolo completo sul sito di Radio 5.9 🎧https://www.radio5punto9.it/vangelo-fede-amicizia-gesu-eternita/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  23. 170

    Gesù è la risposta al nostro bisogno di amore, felicità e giustizia

    Terza domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Nei Vangeli troviamo tante pagine che raccontano gli incontri di Gesù con persone molto diverse tra di loro. In questa terza domenica di Quaresima il Vangelo ci presenta l’incontro di Gesù con la donna samaritana.Di lei si dice che ha avuto cinque mariti e l’uomo con cui viveva non era suo marito.Non è soltanto un’informazione biografica quella che ci viene offerta: è il ritratto di una vita frammentata, di relazioni spezzate, di una continua ricerca di amore capace di colmare il vuoto del suo cuore.Questo episodio ci permette di riconoscere che il Signore non si limita a camminare accanto a noi, ma prende sul serio il bisogno di  bene, di felicità, di amore e di giustizia presente nel cuore di ogni persona.Forse anche noi, come la samaritana, facciamo fatica a comprendere come Gesù possa offrire tutto questo, tuttavia non possiamo negare che quando ascoltiamo davvero le sue parole queste sono capaci di toccare il cuore, di accendere la speranza, di donare consolazione e pace interiore. Avvertiamo che sono parole diverse, parole vere, capaci di corrispondere al bisogno della vita.Perchè accade questo?Perchè, a un certo punto del dialogo, Gesù, non resta sul piano della discussione, ma attira l’attenzione su di sé e dice alla donna: “Sono io che parlo con te”, che equivale a dire: la risposta alla tua “sete” non è qualcosa, ma qualcuno, “ sono io!”. Ed è lo stesso annuncio che oggi rivolge a noi". 📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/vangelo-gesu-risposta-al-nostro-bisogno-di-amore/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  24. 169

    La Trasfigurazione pone una domanda decisiva: “Chi è Gesù Cristo?”

    Seconda domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "La Trasfigurazione è una delle pagine più belle e straordinarie della vita di Cristo. San Leone Magno spiega che, con questo miracolo, Cristo ha voluto rimuovere dal cuore dei discepoli lo scandalo della croce (Omelie, LI,3).Gesù, dunque, prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li conduce in un luogo appartato, su un monte, tradizionalmente identificato con il Tabor, per pregare, come era solito fare.I tre apostoli, stanchi e oppressi dal sonno, ad un certo momento assistono a qualcosa di sorprendente: il volto di Gesù diventa splendente come il sole e le sue vesti candide come la neve.Si tratta di immagini prese dalla natura  che cercano di descrivere il nuovo aspetto di Cristo.Egli diventa “Luce” come Dio. Si mostra rivestito dello splendore e della gloria divina che gli appartengono da sempre in quanto Figlio di Dio.La sua divinità, infatti, nei giorni abituali della sua vita terrena restava nascosta. Sul monte, però, per un attimo, Cristo lascia intravvedere la sua vera identità".  📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/vangelo-la-trasfigurazione-pone-una-domanda-decisiva-chi-e-gesu-cristo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  25. 168

    Quaresima: riconciliarsi con Dio per tornare a essere vivi

    Prima domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "In questa prima domenica di Quaresima la liturgia ci chiede con chi vogliamo stare: con Adamo ed Eva che hanno scelto la via della disobbedienza a Dio, oppure con Cristo, il nuovo Adamo che, invece, ha percorso la via dell’obbedienza e della fedeltà.La prima lettura, tratta dal Libro della Genesi, ci conduce alle origini della nostra esistenza e ci aiuta a scoprire la verità su noi stessi. Ci ricorda che l’uomo è  plasmato dalla terra, è polvere, quindi creatura fragile, limitata, non autosufficiente. Ma quella polvere è stata raggiunta dal soffio di Dio. L’essere umano, dunque, non è soltanto materia, ma creatura voluta  a immagine e somiglianza di Dio, chiamata alla comunione con Colui che gli ha dato la vita. In questa sta la sua vera dignità e grandezza. Proprio per custodire questa verità, Dio pone un limite: non mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male. Non si tratta di un divieto capriccioso, ma del segno concreto che l’uomo non è il Creatore e a Lui deve la sua esistenza.È precisamente su questo punto che si inserisce la tentazione. Il serpente insinua ad  Eva un dubbio sottile che genera sospetto nei confronti di Dio: “Dio non ti vuole bene. Ti sta togliendo qualcosa. Ha paura di te, perché teme che tu possa diventare come Lui. Allora non obbedire”. La tentazione nasce quando il limite, che è custodia della comunione, viene reinterpretato come ostacolo alla felicità. Da qui prende forma il peccato: la pretesa di essere la misura di tutto, di vivere senza riferimento a Colui dal quale veniamo. La donna vede che il frutto è bello agli occhi, buono da mangiare, desiderabile per acquistare saggezza, e lo prende. Il testo è molto realistico: il peccato non si presenta mai come qualcosa di evidentemente brutto o distruttivo. Non avrebbe presa su di noi. Si presenta, invece, sotto le apparenze del bene: come qualcosa di attraente, promettente, persino ragionevole. Non scegliamo il male perché lo riconosciamo come tale, ma perché lo scambiamo per un bene più facile, più immediato, più nostro. Ed è proprio in questo scambio che si consuma l’inganno. E quando ci si lascia ingannare, il risultato è drammatico: “Si aprirono gli occhi e si accorsero di essere nudi.” La promessa era: diventerete come Dio. Il risultato è: paura, vergogna, rottura. Il peccato non rende più grandi; rende più soli". 📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/quaresima-riconciliarsi-con-dio-per-tornare-a-essere-pienamente-vivi/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  26. 167

    Gesù non ci lascia soli: nell’Eucaristia ci nutre della sua stessa vita divina

    VI domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Nel brano di Vangelo di questa domenica, Gesù ci dice quali sono le opere buone per le quali il discepolo deve risplendere davanti al mondo.Dio, nell’Antico Testamento, aveva fatto conoscere la sua volontà attraverso la Legge e i Profeti. Ora, attraverso Cristo noi abbiamo la possibilità di conoscere la definitiva rivelazione di Dio.Gesù non è un rivoluzionario che vuole cambiare tutto e ripartire da zero, come se il passato non esistesse, ma vuole portare a compimento, a perfezione ciò che già esiste.Per spiegare il suo modo di agire Egli si serve di alcuni casi concreti che toccano le relazioni tra le persone, il matrimonio e il giuramento.Prendiamo, dunque, in esame quanto il Signore dice al riguardo. 📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/gesu-non-ci-lascia-soli-eucaristia/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  27. 166

    La Chiesa ha il dovere di annunciare il Vangelo a tutta l’umanità

    V domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Ai poveri in spirito, ai miti, agli umili, agli operatori di pace, ai perseguitati… Gesù rivolge parole sorprendenti: Voi siete il sale della terra! Voi siete la luce del mondo!Si tratta di due immagini che mettono in evidenza una verità essenziale: il Vangelo non è destinato a pochi, ma è una parola da annunciare a tutti. Il sale serve a molte cose, ma soprattutto a dare sapore. Senza sale il cibo è insipido, tutto ha lo stesso gusto.Applicata alla fede, questa immagine ci provoca profondamente e ci porta a chiederci: “A che cosa serve la fede?Che differenza fa accogliere o rifiutare Cristo, vivere o meno le Beatitudini?”. A questi interrogativi Gesù risponde senza alcuna ambiguità: la fede serve a dare sapore alla vita, a restituirle gusto e senso".📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/chiesa-dovere-di-annunciare-il-vangelo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  28. 165

    Stando con Cristo dalla sofferenza può germogliare una vera umanità

    IV domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Nel Vangelo della IV domenica fra l’anno la Chiesa propone alla nostra riflessione il discorso delle Beatitudini. Quando ci si trova a confrontarci con questo rivoluzionario discorso di Cristo si rischia, però, di cadere in un equivoco, spesso inconsapevole.Si è portati ad interpretare questo testo soltanto dal punto di vista degli ascoltatori e non a partire da Gesù stesso. In altre parole ci si ferma alla domanda: Chi sono gli affamati e gli assetati di giustizia? Chi sono i poveri, i perseguitati, i miti…? e così via. Se ci fermiamo a queste domande  senza guardare a Gesù, rischiamo di perdere l’essenziale.Il vero punto di partenza, infatti, è Lui. Le Beatitudini, non sono un ideale astratto né un codice morale irraggiungibile: esse rivelano il volto di Cristo, parlano di Lui, manifestano il suo stile di vita. Gesù comunica ai discepoli ciò che Egli stesso ha vissuto.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/discorso-delle-beatitudini-cristo-vangelo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  29. 164

    Cristo è la Luce che viene a illuminare il mistero di Dio e dell’uomo

    La riflessione sul Vangelo di domenica 25 gennaio 2026 del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: "Gesù, dopo che il cugino Giovanni fu arrestato, lascia Nazareth e si trasferisce a Cafarnao, una città affacciata sulle sulle rive del lago di Tiberiade. Non si tratta di un semplice trasferimento geografico, ma una scelta carica di significato.Cafarnao era una città cosmopolita, abitata non solo da ebrei ma anche da pagani.Con questo questo gesto Gesù afferma chiaramente che la parola che Egli annuncia non è destinata a pochi o riservata al solo popolo d’Israele, ma è per tutti.Egli è la Luce che viene ad illuminare il mistero di Dio e il mistero dell’uomo, perchè tramite Lui noi veniamo a sapere che Dio è Padre misericordioso e che il fine ed il senso della nostra esistenza è la comunione con Lui, nella vita presente e un domani nella vita eterna".📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/cristo-e-la-luce-vangelo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  30. 163

    Cristo può davvero guarirci perché ha affrontato il male e vinto la morte

    La riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: Il Vangelo di questa domenica ci presenta l’incontro tra Gesù e Giovanni Battista. La prima immagine che il testo sacro ci consegna di Gesù è quella di un Dio  che si fa vicino, che viene incontro all’uomo. In quel momento, la Sua vera identità è ancora sconosciuta.Eppure Giovanni, illuminato dallo Spirito Santo, lo indica come “l’ Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. È un annuncio folgorante che ha raggiunto, poi, ogni angolo della terra e che continua a risuonare in ogni chiesa durante la celebrazione della Santa Messa. In queste parole è racchiusa una verità decisiva  della nostra fede: il Figlio di Dio si è fatto carne per “portare sulle proprie spalle” il peccato del mondo e liberare l’umanità dall’opprimente presenza del male.Questa liberazione spalanca all’uomo non soltanto le porte del cielo, ma consente già ora, nella vita quotidiana di assaporare una felicità altrimenti irraggiungibile. È la gioia profonda che nasce quando scopriamo di essere amati da Dio, custoditi dal suo sguardo, accompagnati dalla Sua presenza che si prende cura del nostro destino nel tempo e nell’eternità.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/vangelo-cristo-male-morte/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  31. 162

    La nostra vita nasce da uno sguardo d’amore di Dio

    Solennità del battesimo di Gesù, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: Celebriamo in questa domenica la solennità del Battesimo di Gesù. La Liturgia ci conduce sulle rive del fiume Giordano, dove non siamo invitati a contemplare  uno dei tanti episodi della vita di Cristo, ma a essere testimoni di una delle grandi manifestazioni del Signore.Per questo la festa odierna è intimamente legata all’Epifania, che abbiamo appena celebrato e, allo stesso tempo, ci prepara ad accogliere il Vangelo che ascolteremo domenica prossima, quando Giovanni Battista indicherà Gesù come l’Agnello di Dio (Gv 1,29-34).Epifania, Battesimo del Signore e testimonianza del Battista non sono eventi isolati, ma tappe successive di un unico cammino: annunciano che Dio è venuto sulla terra e ha vissuto con gli uomini per portare loro il dono della salvezza.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/battesimo-di-gesu-vita-amore-dio/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  32. 161

    “Il Verbo si fece carne”: in queste parole tutto il mistero cristiano

    II domenica dopo Natale , la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: Ciascuno dei quattro evangelisti apre il proprio Vangelo in modo diverso. San Giovanni, nel Prologo, che ascoltiamo nel Vangelo della santa Messa di queste seconda domenica di Natale, non inizia raccontando un fatto, ma ci conduce alle origini, per aiutarci a comprendere chi è davvero il bambino che abbiamo contemplato nascere nella notte di Natale e quale significato ha la sua venuta per tutti gli uomini.Non a caso Giovanni inizia il Prologo con le stesse parole del primo libro della Sacra Scrittura, il Libro della Genesi: In principio. Ma mentre il Libro della Genesi dice: In principio Dio creò il cielo e la terra, il Vangelo di Giovanni afferma: In principio era il Verbo. Con questa espressione l’evangelista ci fa capire subito che Gesù non appartiene all’ordine delle creature: il Verbo non è stato creato, ma esiste da sempre. È eterno, senza inizio né fine, è presso Dio ed è Dio. Giovanni ci rivela così che colui che nasce a Betlemme è lo stesso che era all’origine del mondo.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/il-verbo-si-fece-carne-mistero-cristiano/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  33. 160

    La Santa Famiglia ci insegna l'importanza di difendere la vita

    Santa Famiglia e difesa della vita, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: Il Vangelo di questa domenica ci racconta un episodio drammatico e insieme profondamente umano: la Santa Famiglia in fuga verso l’Egitto. Dopo la gioia del Natale ecco la prova e la sofferenza. Erode vuole uccidere Gesù, il Bambino che porta al mondo l’amore di Dio e la speranza.Di fronte a questa minaccia, Giuseppe obbedisce senza esitazione all’angelo: prende Maria e Gesù e fugge, proteggendo con coraggio la vita che gli è stata affidata.Nel modo di agire di Giuseppe e di Maria emerge subito un chiaro insegnamento: la vita è sacra e va difesa sempre con determinazione e senso di responsabilità. Giuseppe e Maria affrontano paure, incertezze e probabilmente  notti insonni, eppure il loro amore e la consapevolezza del dono affidato alle loro mani li spingono a compiere scelte coraggiose.Questa pagina del Vangelo ci lancia un richiamo chiaro e profondo: prendersi cura della vita  significa custodire il futuro del mondo, proteggere la bellezza della famiglia e contribuire a rendere la società più umana e accogliente. Perché dove la vita è difesa, fiorisce la speranza; dove la vita è accolta, l’umanità ritrova il suo volto più vero. 📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/santa-famiglia-difendere-la-vita/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  34. 159

    San Giuseppe insegna a essere liberi accogliendo la volontà di Dio

    Quarta domenica di Avvento, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: La Chiesa, in questa ultima domenica di Avvento, propone alla nostra riflessione il brano che racconta “l’annuncio dell’Angelo” a san Giuseppe. È una pagina che ci introduce nel cuore di un uomo che si trova ad affrontare una prova dolorosa: la ‘mirabile’ maternità di Maria. Non sa come comportarsi e vive un vero dramma interiore fatto di silenzio, di interrogativi e di sofferenza.San Giovanni Paolo II, nell’Esortazione Apostolica Redemptoris Custos, illumina questo travaglio proponendo due differenti interpretazioni. La prima è conosciuta come la tesi del “sospetto”. Secondo questa lettura, Giuseppe, non conoscendo l’origine della gravidanza di Maria, avrebbe avuto il sospetto di un tradimento.Tuttavia, il Vangelo ci dice che era un uomo giusto (Mt 1.19). Pur in preda alla delusione, poiché voleva bene alla sua promessa sposa giunse alla determinazione di interpretare ed applicare la legge ebraica con amore. E, così, per non esporre Maria  alla pubblica ignominia prese la decisione di licenziarla in segreto...📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/quarta-domenica-avvento-san-giuseppe/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  35. 158

    Nella terza domenica di Avvento scopriamo la gioia di essere cristiani

    Terza domenica di Avvento, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: La terza domenica di Avvento, la Domenica Gaudete, ci conduce al cuore stesso dell’esperienza cristiana: la gioia. Non una gioia superficiale o dettata dalle circostanze, ma la gioia che nasce dall’annuncio che il Signore è vicino.Il profeta Isaia, nella prima lettura della santa Messa, ci aiuta ad entrare in questa realtà.Il testo si apre con un invito sorprendente: “Si rallegrino il deserto e la terra arida.” È un’immagine che quasi ci spiazza e ci fa sorridere perché chi può chiedere a un deserto, a una terra arida - luoghi di improduttività e di morte -  di esultare? Eppure Isaia sceglie proprio questa immagine per dirci che la gioia cristiana non nasce quando tutto va bene, ma è possibile viverla anche nel deserto.Il deserto diviene, così, il simbolo dei nostri insuccessi, delle nostre paure, delle nostre aridità interiori. Ed è proprio lì che Dio fa sbocciare la vita. San Giovanni Crisostomo osserva: «Quando Dio visita, il deserto diventa giardino e il pianto diventa canto».Nessuna situazione è troppo desolata  perché Dio non possa trasformarla. La gioia cristiana è, anzitutto, una fiducia “ostinata” nella potenza creatrice del Signore, capace di operare dentro le nostre fragilità.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/terza-domenica-avvento-gioia-cristiani/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  36. 157

    Vangelo, come facciamo a rendere concreto l’Avvento?

    Prima domenica di Avvento, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.La Chiesa inizia con questa domenica il tempo di Avvento. Non si tratta di un semplice conto alla rovescia verso il Natale, ma di un cammino spirituale che ci prepara a celebra l’evento più sorprendente della storia, Dio che si fa uomo. È il tempo favorevole per riscoprire la gioia della sua presenza in mezzo a noi. Per questo, nella liturgia della Parola della Santa Messa risuonano tre verbi che diventano come le porte d’ingresso dell’Avvento: “Svegliarsi” (II lettura), “Vegliare” (Vangelo), “andare incontro con gioia al Signore (Salmo responsoriale).Svegliarsi, innanzitutto. Ma da quale sonno? Non da quello della notte, bensì dalla routine che rende le giornate prive di slancio e di entusiasmo. L’Avvento, ci invita a scuoterci da quel torpore interiore che i grandi maestri di vita spirituale chiamano “accidia”. Si tratta di una stanchezza dell’anima che spegne  il gusto della vita, appesantisce il cuore e trascina verso la rassegnazione. Per questo san Paolo oggi ci scuote: “La salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti”. È come se ci dicesse: il Signore è vicino, anzi è già qui. La Sua presenza è un fatto, non è un’idea né un ricordo. Infatti, Cristo con la Sua morte e resurrezione è il Vivente, l’Oggi che non passa, Colui che offre uno sguardo nuovo sulla realtà e sulla vita. E quando lo incontriamo davvero, nulla rimane come prima, tutto cambia: nasce un nuovo modo di guardare le cose, di scegliere, di vivere, di sperare.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/vangelo-rendere-concreto-avvento/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  37. 156

    Accettare la regalità di Cristo significa riconoscere la Verità

    Omelia Cristo Re dell’Universo, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:La Chiesa, nell’ultima domenica dell’anno liturgico, celebra la Solennità di Cristo Re dell’Universo. Cristo è Re perché, insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, «con la sua morte e risurrezione è diventato Signore dell’universo e della storia» (CCC 668-671).Questa festa è stata istituita nel 1925 dal Papa Pio XI e nell’enciclica Quas Primas ne spiega il senso: la regalità di Cristo non è finalizzata a dominare, ma a  portare pace ad un mondo lacerato e diviso. Cristo è Re perchè tutto ciò che esiste è stato creato per mezzo di Lui e in vista di Lui (cf. Col 1,16).È Re perché con la croce e la resurrezione ha vinto il peccato e annientato il potere della morte. È Re perché guida la storia verso il compimento. 📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/vangelo-cristo-re-universo/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  38. 155

    Coloro che hanno perseverato nella fede e nell’amore entreranno nella vita eterna

    Omelia XXXIII anno C, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.In questa domenica la Parola di Dio ci fa alzare lo sguardo. Ci invita a non fermarci al presente, ma a guardare oltre, verso il compimento della storia.Il profeta Malachia, nella prima lettura, ci rivolge parole forti: verrà un giorno “ardente come un forno”, che brucerà tutti i superbi e gli operatori di ingiustizia. Per chi teme il Signore, invece, “sorgerà il sole di giustizia” (Ml 3,19-20a). È un annuncio che ci ricorda che l’uomo nella sua libertà può orientare il suo destino verso la luce o verso le tenebre, verso la vita o la rovina eterna.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/vangelo-fede-amore-vita-eterna/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  39. 154

    Lasciamo purificare da Cristo il nostro tempio interiore

    La riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina in occasione della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano.In questa domenica, la Chiesa celebra la festa della dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano. Forse qualcuno potrebbe pensare: “Ma che c’entra con noi, che viviamo lontano da Roma?”. Questa festa ci riguarda da vicino, perché la Basilica di San Giovanni in Laterano è la cattedrale del Papa, il Vescovo di Roma.È la chiesa più antica del mondo cristiano: fu costruita nel IV secolo dall’Imperatore Costantino e sulla facciata porta scritto: “Omnium urbis et orbis ecclesiarum mater et caput” - cioè “madre e capo di tutte le chiese di Roma e del mondo”. Questo ci ricorda che la Chiesa non è solo la nostra comunità, ma una grande famiglia che è diffusa su tutta la terra, unita intorno al Papa, successore dell’apostolo Pietro.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/dedicazione-basilica-san-giovanni-laterano/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  40. 153

    Il dono della fede porta gioia e ci rende migliori di quello che siamo

    Omelia XXVIID Domenica C, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina: Il Vangelo di questa domenica ci consegna due parole forti ed essenziali: la supplica degli apostoli – «Accresci in noi la fede!» – e l’invito di Gesù a vivere come “servi inutili”.È possibile chiedere una fede più grande quando comprendiamo davvero che cosa significa credere. La fede non è un sentimento o un’emozione ma adesione a Cristo, vero Dio e vero uomo, venuto a rivelarci chi è Dio e chi è l’uomo.Per questo, avere fede non significa essere esenti da dubbi. Al contrario, il dubbio può diventare un alleato prezioso della fede, perchè può portare alla ricerca sincera e umile della verità. Ma c’è un altro grande ostacolo che impedisce di credere ed è la presunzione: l’idea, cioè, che la fede sia qualcosa di statico, di acquisito una volta per sempre.La fede, invece, è come un fuoco, che ha bisogno di essere alimentata per non spegnersi. E ogni giorno è un’occasione per rinnovare il nostro sì a Cristo, lasciandoci guidare, sostenere e trasformare dal suo amore.Madeleine Delbrêl, convertitasi al cattolicesimo nel secolo scorso, ci ha lasciato una definizione luminosa della fede: «Credere è mettersi in cammino, e restarci. È camminare nel buio, ma nella direzione della luce».La fede, infatti, è una fedeltà  al Signore che si rinnova ogni giorno, anche quando il passo è incerto o il cielo sembra chiuso. Per custodire e sostenere la nostra fede in Cristo, abbiamo a nostra disposizione due doni: La preghiera e la Chiesa.La preghiera quotidiana, anche se breve, mantiene aperto il nostro dialogo con Dio, ci orienta verso di Lui e i permette di riconoscere la Sua presenza nelle pieghe della nostra giornata. La Chiesa, poi, è la grande famiglia di Dio che ci accompagna. In essa possiamo ascoltare la Parola di Dio, accostarci al sacramento della Riconciliazione e partecipare alla Santa Messa domenicale per ricevere Gesù che si dona a noi nella santa Comunione. 📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/il-dono-della-fede/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  41. 152

    La decadenza di una società che affida la propria salvezza alla ricchezza

    Omelia XXVI Domenica C, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:Oggi la Parola di Dio ci interpella duramente. Da un lato il profeta Amos denuncia il benessere egoista, la ricchezza che anestetizza il cuore, l’indifferenza per la sofferenza dei poveri. Dall’altro Gesù, nel Vangelo di Luca, ci narra la parabola del ricco e di Lazzaro, due vite parallele sulla terra, due destini opposti nell’eternità: per il povero Lazzaro la felicità eterna, per il ricco la dannazione eterna.Non perché Dio sia vendicativo o crudele, ma perché la vita — le nostre scelte — costruisce già da ora il nostro destino eterno.Il Profeta parla ad un popolo che si sente al sicuro perché protetto dalla propria prosperità.Vive nel lusso, nel piacere, dedito alle feste e ai divertimenti. Ma… non si accorge della rovina che avanza, della decadenza morale e spirituale della comunità e dell’ingiustizia che dilaga.È un popolo che vive come se Dio non esistesse e, pertanto, affida la propria salvezza alla ricchezza e al potere, che generano egoismo, chiusura del cuore, imprigionano l’anima e rendono sordi alla voce di Dio e dei fratelli.📲 Leggi l'articolo completo ⤵️https://www.radio5punto9.it/decadenza-societa-e-ricchezza/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  42. 151

    La preghiera costruisce pace e può abbracciare il mondo intero

    La riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Francesco Cavina. Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/preghiera/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  43. 150

    Esaltazione della Santa Croce, la salvezza attraverso uno sguardo

    Omelia sulla Solennità dell'Esaltazione della Santa Croce, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/esaltazione-della-santa-croce/📲  Visita il sito www.radio5punto9.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  44. 149

    La voce di Gesù si distingue ed è capace di giungere al cuore

    IV Domenica di Pasqua, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/voce-di-gesu/💻 In diretta sul sito www.radio5punto9.it📲 App ufficiale gratuita per Apple e Android "Radio 5.9"Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  45. 148

    La Chiesa nasce dall’amore a Cristo

    III Domenica di Pasqua, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/chiesa-amore-cristo/💻 In diretta sul sito www.radio5punto9.it📲 App ufficiale gratuita per Apple e Android "Radio 5.9"Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  46. 147

    Cristo svuotò se stesso per amore dell'umanità

    Domenica delle Palme, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/domenica-delle-palme/💻 In diretta sul sito www.radio5punto9.it📲 App ufficiale gratuita per Apple e Android "Radio 5.9"Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  47. 146

    La luce della fede in Cristo illumina la nostra vita

    V domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/luce-della-fede/💻 In diretta sul sito www.radio5punto9.it📲 App ufficiale gratuita per Apple e Android "Radio 5.9"Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  48. 145

    L’amore è più grande della giustizia

    IV domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo di oggi del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina.Leggi il testo su Radio 5.9: https://www.radio5punto9.it/amore-giustizia/💻 In diretta sul sito www.radio5punto9.it📲 App ufficiale gratuita per Apple e Android "Radio 5.9"Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/vangelo--4822969/support.

  49. 144

    Il tempo della misericordia e della conversione

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  50. 143

    Cristo è veramente risorto

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