Omelia venerdi XXVI settimana TO BVI ore 8.30 San Felice episode artwork

EPISODE · Oct 3, 2025 · 5 MIN

Omelia venerdi XXVI settimana TO BVI ore 8.30 San Felice

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Dopo aver riflettuto su Neemia, oggi ci soffermiamo sul profeta Baruc, che si colloca anch’egli nel contesto dell’esilio. Il brano che leggiamo è l’inizio del suo piccolo libro, così denso e meraviglioso. Esso si apre con una confessione: il popolo riconosce la propria colpa e proclama nello stesso tempo la grandezza e la giustizia di Dio. “Al Signore, nostro Dio, la giustizia; a noi il disonore sul volto.” È un’affermazione forte: Dio è il giudice giusto, mentre il popolo porta la vergogna del peccato. Questa non è una condizione che riguarda solo alcuni, ma tutti: uomini di Giuda, abitanti di Gerusalemme, re, capi, sacerdoti, profeti e padri. Nessuno è escluso. La solidarietà nel peccato Ciò che mi colpisce è che questa confessione non si esprime in termini individuali, ma collettivi. Noi siamo abituati a pensare ai nostri peccati personali, ed è giusto; ma qui emerge una dimensione di solidarietà nel peccato. Tutto il popolo ha disobbedito, tutto il popolo si è ribellato, nessuno ha ascoltato il Signore. Chi sono otto espressioni diverse, successive, come un coro, che ripetono ciascuna con sfumature diverse, sempre la stessa realtà: “Abbiamo peccato, non ti abbiamo ascoltato, ci siamo ribellati, abbiamo seguito le perverse inclinazioni del cuore, abbiamo servito dèi stranieri, abbiamo fatto ciò che è male.” L’accento cade soprattutto sull’ascolto: la relazione con Dio è stata interrotta perché non si è dato ascolto alla sua voce. Una prospettiva che ci interpella Questa lettura diventa per me un invito alla conversione, ma anche al realismo. Non riguarda solo il passato di Israele, ma ci interpella oggi come comunità. Noi tendiamo a guardare solo al nostro rapporto personale con Dio, ma questo testo ci ricorda che l’allontanamento tocca anche il “noi”: la comunità, la Chiesa, il popolo. Ecco perché i mali che vengono addosso – come ricorda Baruc – sono legati alla maledizione annunciata dal Signore nel Deuteronomio: se non ascoltate i comandamenti, perderete la terra promessa. Questa maledizione non è una condanna definitiva, ma un monito che custodisce una promessa. Dio rimane fedele, e attende la risposta del popolo. La luce nelle nostre tenebre Questa parola è luce nelle nostre tenebre. Gesù stesso, nel capitolo 12 di Giovanni, dice: “Io sono la luce; chi ascolta me non rimane nelle tenebre.” Anche noi ci troviamo spesso in una condizione di oscurità, sia a livello personale che comunitario. Penso a questa giornata segnata da uno sciopero. Penso alle guerre, come quella a Gaza, di cui abbiamo ascoltato ieri una toccante testimonianza dal nostro amico Marco. Ci sono tanti mali che gravano sul mondo, ma la via per affrontarli comincia da noi, da una confessione sincera, come quella di Baruc. Un cammino di ritorno Per questo oggi voglio dire: “Signore, abbiamo peccato. Vogliamo ritornare a te, vogliamo ascoltarti, vogliamo rimetterci in cammino con umiltà, ritornare a Gerusalemme.” È un impegno che nasce dalla gratitudine, perché ogni volta la Parola ci illumina e ci dona la forza di rialzarci. In mezzo alle nostre infedeltà e alle ombre della storia, la Scrittura ci ricorda che Dio è giusto e fedele, e che la via del ritorno resta sempre aperta.

Dopo aver riflettuto su Neemia, oggi ci soffermiamo sul profeta Baruc, che si colloca anch’egli nel contesto dell’esilio. Il brano che leggiamo è l’inizio del suo piccolo libro, così denso e meraviglioso. Esso si apre con una confessione: il popolo riconosce la propria colpa e proclama nello stesso tempo la grandezza e la giustizia di Dio. “Al Signore, nostro Dio, la giustizia; a noi il disonore sul volto.” È un’affermazione forte: Dio è il giudice giusto, mentre il popolo porta la vergogna del peccato. Questa non è una condizione che riguarda solo alcuni, ma tutti: uomini di Giuda, abitanti di Gerusalemme, re, capi, sacerdoti, profeti e padri. Nessuno è escluso. La solidarietà nel peccato Ciò che mi colpisce è che questa confessione non si esprime in termini individuali, ma collettivi. Noi siamo abituati a pensare ai nostri peccati personali, ed è giusto; ma qui emerge una dimensione di solidarietà nel peccato. Tutto il popolo ha disobbedito, tutto il popolo si è ribellato, nessuno ha ascoltato il Signore. Chi sono otto espressioni diverse, successive, come un coro, che ripetono ciascuna con sfumature diverse, sempre la stessa realtà: “Abbiamo peccato, non ti abbiamo ascoltato, ci siamo ribellati, abbiamo seguito le perverse inclinazioni del cuore, abbiamo servito dèi stranieri, abbiamo fatto ciò che è male.” L’accento cade soprattutto sull’ascolto: la relazione con Dio è stata interrotta perché non si è dato ascolto alla sua voce. Una prospettiva che ci interpella Questa lettura diventa per me un invito alla conversione, ma anche al realismo. Non riguarda solo il passato di Israele, ma ci interpella oggi come comunità. Noi tendiamo a guardare solo al nostro rapporto personale con Dio, ma questo testo ci ricorda che l’allontanamento tocca anche il “noi”: la comunità, la Chiesa, il popolo. Ecco perché i mali che vengono addosso – come ricorda Baruc – sono legati alla maledizione annunciata dal Signore nel Deuteronomio: se non ascoltate i comandamenti, perderete la terra promessa. Questa maledizione non è una condanna definitiva, ma un monito che custodisce una promessa. Dio rimane fedele, e attende la risposta del popolo. La luce nelle nostre tenebre Questa parola è luce nelle nostre tenebre. Gesù stesso, nel capitolo 12 di Giovanni, dice: “Io sono la luce; chi ascolta me non rimane nelle tenebre.” Anche noi ci troviamo spesso in una condizione di oscurità, sia a livello personale che comunitario. Penso a questa giornata segnata da uno sciopero. Penso alle guerre, come quella a Gaza, di cui abbiamo ascoltato ieri una toccante testimonianza dal nostro amico Marco. Ci sono tanti mali che gravano sul mondo, ma la via per affrontarli comincia da noi, da una confessione sincera, come quella di Baruc. Un cammino di ritorno Per questo oggi voglio dire: “Signore, abbiamo peccato. Vogliamo ritornare a te, vogliamo ascoltarti, vogliamo rimetterci in cammino con umiltà, ritornare a Gerusalemme.” È un impegno che nasce dalla gratitudine, perché ogni volta la Parola ci illumina e ci dona la forza di rialzarci. In mezzo alle nostre infedeltà e alle ombre della storia, la Scrittura ci ricorda che Dio è giusto e fedele, e che la via del ritorno resta sempre aperta.

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode was published on October 3, 2025.

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