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EPISODE · Oct 18, 2025 · 11 MIN

Omelia XXIX domenica del TO anno C BVI 18 prefestiva

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Gesù ci propone una parabola curiosa per spiegarci la necessità di pregare sempre, senza stancarci. È un invito che, a prima vista, sembra impossibile: come si fa a pregare sempre? Noi pensiamo alla preghiera come a un momento preciso — dire una preghiera, andare a Messa, ritagliarsi un tempo nella giornata — ma “pregare sempre” significa qualcosa di più profondo. Perché la nostra preghiera spesso si interrompe, è distratta, a volte faticosa; dopo un primo slancio ci stanchiamo, perdiamo costanza. Eppure Gesù ci chiede proprio questo: una preghiera che non si esaurisca, che diventi respiro, che accompagni ogni momento della vita. La vedova e il giudice: una parabola che disturba La parabola che Gesù racconta suscita un certo disagio. Una vedova sola, indifesa, che deve importunare un giudice arrogante e ingiusto per ottenere giustizia. E quel giudice, che non teme Dio e non si cura dei deboli, sembra un cattivo esempio per parlare di Dio. Eppure, forse, è proprio questo il punto: spesso noi pensiamo a Dio come a qualcuno che dobbiamo convincere, stancare, come se la preghiera fosse un’operazione faticosa per attirare la sua attenzione. La vedova, invece, ci mostra qualcosa di diverso. È sola, senza appoggi, e ha un avversario che la insidia e la opprime. Ma non si arrende. Continua a bussare alla porta di quel giudice, anche se è burbero e indifferente. Perché, nonostante tutto, sa che lui ha il potere di aiutarla. È consapevole che, se insiste, troverà giustizia. In questo c’è la chiave della sua forza: la fiducia. Lei crede che quel giudice, pur ingiusto, abbia una forza più grande del suo avversario. Mi viene in mente — come durante la camminata a Montovolo — il comportamento dei bambini. Anche loro insistono con i genitori, o con un capo scout, perché sanno che lì c’è qualcuno che può aiutarli, che ha la forza di dare ciò di cui hanno bisogno. A volte le loro richieste non sono opportune, ma hanno fiducia, sanno che qualcuno li ascolta. È la stessa fiducia che deve animare la nostra preghiera. La fiducia che sostiene la preghiera Pregare è innanzitutto credere che Dio ci può esaudire. La vedova non prega un Dio lontano, ma qualcuno di cui si fida, e questa fiducia le dà pazienza e perseveranza. Lei vive nell’attesa, in una pace che viene dal sapere che il suo aiuto arriverà al momento giusto. Questa fiducia la ritroviamo anche nella prima lettura: Mosè, nella battaglia contro Amalek, solleva il bastone e tiene le braccia alzate. Finché le braccia restano alzate, Israele vince. È un’immagine bellissima della preghiera: restare in relazione con Dio, anche quando siamo stanchi, anche quando le braccia ci cadono. Mosè ha bisogno di Aronne e Cur per sostenerle, perché quella comunione con Dio non si interrompa. E Paolo, nella seconda lettura, scrive a Timoteo invitandolo a rimanere saldo nella Parola, in ciò che ha imparato. “Tutta la Scrittura è utile per insegnare, convincere, correggere, educare nella giustizia.” È la Parola il nostro bastone, la nostra forza per restare uniti a Dio. In essa l’uomo di Dio trova pienezza, completezza e preparazione per ogni opera buona. La perseveranza della fede Alla fine, Gesù ci pone una domanda che ci scuote: “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” È la domanda che ci rimette davanti all’essenziale. Fede non è tanto dire preghiere, ma rimanere in relazione con Dio. È l’atteggiamento della vedova, di Mosè, di Timoteo: restare fermi nella fiducia, nella pace, nell’attesa, sapendo che Dio arriverà — con il suo aiuto, la sua luce, la sua vittoria sul male. Anche sul male più grande, che è la morte. Rimanere nella relazione Gesù sulla croce è il segno che Dio arriva sempre, e arriva donando la vita. Il problema nostro non è che Lui non ci ascolta, ma che noi non restiamo nella relazione. Come un bambino che alterna grida e silenzi, ma non smette mai di rivolgersi alla madre o al padre, anche noi viviamo alti e bassi nella preghiera, ma non dobbiamo mai spegnere la confidenza con Dio. La vera preghiera è questo legame costante, come la vite e i tralci nel Vangelo di Giovanni. Certo, ci sono momenti forti — la Messa, la preghiera comunitaria, i tempi di silenzio — ma la relazione non si interrompe mai. Anche mentre lavoriamo, camminiamo, compiamo il nostro dovere, possiamo restare uniti a Lui. Questa consapevolezza, questo “essere con Lui”, è la fede. Pregare incessantemente significa vivere ogni istante in questa relazione viva, senza stancarci, perché Dio non si stanca mai di noi. Anche quando pensiamo di essercene dimenticati, Lui è sempre lì. Basta ritrovare il contatto, dire: “Eccomi, Signore.” Ringraziamento e fiducia E allora, ringraziamolo. Per la sua Parola, per la sua presenza costante, per il suo restare con noi anche nei momenti di solitudine e sconforto. Apriamo il cuore all’ascolto e affidiamoci a Lui, con la fede paziente della vedova, la perseveranza di Mosè, la fedeltà di Timoteo. Senza stancarci, restiamo in questa relazione che è vita, luce e pace.

Gesù ci propone una parabola curiosa per spiegarci la necessità di pregare sempre, senza stancarci. È un invito che, a prima vista, sembra impossibile: come si fa a pregare sempre? Noi pensiamo alla preghiera come a un momento preciso — dire una preghiera, andare a Messa, ritagliarsi un tempo nella giornata — ma “pregare sempre” significa qualcosa di più profondo. Perché la nostra preghiera spesso si interrompe, è distratta, a volte faticosa; dopo un primo slancio ci stanchiamo, perdiamo costanza. Eppure Gesù ci chiede proprio questo: una preghiera che non si esaurisca, che diventi respiro, che accompagni ogni momento della vita. La vedova e il giudice: una parabola che disturba La parabola che Gesù racconta suscita un certo disagio. Una vedova sola, indifesa, che deve importunare un giudice arrogante e ingiusto per ottenere giustizia. E quel giudice, che non teme Dio e non si cura dei deboli, sembra un cattivo esempio per parlare di Dio. Eppure, forse, è proprio questo il punto: spesso noi pensiamo a Dio come a qualcuno che dobbiamo convincere, stancare, come se la preghiera fosse un’operazione faticosa per attirare la sua attenzione. La vedova, invece, ci mostra qualcosa di diverso. È sola, senza appoggi, e ha un avversario che la insidia e la opprime. Ma non si arrende. Continua a bussare alla porta di quel giudice, anche se è burbero e indifferente. Perché, nonostante tutto, sa che lui ha il potere di aiutarla. È consapevole che, se insiste, troverà giustizia. In questo c’è la chiave della sua forza: la fiducia. Lei crede che quel giudice, pur ingiusto, abbia una forza più grande del suo avversario. Mi viene in mente — come durante la camminata a Montovolo — il comportamento dei bambini. Anche loro insistono con i genitori, o con un capo scout, perché sanno che lì c’è qualcuno che può aiutarli, che ha la forza di dare ciò di cui hanno bisogno. A volte le loro richieste non sono opportune, ma hanno fiducia, sanno che qualcuno li ascolta. È la stessa fiducia che deve animare la nostra preghiera. La fiducia che sostiene la preghiera Pregare è innanzitutto credere che Dio ci può esaudire. La vedova non prega un Dio lontano, ma qualcuno di cui si fida, e questa fiducia le dà pazienza e perseveranza. Lei vive nell’attesa, in una pace che viene dal sapere che il suo aiuto arriverà al momento giusto. Questa fiducia la ritroviamo anche nella prima lettura: Mosè, nella battaglia contro Amalek, solleva il bastone e tiene le braccia alzate. Finché le braccia restano alzate, Israele vince. È un’immagine bellissima della preghiera: restare in relazione con Dio, anche quando siamo stanchi, anche quando le braccia ci cadono. Mosè ha bisogno di Aronne e Cur per sostenerle, perché quella comunione con Dio non si interrompa. E Paolo, nella seconda lettura, scrive a Timoteo invitandolo a rimanere saldo nella Parola, in ciò che ha imparato. “Tutta la Scrittura è utile per insegnare, convincere, correggere, educare nella giustizia.” È la Parola il nostro bastone, la nostra forza per restare uniti a Dio. In essa l’uomo di Dio trova pienezza, completezza e preparazione per ogni opera buona. La perseveranza della fede Alla fine, Gesù ci pone una domanda che ci scuote: “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” È la domanda che ci rimette davanti all’essenziale. Fede non è tanto dire preghiere, ma rimanere in relazione con Dio. È l’atteggiamento della vedova, di Mosè, di Timoteo: restare fermi nella fiducia, nella pace, nell’attesa, sapendo che Dio arriverà — con il suo aiuto, la sua luce, la sua vittoria sul male. Anche sul male più grande, che è la morte. Rimanere nella relazione Gesù sulla croce è il segno che Dio arriva sempre, e arriva donando la vita. Il problema nostro non è che Lui non ci ascolta, ma che noi non restiamo nella relazione. Come un bambino che...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il podcast di don Andres Bergamini?

This episode is 11 minutes long.

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This episode was published on October 18, 2025.

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Gesù ci propone una parabola curiosa per spiegarci la necessità di pregare sempre, senza stancarci. È un invito che, a prima vista, sembra impossibile: come si fa a pregare sempre? Noi pensiamo alla preghiera come a un momento preciso — dire una...

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