Brand Di Design podcast artwork

PODCAST · arts

Brand Di Design

Dalla Rivoluzione Industriale a oggi vediamo come il design ha plasmato il mondo che tocchiamo. In 'Brand Di Design', esploriamo l’evoluzione di questa disciplina nata tra le fabbriche dell’800, dove tecnologia e società hanno incontrato l’estetica. Scopriremo insieme come i grandi brand creano oggetti iconici, trasformando bisogni in bellezza e funzionalità in emozione. Non è solo ingegneria: è l’arte di dar forma al futuro, equilibrio tra forma e funzione che definisce la nostra cultura materiale. Pronto a innamorarti della materia che ci circonda? Accompagnaci nel nostro viaggio!

Publisher-supplied feed metadata · PodParley refreshed Sep 12, 2026 · Source feed

  1. 130

    EP.130 HOOVER L'Evoluzione dell'Aspirapolvere Rivoluzionario

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel cuore dell'innovazione con Hoover, un nome sinonimo di aspirazione e pulizia domestica.La storia inizia nel 1908 a North Canton, Ohio (USA), quando James Murray Spangler, un portinaio di grande magazzino, concepì un'idea geniale: combinare l'azione di un battitappeto con quella dell'aspirazione. Il suo prototipo, costruito con legno, lamiera e persino una federa da cuscino come sacco, sebbene un po' macchinoso, funzionava sorprendentemente bene. Mancandogli i fondi per portare la sua invenzione sul mercato, Spangler coinvolse il suo amico W. H. Hoover, un fabbricante di articoli in pelle. Fu così che nacque la Electric Suction Sweeper Company, che in seguito divenne la Hoover Suction Sweeper Company nel 1910 e infine The Hoover Company nel 1922. Spangler stesso ne divenne il direttore di produzione, mentre Frank Mills Case riprogettò la macchina con un leggero telaio in alluminio. I primi modelli erano prodotti a un ritmo di sei-otto al giorno e pesavano circa venti chili.Una svolta cruciale avvenne nel 1909, quando un piccolo motore universale ad alta velocità sviluppato dalla Hamilton & Beach permise di ridurre il peso a soli 2,5-3 chili. Nello stesso anno, Hoover avviò un ambizioso programma di ricerca e sviluppo che culminò nel 1926 con l'introduzione dell'"Agitator" su tutti i modelli. Questo innovativo dispositivo, una barra rotante con setole a spirale, smuoveva efficacemente lo sporco e la polvere dai tappeti con un'azione di battitura. Da qui, il famoso slogan del 1919: "Batte e spazzola mentre pulisce", utilizzato con grande successo per commercializzare i prodotti. Il 1926 vide anche un'altra miglioria pratica: l'interruttore venne spostato sul manico del Model 700.Il design ebbe un ruolo fondamentale, con Henry Dreyfuss che tra gli anni '30 e '50 creò per l'azienda una serie di aspirapolvere dalle linee eleganti e affusolate. Nel 1955, il futuristico Constellation entrò in produzione: un modello estremamente popolare in America che, quando azionato, viaggiava su un cuscino d'aria, riflettendo il contemporaneo interesse per la tecnologia spaziale.Oggi, il nome Hoover continua a essere famoso in tutto il mondo, testimoniando la sua duratura influenza nel settore. Sebbene The Hoover Company non sia più una multinazionale – la Maytag Corporation, che l'aveva acquisita nel 1909, ha dismesso le operazioni europee a metà degli anni '90 – il suo lascito innovativo rimane.

  2. 129

    EP.129 HONDA Innovazione e Successi

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel cuore di un'azienda nata dalla passione per la meccanica: Honda.Fondata nel 1948 ad Hamamatsu, in Giappone, l'azienda deve la sua nascita alla visione di Soichiro Honda (1906-91), un uomo da sempre affascinato da qualsiasi cosa avesse a che fare con la meccanica, tanto da aver costruito e guidato auto da corsa vincendo numerose gare. Si ritirò solo dopo le gravi ferite riportate in un incidente. Prima di fondare la Honda Motor Company, Soichiro aveva già un'esperienza significativa, avendo fondato una fabbrica di parti per pistoni nel 1937, poi acquistata dalla Toyota, e avendo aperto l'Istituto di Ricerche Tecniche Honda nel 1946. Quest'ultimo, un anno dopo, progettò la bicicletta a motore A-Type, che fu il primo prodotto Honda.Dal 1948, anno di nascita della Honda Motor Company, il passo fu breve per il lancio della sua prima motocicletta, la iconica Dream Type, nel 1949. Gli anni '50 videro l'introduzione del primo motore H-type nel 1953 e, nel 1958, della leggera Super Cub 100 Cc. La Super Cub divenne un fenomeno globale: venduta qualcosa come 25 milioni di pezzi, contribuì a mutare l'atteggiamento del consumatore nei confronti della motocicletta in America, accompagnata dal famoso slogan pubblicitario "Incontri le persone più simpatiche su una Honda". Nel 1967 erano già 5 milioni le Super Cub vendute.L'espansione fu rapida: succursali in America nel 1959 ed Europa nel 1960. Nel 1962 fu completato il famoso circuito Suzuka, vicino alla fabbrica. Ma Honda non si fermò alle due ruote: nel 1963 lanciò la sua prima auto sportiva, la S500, e il camioncino T360. L'azienda si avventurò anche nel mondo della Formula Uno con la partecipazione alle corse dal 1964, cogliendo la prima vittoria in Messico nel 1966. Da allora, la F1 è diventata un importante settore delle attività dell'azienda. Nello stesso anno, la Honda vinse il titolo Costruttori in tutte le categorie di motociclette al Campionato Mondiale del 1966.Il successo continuò con automobili che diventarono pietre miliari: la piccola N360, prodotta nel 1966, fu l'automobile più venduta in Giappone nel 1968. Un'altra vettura della stessa categoria, la Honda Civic, fu lanciata con successo nel 1972. L'onnipresente Civic dai consumi ridotti vendette un milione di pezzi nei primi due anni di produzione, arrivando a 10 milioni nel 1995. Nel 1976 apparve la Honda Accord, più grande ma con record di vendite non dissimili. Negli anni '80 la Honda continuò a espandersi all'estero introducendo diversi nuovi modelli di vetture, fra cui la mini Today (1985) e la lussuosa Legend (1985). Nel 1989 la Accord fu la vettura più venduta d'America. L'apertura di un enorme stabilimento ad alta tecnologia a Swindon (Inghilterra) nel 1992 sottolinea la portata globale dell'azienda.Sempre attenta ai temi ecologici, Honda fu la prima ad adeguarsi ai nuovi regolamenti californiani sulle emissioni già nel 1993. L'inarrestabile ricerca dell'innovazione tecnologica da parte della Honda continua a produrre stimolanti design nel settore delle moto, delle auto e simili. Dal 1986, gli ingegneri Honda stanno sviluppando un "robot umanoide" mobile a due gambe dotato in qualche misura di intelligenza artificiale.Ascoltate le storie di come la curiosità meccanica di un uomo si è trasformata in un impero globale di innovazione!

  3. 128

    EP.128 KNUD HOLSCHER Architetto e Designer Danese

    Ciao e benvenuti all'episodio di oggi, dove esploreremo la straordinaria carriera di una figura emblematica del design scandinavo: Knud Holscher. Nato a Rødby, Danimarca, nel 1930, Holscher ha posto le basi della sua brillante carriera studiando architettura alla prestigiosa Reale Accademia d'Arte di Copenhagen.La sua formazione e il suo approccio al design sono stati profondamente influenzati dal periodo trascorso come assistente del leggendario Arne Jacobsen tra il 1960 e il 1964. Questa esperienza ha senza dubbio plasmato la sua visione, portandolo a sviluppare uno stile che unisce funzionalità impeccabile ed estetica raffinata.Holscher è un designer prolifico e pluripremiato, con un'impressionante lista di successi:Ha co-progettato con Alan Tye la linea di sanitari Modric, che ha ricevuto il British Design Award e il British Aluminium Industry Award nel 1966.Nel 1967 è diventato socio dello studio di architettura Krohn & Hartvig Rasmussen.Ha vinto un altro British Design Award nel 1970 per un innovativo sistema di segnaletica per ufficio.Nel 1972 ha lanciato la celeberrima linea di accessori per porte in acciaio inossidabile d-line. Questo sistema ha riscosso un successo straordinario, vincendo numerosi premi e crescendo fino a diventare la linea più completa di accessori metallici per bagni e strutture architettoniche in generale.La sua versatilità si è manifestata anche nel 1975, quando ha disegnato insalatiere e pinze da cucina in acciaio inossidabile per Georg Jensen, opere ammirate per la loro straordinaria semplicità.Oggi, lo studio Knud Holscher Industrial Design si distingue come uno dei principali studi di design scandinavi. Collabora con un portfolio di clienti di fama mondiale che include giganti come jC Decaux, Erco, Philips, Fritz Hansen e Facit, e continua a vincere numerosi concorsi nel campo dell'arredo urbano e dei sistemi di segnaletica. Knud Holscher è un vero pioniere, la cui impronta nel mondo del design è destinata a durare nel tempo.

  4. 127

    EP.127 GEOFF HOLLINGTON Design Industriale e Innovazione

    Benvenuti a un nuovo episodio! Oggi faremo un viaggio nel mondo di Geoff Hollington, un gigante del design industriale nato nell'Essex, Inghilterra, nel 1949.Geoff ha plasmato la sua visione studiando design industriale alla Central School of Arts & Crafts e poi environmental design al Royal College of Art di Londra, dove si è laureato nel 1974. I suoi primi passi professionali lo hanno visto tra il 1976 e il 1978 come membro del team di progettazione per la nuova città di Milton Keynes, assumendosi la responsabilità del paesaggio e dell'arredo urbano.Il 1980 ha segnato una svolta con la fondazione di Hollington Associates, uno studio che si è rapidamente distinto nel disegno industriale di una vasta gamma di prodotti: dai beni di consumo alle apparecchiature mediche, dall'elettronica di consumo ai mobili da ufficio. Il suo portfolio vanta collaborazioni con nomi di spicco come Herman Miller, Parker Pen, Gillette, Matsushita, NEC, Filofax, Ericsson e Kodak.Uno dei suoi successi più riconosciuti è stata la rivoluzionaria linea di mobili Relay (1990) per Herman Miller, che nel 1992 gli è valsa una prestigiosa medaglia d'oro dall'Industrial Designers Society of America. Sebbene Hollington abbia sempre accolto l'introduzione di strumenti avanzati come il computer-aided design e le innovazioni dell'ingegneria high-tech, ha mantenuto ferma la sua convinzione che "la parte connessa al pensiero e all'innovazione creatrice" rimanga il fulcro fondamentale del processo progettuale.Negli ultimi tempi, la sua curiosità lo ha spinto nel campo del design interattivo, dove ha contribuito a progettare circa 100 mostre interattive per l'ala Wellcome del Science Museum di Londra.Sintonizzatevi per scoprire di più su questo visionario del design!

  5. 126

    EP.126 HERMAN MILLER Design e Innovazione Sostenibile

    Benvenuti al nostro podcast! Oggi vi portiamo nel mondo di un'azienda che ha rivoluzionato il design del mobile: Herman Miller.Fondata nel 1923 a Zeeland, Michigan, USA, questa azienda ha iniziato riproducendo mobili molto popolari, come molti mobilifici dell'epoca. La svolta arrivò nel 1930, quando D. J. De Pree, uno dei fondatori, incontrò il designer Gilbert Rhode. Fu Rhode a suggerire di creare una serie di mobili molto semplici ma di buona qualità, il cui valore risiedesse nei materiali e nella solidità della fabbricazione piuttosto che nei trattamenti decorativi di superficie. Questo approccio innovativo ebbe un tale successo che nel 1936 Herman Miller abbandonò del tutto il mobile convenzionale. Già nel 1941, l'azienda aveva aperto a New York uno showroom per esporre i suoi nuovi design.Il percorso di innovazione è proseguito con George Nelson, che subentrò a Rhode come direttore del design nel 1946. Nelson portò con sé altri designer di talento come Charles Eames, Isamu Noguchi e Alexander Girard. Negli anni seguenti, Herman Miller produsse mobili improntati ai criteri che De Pree riteneva fondamentali per un buon design: "durata, unità, organicità, inalterabilità".Tra i design più innovativi di quegli anni sono da ricordare le celebri sedie in compensato (1945-46) e le sedie in plastica (1948-50) di Charles & Ray Eames, il Comprehensive Storage System (1959) e l'Action Office 1 (1964-65) di George Nelson. Una pietra miliare fu l'Action Office 2 di Robert Propst, messo sul mercato nel 1968, che trasformò radicalmente l'ambiente ufficio. Da allora, l'azienda è diventata leader nel settore dei mobili su ordinazione e ha prodotto sedie da ufficio decisamente rivoluzionarie come la Ergon (1976), l'Equa (1984) e l'Aeron (1992), tutte progettate da Bill Stumpf e Don Chadwick.Herman Miller è tutt'oggi una delle aziende americane che gode di maggior prestigio internazionale e continua a guidare il mercato nella ricerca dell'eccellenza, sia nel design che nelle tecniche di produzione. Come Robert Propst scrisse, la loro aspirazione è sempre stata quella di progettare "oggetti fuori dalle mode, che abbiano qualità che durano nel tempo dando importanza ai fattori fondamentali".

  6. 125

    EP.125 JEAN HEIBERG L'Arte Funzionale

    Benvenuti al nostro podcast! Oggi vi portiamo nel mondo di un artista che ha lasciato il segno non solo nella pittura e nella scultura, ma anche nella vita quotidiana di milioni di persone. Stiamo parlando di Jean Heiberg, un creativo nato a Oslo, Norvegia, nel 1884 e scomparso nella stessa città nel 1976.Heiberg iniziò il suo percorso artistico studiando pittura a Monaco, per poi immergersi nella vibrante scena parigina. Tra il 1908 e il 1910, ebbe l'opportunità di essere allievo del celebre Henri Matisse, un'esperienza che plasmò profondamente la sua visione. Rimase nella capitale francese fino al 1929, diventando un convinto seguace dei Fauves e guadagnando un notevole apprezzamento per le sue opere, sia quadri che sculture.Ma la sua influenza si estese ben oltre le gallerie d'arte. Dopo il suo ritorno a Oslo, Jean Heiberg ricevette un incarico davvero particolare: progettare un nuovo telefono. L'obiettivo era rimpiazzare i vecchi modelli in metallo con un design innovativo in bachelite. L'ingegnere norvegese Johan Christian Bjerknes si occupò della struttura interna, mentre la produzione fu affidata a una joint-venture tra Norsk Elektrisk Bureau e l'azienda svedese L. M. Ericsson.Il risultato fu l'altamente scultoreo DHB 1001 in bachelite, presentato nel 1930. Questo telefono, sviluppato tramite prototipi in gesso, si distingueva per le sue linee più morbide, con meno angoli rispetto ai predecessori, e per un rapporto più armonico tra il corpo principale e la cornetta.Il DHB 1001 entrò in produzione nel 1932 e mantenne la sua posizione all'avanguardia nel design telefonico fino agli anni '50. Fu un successo internazionale, venduto non solo in Scandinavia, ma anche in Gran Bretagna, Italia, Grecia e Turchia. Persino Siemens lo produsse su licenza in Inghilterra, Francia e America. L'impatto del suo lavoro fu tale che il design di Heiberg ispirò direttamente il celebre Model 300 di Henry Dreyfuss, sviluppato nel 1937 dai Bell Laboratories.Jean Heiberg: un nome da ricordare, un artista che ha saputo unire arte e funzionalità, portando l'estetica moderna nelle nostre mani e nelle nostre case. Restate con noi per altre storie affascinanti!

  7. 124

    EP.124 HARLEY-DAVIDSON Storia e Successo

    Ciao! Ti presentiamo un viaggio emozionante nel cuore di un'icona americana: Harley-Davidson.Nata nel 1902 a Milwaukee, Wisconsin, questa leggendaria azienda è stata fondata da William Harley e Arthur Davidson con un obiettivo semplice ma rivoluzionario: eliminare la fatica a chi andava in bicicletta. Già nel 1903, i due amici producevano le loro prime motociclette, azionate da un motore da 167 cc, in un modesto capannone.La loro visione ha rapidamente preso forma:Nel 1909, venne introdotto il celebre motore V-Twin a 45 gradi, capace di raggiungere i 60 miglia orarie.Dal 1913, Harley-Davidson dominava le corse motociclistiche in America, con una produzione di oltre 12.904 esemplari in quell'anno.La loro affidabilità fu riconosciuta dall'esercito americano, che ne schierò oltre 20.000 durante la Prima Guerra Mondiale.Il dopoguerra segnò una crescita esplosiva: nel 1920, Harley-Davidson era già diventata la maggiore produttrice di motociclette al mondo. La sua fama crebbe ulteriormente nel 1921, quando una moto dell'azienda fu la prima a vincere una corsa con una velocità media di 100 miglia orarie.Gli anni successivi furono segnati da continue innovazioni, come l'introduzione del serbatoio a goccia e dei freni anteriori, e la nascita di motori iconici come il Knucklehead (1936) e il Panhead (1948). Il 1957 vide il lancio della Sportster, definita il "padre delle superbike", seguita dalla maneggevole Duo Glide con sospensioni idrauliche nel 1958 e dalla Electra Glide nel 1965. Nel 1966, il motore Shovelhead prese il posto del V-Twin.Gli anni '70 furono un periodo di grande fermento, con un boom delle motociclette in America e molti appassionati che iniziarono a personalizzare le loro Harley-Davidson, spesso in stile chopper. Nonostante la crescente concorrenza delle marche giapponesi, la popolarità di Harley continuò a rafforzarsi.Oggi, Harley-Davidson detiene il 56% del mercato statunitense, con una crescente domanda anche in Europa, Giappone e Australia. Più che un semplice mezzo di trasporto, è diventata un potente simbolo dell'individualismo americano, consolidando la sua reputazione in tutto il mondo come la "King of the Road".

  8. 123

    EP.123 JAMES HARGREAVES Il Filatoio di Jenny

    Ciao! Benvenuti ! Oggi, vi portiamo nell'Inghilterra del XVIII secolo per conoscere un uomo la cui semplice idea ha scatenato una rivoluzione: James Hargreaves.Nato intorno al 1720 vicino a Blackburn, nel Lancashire, e scomparso nel 1788 a Nottinghamshire, Hargreaves era un tessitore che, come molti della sua epoca, possedeva un telaio e un filatoio a mano. La sua storia è intrisa di ingegno e di quella scintilla di osservazione che trasforma il quotidiano in straordinario.La leggenda narra che l'ispirazione per la sua invenzione più celebre, la Spinning Jenny, gli venne in un momento fortuito. Si racconta che sua figlia Jenny rovesciò accidentalmente il suo filatoio a mano, e Hargreaves notò che il fuso continuava a girare. Fu allora che ebbe l'intuizione geniale: se un singolo fuso poteva continuare a girare, perché non un'intera fila?Intorno al 1764, Hargreaves diede vita al primo modello della Spinning Jenny, una macchina che utilizzava ben otto fusi contemporaneamente, aumentando la produzione di ben otto volte! La cosa sorprendente era che questa macchina rivoluzionaria era così intuitiva da poter essere azionata facilmente anche dai bambini. Inizialmente, Hargreaves la usò solo in casa sua, ma quando nel 1768 iniziò a venderla, la reazione non fu quella sperata. I filatori del Lancashire, temendo un impatto negativo sui loro mezzi di sussistenza, marciarono sulla sua casa e distrussero il suo macchinario.Costretto a lasciare la sua terra natale, Hargreaves si trasferì a Nottingham, dove aprì una piccola filanda di cotone. Nonostante avesse brevettato la sua invenzione solo nel 1770, permettendo ad altri di copiarla e migliorarla – arrivando a potenziarla da otto a ben ottanta fili – l'impatto della Spinning Jenny fu inarrestabile. Al momento della sua morte, oltre 20.000 Spinning Jenny erano operative in Gran Bretagna, consolidando il suo posto come una delle grandi invenzioni che diedero il via alla Rivoluzione Industriale.La storia di James Hargreaves è un affascinante promemoria di come un'unica idea possa cambiare il corso della storia, nonostante le sfide e la resistenza. Non perdetevi il prossimo episodio di "Innovatori del Passato"!

  9. 122

    EP.122 HANS GUGELOT Design Funzionale e L'Influenza Tedesca

    Ciao e benvenuti a un nuovo episodio! Oggi vi portiamo nel mondo di un vero gigante del design, Hans Gugelot. Nato a Celebes, in Indonesia, nel 1920, e purtroppo scomparso prematuramente a Ulm, in Germania, nel 1965, Gugelot ha lasciato un'impronta indelebile nel campo del design.Dopo aver completato i suoi studi in architettura e aver collaborato con Max Bill fino al 1954, la sua carriera ha preso una svolta decisiva. Dal 1954 fino alla sua morte, è stato una figura chiave nel reparto di design di Braun, dove ha contribuito in modo fondamentale a forgiare uno stile aziendale inconfondibile. Stiamo parlando di un'identità visiva potentissima, profondamente radicata nei principi del funzionalismo e dell'essenzialismo.Ma il suo contributo non si è limitato solo a Braun! Nello stesso periodo, Gugelot ha ricoperto il ruolo di direttore del dipartimento di product design presso la celebre Hochschule für Gestaltung di Ulm. Qui, ha instancabilmente promosso un approccio che ha ridefinito il pensiero del design, riassunto nel motto: "la forma segue la funzione".Tra le sue creazioni più iconiche, non possiamo non menzionare il Phonosuper SK4 del 1956, progettato insieme al leggendario Dieter Rams. Questo pezzo è talmente distintivo da essersi guadagnato il soprannome di "La bara di Biancaneve", grazie al suo coperchio acrilico trasparente e al suo rigoroso formalismo geometrico. Un altro simbolo del suo genio per Braun è stato il rasoio elettrico Sixtant del 1962. La sua versatilità si estendeva oltre, avendo disegnato anche il proiettore di diapositive S-AV 1000 per Kodak nel 1962 e mobili incassati per Bofinger già nel 1954.Nonostante la sua carriera sia stata sorprendentemente breve, l'impatto di Gugelot, specialmente sullo sviluppo del product design tedesco, è stato assolutamente immenso. Un ascolto imperdibile per scoprire di più su questo visionario!

  10. 121

    EP.121 WALTER GROPIUS Architetto e Padre della Bauhaus

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel mondo di Walter Gropius, una figura iconica nata a Berlino nel 1883 e scomparsa a Boston nel 1969.Gropius, dopo aver studiato architettura alla Technische Hochschule di Monaco e a Berlino, ha iniziato la sua carriera nello studio berlinese di Peter Behrens dal 1908 al 1910, dove si è distinto nella progettazione di uffici e mobili. Nel 1910 ha aperto il suo studio con Adolf Meyer ed è diventato un membro influente del Deutscher Werkbund. Inizialmente, Gropius si oppose alla standardizzazione, ma in seguito accettò la necessità di un approccio industriale al design, influenzato dai successi di Henry Ford e dalle devastazioni della Prima Guerra Mondiale, abbracciando così la modernizzazione della società.Questa visione lo ha portato a fondare la celebre Staatliches Bauhaus a Weimar nel 1919, unendo due scuole d'arte. Lo scopo era unificare le arti e "fornire servizi di consulenza artistica a industria, commercio e artigianato". Come direttore della Bauhaus dal 1919 al 1928, Gropius ha innovato, promuovendo la nascita di laboratori guidati da "maestri" e realizzando molti mobili dipinti di bianco e accessori metallici per porte insieme a Adolf Meyer, oltre a una casa prefabbricata per la tenuta Weißenhofsiedlung costruita come parte della mostra del Werkbund "Die Wohnung" del 1927.Le sue architetture riflettono questa evoluzione: dalla fabbrica Fagus del 1911, che colpì molti per un innovativo muro sospeso sostenuto dagli elementi verticali dell'edificio, alla fabbrica modello in acciaio e vetro per la mostra del Deutscher Werkbund tenuta a Colonia nel 1914. Quando nel 1925 la Bauhaus si è trasferita a Dessau, i nuovi edifici da lui progettati per questo scopo hanno segnato un decisivo spostamento verso la modernità industriale della scuola.La sua influenza si è estesa oltre la Germania. Nel 1934, Gropius si è trasferito a Londra, dove ha lavorato in società con l'architetto E. Maxwell Fry fino al 1937. A Londra ha anche lavorato per la Isokon, azienda di Jack Pritchard, della quale è stato nominato controllore del design nel 1936. Un anno dopo, nel 1937, ha emigrato negli Stati Uniti e è diventato professore di architettura alla Harvard University. Walter Gropius è riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del Modern Movement e uno dei più influenti educatori del XX secolo nel campo del disegno industriale. Ascolta per scoprire come ha plasmato il futuro del design e dell'architettura.

  11. 120

    EP.120 THE GREAT EXHIBITION la Genesi e l'impatto

    Ciao a tutti e benvenuti al nostro podcast! Oggi facciamo un salto indietro nel tempo, precisamente al 1851, per rivivere un evento che ha segnato un'epoca: la Grande Esposizione di Londra.Immaginate un'Inghilterra in cui il design industriale britannico era dato per superato dalle nazioni europee. È qui che entrano in scena figure chiave come il Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, e Henry Cole, un instancabile promotore di riforme nel campo del design. Il loro sogno? Avvicinare l'arte alla produzione industriale e rilanciare la Society of Arts attraverso mostre sul design. Quando i loro sforzi iniziali non portarono i risultati sperati, decisero di osare in grande: organizzare una fiera internazionale con un triplice obiettivo: "esposizione, competizione e incoraggiamento".E quale luogo migliore per ospitare una tale ambizione se non una struttura che era essa stessa un'opera d'arte e ingegneria? Parliamo del celebre Crystal Palace. Progettato da Joseph Paxton, soprintendente ai giardini, questa enorme "casa di vetro" era un capolavoro di prefabbricazione industriale. Con i suoi 10 milioni di metri cubici di spazio, occupava circa 10 ettari a Hyde Park e inglobava persino gli alberi del parco! Fu un'attrazione eccezionale e innovativa, tanto da diventare l'emblema dell'evento stesso, ribattezzato "Great Exhibition of the Industry of All Nations".La mostra accolse oltre 14.000 espositori, di cui circa la metà proveniva dall'estero. Il pubblico rimase affascinato da macchine industriali imponenti come presse idrauliche e motori a vapore, ma anche da innumerevoli articoli per la casa: mobili, vetri, ceramiche e oggetti metallici. Tuttavia, c'era un dettaglio che turbava non poco gli organizzatori: la strabordante abbondanza di decorazioni superflue. Ogni oggetto, dalle forbici alle carrozze, era incrostato di ornamenti ispirati a stili disparati – dal greco all'egiziano, dal rococò al celtico, fino al "mondo vegetale". Quella che nelle intenzioni doveva essere una "lezione di gusto" si trasformò, con grande disappunto di Alberto e Cole, in una celebrazione dell'eccesso decorativo.Nonostante questo, l'Esposizione fu un successo strepitoso, attirando oltre sei milioni di visitatori e dimostrandosi un trionfo economico e politico. Il suo impatto fu duraturo: molti dei prodotti esposti finirono per costituire la collezione iniziale per l'insegnamento del design, gettando le basi di quello che sarebbe diventato il Victoria & Albert Museum. E il Crystal Palace? Dopo l'evento, tra il 1852 e il 1854, venne smontato e ricostruito, con qualche modifica, a Sydenham Hill, a sud di Londra, dove rimase fino a quando fu distrutto da un incendio nel 1936.Un evento che, nonostante le sue contraddizioni, ha lasciato un'eredità indelebile nella storia del design e dell'industria. Grazie per averci seguito, al prossimo episodio!

  12. 119

    EP.119 KENNETH GRANGE Icona del Design Britannico

    Benvenuti all'episodio dedicato a Kenneth Grange, una vera e propria icona del design britannico del XX secolo. Nato a Londra nel 1929, Grange ha plasmato oggetti che fanno parte della nostra vita quotidiana, dagli elettrodomestici ai trasporti pubblici, definendo lo stile di un'intera era.Il suo percorso professionale inizia con gli studi alla Willesden School of Arts & Crafts e in illustrazione tecnica, per poi portarlo ad aprire il suo studio a Londra nel 1958. La sua genialità si manifestò precocemente, come nel 1960, quando riprogettò il Kenwood Chef in soli quattro giorni, ispirandosi ai lavori di Gerd Alfred Müller. Questa collaborazione con Kenwood durò oltre 40 anni, durante i quali ha costantemente modernizzato classici del design britannico.Nel 1972, Grange fu tra i co-fondatori di Pentagram, una delle più influenti società di design al mondo, insieme a Theo Crosby, Alan Fletcher, Mervyn Kurlansky e Colin Forbes. Sotto l'egida di Pentagram, ha firmato progetti leggendari tra cui:La macchina fotografica Kodak Pocket Instamatic (1975)La linea di penne Parker 25 (1979)I rasoi Royale (1979) e Protector (1992) per Wilkinson SwordIl ferro da stiro Kenwood ST50 (1995)Ma il suo impatto non si è limitato agli oggetti di uso comune. Kenneth Grange ha anche curato il design di infrastrutture e trasporti, come:La carrozzeria esterna dell'iconico treno ad alta velocità Intercity 125 per British Rails (1971-73)I depositi e pensiline degli autobus Adshel per London Transport (1990)Il restyling del classico taxi nero londinese per London Taxis International (1997)Riconosciuto con numerosi premi, tra cui dieci Design Council Awards e il prestigioso Duke of Edinburgh for Elegant Design nel 1963, Grange ha ricoperto ruoli di rilievo come Preside di Facoltà del Royal Designers for Industry e presidente della Chartered Society of Designers. La sua opera è stata anche celebrata con una mostra al Victoria and Albert Museum. Nel 1997 si è ritirato da Pentagram per aprire il proprio ufficio indipendente.Per Grange, il design è uno strumento di innovazione intrinseco al processo produttivo. Le sue creazioni sono un perfetto connubio di coerenza, organicità e appropriatezza, prodotti di alta qualità dove ogni piccolo dettaglio è curato meticolosamente secondo i principi del "good design". La sua lunga carriera è segnata da una straordinaria continuità, con design eleganti, solidi e in perfetto equilibrio tra funzionalità ed estetica. Ha indubbiamente ridefinito il design britannico della seconda metà del XX secolo. Ascoltate per scoprire di più su questo maestro visionario!

  13. 118

    EP.118 GK DESIGN GROUP Il Design Totale Giapponese

    Ciao e benvenuti al nostro podcast, dove esploriamo le menti e gli studi che hanno plasmato il mondo del design! Oggi vi portiamo in Giappone per scoprire il GK Design Group, uno degli studi di design interdisciplinari più importanti del paese.Fondato a Tokyo nel 1957 da Kenji Ekuan, il GK, originariamente noto come Groupe Koike, ha iniziato la sua avventura specializzandosi nel design industriale. Ma la loro visione si è presto ampliata, abbracciando comunicazione, grafica e design ambientale. Questo approccio integrato, talvolta definito "total design", li ha portati a costruire una vasta rete di consociate, offrendo una gamma completa di servizi che spaziano dalla ricerca di mercato e pianificazione prodotto fino alla promozione e pianificazione di eventi.Immaginate un'azienda che ha lasciato il segno su un'incredibile varietà di prodotti e spazi:Hanno progettato motociclette, audio equipment, una snowmobile, un'imbarcazione personale e persino un veicolo fuoristrada per il colosso Yamaha.Le loro creazioni includono anche le locomotive per le Ferrovie del Giappone Orientale.Si sono occupati del packaging per marchi noti come Kikkoman, Konica e Kirin Brewery.Persino le toilet pubbliche per Restatio portano la loro firma, dimostrando che il design di qualità può elevare ogni aspetto della vita quotidiana.La loro inventiva si è estesa a prodotti diversi come parchimetri, macchine da cucire, padelle, orologi, impianti dentari e packaging per cosmetici.Ma la loro influenza non si è limitata al singolo prodotto; il GK Design Group è anche rinomato per il design di segnaletica e urbanistico, in particolare per la sua partecipazione all'Expo '70 di Osaka e all'Expo '85 di Tsukuba.Ciò che distingue le opere del GK Design Group è la loro perfetta ingegneria e un inconfondibile linguaggio formale funzionalista. Un vero pioniere che ha continuato a definire gli standard del design a livello globale!

  14. 117

    EP.117 GIORGETTO GIUGIARO Design e Innovazione Automobilistica

    Benvenuti a un episodio speciale, dedicato a un vero pilastro del design italiano! Oggi esploriamo la carriera straordinaria di Giorgetto Giugiaro, un maestro indiscusso nato a Garessio, Cuneo, nel 1938.Il suo percorso professionale inizia dopo aver affinato le sue abilità nel disegno tecnico e design grafico all'Accademia di Belle Arti di Torino, integrando anche un corso di ingegneria. La sua carriera prende il volo nel reparto di design della Fiat, ma è a partire dal 1959 che la sua influenza si consolida, quando assume la direzione della sezione di styling alla Bertone di Torino. Qui, in collaborazione con Nuccio Bertone, plasma automobili che faranno storia, come la BMW 3200 CS (1961), l'Alfa Romeo Giulia GT (1963) e la Fiat 850 Spider (1965).Nel 1965, Giugiaro prende le redini dello studio di design automobilistico Ghia, dove contribuisce alla creazione della Fiat Dino Coupé (1967). Ma il vero punto di svolta arriva tre anni dopo, quando fonda la Ital Styling (successivamente ribattezzata Italdesign) insieme ad Aldo Mantovani. Questo imponente studio di design, che oggi conta 750 professionisti, offre un servizio completo ai fabbricanti di automobili, coprendo ogni fase, dagli studi pre-produzione alla costruzione dei prototipi.La sua genialità non si limita alle sole vetture sportive ed eleganti, come la Maserati 3200 GT Coupé (1998). Giugiaro è anche il visionario dietro a utilitarie che hanno ridefinito il concetto di auto popolare, tra cui l'iconica Volkswagen Golf (1974), la Fiat Panda (1980) e la Fiat Uno (1983).Nel 1981, la sua visione si espande ulteriormente quando la sezione di design industriale di Italdesign diventa un ufficio indipendente: la Giugiaro Design. Questo studio si occupa della progettazione di una vasta gamma di prodotti oltre i veicoli, dimostrando una versatilità unica. Tra le sue creazioni troviamo:La macchina da cucire Logica per Necchi (1982)Le macchine fotografiche Nikon F4 (1988) e F5 (1996)Il catamarano High Speed Ferry per SEC (1992)La locomotiva ETR460 Pendolino per le Ferrovie dello Stato (1995)L'orologio Macchina Sportiva per Seiko (1996)Gli scarponi da sci Grand Prix per Nordica (1997)La Giugiaro Design opera anche in settori come la segnaletica e il packaging. La sua filosofia di design è guidata dall'"imperativo della funzione": Giugiaro eccelle nel coniugare le necessità fisiche e i metodi di produzione, senza mai perdere di vista le considerazioni di marketing. Il suo approccio non è quello di imporre una forma preconfezionata al prodotto, ma di "ricercare le risposte estetiche e funzionali basandosi sui bisogni" reali.Preparatevi a un viaggio affascinante nel mondo di un designer che ha letteralmente plasmato gli oggetti che ci circondano, dall'auto che guidiamo alla macchina fotografica che usiamo per catturare ricordi!

  15. 116

    EP.116 GILLETTE L'Impero della Lame da Rasatura e Oltre

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel mondo di Gillette, un nome che evoca innovazione e rasatura impeccabile.La storia inizia nel 1901 a Boston, Massachusetts, con King Camp Gillette. Cresciuto a Chicago e poi venditore di successo, la sua visione fu ispirata dal suo mentore, che lo spinse a creare un prodotto usa e getta, qualcosa che i clienti dovessero ricomprare. Questa illuminazione arrivò una mattina del 1895, mentre faticava ad affilare il suo rasoio: un rasoio con manico separato e una lametta a doppio taglio, usa e getta, stretta tra due piastre.Dopo anni di sforzi, l'azienda vide la luce nel 1901 e si consolidò come Gillette Safety Razor Company nel 1902. Il loro rivoluzionario rasoio, prodotto dal 1903 e brevettato l'anno seguente, pur non essendo l'unico "rasoio di sicurezza" in circolazione, si distingueva per essere il più economico. La Prima Guerra Mondiale fu un punto di svolta, con l'azienda che fornì alle forze armate americane 3,5 milioni di rasoi e 36 milioni di lamette.Gillette non si è mai fermata. Il Blue Blade a doppio taglio, lanciato nel 1932, dominò il mercato per molti anni. Il 1971 portò il Trac II, la prima cartuccia a due lame al mondo, un successo immediato. Poi, nel 1990, arrivò il Sensor system, un vero capolavoro di ingegneria con lame sottili montate su molle incastonate in una cartuccia di plastica. Questo prodotto fu un trionfo, vendendo 24 milioni di rasoi e 350 milioni di cartucce solo nel primo anno, diventando il prodotto di maggior successo nella storia dell'azienda. Questo successo riaffermò la loro filosofia: "spendere qualsiasi cifra pur di assicurarsi la supremazia in un settore e poi produrre altri prodotti innovativi, a prezzo anche elevato, che catturino il consumatore".Questa strategia ha portato alla creazione del Mach 3, un rasoio a tripla lama con lame ultrasottili rivestite da una sottile lamina affine al diamante, di gran lunga il più caro sul mercato ma all'avanguardia.Oltre alla rasatura, Gillette ha saputo diversificare la sua linea di prodotti, acquisendo marchi iconici come Paper Mate Pen Company nel 1955 e Braun AG nel 1967 – Braun, in particolare, famosa per i suoi rasoi elettrici di qualità e il team di design guidato da Dieter Rams, che continuò a sviluppare nuovi prodotti per Gillette. Negli anni '80 e '90, l'espansione è continuata con l'acquisto di Oral-B, Waterman, Parker Pen e Duracell. Tutto ciò ha portato Gillette a un risultato straordinario: nell'anno 2000, era l'azienda con i profitti più alti dopo Coca-Cola.Unisciti a noi nel prossimo episodio per scoprire un'altra storia di innovazione e successo!

  16. 115

    EP.115 DANTE GIACOSA Architetto dell'Automobile Italiana

    Benvenuti a questo episodio speciale, dove vi portiamo nel mondo di un gigante del design automobilistico italiano: Dante Giacosa. Nato a Roma nel 1905 e scomparso a Torino nel 1996, Giacosa ha iniziato la sua brillante carriera alla Fiat nel lontano 1926.È intorno al 1932 che gli viene affidata una sfida epocale: progettare una vettura piccola ma elegante. Da questa visione nacque un'icona: la 500A, conosciuta affettuosamente come "Topolino", lanciata nel 1936. Questa vettura rivoluzionaria non era solo compatta e dalle forme arrotondate, ma segnò un vero e proprio progresso nel design delle piccole cilindrate, rompendo con la tradizione delle forme squadrate e introducendo una carrozzeria leggera, perfetta per la produzione industriale. La Topolino divenne un fenomeno globale, tanto da essere il veicolo d'importazione più venduto in America tra il 1938 e il 1939. Con oltre 519.000 esemplari prodotti tra il 1936 e il 1955, la 500A si affermò come la più piccola auto di serie mai prodotta al mondo.Ma il genio di Giacosa non si fermò qui. Ha continuato a innovare con varianti della Topolino, come la 500B familiare del 1948 e la 500C del 1949, che introdusse accessori allora all'avanguardia come il riscaldamento interno. E come non menzionare la minuscola ma immensamente popolare Nuova 500 del 1957, con ben 3,6 milioni di esemplari costruiti?Il suo contributo alla motorizzazione di massa nell'Italia del boom economico fu determinante. Oltre alle celebri 500, Giacosa ha anche firmato progetti significativi come la Fiat 124, la Fiat 128 e la Fiat 130. Ascoltate per scoprire come Dante Giacosa, con la sua visione e il suo ingegno, ha letteralmente messo l'Italia su quattro ruote!

  17. 114

    EP.114 GHIA leggendaria carrozzeria italiana

    Benvenuti! Oggi, immergiamoci nel mondo affascinante della Ghia Spa, una leggendaria carrozzeria italiana fondata a Torino nel 1915 da Giacinto Ghia. Giacinto aveva affinato le sue abilità nell'officina Diatto, un luogo che in origine dava vita ai progetti di Bertone.La Ghia si è fatta un nome per i suoi straordinari design di auto di lusso e veicoli da corsa, con la forma aerodinamica "torpedo" che divenne un vero e proprio segno distintivo della sua attività. Dopo la scomparsa di Giacinto nel 1944, giovani talenti come Mario Boana hanno preso le redini, dando nuova linfa all'azienda e creando, negli anni '50, carrozzerie speciali per marchi prestigiosi come Bentley, Delahaye e Talbot.Un momento chiave fu il prototipo della Ghia Gilda del 1955, tra i primi ad affrontare i test in galleria del vento. I dati raccolti furono fondamentali per aggiungere le pinne, migliorando la stabilità – un'idea che, ironia della sorte, fu poi adottata dalle aziende americane per puro scopo estetico. Nello stesso periodo, la Ghia ha esercitato una profonda influenza sul design automobilistico americano, progettando numerose auto che hanno modellato l'estetica delle grandi case di Detroit.Gli anni '60 videro la Ghia collaborare con giganti come Fiat, Volkswagen, Alfa Romeo, Renault, Chrysler e Ford. Modelli iconici come la VW Karman Ghia (1961), la De Tomaso Mangusta (1966) e la Maserati Ghibli (1968) portano la sua impronta inconfondibile, pur in un'epoca in cui l'eleganza di alcune vetture firmate da altre carrozzerie cominciava a superarla.Il 1972 segnò un nuovo capitolo: la Ghia divenne parte della Ford Motor Company, e il suo primo grande progetto fu nientemeno che la prima Ford Fiesta nel 1973.Oggi, come parte dell'Advanced Design di Ford, la Ghia continua a essere all'avanguardia, portando avanti il cosiddetto "New Edge Design". Questo stile innovativo fonde le superfici lisce e scolpite del design aerodinamico tradizionale con intersezioni nette e decise, creando un'immagine più penetrante e definita. La Ghia, un nome che continua a forgiare il futuro del design automobilistico.

  18. 113

    EP.113 GENERAL MOTORS Innovazioni e Storia

    Immergiti nella storia affascinante di un colosso che ha plasmato il XX secolo: General Motors. Fondata nel 1908 a Hudson, New Jersey, questa azienda non è stata solo la più grande industria automobilistica del mondo, ma per decenni il vero barometro dell'economia americana.Già sette anni prima della sua fondazione ufficiale, diede vita alla sua prima vettura destinata alla produzione in grandi numeri. Ma è dal 1908 che GM ha iniziato a riscrivere le regole: dai primi fari elettrici all'introduzione come equipaggiamento standard della carrozzeria a corpo chiuso nel 1910, fino alla rivoluzionaria carrozzeria interamente in acciaio del 1912, che ha ridefinito la sicurezza e la robustezza delle automobili. Nel 1924, l'azienda istituì le prime piste di collaudo a Milford, Michigan.Un vero punto di svolta arrivò nei primi anni '20, quando GM, con grande intuizione, capì l'importanza cruciale dello stile nell'industria automobilistica. Fu così che Harley Earl fu incaricato di disegnare il modello La Salle del 1927, la prima automobile prodotta in serie a essere concepita da uno stilista. Questo portò alla creazione, nel 1928, del primo reparto di styling interno all'azienda, diretto dallo stesso Earl. La sua strategia di introdurre varianti stilistiche annuali non solo accelerò il ciclo di vita dei modelli ma incrementò anche in modo significativo le vendite. Pensate al primo vano bagagli incorporato nel 1933, una innovazione che ha letteralmente rivoluzionato la forma dell'automobile, o alla iconica Buick Y-Job del 1938, un altro capolavoro influenzato da Earl. Entro il 1940, la produzione di GM aveva raggiunto l'impressionante cifra di 25 milioni di automobili, a dimostrazione che l'auto era già diventata un fenomeno di massa.Il dopoguerra non fece che consolidare la sua reputazione di innovatore: dal paraurti "airfoil" (1942-48) al parabrezza curvo (1948), fino al moderno motore V-8 con valvole in testa ad alta compressione, introdotto su Cadillac e Oldsmobile. E chi può dimenticare la leggendaria Chevrolet Corvette del 1953? Fu la prima vettura del marchio a passare direttamente da un Motorshow alla produzione di serie senza subire alterazioni.Ma la storia di GM non è fatta solo di successi senza ostacoli. Nonostante avesse istituito un laboratorio per test sulla sicurezza già nel 1955, la Chevrolet Corvair del 1960 si trovò al centro di una controversia significativa per la sua presunta mancanza di sicurezza e la tendenza al ribaltamento. Questa vicenda, portata alla luce dal libro "Unsafe at any Speed" di Ralph Nader, ha segnato un momento cruciale, spingendo il Congresso americano ad approvare ben 25 nuove leggi per la protezione del consumatore tra il 1966 e il 1972. GM, imparando da questa lezione, ha risposto introducendo innovazioni fondamentali per la sicurezza, come il piantone sterzante ad assorbimento d'energia (1966), la traversa laterale sulle portiere (1969) e i primi airbag sui veicoli in produzione (1974).L'impegno verso l'innovazione prosegue, anche sul fronte ambientale, con l'introduzione delle prime marmitte catalitiche su tutti i modelli venduti in America nel 1975. Ma la vera rivoluzione è arrivata nel 1996 con la lancio della EV1, la prima auto elettrica di GM. Questo straordinario veicolo a zero emissioni, con la sua carrozzeria leggera in alluminio e una forma incredibilmente aerodinamica, era equipaggiato con un potente motore a induzione AC da 137 hp e due tipi di batterie, inclusa un'opzione all'idruro di nichel che raddoppiava le prestazioni.Oggi, con marchi iconici come Chevrolet, Cadillac, Buick, GMC e Saturn, e una presenza globale che impiega 397.000 persone in 73 nazioni diverse, General Motors continua a essere un leader indiscusso, pronta a guidare il mercato automobilistico per i prossimi cento anni.

  19. 112

    EP.112 GENERAL ELECTRIC Storia delle Innovazioni

    Benvenuti. Oggi vi portiamo nel cuore di una delle più grandi forze motrici del progresso tecnologico: General Electric.Fondata nel 1892 ad Albany, New York, la sua storia affonda le radici nella visione di Thomas Alva Edison, che nel 1878 diede vita alla Edison Electric Light Company e, l'anno seguente, accese il mondo con la sua invenzione: la prima lampadina elettrica. Dopo una fusione cruciale nel 1892 con la Thomson-Houston Electric Company, nacque ufficialmente General Electric Company, erede di un'idea rivoluzionaria di Edison: aprire "fabbriche dell'invenzione".Questa filosofia portò alla creazione di centri di ricerca pionieristici come il General Engineering Laboratory nel 1895 e, in particolare, il GE Research Laboratory nel 1900, uno dei primi laboratori industriali americani a intraprendere ricerca scientifica di base. Da qui sono nate innovazioni che hanno riscritto le regole:L'alternatore ad alta frequenza (1906) realizzato dal Dr. Ernest Alexanderson, che ha rivoluzionato le trasmissioni radio.La lampada a incandescenza a gas (1913) inventata dal Dr. Irving Langmuir, antenata delle lampadine ancora in uso oggi.Il primo tubo a raggi X concreto (1913) inventato dal Dr. William Coolidge, predecessore dei moderni sistemi usati in medicina.Ma l'impatto di General Electric non si è fermato qui. Nei tardi anni '20, l'azienda fece le prime trasmissioni televisive, usando una tecnologia sviluppata da Alexanderson. L'azienda divenne celebre per i suoi primi elettrodomestici – radiatori elettrici, lavatrici, aspirapolvere e frigoriferi – che trasformarono radicalmente l'American way of life.Il loro contributo ha toccato anche il cielo e lo spazio:Negli anni '40, la GE produsse motori per il primo aereo jet, il Bell P-59 Airacomet (1942), e l'aereo allora più veloce del mondo, il Lockheed P.80 Shooting Star (1945).Fu poi la volta del J-79, primo motore jet per aerei con velocità due volte superiore a quella del suono.Negli anni '60, la GE contribuì alla realizzazione della missione Apollo della NASA (1969) e lanciò i primi satelliti meteorologici.General Electric ha continuato a innovare anche nel campo medico, inventando nel 1975 una componente essenziale per l'esecuzione della TAC (tomografia assiale computerizzata); durante gli anni '80 acquistò la CGR, azienda attiva nel settore della medicina diagnostica. In linea col suo impegno nel campo della trasmissione televisiva, nel 1986 la GE comprò la RCA, a sua volta proprietaria della rete televisiva NBC, lanciando poi due nuove reti: la CNBC (1989) e la MSNBC (1996).Per oltre un secolo, General Electric ha seguito la spinta propulsiva dell'innovazione tecnologica. Le sue invenzioni hanno cambiato e migliorato la vita quotidiana di tutti. Fondamentali in questo successo sono stati i suoi dodici laboratori interdisciplinari, riflesso delle sue molteplici attività: sistemi di illuminazione, sistemi satellitari, motori aeronautici, lavatrici, plastiche avanzate e apparecchiature per la medicina diagnostica. Le ricerche attualmente in corso in quei laboratori saranno indubbiamente protagoniste anche nel modellare il futuro del design industriale.

  20. 111

    EP.111 NORMAN BEL GEDDES Pioniere dello Streamlining

    Ciao a tutti! Siete pronti a immergervi nella mente di un vero visionario? Oggi vi portiamo alla scoperta di Norman Bel Geddes, un nome che ha plasmato il design del XX secolo.Nato nel Michigan nel 1893 e scomparso a New York nel 1958, Geddes fu un artista poliedrico. Dopo aver studiato arte e mosso i primi passi come disegnatore pubblicitario per colossi come Packard e General Motors, si distinse rapidamente nel mondo teatrale, creando scenografie sontuose per sei produzioni a Los Angeles e diventando scenografo per la Metropolitan Opera Company di New York, prima di trasferirsi a Hollywood nel 1925.Ma la sua vera rivoluzione avvenne quando, influenzato da maestri come Frank Lloyd Wright e l'architetto espressionista tedesco Erich Mendelsohn, si dedicò all'architettura e allo styling dei prodotti a partire dal 1927. Ben presto divenne un industrial designer di successo e un celebre propagandista del design. Nel 1932, cristallizzò le sue idee nel suo scritto "Horizons", spiegando il suo approccio aerodinamico al design industriale e l'importanza delle forme affusolate.Il suo portfolio è impressionante: dalle automobili futuristiche per Graham Page, alle radio per Philco e RCA, ai mobili metallici per Simmons, fino al celebre Soda King Syphon. Fu anche un pioniere nella standardizzazione delle apparecchiature per cucine, come dimostra la cucina modulare Oriole del 1931 per Standard Gas Equipment, ispirata allo stile dei grattacieli con la sua struttura in acciaio e pannelli bianchi smaltati.Il suo lascito più celebre? Senza dubbio la mostra "Futurama" che progettò per General Motors alla Fiera Mondiale di New York del 1939. Qui, Geddes non si limitò a presentare prodotti, ma offrì una visione audace del mondo che sarebbe stato negli anni '60, prevedendo le grandi autostrade che oggi diamo per scontate.Norman Bel Geddes è stato un protagonista indiscusso dello streamlining e un fondamentale pioniere del design industriale. Ascoltate per scoprire come ha disegnato il nostro futuro!

  21. 110

    EP.110 ACHILLE GAGGIA la Macchina Espresso

    Benvenuti a un nuovo episodio che vi porta nel cuore dell'innovazione italiana! Oggi parliamo di Achille Gaggia, un barista milanese nato nel 1895 in Italia e deceduto nel 1961, sempre in Italia. Insoddisfatto delle tradizionali macchine da caffè che si basavano sul vapore, Achille iniziò a sperimentare nella sua soffitta. Il suo genio lo portò a sviluppare un nuovo sistema a pistone per spingere l'acqua bollente attraverso il caffè macinato, producendo così una bevanda dal sapore decisamente migliore.Già intorno al 1937, le sue prime macchine fecero il loro debutto in molti bar di Milano. Un momento cruciale fu il 1944, quando Achille brevettò la sua innovativa macchina da caffè. Solo tre anni dopo, nel 1947, aprì la sua fabbrica, la Brevetti Gaggia.Il suo primo design, noto come Classico, poteva funzionare a gas o elettricità ed era destinato esclusivamente all'uso nei bar. Ma la visione di Gaggia non si fermò lì: intorno al 1948, fu prodotto un modello a due manici per uso domestico. Questo permetteva di creare pressione nel contenitore dell'acqua calda semplicemente spingendo le due leve, spingendo a sua volta l'acqua nel macinato. Questo modello casalingo si rivelò molto popolare negli anni '50.L'evoluzione continuò con il successivo modello Gilda (1952-54), così chiamato in onore del celebre film con Rita Hayworth. Un'altra pietra miliare fu raggiunta nel 1954, quando la macchina prodotta da Ambrogio Fumagalli per Gaggia divenne la prima a produrre due caffè allo stesso tempo, facilitando notevolmente il lavoro nei bar.Le macchine espresso Gaggia non erano solo strumenti funzionali; erano anche vere e proprie icone di stile. Utilizzando forme mutuate dallo stile automobilistico e aeronautico, diedero alla tradizionale preparazione del caffè un fascino prima sconosciuto, trasformando un semplice gesto quotidiano in un'esperienza di design e innovazione.

  22. 109

    EP.109 RICHARD BUCKMINSTER FULLER Scienza del Design e Dymaxion

    Benvenuti al nostro podcast! Oggi ci immergiamo nel mondo di un vero visionario, Richard Buckminster Fuller, nato nel Massachusetts nel 1895 e scomparso in California nel 1983. Fin da giovane, tra studi di matematica a Harvard e l'Accademia Navale di Annapolis, Fuller iniziò a sviluppare un suo "concepimento teoretico" unico, che lo portò a proporre idee audaci come la "focena volante su trampoli jet" già nel 1932. Dopo aver lasciato l'esercito nel 1922, un fallimento finanziario e la tragica perdita della figlia di quattro anni lo spinsero a dedicarsi instancabilmente alla ricerca di "soluzioni universali ai problemi sociali".Nel cuore della sua filosofia c'era l'ambizione di sviluppare una vera e propria "scienza del design". Il suo obiettivo? Creare le soluzioni più efficaci con il minimo consumo di energia e materiali, un principio che chiamò "Dymaxion", fusione di "dynamic" (dinamico) e "maximum efficiency" (massima efficienza). Questa concezione si basava sul principio del Modern Movement di ottenere "il massimo col minimo".Fuller non fu solo un teorico. Fondò la 4D Company per dare vita ai suoi progetti, fu direttore e editore della rivista Shelter e guidò la Dymaxion Corporation. Qui nacquero i prototipi delle sue macchine aerodinamiche, ispirate al design aeronautico, inclusa l'iconica automobile Dymaxion del 1934. Questo veicolo prometteva accelerazioni da 0 a 60 miglia in tre secondi e un consumo di 30 miglia a gallone, anche se purtroppo non raggiunse mai la produzione in serie per difetti di progettazione.Il suo ingegno si estese anche all'edilizia. Dopo aver sviluppato il concetto di Dymaxion House, nel 1945 inventò la Wichita House, un'abitazione prefabbricata in metallo che ricevette decine di migliaia di ordini. Anche qui, i sostenitori si scoraggiarono per i ritardi nel perfezionamento del progetto, e l'idea venne accantonata.Ma l'invenzione che lo rese celebre in tutto il mondo fu la cupola geodetica del 1949. Questa struttura rivoluzionaria, che ancora oggi trova ampia applicazione in settori industriali, militari ed espositivi, è l'unico esempio di cupola che può essere installata direttamente a terra come struttura completa. Rappresenta l'incarnazione perfetta del principio "di più a meno": richiede minime quantità di materiali, è facile da trasportare e assemblare, e offre la massima efficienza nell'uso dello spazio, senza limiti di dimensioni. Per la sua produzione, Fuller fondò la Geodesic Inc.Fuller fu un prolifico comunicatore, un umanista e un "polimatematico". Fu anche la prima persona a coniare la celebre espressione "astronave Terra". Credeva fermamente che le capacità creative dell'uomo fossero illimitate e che, attraverso la tecnologia e il design, si potessero abbattere le barriere fisiche e metafisiche, spingendo l'espansione umana verso un futuro positivo. Un uomo la cui eredità continua a ispirarci a pensare in grande e a creare "più con meno"!

  23. 108

    EP.108 NAOTO FUKASAWA Architetto dell'Interazione Uomo-Tecnologia

    Benvenuti all'episodio di oggi! Vi presentiamo un pioniere del design industriale, Naoto Fukasawa, nato a Kofu, Giappone, nel 1956. La sua formazione presso la Tama Art University lo ha preparato a ridefinire il modo in cui interagiamo con la tecnologia.La sua carriera è costellata di successi: da capo designer della sezione Ricerca e Sviluppo presso la Seiko Epson Corporation, Fukasawa è poi approdato a ID Two, in seguito conosciuta come IDEO. Qui, ha guidato un team che ha plasmato un linguaggio visivo coerente per i prodotti NEC, dai computer ai proiettori a cristalli liquidi, ottenendo prestigiosi premi G Mark e Hanover iF. La sua influenza si è estesa anche alla Apple Computer, dove ha contribuito a sviluppare un nuovo stile di design, armonizzando la forma ergonomica con le azioni dell'utente.Tra le sue creazioni più significative spicca il Left Ventricular Heart Assist del 1990. Questo non è un semplice dispositivo medico; è un computer esterno che controlla un cuore artificiale per pazienti convalescenti. Fukasawa stesso non lo definisce un "tipo di design pulito utile alla medicina", ma piuttosto un oggetto eccezionale, solido e affidabile, progettato per assicurare il continuo battito cardiaco, senza lasciare nulla al caso.Ex direttore del design di IDEO Japan, Fukasawa è profondamente affascinato dall'interazione tra uomo e tecnologia. La sua filosofia è intrigante: crede che "la perfezione sia ammettere a se stessi l'esistenza dell'imperfezione". Questa visione ha guidato molte delle sue collaborazioni, inclusa quella con Sam Hecht, nato nel 1969, con cui ha realizzato numerosi oggetti volti a umanizzare proprio la tecnologia informatica.Sintonizzatevi per scoprire di più su questo visionario che ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del design!

  24. 107

    EP.107 FSB Design e Funzionalità per la Mano

    Ciao! Benvenuti in un viaggio affascinante nel mondo del design dove la funzionalità si fonde con l'ergonomia, concentrandosi sulla forma più intima e versatile: la mano umana.In questo episodio, esploreremo la storia di FSB, un'azienda tedesca fondata nel 1881 a Brakel da Franz Schneider. Nata inizialmente per produrre oggetti religiosi e accessori in ottone, FSB si è rapidamente affermata nel campo della ferramenta. Nei primi anni del XX secolo, l'azienda ha ampliato la sua offerta per includere accessori per porte e finestre, ma il vero salto di qualità è avvenuto con l'introduzione di una linea di prodotti "modellati sulla mano", ideati dal loro designer interno, Johannes Potente.Questa filosofia, che mette al centro il comfort e l'adattabilità all'anatomia umana, è stata così fondamentale da confluire nel celebre manuale "La buona presa". Questo testo fondamentale afferma che "Ogni oggetto progettato per essere stretto deve essere pensato per i bisogni specifici del pollice, dell'indice, del polpastrello del pollice e del palmo della mano". Un principio avallato anche da Otl Aicher, cofondatore della rinomata Hochschule für Gestaltung di Ulm, il quale ha riconosciuto che il tratto distintivo che unisce tutti i design FSB è proprio la mano umana.Vi racconteremo anche come designer di calibro internazionale abbiano lasciato il loro segno in FSB. Tra questi, Dieter Rams, il primo designer esterno a collaborare con l'azienda, ha creato dodici accessori seguendo il suo inconfondibile credo: "senza pretese è meglio che sfarzoso, incolore è meglio che pacchiano, l'armonia è meglio della dissonanza, l'equilibrio è meglio dell'esagerazione". Questa logica ha guidato la creazione di prodotti iconici come la Series 1, 2, 3 rgs in alluminio e termoplastica, lanciata nel 1986. Nel corso degli anni, FSB ha continuato a collaborare con menti creative come Jasper Morrison, Philippe Starck, Franco Clivio, Hartmut Weise, Nicholas Grimshaw ed Enrik Magnussen, producendo design che spaziano dal meramente funzionale al profondamente scultoreo, capaci di soddisfare una vasta gamma di gusti, sempre con l'attenzione rivolta alla perfetta interazione con l'utente.Sintonizzatevi per scoprire come FSB abbia trasformato l'idea di un semplice accessorio in un'esperienza tattile e funzionale, elevando il design al servizio della mano.

  25. 106

    EP.106 FROGDESIGN Innovazione e Filosofia del Design

    Benvenuti a un episodio speciale dedicato a uno dei nomi più influenti nel mondo del design: Frogdesign!Fondato nel 1969 ad Altensteig, in Germania, dal visionario designer tedesco Hartmut Esslinger, questo studio di consulenza, originariamente noto come Esslinger Design, ha rapidamente scalato le vette del settore, diventando un punto di riferimento nel design di prodotti di consumo. Fin dai suoi esordi, Frogdesign ha attratto clienti di calibro internazionale come Sony, AEG, Zeiss, Olympus e la leggendaria Apple Computer.L'azienda ha consolidato la sua presenza globale nel 1982, adottando il nome Frogdesign (un acronimo che richiama la Federal Republic of Germany) con l'apertura di un ufficio a Campbell, in California, per servire la fiorente Silicon Valley. Il successo non si è fatto attendere: nel 1983, Frogdesign ha siglato un innovativo "contratto da un milione di dollari" con Apple, un evento senza precedenti per l'epoca.Ma ciò che ha distinto Frogdesign non è stata solo la sua clientela d'élite. Negli anni '70 e '80, lo studio ha rivoluzionato il marketing del design, lanciando campagne pubblicitarie accattivanti su riviste specializzate, accrescendo enormemente la sua fama. Non solo, Frogdesign ha sempre guardato al futuro, reinvestendo massicciamente in macchinari informatizzati, posizionandosi all'avanguardia della tecnologia del design. La sua espansione ha toccato anche l'Asia, con l'apertura di un ufficio a Tokyo per rispondere alle esigenze del dinamico mercato giapponese dell'elettronica di consumo.Lo stile distintivo di Frogdesign, ora semplicemente chiamato Frog, è una fusione affascinante: combina il rigore funzionalista del Modern Movement, ispirato dalla Bauhaus e dalla Hochschule für Gestaltung di Ulm, con forme organiche e un tocco di estro. Questo razionalismo è spesso arricchito da elementi visivamente espressivi e talvolta bizzarri, che fanno riferimento diretto alla funzione del prodotto, come si è visto nel Personal Communicator del 1992 per AT&T, caratterizzato da elementi simili a orecchie.Per Hartmut Esslinger, il design va oltre la mera estetica industriale. Egli crede fermamente che il design debba essere non solo creativo, ma soprattutto un potente strumento per potenziare le capacità delle persone. La sua filosofia è chiara: "Lo scopo del design è di rendere più umano il nostro ambiente artificiale. Il mio obiettivo è e sempre è stato di rendere dei prodotti convenzionali forme d'arte". Sintonizzatevi per scoprire come questa visione ha plasmato il mondo in cui viviamo!

  26. 105

    EP.105 FRAZER DESIGNERS Tra Tecnologia ed Emozione

    Benvenuti al nostro podcast dedicato al design e all'innovazione! Oggi esploriamo la storia e la filosofia di uno studio che ha plasmato il volto dell'elettronica di consumo moderna: Frazer Designers.Fondato a Londra nel 1978 da Stephen Frazer, un visionario formatosi alla Central School of Arts & Crafts e al Royal College of Art, questo studio si è specializzato fin da subito nel design di prodotti elettronici avanzati.Pensate agli albori dell'era digitale: Frazer Designers è stata protagonista! Dal 1983, hanno lavorato con Psion, dando vita alla prima agenda elettronica che ha ridefinito la gestione personale. Intorno al 1987, la loro influenza si è estesa al nascente mondo della comunicazione mobile, realizzando design per i primi cellulari prodotti da NEC, un settore in cui continuano a innovare ancora oggi.Stephen Frazer non vede questi dispositivi solo come oggetti, ma come strumenti essenziali che aprono le porte a un'ampia gamma di servizi. In un mercato dove la tecnologia tende a livellarsi e i prodotti elettronici sono diventati incredibilmente accessibili – pensate ai milioni di telecomandi Sky distribuiti solo un anno dopo il lancio del servizio, descritti da Frazer come una "chiave visibile e tangibile" per accedere ai servizi – il design assume un ruolo sempre più centrale per differenziare un prodotto dall'altro.L'approccio di Frazer Designers è profondamente olistico: non si limitano all'estetica, ma considerano gli aspetti tecnologici ed emotivi come intimamente connessi. Il loro obiettivo? Stimolare i desideri delle persone creando un'identità visiva del prodotto che sia non solo attraente, ma anche capace di incuriosire e connettersi con l'utente. Un viaggio affascinante tra tecnologia ed emozione, che continua a definire il nostro rapporto con gli oggetti che usiamo ogni giorno.

  27. 104

    EP.104 NORMAN FOSTER Architetto e Designer High-Tech

    Benvenuti a un episodio speciale dedicato a uno dei nomi più influenti dell'architettura e del design contemporaneo: Lord Norman Foster.Nato a Manchester, Inghilterra, nel 1935, Foster ha intrapreso un percorso formativo di eccellenza, studiando architettura e urbanistica all'Università di Manchester, dove si è laureato nel 1961. Ha poi proseguito gli studi oltreoceano, conseguendo la laurea all'Università di Yale, nel Connecticut, nel 1963.Lo stesso anno del suo ritorno da Yale, ha co-fondato a Londra lo studio Team 4 insieme a Richard Rogers, Georgie Wolton e Wendy Cheesman. Questo è stato solo l'inizio di una carriera straordinaria. Nel 1967, ha fondato in autonomia la Foster Associates, e dal 1968 al 1983, ha collaborato intensamente con il visionario Richard Buckminster Fuller.La sua fama internazionale è cresciuta esponenzialmente. Nel 1977, ha ricevuto il prestigioso premio del Royal Institute of British Architects per l'edificio per uffici in vetro scuro realizzato per Willis Faber & Dumas a Ipswich tra il 1973 e il 1975. Tra i suoi innumerevoli progetti architettonici di risonanza globale spicca il nuovo Parlamento tedesco a Berlino, completato tra il 1995 e il 1999.Ma il genio di Foster non si limita all'architettura su larga scala. Anche i suoi design, noti per una forte estetica High-Tech, hanno lasciato il segno. Tra questi troviamo i mobili Nomos (1986-88) per Tecno e le eleganti lampade prodotte per Erco (1986). Altri esempi di design illuminotecnico con forti qualità architettoniche includono il sistema RA (1988) per Artemide e Saturn (1999) per Guzzini.Foster è anche un pioniere delle tecnologie a risparmio energetico. Il suo interesse in questo campo ha portato alla realizzazione dell'elegante generatore eolico Enercon E66 Wind Energy Converter, che nel 1999 è stato selezionato dal Design Council come Millennium Product.In sintesi, l'architettura e i design di Foster si distinguono per la loro eleganza e logica, celebrando la modernità attraverso l'uso audace di materiali d'avanguardia e lo sfruttamento delle tecniche di costruzione più avanzate. Un vero maestro che continua a plasmare il nostro ambiente costruito con visione e innovazione.

  28. 103

    EP.103 FORD Storia di Ford e della Model T

    Benvenuti! Nel nostro episodio di oggi, vi condurremo attraverso il viaggio straordinario di un'azienda che ha messo il mondo su ruote. Fondata a Detroit, Michigan, nel giugno del 1903, la Ford Motor Company nacque dalla visione ambiziosa di Henry Ford (1863-1947), il cui obiettivo primario era costruire un veicolo a motore così economico che fosse accessibile a tutti.Nonostante non abbia inventato l'automobile, Ford la rese disponibile a milioni di persone, sfruttando innovazioni precedenti come il processo Martin-Siemens per l'acciaio e l'apertura di una vasta rete di stazioni di rifornimento grazie all'oleodotto lungo la valle del fiume Allegheny. La prima vettura fu venduta a solo un mese dalla fondazione, descritta come "l'automobile migliore sul mercato così semplice che anche un bambino di quindici anni potrebbe guidarla".Dopo aver sperimentato vari modelli – con alcuni successi come la Model N e qualche fiasco come la costosa Model K – e aver compreso che il futuro risiedeva nelle vetture economiche, nell'ottobre del 1908 nacque la fondamentale Model T. Descritta da Henry Ford come la "vettura universale", questa automobile economica e affidabile fu un successo istantaneo. Per soddisfare l'enorme domanda, Ford introdusse un sistema di produzione a compartimenti, proponendo il concetto di catena di montaggio, che ridusse drasticamente i tempi di assemblaggio. Questo approccio, noto come Fordismo, permise di produrre oltre 15 milioni di Model T tra il 1908 e il 1927. È interessante notare come Ford abbia anche lottato legalmente e vinto contro George Selden per i diritti sul brevetto delle automobili, liberando l'intera industria automobilistica da ciò che era diventato un ostacolo al suo progresso.Successivamente, la Model A (così chiamata in ricordo della prima auto Ford) diede priorità a sicurezza e comfort, diventando nota per il suo profilo morbido come "baby Lincoln", e ne furono prodotti 5 milioni di esemplari prima di cedere il passo al V-8 nel 1932, nonostante le vendite fossero ostacolate dalla Grande Depressione. Nel 1948, Ford lanciò la F-Series, un camioncino "built stronger to last longer" ('costruito più forte per durare più a lungo'). Questa serie è tuttora il veicolo più venduto del Nord America, con oltre 27 milioni di esemplari venduti fino ad oggi. In Europa, Ford si è distinta per le sue pratiche automobili "alla portata di tutti", Escort e Fiesta soprattutto.L'azienda ha continuato a innovare nel design, introducendo nei tardi anni '90 un nuovo approccio noto come "New Edge Design", caratterizzato da "superfici lisce e scolpite con motivi chiari e vivaci", dando vita a vetture come la Ka, Puma, Cougar e la Focus, quest'ultima votata auto dell'anno in Europa nel 1999 e in America nel 2000. Ford guarda anche al futuro e al passato: ha commissionato al product designer Marc Newson il progetto di un prototipo per il XXI secolo, la Ford 012C, che presenta molti dettagli fantasiosi come un vano bagagli estraibile e un singolo faro LCD. Amando ricollegarsi al passato, la sua nuova Thunderbird è un affascinante esempio di design retrò, reinterpretazione del leggendario originale degli anni '50.Infine, esploreremo l'impegno attuale di Ford verso la sostenibilità e i temi ambientali, con l'impegno a produrre una nuova generazione di veicoli destinati a ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Sintonizzatevi per scoprire la storia di un marchio che non smette di evolvere!

  29. 102

    EP.102 FLOS Storia del design italiano

    Benvenuti! Oggi esploreremo la genesi e l'evoluzione di un gigante dell'illuminazione: Flos.Fondata nel 1962 a Merano, in Italia, Flos nasce da un'idea rivoluzionaria. Alla fine degli anni '50, un innovativo rivestimento plastico a spruzzo, chiamato "Cocoon" (che significa "bozzolo"), fu sviluppato negli Stati Uniti e importato in Italia da Arturo Eisenkeil. Alla ricerca di nuove applicazioni per questo materiale unico, Eisenkeil si unì nel 1962 a due pionieri del mobile d'avanguardia, Dino Gavina e Cesare Cassina, dando vita a Flos, un'azienda dedicata alla produzione di lampade.Fin da subito, Flos si distinse per la sua visione audace. La prima linea di lampade, lanciata nello stesso anno della fondazione, fu disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Questi fratelli, insieme a Tobia Scarpa, furono anche i creatori delle prime lampade realizzate proprio con il materiale Cocoon. Il successo di Flos non si basava solo sui prodotti eccezionali, ma anche su una forte identità aziendale. I primi cataloghi, veri capolavori, furono curati dal graphic designer Max Huber, mentre gli interni dello showroom milanese furono realizzati dai fratelli Castiglioni nel 1968.Il percorso di crescita di Flos continuò con un passo significativo nel 1974, quando acquisì Arteluce, un'altra importante azienda del settore fondata da Gino Sarfatti. Da quel momento, l'innovazione e la collaborazione con i grandi nomi del design non si sono mai fermate. Lampade iconiche sono nate dalla mente di designer del calibro di Mario Bellini, Matteo Thun, Marc Newson, Jasper Morrison, Antonio Citterio e Konstantin Grcic. Nel 1988, Philippe Starck progettò la celebre lampada Arà, seguita dalla Miss Sissi.Il riconoscimento per l'eccellenza è arrivato anche attraverso premi prestigiosi: nel 1994, la lampada da parete Drop di Marc Sadler, un pezzo all'avanguardia del 1993, fu insignita del Compasso d'Oro. L'azienda stessa ricevette un altro Compasso d'Oro per il suo incessante impegno nell'innovazione. Ancora oggi, molte delle lampade di Flos, in particolare quelle di Achille Castiglioni, sono considerate esempi classici del design italiano. La loro continua popolarità è una chiara testimonianza dell'eccellenza estetica e tecnica che da sempre contraddistingue i prodotti Flos.Sintonizzatevi la prossima volta per un nuovo capitolo di "Design Luminoso"!

  30. 101

    EP.101 SKAI FISKARS un'azienda finlandese con origini nel XVII secolo come ferriera

    Benvenuti al nostro podcast di design e innovazione! Oggi vi portiamo in un viaggio affascinante nel tempo per scoprire la storia di Fiskars, un nome che per molti è sinonimo di qualità e design intelligente.Immaginate: siamo nel 1649, nel sud della Finlandia, quando Peter Thorwöste fonda le ferriere che daranno vita a quella che oggi è la più antica industria finlandese. Per secoli, Fiskars ha plasmato il ferro, evolvendosi e, già dal 1820, producendo stoviglie, coltelli e, naturalmente, forbici di alta qualità.Ma la vera svolta globale arriva nel 1967, quando il mondo intero conosce le ormai leggendarie forbici O-Series dai manici arancioni, il cui prototipo risale al 1963. Questo iconico strumento, il cui prototipo dei manici ergonomici in ABS fu realizzato in legno, nasce dalla visione dell'ingegnere e intagliatore in legno Olof Bäckström. Il suo design fu così rivoluzionario da guadagnarsi l'appellativo di "Classic", e le forbici Fiskars si sono poi moltiplicate in una vasta linea di ben 18 modelli, inclusi quelli per sarti e per mancini, prodotti su licenza in ogni angolo del pianeta.Sotto la guida di Olavi Lindén (dal 1946), il team di design di Fiskars non si è fermato qui. Negli anni, ha dato vita a una linea di attrezzi da giardinaggio pluripremiata, nota come Clippers (1996). Questi attrezzi sono la testimonianza tangibile dell'impegno profondo di Fiskars: la ricerca della qualità e l'applicazione sistematica del principio ergonomico per creare oggetti che siano sempre facili, sicuri e gradevoli da usare.Fiskars non è solo un'azienda, ma una storia di innovazione continua, un ponte tra tradizione e futuro, dove ogni oggetto è pensato per migliorare la vita quotidiana.

  31. 100

    EP.100 FIAT Storia e Successi

    Ciao! Ti presentiamo un viaggio affascinante nella storia di un gigante dell'industria.Scopri la Fiat, fondata a Torino nel 1899 come Fabbrica Italiana Automobili Torino, grazie a un gruppo di investitori tra cui il visionario Giovanni Agnelli. Nata per vetture di lusso e trionfi nelle corse, si affermò rapidamente come la maggiore industria automobilistica italiana e uno dei maggiori gruppi industriali del mondo, con una gamma che spaziava da autobus e treni a trattori e aerei.Ascolta come la Fiat si espande, costruendo la sua prima fabbrica americana nel 1909 a Poughkeepsie. Ma il vero salto di qualità arriva con l'apertura del Lingotto nel 1922, il più grande impianto produttivo europeo dell'epoca, dove, grazie al sistema della catena di montaggio, l'automobile divenne un bene accessibile a molti, non più solo a pochi. Questo obiettivo di democratizzare l'auto ha plasmato l'azienda per decenni.Rivivi il successo della Fiat 500 "Topolino", lanciata nel 1936 e progettata da Dante Giacosa. Con le sue linee arrotondate e una produzione di oltre 519.000 esemplari fino al 1955, fu la più piccola vettura di serie mai prodotta al mondo. Dopo la guerra, l'obiettivo fu chiaro: fabbricare vetture economiche con motori di dimensioni ridotte, perfette per l'Italia del dopoguerra. Nacquero così modelli iconici come la Fiat 600 (1935) e la Fiat Nuova 500 (1957), che, prodotte in milioni di esemplari, divennero il simbolo del miracolo economico italiano.Il racconto continua negli anni '70 e '80, con l'introduzione delle prime linee di montaggio robotizzate nel 1978 nelle fabbriche di Rivalta e Cassino. Nel 1979, la Fiat Auto SpA prende forma, riunendo marchi prestigiosi come Lancia, Ferrari, Autobianchi e Abarth. Gli anni '80 vedono nascere altre icone tra le utilitarie come la Fiat Panda (1980), la Fiat Uno (1983) – progettata da Giorgetto Giugiaro e diventata la vettura Fiat più venduta della storia – e la Fiat Punto (1993). Non perderti la rivoluzionaria Multipla del 1999, una monovolume anticonformista a sei posti votata Auto dell'Anno 2000 dalla BBC. Il segreto di questi design altamente innovativi? Il centro di Advanced Design della Fiat, dove un team di giovani progettisti plasma il futuro dell'automobile.Questo e molto altro ti aspetta in ogni puntata!

  32. 99

    EP.99 FERRARI Nascita di una Leggenda Italiana

    Ciao! Benvenuti! Oggi, ci immergiamo nel mondo di un'icona italiana: la Ferrari.Fondata nel 1929 a Modena dal visionario Enzo Ferrari (1898-1988), questa azienda è molto più di un semplice costruttore di auto. Enzo, che aveva iniziato la sua carriera in Alfa Romeo come collaudatore e poi pilota della divisione corse, creò inizialmente la Scuderia Ferrari proprio nel 1929 per supportare i piloti nelle competizioni automobilistiche. Quella che era nata come una squadra corse si trasformò nel 1940 nella Auto Avio Costruzioni Ferrari e, dopo il trasferimento dell'officina a Maranello nel 1943, prese il nome definitivo di Ferrari alla fine della guerra.Il debutto sulle piste fu trionfale: la 125 GT Sport conquistò il Gran Premio di Roma nel 1947, segnando l'inizio di una leggenda. L'esperienza accumulata nelle corse è sempre stata un pilastro fondamentale, influenzando direttamente lo sviluppo delle auto da strada. Non a caso, nel 1972, fu costruita la pista di Fiorano accanto alla fabbrica, un laboratorio vivente per testare le leggendarie auto di Formula 1 e le Gran Turismo.Enzo Ferrari desiderava creare "espressioni di superba ingegneria" e "automobili che si fanno desiderare", unendo prestazioni straordinarie a linee belle e seducenti. Modelli iconici che sono perfette espressioni del design italiano, come la leggendaria 250 GT (1960), la Testarossa (1984) e la Maranello 550 (1996), sono stati capolavori di stile, spesso squisitamente modellati da Pininfarina per decenni. Anche dopo la vendita del 50% dell'azienda alla Fiat nel 1969 (quota aumentata al 90% nel 1988), Enzo mantenne una forte autonomia, garantendo che la visione originale e la passione per l'eccellenza rimanessero intatte.Unisciti a noi per scoprire come l'ingegneria, il design e la pura passione per la velocità hanno plasmato una delle marche più amate e riconoscibili al mondo.

  33. 98

    EP.98 EUCLID Storia degli Autocarri

    Benvenuti a questa puntata speciale, dove vi portiamo nel cuore dell'innovazione ingegneristica che ha plasmato il trasporto pesante. Scoprirete la storia di un pioniere, Euclid, fondata nel lontano 1931 a Euclid, Ohio (USA).Già nel 1933, questa azienda sfornò il primo autocarro in grado di svolgere un lavoro maggiore a costi inferiori rispetto ai camion convenzionali. La sua reputazione crebbe esponenzialmente, in particolare quando i suoi mezzi furono impiegati nella monumentale costruzione della diga Hoover tra il 1930 e il 1936. L'innovazione non si fermò: nel 1934 venne lanciato il primo camion da 20 tonnellate specificamente per il trasporto di carbone.Negli anni '40, il nome "EUC" era ormai diventato sinonimo di autocarro con cassone ribaltabile, testimoniando la sua leadership indiscussa nel settore. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Euclid dimostrò la sua versatilità producendo macchine per l'esercito americano. Subito dopo, diede il via alla produzione tramite catena di montaggio di mezzi fuoristrada con una portata impressionante di 40 tonnellate.La sete di potenza e capacità spinse Euclid oltre i limiti. Nel 1949, per superare le restrizioni di velocità e portata imposte dai motori dell'epoca, sviluppò l'ingegnoso sistema "Twin Power", utilizzando due motori diesel affiancati. Questa innovazione permise il trasporto di carichi ancora più pesanti, su pendenze più ripide e a velocità notevolmente maggiori.Il suo spirito innovativo continuò a brillare: nel 1968 fu introdotto l'R105, il primo veicolo con una portata fuori strada di oltre 100 tonnellate. E ancor prima, nel 1966, Euclid aveva già sorpreso il mondo con il camion da miniera R260, un vero gigante capace di trasportare ben 260 tonnellate.Preparatevi ad immergervi nella saga di Euclid, un nome che ha definito l'eccellenza nel trasporto pesante, superando continuamente i confini del possibile.

  34. 97

    EP.97 HARTMUT ESSLINGER designer tedesco che ha avuto un impatto significativo sul design industriale

    Ti sei mai chiesto chi c'è dietro l'estetica iconica di alcuni dei prodotti tecnologici più influenti? Scopri la storia di Hartmut Esslinger, un visionario nato in Germania nel 1944, la cui mente ha plasmato il futuro del design industriale.Dopo studi in elettrotecnica e design, Esslinger ha fondato il suo studio nel 1969 ad Altensteig, guadagnando presto riconoscimento internazionale con i suoi design "dematerializzati" e la moderna estetica, come dimostrato dal sistema hi-fi Concept 51K per Wega nel 1975. Wega, il suo primo cliente, fu poi acquistata da Sony, introducendolo al fiorente mercato dell'elettronica giapponese. Inizialmente influenzato dall'approccio funzionalista della Hochschule für Gestaltung di Ulm, Esslinger era anche spinto dal desiderio di superare i "sentimenti prevalenti nella Germania degli anni '60" e di trovare una nuova prospettiva per il design, oltre ciò che era già noto.Nel 1982, il suo studio si è trasformato in Frogdesign (un omaggio alla Repubblica Federale di Germania), e ha aperto le porte in California, a Campbell, per immergersi nel fiorente ecosistema della Silicon Valley. Qui, nel 1984, il suo team ha creato il classico Macintosh biancastro per Apple Computer, un design che ha ridefinito i parametri estetici del personal computer.L'espansione di Frogdesign è stata rapida e globale, con l'apertura di un altro studio a Tokyo due anni dopo e, negli anni '90, in altri "punti caldi" dell'industria avanzata: dalla "Silicon Prairie" ad Austin in Texas alla "Silicon Alley" di New York, passando per "Media Gulch" a San Francisco e la "Silicon River" a Düsseldorf. Il lavoro dello studio ha spaziato ben oltre i computer, toccando macchine fotografiche, sintetizzatori, binocoli, attrezzature di comunicazione e mobili da ufficio per clienti di calibro mondiale come RCA, Kodak, Polaroid, Motorola, Seiko, Sony, Olympus, AT&T, AEG, König und Neurath, Erco, Villeroy & Boch, Rosenthal e Yamaha.Il cuore della filosofia di Esslinger risiede nella ricerca di forme scultoree che "umanizzano la tecnologia" e creano prodotti di facile impiego, talvolta arricchite e rese meno fredde da notazioni figurative. La sua visione è sempre stata profondamente internazionale, riconoscendo il valore unico del "lavoro di gruppo degli orientali, la disciplina europea, la precisione tedesca, l'ottimismo americano e la follia californiana". Questo mix eclettico ha dato vita a un'impresa creativa originalissima, una vera fusione di stimoli culturali diversi.Unisciti a noi per esplorare come Hartmut Esslinger e Frogdesign abbiano rivoluzionato il nostro modo di interagire con la tecnologia, rendendola più accessibile e piacevole attraverso un design senza tempo.

  35. 96

    EP.96 L. M. ERICSSON Storia dell'Innovazione nella Telefonia

    Benvenuti al nostro viaggio nella storia di un gigante svedese delle telecomunicazioni. Fondata a Stoccolma nel lontano 1876 da Lars Magnus Ericsson, l'azienda iniziò come un modesto laboratorio di riparazioni per telegrafi. Ma la visione di Ericsson andava oltre: già nel 1878, l'azienda si avventurò nella produzione di telefoni, ispirandosi ai primi prototipi di Alexander Graham Bell. Presto, non solo produceva telefoni, ma li progettava autonomamente, introducendo sul mercato i primi modelli con trasmittente e ricevente integrati in un unico corpo.Il suo spirito innovativo non si fermò. Nel 1909, lanciò il celebre telefono a culla, un design che conquistò l'Europa e divenne sinonimo di prestigio. Gli anni '30 videro l'azienda spingersi ancora più avanti, commissionando all'artista Jean Heilberg e all'ingegnere Johan Christian Bjerknes la creazione di un telefono in bachelite. Nonostante non fosse il primissimo telefono in plastica, il suo design scultoreo fu rivoluzionario e ispirò persino il successivo modello Bell 300 di Henry Dreyfuss.Ma la vera icona arrivò tra il 1940 e il 1954: l'Ericofon. Sviluppato da Hugo Blomberg, Ralph Lysell e Gösta Thames, questo telefono integrava auricolare, microfono e disco combinatore in un unico oggetto d'arte. Grazie all'uso di materiali leggeri come plastica, gomma e nylon e alla miniaturizzazione dei componenti, l'Ericofon si affermò come il telefono monoblocco più popolare per oltre tre decenni.Oggi, questa azienda continua a essere un pilastro dell'innovazione nel settore delle telecomunicazioni, con oltre 100.000 dipendenti. Mantiene un ruolo di primo piano, specialmente nella telefonia mobile, coprendo il 40% del mercato mondiale. È all'avanguardia nella tecnologia WAP (Wireless Application Protocol), che funge da ponte tra telefonia mobile e Internet, e ha introdotto prodotti innovativi come l'R320, il suo primo telefonino dotato di browser WAP. Un'eredità di innovazione che continua a modellare il nostro mondo connesso.

  36. 95

    EP.95 ERGONOMI DESIGN GRUPPEN Ergonomia e Innovazione Svedese

    Benvenuti nel mondo dell'ergonomia e dell'innovazione svedese! Oggi esploriamo la storia affascinante di Ergonomi Design Gruppen, uno studio fondato a Stoccolma nel 1979, nato dalla fusione di due pionieristici gruppi di design, il Designgruppen e l'Ergonomi Design, entrambi attivi dalla metà degli anni '60.Con una squadra di 14 membri e la sua base a Bromma, questo collettivo si è dedicato fin da subito a una missione chiara: sviluppare design sicuri, affidabili ed efficienti, sempre radicati in solidi principi ergonomici. Non si limitano all'estetica; la loro metodologia prevede un'approfondita analisi dei problemi utente-sistema, arrivando persino a costruire modelli in scala per testare i loro design in situazioni sperimentali.Dietro molte delle loro creazioni di successo ci sono due figure chiave, Maria Benktzon (nata nel 1946) e Sven-Eric Juhlin (nato nel 1940). Già nel 1972, questi due fondatori intrapresero ricerche rivoluzionarie sulla capacità muscolare legata alle azioni di afferrare e trattenere, specializzandosi così nel design per persone con disabilità.Non sorprende quindi che tra i loro oggetti di design più celebri spicchi la serie di posate, bicchieri e piatti "Eat and Drink", prodotti per RSFU Rehab e pensati proprio per essere utilizzati da disabili. Ma la loro influenza non si ferma qui. Hanno all'attivo numerosi design premiati, come la Genotropin Pen per Pharmacia & Upjohn, una caffettiera ergonomica per SAS, la linea di utensili "Ergo" per Sandvik, un passeggino per Babybjörn e persino una pinzatrice ergonomica per Esco. Lo studio è inoltre riconosciuto per aver progettato macchine capaci di ridurre il rischio di infortuni dovuti a sforzi ripetitivi.La filosofia che guida Ergonomi Design Gruppen è chiara e potente: "Il design non è solo apparenza. È forma, funzione ed economia. Lo sviluppo coscienzioso di un prodotto può far aumentare le vendite, ridurre i costi di produzione, aprire nuovi mercati e migliorare la qualità. Il design diventa uno strumento strategico per il successo".Unisciti a noi per scoprire come l'ergonomia può davvero trasformare la vita quotidiana e diventare una leva strategica per l'innovazione!

  37. 94

    EP.94 ERCO Storia e Luce Architettonica

    Benvenuti all'episodio di oggi, dove esploreremo la storia e l'innovazione di un nome che ha ridefinito il modo in cui percepiamo lo spazio attraverso la luce. Parliamo di Erco, un'azienda nata nel 1934 a Lüdenscheid, in Germania, dalla visione di Arnold Reininghaus e la sua fabbrica di lampade.Il vero punto di svolta arriva nel 1968, quando il direttore Klaus Jürgen Maack conia una frase che diventerà il mantra dell'azienda: "Luce, non luminarie". Questa non è solo una filosofia, ma una vera e propria dichiarazione di intenti che eleva la luce a "quarta dimensione dell'architettura", capace di interpretare e dare vita a ogni spazio abitativo.Negli anni '60, Erco si posiziona all'avanguardia con la produzione di sistemi luminosi a faretti, distinguendosi per un design che unisce funzionalità, standardizzazione e la capacità di essere prodotto su vasta scala. Pensate al riflettore 7310 di Heidi e Dieter Witte, un esempio iconico di questo approccio dal 1969-70.I sistemi a binario e gli impianti di illuminazione di Erco, inizialmente installati in grandi manifestazioni, hanno trasmesso un forte senso di strutturalismo tecnico, influenzando profondamente il design nell'intero settore. Nel corso degli anni, molti grandi nomi del design, come Mario Bellini, Knud Holscher, Frogdesign, Norman Foster e Franco Clivio, hanno contribuito a plasmare l'identità luminosa di Erco.Oggi, Erco è un leader indiscusso nell'illuminazione architettonica, con installazioni che impreziosiscono edifici di fama mondiale come il Reichstag di Berlino e il Guggenheim Museum di Bilbao. Un viaggio affascinante attraverso la luce, il design e l'innovazione, che continua a illuminare il nostro mondo.

  38. 93

    EP.93 ELECTROLUX Storia e Design degli Elettrodomestici

    Benvenuti al nostro podcast sulla storia di una delle aziende più iconiche nel mondo degli elettrodomestici: Electrolux. Fondata a Stoccolma, in Svezia, nel 1919, questa azienda è oggi il maggiore produttore mondiale di elettrodomestici, vendendo oltre 55 milioni di prodotti ogni anno in tutto il globo.Tutto ebbe inizio nel 1912, quando Axel Wenner-Gren ideò uno dei primissimi aspirapolvere, il Lux 7. La sua azienda, AB Lux, si fuse poi nel 1919 con Elektromekanista, dando vita a Elektrolux, con Wenner-Gren stesso alla presidenza. Pochi anni dopo, nel 1922, gli ingegneri Baltzar von Platen e Carl Munters rivoluzionarono il settore con la loro macchina refrigerante, capace di trasformare il calore in freddo usando elettricità, kerosene o gas. Questo frigorifero innovativo, inizialmente prodotto in quantità limitate da AB Arctic, fu acquisito da Elektrolux nel 1925, segnando l'inizio di una crescita esponenziale che portò all'apertura di fabbriche in Francia, Gran Bretagna e America.Elektrolux comprese presto l'importanza cruciale del design per distinguersi dalla concorrenza. Già alla fine degli anni '30, commissionò a Raymond Loewy la progettazione di vari prodotti in stile streamline. Negli anni '40, Alvar Lenning introdusse il rivoluzionario tritatutto Assistant, un elettrodomestico multifunzione dalle linee affusolate. Successivamente, designer svedesi come Sixten Sason e Ralph Lysell continuarono questa tradizione con altri design streamline, tra cui il celebre aspirapolvere Model 248 a forma di proiettile del 1943.L'impegno nel design si rafforzò ulteriormente nel 1963 con l'istituzione di una sezione di design interna all'azienda, guidata da Hugo Lindström. Nel corso dei decenni, Electrolux ha espanso la sua presenza sul mercato acquisendo marchi di rilievo come Eureka, Husqvarna, Zanussi e la White Consolidated Inc., che includeva a sua volta Frigidaire, Kelvinator e White Westinghouse. Come ha sottolineato Michael Green, uno dei direttori del design di Electrolux, un serio investimento nel design è fondamentale per non diventare semplici produttori di materie prime, evidenziando come per Electrolux il design coinvolga valori e prospettive aziendali.

  39. 92

    EP.92 KENJI EKUAN Design e Spiritualità

    Benvenuti al podcast che vi porta alla scoperta delle menti più brillanti del design. Oggi esploriamo la figura di Kenji Ekuan, nato a Tokyo, in Giappone, nel 1929. Soprannominato il "Raymond Loewy del Giappone", Ekuan è universalmente riconosciuto come il più importante industrial designer giapponese.La sua storia è un viaggio affascinante: un percorso iniziato con gli studi per diventare monaco buddista, che lo ha poi condotto al mondo del design, laureandosi all'Università Nazionale di Belle Arti e Musica nel 1955. Già nel 1953, insieme ad altri studenti, aveva co-fondato il GK (Groupe Koike) Design Group, un collettivo che ha subito posto l'accento sul design industriale.Dopo un'esperienza di studio in California, nel 1957 è tornato a Tokyo per assumere la presidenza della GK Industrial Associates. Per ben quarant'anni, il gruppo GK ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama mondiale, progettando una vasta gamma di prodotti, tra cui:Motociclette e impianti audio per YamahaPackaging iconici per KikkomanBiciclette per MaruishiMacchine fotografiche per OlympusLe sue attività si sono poi estese al graphic design, alla segnaletica e persino all'urbanistica. Nelle sue numerose pubblicazioni, Ekuan ha sempre ribadito l'importanza di umanizzare la tecnologia, di democratizzare il design e di "cercare l'anima nelle cose materiali". In un connubio unico tra la sua visione di designer di fama mondiale e la sua profonda spiritualità di monaco buddista, Ekuan ha instancabilmente ricercato un legame armonioso tra il mondo materiale e quello spirituale, convinto che il design fosse uno "strumento tangibile di un'alta qualità comunicativa". Sintonizzatevi per approfondire la vita e la filosofia di questo straordinario maestro!

  40. 91

    EP.91 EKCO PRODUCTS COMPANY Storia di Innovazione e Design

    Siete pronti a scoprire come un'azienda centenaria ha rivoluzionato le nostre cucine? Benvenuti all'episodio di oggi che ci porta a Chicago, nel lontano 1888, anno di fondazione di Ekco Products. Per decenni, Ekco ha navigato nelle acque di un mercato sempre più competitivo, quello degli utensili da cucina, dove la tendenza era produrre articoli a basso costo e di durata limitata. Negli anni '20, anche Ekco ha prodotto grandi quantità di questi utensili economici.Ma la svolta inizia a delinearsi. Nel 1935, Ekco introduce una caratteristica apparentemente semplice ma innovativa: cucchiai da cucina con il manico bucato, perfetti per essere appesi! Questa idea originale, sebbene subito copiata dalla concorrenza, ha permesso all'azienda di conquistare preziose quote di mercato.Il vero cambio di paradigma avviene però intorno al 1945. Il presidente di Ekco prende una decisione audace: sviluppare una linea di posate di alta qualità e durata superiore. In un'epoca in cui non esisteva ancora la figura del designer interno all'azienda, l'incarico ricade su un caporeparto e gli ingegneri addetti alla produzione. Il risultato? La leggendaria serie Flint del 1946, realizzata in un'inedita combinazione di acciaio inossidabile e plastica. Nonostante fosse molto più cara dei prodotti della concorrenza, la serie Flint ottiene un successo strepitoso!Questo trionfo non solo spinge Ekco nella posizione di leader di mercato negli anni '50, ma dimostra un concetto fondamentale: il pubblico è disposto a pagare, anche molto di più, per "oggetti quotidiani di buon design". Un principio che ancora oggi risuona forte nel mondo del design. E dal dopoguerra in poi, la visione del design in Ekco è stata plasmata da figure chiave come Richard Latham della Raymond Loewy Associates, già responsabile del packaging della serie Flint, che si è occupato della pianificazione dei progetti per l'azienda. Un viaggio affascinante dalla produzione di massa alla celebrazione del design nella vita di tutti i giorni!

Type above to search every episode's transcript for a word or phrase. Matches are scoped to this podcast.

Searching…

We're indexing this podcast's transcripts for the first time — this can take a minute or two. We'll show results as soon as they're ready.

No matches for "" in this podcast's transcripts.

Showing of matches

No topics indexed yet for this podcast.

Loading reviews...

ABOUT THIS SHOW

Dalla Rivoluzione Industriale a oggi vediamo come il design ha plasmato il mondo che tocchiamo. In 'Brand Di Design', esploriamo l’evoluzione di questa disciplina nata tra le fabbriche dell’800, dove tecnologia e società hanno incontrato l’estetica. Scopriremo insieme come i grandi brand creano oggetti iconici, trasformando bisogni in bellezza e funzionalità in emozione. Non è solo ingegneria: è l’arte di dar forma al futuro, equilibrio tra forma e funzione che definisce la nostra cultura materiale. Pronto a innamorarti della materia che ci circonda? Accompagnaci nel nostro viaggio!

HOSTED BY

Luca Vergani

CATEGORIES

Frequently Asked Questions

How many episodes does Brand Di Design have?

Brand Di Design currently has 40 episodes available on PodParley. New episodes are automatically indexed when they're published to the podcast feed.

What is Brand Di Design about?

Dalla Rivoluzione Industriale a oggi vediamo come il design ha plasmato il mondo che tocchiamo. In 'Brand Di Design', esploriamo l’evoluzione di questa disciplina nata tra le fabbriche dell’800, dove tecnologia e società hanno incontrato l’estetica. Scopriremo insieme come i grandi brand creano...

How often does Brand Di Design release new episodes?

Brand Di Design has 40 episodes. Check the episode list to see recent publication dates and frequency.

Where can I listen to Brand Di Design?

You can listen to Brand Di Design on PodParley by clicking any episode. We provide an embedded audio player for direct listening, and you can also subscribe via your preferred podcast app using the RSS feed.

Who hosts Brand Di Design?

Brand Di Design is created and hosted by Luca Vergani.
URL copied to clipboard!