EPISODE · May 28, 2026 · 22 MIN
7. Alessandra Consolaro | Rileggere il jainismo in Italia
from Akshara Podcast · host Akshara
Forse il valore più grande del Jainismo non consiste nel fornire risposte, ma nel suggerire domande. Quanto è ampia la mostra idea di comunità, include solo gli esseri umani oppure comprende anche animali, piante, gli ecosistemi da cui dipende la nostra vita? Quanto spazio lasciamo alla voce degli altri, quanto siamo disposte a mettere in discussione le nostre abitudini, abitudini di consumo? E soprattutto è possibile vivere in un modo più consapevole, più sobrio, meno violento? Il Jainismo non pretende di essere l’unica risposta a queste domande, ma ci offre un linguaggio e una tradizione millenaria attraverso cui affrontarle. In questo senso studiare il Jainismo oggi non significa guardare a un passato remoto oppure a una cultura esotica, significa interrogare il nostro presente chiederci quale tipo di relazione vogliamo costruire con il pianeta, con noi stessi, e forse per questo una tradizione nata migliaia di anni fa continua ad avere qualcosa di importante da dirci. Alessandra Consolaro è professoressa ordinaria di Lingua e letteratura hindi presso l’Università di Torino. Basandosi su una prospettiva femminista e di critica di genere, la sua ricerca interdisciplinare si concentra sulla storia dell’Asia meridionale, sulla storia della lingua hindi, sullo studio critico e sulla traduzione della letteratura hindi contemporanea. Fa parte del gruppo di ricerca Challenging Precarity: A Global Network e di L&GEND Letteratura e Genere. È responsabile scientifica del gruppo di ricerca Seva nell’ambito del programma Acharya Tulsi Jain presso l’Università di Torino. Tra le sue ultime traduzioni figurano Brace di Jacinta Kerketta (2018), Kumarjiv di Kunwar Narain (2023), Ret samadhi. Oltre la frontiera di Geetanjali Shree (2024).
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Forse il valore più grande del Jainismo non consiste nel fornire risposte, ma nel suggerire domande. Quanto è ampia la mostra idea di comunità, include solo gli esseri umani oppure comprende anche animali, piante, gli ecosistemi da cui dipende la nostra vita? Quanto spazio lasciamo alla voce degli altri, quanto siamo disposte a mettere in discussione le nostre abitudini, abitudini di consumo? E soprattutto è possibile vivere in un modo più consapevole, più sobrio, meno violento? Il Jainismo non pretende di essere l’unica risposta a queste domande, ma ci offre un linguaggio e una tradizione millenaria attraverso cui affrontarle. In questo senso studiare il Jainismo oggi non significa guardare a un passato remoto oppure a una cultura esotica, significa interrogare il nostro presente chiederci quale tipo di relazione vogliamo costruire con il pianeta, con noi stessi, e forse per questo una tradizione nata migliaia di anni fa continua ad avere qualcosa di importante da dirci. Alessandra Consolaro è professoressa ordinaria di Lingua e letteratura hindi presso l’Università di Torino. Basandosi su una prospettiva femminista e di critica di genere, la sua ricerca interdisciplinare si concentra sulla storia dell’Asia meridionale, sulla storia della lingua hindi, sullo studio critico e sulla traduzione della letteratura hindi contemporanea. Fa parte del gruppo di ricerca Challenging Precarity: A Global Network e di L&GEND Letteratura e Genere. È responsabile scientifica del gruppo di ricerca Seva nell’ambito del programma Acharya Tulsi Jain presso l’Università di Torino. Tra le sue ultime traduzioni figurano Brace di Jacinta Kerketta (2018), Kumarjiv di Kunwar Narain (2023), Ret samadhi. Oltre la frontiera di Geetanjali Shree (2024).
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