Fitness e dintorni

PODCAST · health

Fitness e dintorni

News e approfondimenti su fitness, allenamento e alimentazione, incluse le puntate della mia rubrica radio del martedì. www.depascalis.net

  1. 344

    Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-04: Valutazione nutrizionale di base e strumenti di screening

    Lezione numero 04 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.In questa lezione viene affrontato un tema centrale per ogni percorso di prevenzione e intervento: la valutazione nutrizionale di base e l’utilizzo degli strumenti di screening più utili nella pratica.La lezione parte dai metodi di raccolta delle informazioni alimentari e comportamentali, chiarendo il ruolo del 24 Hour Recall, dei questionari di frequenza e dell’osservazione clinica nella costruzione di un primo inquadramento nutrizionale.Viene evidenziato come la valutazione non debba limitarsi al peso corporeo, ma includere anche appetito, cambiamenti ponderali, comportamento alimentare e possibili segnali di malnutrizione o rischio metabolico.Ampio spazio è dedicato agli indicatori antropometrici più utilizzati, come indice di massa corporea, rapporto vita/fianchi, circonferenza vita, circonferenze degli arti e plicometria, con una riflessione sui loro punti di forza, sui limiti e sulla corretta interpretazione clinica. Il modulo approfondisce anche il tema della composizione corporea, del calo ponderale involontario e delle diverse forme di obesità, distinguendo tra aspetti quantitativi e qualitativi del tessuto adiposo e analizzando il legame tra accumulo di grasso, rischio cardiovascolare e infiammazione cronica di basso grado.Una parte importante della lezione è dedicata alla comprensione della cascata fisiopatologica che collega eccesso adiposo, alterazioni metaboliche, steatosi epatica, rischio cardiometabolico e processi infiammatori che possono accompagnare il soggetto lungo il corso della vita.Questa lezione è pensata per chi desidera acquisire strumenti concreti per leggere in modo più completo lo stato nutrizionale di una persona, andando oltre le semplificazioni e imparando a collegare misurazione, prevenzione e interpretazione clinica.

  2. 343

    Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-03: Fisiologia della nutrizione (parte 2)

    Lezione numero 03 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.In questa lezione viene approfondito il ruolo dei grassi, dei micronutrienti e dei meccanismi che regolano fame, sazietà e comportamento alimentare. La lezione parte dalla classificazione dei grassi, distinguendo tra acidi grassi saturi, monoinsaturi, polinsaturi, essenziali e grassi trans, per chiarire in modo semplice ma scientificamente corretto quali differenze esistano tra le diverse categorie lipidiche e perché non tutti i grassi abbiano lo stesso impatto sulla salute.Ampio spazio è dedicato agli acidi grassi essenziali, in particolare omega-3 e omega-6, al loro ruolo strutturale e funzionale, alle fonti alimentari e all’importanza del corretto equilibrio tra questi nutrienti nel mantenimento della salute cardiovascolare, cerebrale e infiammatoria. Il modulo affronta poi il tema dell’acqua, delle vitamine e dei sali minerali, evidenziando il loro ruolo nelle funzioni fisiologiche, nell’idratazione, nella regolazione metabolica e nella prevenzione delle carenze. Viene approfondita in particolare l’importanza del ferro e della vitamina D, due nutrienti chiave spesso coinvolti in condizioni di vulnerabilità nutrizionale. Una parte centrale della lezione è dedicata ai meccanismi biologici della fame e della sazietà, con attenzione a ormoni come grelina e leptina, ai concetti di saziamento e sazietà, e al fenomeno della leptino-resistenza, spesso coinvolto nei circoli viziosi che favoriscono iperalimentazione, aumento del tessuto adiposo e peggioramento del profilo metabolico. Viene inoltre discusso il ruolo dei cibi industriali e ultraprocessati, capaci di alterare i normali sistemi di regolazione dell’appetito, di stimolare i circuiti della ricompensa e di favorire un consumo eccessivo di energia. In questo contesto si inserisce anche l’importanza della varietà alimentare, del microbiota intestinale e del timing dei pasti.La lezione si conclude con una riflessione sulla dieta mediterranea, intesa non come semplice presenza di pane e pasta, ma come modello complessivo fondato su qualità degli alimenti, stagionalità, equilibrio nutrizionale e attività fisica. Questa videolezione è pensata per chi desidera comprendere più a fondo il rapporto tra nutrienti, regolazione dell’appetito e salute metabolica

  3. 342

    Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-02: Fisiologia della nutrizione (parte 1)

    Lezione numero 02 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.In questa lezione vengono approfonditi i principi fondamentali della fisiologia della nutrizione e del metabolismo energetico, con un focus pratico sui fabbisogni dell’organismo e sul ruolo dei principali nutrienti.La lezione parte dal concetto di bioenergetica e dal modo in cui il corpo utilizza l’energia introdotta con gli alimenti per sostenere funzioni vitali, lavoro muscolare, attività mentale e processi di sintesi e regolazione. Vengono inoltre spiegati il metabolismo basale, il bilancio calorico e i criteri con cui si può stimare il fabbisogno energetico individuale.Ampio spazio è dedicato al concetto di MET, utile per comprendere il costo energetico dell’attività fisica e il rapporto tra intensità del lavoro, consumo calorico e consumo di ossigeno.Il modulo affronta poi il ruolo dei macronutrienti: proteine, carboidrati e loro funzioni biologiche, qualità nutrizionale, valore biologico, bilancio azotato e fabbisogni in relazione a età, attività fisica e condizioni fisiologiche particolari.Una parte importante della lezione è riservata ai carboidrati, con approfondimenti su glucosio e fruttosio, glicazione, indice glicemico, carico glicemico e insulino-resistenza, fino ad arrivare ai principali falsi miti che ruotano attorno ai carboidrati, alla fame e al loro impatto metabolico reale.Infine, viene discusso il ruolo della fibra alimentare, la sua importanza per glicemia, sazietà, microbiota e salute intestinale, insieme a una riflessione critica sulle diete low carb e sull’uso eccessivamente semplificato di strategie nutrizionali drastiche.Questa videolezione è pensata per chi desidera comprendere la nutrizione in modo più scientifico, evitando semplificazioni, mode alimentari e falsi miti.

  4. 341

    Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-01: introduzione

    Lezione numero 01 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.In questa lezione saranno affrontate le basi teoriche indispensabili per comprendere davvero il ruolo dell’alimentazione nella salute umana.Partendo dalla differenza tra alimentazione e nutrizione, la lezione approfondisce perché il cibo non rappresenti solo una fonte di energia, ma un insieme di segnali biologici, culturali e comportamentali capaci di influenzare sviluppo, prevenzione, benessere e qualità della vita.Durante la lezione vengono affrontati temi fondamentali come il bilancio energetico, il ruolo di macro e micronutrienti, l’importanza dell’idratazione, il rapporto tra nutrizione e prevenzione, e il modo in cui le esigenze nutrizionali cambiano dall’infanzia alla terza età.Ampio spazio è dedicato anche ai più moderni paradigmi scientifici, come epigenetica, nutrigenetica, nutrigenomica e psiconeuroendocrinoimmunologia, per comprendere come ambiente, stile di vita, attività fisica, stress e alimentazione possano modulare la salute nel breve e nel lungo termine.Si parla inoltre di età cronologica ed età biologica, invecchiamento, senescenza cellulare e strategie utili per promuovere longevità e prevenzione.Questa videolezione è pensata per professionisti, studenti e appassionati che desiderano acquisire una visione più ampia, aggiornata e critica della nutrizione.Tra gli argomenti trattati:- Nutrizione come determinante di salute: prevenzione primaria, secondaria, terziaria- Introduzione all’epigenetica e alla PNEI- Età cronologica ed età biologica- Energia, macro e micronutrienti, biodisponibilità e densità nutrizionale- Approccio “life-course”: finestre critiche- Ruoli e confini professionali: screening, counselling, educazione, monitoraggio

  5. 340

    Dieta ketogenica: i rischi che non vedi

    Affrontiamo una delle diete più discusse degli ultimi anni: la chetogenica. Un nuovo studio su modelli murini mette in luce un paradosso: peso sotto controllo sì… ma con spie metaboliche accese: steatosi epatica, lipidi nel sangue elevati e risposte glicemiche pericolosamente esagerate quando tornano i carboidrati. Cosa significa? Proviamo a capirlo con ordine.

  6. 339

    La dieta vegana danneggia il cuore?

    Smontiamo un equivoco molto diffuso: non tutte le diete “plant-based” fanno bene al cuore. A fare la differenza non è solo quanto vegetale metti nel piatto, ma che tipo di vegetale e quanto è lavorato. Una grande analisi francese su oltre 63 mila adulti lo mostra con chiarezza: plant-based sì, ma con buona qualità nutrizionale e minima trasformazione industriale. 

  7. 338

    Formaggio e salute cerebrale

    In un ampio studio prospettico, chi consumava formaggi ad alto contenuto di grassi e panna intera mostrava un rischio più basso di demenza negli anni successivi. Una sfida alle raccomandazioni tradizionali sul “tagliare i grassi”? Forse, di sicuro non tutti i grassi sono uguali, e la forma alimentare che li veicola conta. “Grasso nel contesto del formaggio” ≠ “grasso isolato”. Occorre tuttavia prudenza, poiché lo studio è osservazionale, e la complessità dei dati più elevata. 

  8. 337

    Alimentazione e benessere intestinale

    L'alimentazione non rappresenta soltanto una fonte di energia, ma è uno strumento per modulare il nostro benessere emotivo, cognitivo e fisico. Questa puntata, registrata durante un incontro sul tema, chiarisce la connessione tra intestino e cervello, analizzando il ruolo cruciale del microbiota e fornendo indicazioni pratiche su come uno stile di vita sano e una dieta varia possano favorire la longevità e l'equilibrio interiore.Sono disponibili slide e approfondimenti al link https://drive.google.com/file/d/1lI9Bb-lAwbDADwRvm1KwmWVKVFPuO4N7/view?usp=sharing

  9. 336

    Digiuno intermittente: funziona davvero?

    Limitare l’assunzione di cibo a una finestra giornaliera di massimo 10 ore, funziona anche a calorie costanti? In vari studi si sono visti miglioramenti di sensibilità insulinica, profilo glicemico e lipidico, e modesti cali di peso. Ma molti trial avevano un punto debole: quando si restringe la finestra di introduzione del cibo, spesso si è portati a mangiare meno senza rendersene conto. Allora i benefici dipendono dall’orologio o dalle calorie?

  10. 335

    Il grasso che danneggia il cuore di chi è magro

    Esiste un “grasso invisibile” che può danneggiare le arterie in silenzio, anche quando l’indice di massa corporea (BMI) è “normale”. Una grande ricerca su oltre 33.000 adulti in Canada e Regno Unito, pubblicata su Communications Medicine, rimette in discussione l’uso del BMI come bussola affidabile per stimare il rischio cardiocerebrovascolare. Il grasso viscerale e intraepatico sono metabolicamente attivi, alimentano infiammazione e aterosclerosi e possono ispessire e ostruire le carotidi, i vasi che portano sangue al cervello. Questo si traduce in un rischio maggiore di ictus e infarto—anche in chi porta una “taglia normale”. 

  11. 334

    Cosa fa invecchiare il cervello e cosa lo tiene giovane!

    Da anni sappiamo che condizioni corporee come obesità, ipertensione, insulino-resistenza stressano i sistemi metabolico e vascolare, accelerando il declino cognitivo e aumentando il rischio di Alzheimer. La novità è che alcuni di questi effetti compaiono prima del previsto, già nei giovani adulti con obesità. Questo indica che infiammazione, stress metabolico e prime alterazioni neuronali possono intrecciarsi molto prima dei sintomi clinici. È come se il “terreno biologico” stesse già cambiando, predisponendo a un rischio cognitivo futuro.

  12. 333

    No, se non sei celiaco non eliminare il glutine!

    Oggi affrontiamo un tema enorme: la cosiddetta “sensibilità al glutine” non celiaca. Una revisione pubblicata su The Lancet  ha analizzato la  la “non-celiac gluten sensitivity” — condizione che molte persone attribuiscono al glutine pur non avendo celiachia. Sintomi? Gonfiore, dolore addominale, stanchezza, fastidi diffusi. Ma quando i ricercatori hanno confrontato reazioni in studi controllati, solo una piccola quota mostrava risposte specifiche al glutine.

  13. 332

    Attività fisica e sistema immunitario

    Sistema immunitario e allenamento, una nuova ricerca, pubblicata su Scientific Reports, mostra che chi pratica endurance ha cellule immunitarie più adattabili, efficienti e meno infiammatorie. L’attività fisica regolare non allena solo cuore e muscoli, allena anche l’immunità. Non per modo di dire: parliamo di cambiamenti misurabili nella bioenergetica e nella sensibilità ai segnali che governano l’infiammazione. È come se il corpo, esposto a micro-stimoli controllati, imparasse a dosare meglio le risposte e a resistere all’invecchiamento cellulare.

  14. 331

    L'allenamento che contrasta il cibo spazzatura

    Oggi parliamo di come l’esercizio fisico riesce — almeno in parte — a contrastare gli effetti  dannosi di una dieta ricca di grassi e zuccheri. I dati arrivano da uno studio dell’University College Cork appena pubblicato su Brain Medicine. Viviamo circondati da alimenti ultra-processati, iper-palatabili e da sedentarietà. Il risultato? Peggiora la salute metabolica e aumentano depressione e ansia. Lo studio cerca di chiarire se l’attività fisica può intervenire  e quali  segnali ormonali e metaboliti intestinali sono coinvolti.

  15. 330

    Le proteine migliori per la massa muscolare

    Non basta la quantità di proteine nel post-workout, conta anche il tipo di proteina e la matrice alimentare. Un nuovo studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha confrontato fonti differenti, ma con la stessa quantità di proteine, per vedere come cambiano, nel breve termine, i segnali di crescita muscolare dopo un allenamento con i pesi. I risultati ci aiutano a capire perché non tutti gli alimenti proteici “di alta qualità” funzionano allo stesso modo.

  16. 329

    3 mosse per prevenire il diabete

    Tre semplici modifiche nello stile di vita, unite alla dieta mediterranea, possono ridurre del 31% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è una delle grandi sfide della salute pubblica mondiale. Colpisce centinaia di milioni di persone e continua a crescere in tutti i Paesi, alimentato da cattive abitudini alimentari, sovrappeso, sedentarietà.Secondo gli esperti, senza interventi efficaci, il numero di casi continuerà ad aumentare con costi enormi per i sistemi sanitari e conseguenze drammatiche per la qualità della vita. La nuova evidenza arriva dal più grande studio clinico su nutrizione e stile di vita mai condotto in Europa, che ha coinvolto quasi 5.000 partecipanti, tra i 55 e i 75 anni, tutti in sovrappeso o obesi, con sindrome metabolica ma senza diabete al momento dell’inizio. Lo studio è stato coordinato da un team internazionale che comprende 23 università.

  17. 328

    Combattere lo stress... annegandolo!

    Sappiamo che l’idratazione è fondamentale per il corpo, ma uno studio recente condotto dai ricercatori della Liverpool John Moores University ci mostra che può avere un ruolo cruciale anche nella gestione dello stress e nella prevenzione di problemi di salute a lungo termine. Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied Physiology, ha osservato che chi beve meno di un litro e mezzo di liquidi al giorno presenta una risposta allo stress molto più elevata rispetto a chi invece rispetta le raccomandazioni di idratazione quotidiana, cioè circa 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini. La differenza non è piccola: parliamo di un aumento della risposta dell’ormone dello stress, il cortisolo, superiore al 50%. Il cortisolo è l’ormone principale dello stress. È utile, persino vitale, quando serve mobilitare energia in situazioni di emergenza. Ma quando la sua produzione è eccessiva o troppo frequente, i rischi aumentano:maggiore vulnerabilità a malattie cardiovascolari,incremento del rischio di diabete,e anche predisposizione a disturbi dell’umore come la depressione.In altre parole, non si tratta solo di sentirsi più tesi o agitati. Una reattività esagerata del cortisolo può minare la salute nel lungo periodo.  

  18. 327

    Alimentazione e problemi di memoria

    Un tema che riguarda milioni di persone e che tocca da vicino la vita quotidiana: l’impatto dell’alimentazione sul cervello e, in particolare, sulla memoria. Il cervello è uno degli organi più sensibili a quello che si mangia, una nuova ricerca condotta dall’Università del North Carolina, pubblicata sulla prestigiosa rivista Neuron, mostra che bastano pochi giorni di una dieta ricca di grassi per alterare il funzionamento della memoria. Il team guidato dalla professoressa Juan Song ha scoperto che una dieta ad alto contenuto di grassi – simile a quella tipica occidentale, ricca di fast food, hamburger e patatine fritte – sovrastimola un gruppo specifico di neuroni nell’ippocampo, la regione del cervello deputata alla memoria.

  19. 326

    Attività fisica: ci vuole personalità!

    Che cosa ci spinge davvero a mantenere nel tempo l’abitudine all’attività fisica? Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology e condotto da un team dell’University College London, ha indagato tratti della personalità come Estroversione, Coscienziosità, Nevroticismo, Apertura mentale valutando per ciascuno l’attività fisica che meglio si presta a essere gestita sul lungo periodo. La ricerca conferma una verità semplice ma spesso dimenticata: non siamo tutti uguali. La personalità influenza il modo in cui viviamo l’esercizio e può determinare se riusciremo a mantenerlo nel tempo. Il segreto per essere costanti forse è proprio smettere di inseguire la “migliore” attività e iniziare a scegliere quella che ci regala piacere.

  20. 325

    Alti livelli di vitamina D anche in inverno

    I mesi invernali rappresentano una sfida fisiologica: la ridotta esposizione alla luce solare comporta una drastica diminuzione della sintesi di vitamina D, con il rischio di carenze significative nella popolazione. Questo è ancor più rilevante per le persone con sovrappeso o obesità, che tendono ad avere livelli sistemicamente più bassi a causa del suo accumulo nel tessuto adiposo. Un recente studio ha indagato se l’esercizio fisico, anche senza perdita di peso né supplementazione, potesse agire da modulatore positivo del metabolismo della vitamina D durante l’inverno.

  21. 324

    Allenamento della forza e invecchiamento neuromuscolare

    In un’ampia e dettagliata rassegna pubblicata sulla rivista Physiology, un gruppo di ricercatori statunitensi ha analizzato in modo esaustivo gli effetti dell’allenamento contro resistenza sull’invecchiamento neuromuscolare, approfondendo non solo i benefici macroscopici in termini di forza e massa muscolare, ma anche i meccanismi cellulari e molecolari sottesi alle risposte adattative nell’anziano.

  22. 323

    Integratori alimentari: quando assumerli?

    Il recupero dopo l’esercizio fisico è un processo complesso che coinvolge una molteplicità di meccanismi fisiologici: rigenerazione muscolare, ristoro energetico, modulazione infiammatoria e reidratazione. In questo contesto, l'integrazione nutrizionale rappresenta una strategia essenziale per ottimizzare la risposta dell’organismo e prevenire l’affaticamento cronico. Ma quanto conta il “quando”? Una recente revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata su Frontiers in Nutrition, ha affrontato in modo rigoroso questa domanda, cercando di chiarire l’effetto del momento di assunzione dei supplementi sulla qualità del recupero.

  23. 322

    Dormire male compromette la forza muscolare

    Un buon recupero è un pilastro fondamentale per chi si allena con regolarità. Eppure, tra i vari fattori che condizionano la performance fisica, il sonno è spesso trascurato. Uno studio pubblicato su Medicine & Science in Sports & Exercise ha indagato in modo rigoroso l’impatto di una restrizione moderata ma sostenuta del sonno sulla qualità e quantità della prestazione durante esercizi di forza. I risultati sono chiari: dormire poco per più giorni compromette la qualità dell’allenamento, aumentando la percezione dello sforzo e gli indicatori di stress. 

  24. 321

    Proteine e probiotici per migliorare la forza e non solo!

    Hai mai pensato che una semplice combinazione di 20 g di caseina prima di dormire e un mix di probiotici possa trasformare le tue performance atletiche? Un nuovo studio randomizzato rivela che questa combinazione non solo potenzia la forza, ma migliora anche la potenza anaerobica nei test sprint. Il segreto? Una sinergia che parte dall’intestino e arriva fino al muscolo, ottimizzando il recupero mentre dormi. 

  25. 320

    Allenamento, sonno e cervello, quale legame nascondono?

    🧠 In questo episodio approfondiamo la sinergia tra esercizio fisico, qualità del sonno e salute cerebrale. Scopri come l'attività fisica – soprattutto se svolta al momento giusto e con l'intensità adeguata – possa migliorare le prestazioni mentali, stimolare la neuroplasticità e favorire una migliore qualità del sonno, in particolare il sonno REM, cruciale per la memoria e l'equilibrio emotivo.💪 Esploreremo anche cosa accade al nostro cervello quando trascuriamo il movimento e come anche una singola notte di cattivo riposo possa essere gestita con l’allenamento giusto. Una guida scientifica e pratica per chi vuole ottimizzare corpo e mente.

  26. 319

    Luci e ombre della dieta paleo.

    Ti sei mai chiesto se dovresti bandire pane, legumi, latte e perfino pomodori per mangiare “come i nostri antenati”, in questa puntata proviamo a rispondere a questa e altre domande con un approccio rigorosamente evidence-based:    • perché non esiste una sola “dieta dell’età della pietra”;    • cosa dicono davvero gli studi su cereali, legumi e latticini;    • fitati, lectine, glutine e zuccheri: minacce o falsi allarmi?    • che cosa possiamo imparare dalle popolazioni più longeve del mondo;    • il ruolo decisivo di stile di vita e movimento, ben oltre la lista degli alimenti “consentiti”.

  27. 318

    Podcast

    A che ora è meglio mangiare per dimagrire? È meglio mangiare prima la carne o la pasta? È vero che il riso freddo contiene meno calorie? Il digiuno intermittente permette di dimagrire prima? Queste e altre domande sono sempre più di frequente oggetto di discussione, soprattutto sui social.Ma cosa dice effettivamente la scienza?

  28. 317

    Massa muscolare: una farmacia contro obesità e diabete!

    I muscoli non servono solo a muoversi: sono veri e propri organi endocrini!Nel nuovo episodio del nostro podcast parliamo di come l’allenamento con i pesi influenzi il metabolismo, l’appetito e persino il funzionamento del cervello.Scopriremo che sostanze come il lattato, le miochine e i microRNA trasformano il muscolo in un alleato contro obesità e diabete, e perché ogni esercizio in palestra è anche un atto di prevenzione.

  29. 316

    Omega-3 e danno muscolare

    Il potere nascosto degli omega-3: acidi grassi essenziali che non solo proteggono il cuore, ma modulano infiammazione, umore, microbiota e persino l’espressione del DNA.EPA e DHA sono alleati preziosi contro depressione, stress e infiammazione cronica, e fondamentali per il recupero muscolare post-allenamento. Si parla anche di DOMS, epigenetica, prestazione sportiva e PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), in un viaggio tra scienza e salute.

  30. 315

    7 alimenti buonissimi, ricchi di carboidrati, ma senza calorie!

    Siamo giunti anche quest’anno alla nostra ultima puntata. Un viaggio di oltre 10 mesi tra le pieghe della nutrizione e dell’attività fisica. E’ il momento del “riposo del guerriero”, riposo che non vuol dire divano e crema alle nocciole da mangiare a cucchiaiate, ma un momento di maggiore relax e flessibilità con noi stessi, in modo che il corpo possa in qualche modo esser pronto per la ripartenza. Chi si è allenato ed è stato più o meno rigoroso nel corso dell’anno, si prenda quindi la meritata pausa, ma proseguendo col restare attivo, magari con attività più leggere o provandone di completamente nuove. E si conceda anche qualche piccolo strappo alimentare. Chi invece malgrado i nostri suggerimenti non si è fatto persuadere, è il caso che sfrutti un periodo dell’anno dove le ferie lasciano più tempo libero, e le giornate sono lunghissime, per cominciare in maniera più soft ad allenarsi, e a migliorare la propria alimentazione, approfittando anche della tantissima frutta e verdura che è disponibile in questo momento. Intanto una lista di 7 alimenti, buonissimi, ricchi di carboidrati, ma senza calorie.

  31. 314

    Il Paese in cui occorre esser magri… per legge!

    In Giappone è realtà grazie alla famosa Metabo Law, una legge che, pur essendo spesso fraintesa all'estero, ha una storia interessante e obiettivi molto seri. La Metabo Law (ufficialmente parte di un più ampio piano di salute pubblica) è stata introdotta in Giappone nel 2008 per contrastare l'aumento dei casi di sindrome metabolica — un insieme di condizioni come ipertensione, alti livelli di zucchero nel sangue, colesterolo anomalo e soprattutto obesità addominale. Questi fattori aumentano il rischio di malattie cardiache e diabete, due delle principali cause di eventi avversi nel mondo. La particolarità della legge è che impone la misurazione della circonferenza della vita a tutti i cittadini tra i 40 e i 74 anni durante il controllo sanitario annuale.

  32. 313

    Dormire bene aumenta la massa muscolare

    Il sonno è fondamentale per mantenere la salute generale, tuttavia il moderno stile di vita, con orari di lavoro flessibili, abbondanza di cibo ad alta densità energetica e attività sociali online, ha portato a un'epidemia di privazione del sonno. Questo causa disallineamento circadiano, danneggiando il metabolismo del muscolo scheletrico e del fegato, alterando l'omeostasi energetica e favorendo uno stato ormonale catabolico. Il sonno insufficiente altera il metabolismo muscolare, riducendo la sintesi proteica e favorendo la perdita di massa muscolare. La privazione di sonno infatti altera il rilascio di ormoni anabolici (GH, IGF-1, testosterone) e aumenta i livelli di cortisolo, favorendo un ambiente catabolico muscolare.

  33. 312

    Alcol alzare il gomito abbassa la performance

    Il consumo di alcol è un grave problema globale, legato a un aumento dei problemi di salute. I ricercatori hanno esaminato come l'alcol influisce sul cervello analizzando i dati di 1.781 persone esaminando il tessuto cerebrale per cercare segni di lesioni cerebrali, tra cui grovigli di proteine tau e arteriosclerosi ialina.

  34. 311

    Quando saltare gli allenamenti non compromette il risultato!

    La ricerca nel campo delle scienze motorie ha da tempo dimostrato che l'allenamento con i pesi induce miglioramenti significativi nella forza muscolare e nella massa muscolare, con ricadute positive anche su vari aspetti della salute: dalla sensibilità insulinica alla composizione corporea, passando per la funzione immunitaria e la qualità della vita. Ma cosa accade quando ci si ferma per un periodo prolungato? Questa domanda è al centro di uno studio pubblicato sullo Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports.

  35. 310

    Sovrappeso: mangiare piano aiuta a evitarlo!

    Numerosi studi indicano che la velocità con cui si mangia incide direttamente sul senso di sazietà, sull’apporto calorico e sul rischio di sviluppare obesità. In particolare, mangiare rapidamente è associato a un maggiore introito calorico e a un rischio più elevato di sindrome metabolica. Tuttavia, fino ad oggi, le linee guida nutrizionali per favorire il rallentamento dei pasti si sono basate su osservazioni empiriche, più che su evidenze scientifiche concrete.

  36. 309

    No, il glutine NON è un nemico

    In questi ultimi anni cresce la tendenza a demonizzare singoli alimenti o singoli elementi in essi contenuti. La corsa a alla visibilità sui social, e l’influenza che ne scaturisce, determina la necessità e la tendenza a spararla sempre più grossa. C’è chi se la prende con il latte e i latticini, chi con i legumi… e chi con il glutine.Premessa: è chiaro ed evidente che soggetti con diagnosi di celiachia non devono assolutamente introdurre alimenti che contengono glutine, così come ciascun alimento (o elemento) deve essere introdotto in modo adeguato nel contesto alimentare.Diversa è l’idea che su soggetti non celiaci il glutine possa avere effetti avversi, e non se ne comprende la ragione.

  37. 308

    Aumentare il testosterone in modo naturale

    Dormi poco? Il tuo testosterone potrebbe risentirne... e non poco.In questa nuova puntata del podcast torniamo a parlare di ormoni e benessere, concentrandoci su uno studio sorprendente: una sola settimana con meno di 5 ore di sonno a notte può ridurre i livelli di testosterone del 10-15%, l’equivalente di 10-15 anni di invecchiamento naturale.Scopri perché il sonno è uno dei migliori alleati ormonali, cosa accade davvero al tuo corpo quando non dormi abbastanza e perché questo incide su motivazione, energia e performance – non solo in palestra.

  38. 307

    Dieta materna e deficit di attenzione nei figli

    Una nuova ricerca dalla Danimarca rivela che la dieta di una madre durante la gravidanza, caratterizzata da un modello alimentare ricco di grassi e zuccheri e povero di ingredienti freschi, può aumentare il rischio di disturbi del neurosviluppo come il deficit da attenzione e ipertattività, includendo perfino elementi connessi con lo spettro autistico.

  39. 306

    Crescita muscolare: meglio le proteine animali o vegetali?

    Molto spesso, soprattutto quando ci si allena, c’è il dubbio su quali fonti proteiche siano da preferire tra quelle animali e quelle vegetali, per fornire il miglior supporto alla crescita muscolare. Una recente revisione sistematica ha analizzato le differenze in termini di sintesi proteica muscolare (Muscle Protein Synthesis, MPS) cercando di sciogliere ogni dubbio. Lo studio si basa su 12 ricerche sperimentali comprendenti soggetti sani di età compresa tra 18 e 85 anni, con misurazioni ripetute della MPS in diverse condizioni (con o senza esercizio di forza).  L’obiettivo principale è comprendere se le proteine vegetali possano garantire un livello di stimolazione della MPS comparabile a quello delle proteine animali. Ricordiamo che la sintesi muscolare è regolata da vari fattori, tra cui disponibilità di amminoacidi, contenuto di leucina, età del soggetto e presenza di esercizio di forza.

  40. 305

    La pillola per dimagrire dormendo!

    Per decenni è spopolato il mito del dimagrire mangiando, elemento evidentemente non possibile, perlomeno non nel senso di qualcosa che, più si mangia e più si dimagrisce. Oggi, sembra incredibile, abbiamo la possibilità di dimagrire dormendo, ma non è uno scherzo. Anzitutto numerose ricerche evidenziano una correlazione tra deficit di sonno e obesità. In particolare, dormire poco o male porta a un aumento dell’assunzione di cibo e, di conseguenza, del peso corporeo. Tuttavia, i meccanismi precisi con cui la deprivazione di sonno influisce sull’appetito non erano ancora chiari. Le nuove ricerche fanno luce su un ormone ipotalamico: la raptina

  41. 304

    Pochi grassi? Meno testosterone!

    Nella frenetica rincorsa per aumentare i livelli di testosterone, spesso ci si dimentica di evitare una delle tante cause che portano alla sua diminuzione. Tutti  pronti a comprare fantomatici e inutili integratori, per non parlare di chi si avvicina al mondo del doping, salvo però porre in essere una condotta che compromette la naturale sintesi. Ma andiamo per gradi. Il testosterone è un ormone fondamentale per la fisiologia maschile: contribuisce allo sviluppo sessuale, alla funzione riproduttiva, alla massa muscolare e alla salute ossea. Inoltre, livelli endogeni più elevati di testosterone sono stati associati a un minor rischio di malattie croniche e di mortalità per tutte le cause. Nonostante la sua importanza, numerosi studi hanno osservato un declino nei livelli di testosterone degli uomini in vari Paesi occidentali a partire dagli anni Settanta. Ciò ha spinto i ricercatori a indagare quali fattori possano contribuire a questa tendenza.

  42. 303

    Carboidrati e rischio di cancro

    Il cancro è purtroppo uno degli aspetti che, ancora oggi, maggiormente ci terrorizza. Malgrado i progressi della scienza medica, dove possibile, occorre agire sul versante della prevenzione, oltre che dello screening precoce. Molto spesso sui social si lancia l’allarme relativamente all’uso di carboidrati e rischio di cancro, o perfino invitando a ridurre l’introduzione di carboidrati nelle circostanze in cui una forma tumorale fosse presente. Ma cosa dice l’evidenza scientifica?

  43. 302

    Digiuno intermittente, dieta chetogenica, o ipocalorica?

    Un recente studio ha messo in confronto tre diverse strategie alimentari per la gestione del peso e la salute metabolica: il digiuno intermittente, la “classica” restrizione calorica e la dieta chetogenicaca. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università del Minnesota e pubblicato sulla rivista “Obesity”. Quali tra questi regimi appare migliore?

  44. 301

    Olio di oliva: cancro e cardiopatie.

    Uno dei componenti chiave della dieta mediterranea è l’olio d’oliva, a livello nutrizionale e sensoriale  l’olio extravergine (EVO) ha caratteristiche ineguagliabili, e ora lo conferma uno studio tutto italiano. Questa analisi ha incluso 22.895 partecipanti seguiti per 12 anni. L’obiettivo era valutare la relazione tra il consumo di olio d’oliva e la mortalità per cancro.

  45. 300

    Omega3 e vitamina D allungano la vita

    Uno studio condotto nell’ambito del progetto DO-HEALTH, ha coinvolto oltre duemila partecipanti con l’obiettivo di indagare come tre semplici interventi — l’integrazione di vitamina D, quella di omega-3 e dell’attività fisica — possano influenzare il processo di invecchiamento biologico e la salute in generale.

  46. 299

    L'integratore che riduce il cortisolo del 32%

    Nell’ultimo periodo non si fa che mettere sotto accusa il cortisolo, ritenuto colpevole di ogni male soprattutto nel settore fitness. Ebbene c’è un integratore (chiamiamolo così) capace di ridurne i livelli di oltre il 32%. Ma partiamo con qualche precisazione, il cortisolo è davvero un ormone così terribile? In realtà guai se non producessimo cortisolo, poiché ha funzioni assolutamente determinanti. Solo per citarne alcune: Regolazione della risposta allo stress, Controllo del metabolismo energetico, Modulazione della risposta immunitaria, Regolazione della pressione sanguigna; Regolazione del sonno e dell’appetito.

  47. 298

    Bambini e cibo: gli errori dei genitori.

    È capitato a tutti di sentire i genitori utilizzare il cibo per la gestione dei figli, ad esempio “se fai il bravo ti compro il gelato”, “se piangi non ti compro le patatine”. Sembra un approccio “innocente” in quanto comune. Tuttavia apre la strada a problemi concreti. Un recente studio  ha esaminato l'impatto di quelle che sono a tutti gli effetti pratiche alimentari coercitive dei genitori sulla regolazione emotiva e sul comportamento alimentare dei bambini in età prescolare.

  48. 297

    Allenarsi a digiuno aiuta a bruciare i grassi?

    Tra gli appassionati di fitness e perdita di peso, l’idea che l’esercizio aerobico a stomaco vuoto possa accelerare la perdita di grasso è molto diffusa. Questo concetto si basa sulla logica che, in assenza di cibo, il corpo attinga più efficacemente alle riserve di grasso per ottenere energia. Tuttavia, un’analisi più approfondita della letteratura scientifica rivela che questa pratica è estremamente più complessa e merita delle specifiche precisazioni.

  49. 296

    Cibi ultraprocessati e salute metabolica

    Il legame tra il consumo di cibi ultra-processati e la salute metabolica evidenzia nuove criticità, grazie a un recente studio, che segnala come questi alimenti influenzino il rischio di obesità e la salute metabolica. I cibi ultra processati favoriscono l’obesità malsana perché oltre a indurre un'eccessiva assunzione calorica, alterano il metabolismo attraverso l'infiammazione, la resistenza all'insulina e la disfunzione lipidica. 

  50. 295

    L'amore del cervello per le calorie

    Secondo uno studio di recente pubblicazione, gli alimenti più calorici sono preferiti a prescindere dal loro gusto e consistenza. Mangiare invia al cervello segnali con informazioni sul contenuto energetico di un alimento, che possono influenzare le preferenze alimentari indipendentemente dal sapore. Le persone possono per altro avere alterazioni nelle aree del cervello in cui viene rilasciata la dopamina, il che può indurre a mangiare per gratificazione e a preferire cibi ad alto contenuto energetico, ricchi di grassi e zuccheri.

Type above to search every episode's transcript for a word or phrase. Matches are scoped to this podcast.

Searching…

No matches for "" in this podcast's transcripts.

Showing of matches

No topics indexed yet for this podcast.

Loading reviews...

ABOUT THIS SHOW

News e approfondimenti su fitness, allenamento e alimentazione, incluse le puntate della mia rubrica radio del martedì. www.depascalis.net

HOSTED BY

Pierluigi De Pascalis

CATEGORIES

URL copied to clipboard!