Brand storytellers

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Brand storytellers

Due minuti di branding e comunicazioneUn podcast per chi lavora nella comunicazione, per chi ci si è trovato per caso e per chi, almeno una volta, ha pensato: “Ma non potevamo dirlo meglio?”. Ogni settimana, in due minuti (giuro, solo due), Luca Bizzarri racconta storie, strategie e spunti dal mondo del branding e della comunicazione, partendo da articoli, progetti e tendenze reali. Con ironia, concretezza e quella punta di cinismo che in agenzia non guasta mai.Noi siamo OFG Advertising, un’agenzia di comunicazione. Lavoriamo con le idee, ma ci piacciono solo quelle che funzionano davvero. 🎧 Ricorda: questo podcast non cambia il mondo. Però magari ti cambia il brief.

  1. 49

    Il brand ansioso: il silenzio come strategia di comunicazione

    Più contenuti, più frequenza, più AI. Eppure qualcosa non torna. In questo episodio parliamo di una distinzione che molte aziende saltano a piè pari: la differenza tra velocità di produzione e velocità di relazione. E di cosa si perde, in silenzio, quando si confondono le due.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  2. 48

    ChatGPT parla di te ai tuoi clienti. Hai controllato cosa dice?

    Il tuo brand esiste già nelle risposte dei chatbot AI. Ma quella versione di te l'hai costruita tu? In questo episodio parliamo di GEO (Generative Engine Optimization) la nuova frontiera della brand reputation: cos'è, perché il SEO tradizionale non basta più e cosa puoi fare oggi per controllare come i modelli linguistici ti descrivono ai tuoi prospect.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  3. 47

    AI e content production. Quando dici "non va bene" sai anche dire perché?

    Quando l’AI rende “scrivere bene” la norma, la differenza non è più nello stile: è nel criterio. In 2 minuti: perché i team finiscono in revisioni infinite, cosa significa rendere trasferibile il feedback (“non va perché…”) e come usare l’AI per far emergere le scelte che prima erano solo intuizione.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  4. 46

    Nessun tool ti salverà dal fare fatica: quando l’AI diventa un bellissimo alibi

    Se ti ritrovi a chiedere “che tool usi?” più spesso di “che decisione stiamo evitando?”, questo episodio è per te. Nel branding, l’AI non è la soluzione ma solo un acceleratore. Se non hai vincoli chiari e responsabilità definite, ottieni più output ma anche più versioni, più revisioni e meno coerenza nel tempo. In due minuti: perché la coerenza è la nuova scarsità, perché il rework è il costo nascosto, e perché lo stesso tool può portare a risultati opposti a seconda delle skill di chi lo usa.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  5. 45

    L’AI ti fa correre. Ma il brand regge la corsa?

    L’intelligenza artificiale ti dà velocità, ma il mercato non premia chi accelera: premia chi resta riconoscibile mentre accelera. In 2 minuti: perché la frequenza di pubblicazione è un “test di stress” per l’identità di marca e come trasformare ogni contenuto in memoria e quindi in fiducia.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  6. 44

    L’AI ti ascolta, poi fa quello che vuole? Viaggio nella testa dell'intelligenza artificiale.

    Quando l’AI non fa quello che vuoi, non è perché ti odia. È perché sta seguendo priorità implicite diverse dalle tue. In due minuti: governance, discrezionalità e perché il vero salto non è “scrivere prompt migliori” ma decidere chi comanda davvero nel processo.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  7. 43

    Gestire la produzione infinita? Quando il tuo brand diventa rumore di fondo.

    L’AI ti permette di produrre contenuti senza sosta. Bellissimo. Poi ti ritrovi visibile ovunque e ricordato da nessuno. In questo episodio parliamo di output infinito come tema di strategia e rischio: stai costruendo un asset o solo riempiendo il calendario?Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  8. 42

    Il Promptbook: come NON diventare un brand “medio” in due settimane

    Hai presente lo “stagista instancabile” che scrive 200 post senza sbagliare un congiuntivo? Perfetto. Peccato che, se non gli dai regole, ti trasforma in un brand educato… e dimenticabile.In questo episodio ti porto su un livello più strategico: il brand promptbook non è un PDF in più, è governance travestita da documento. Serve a trasformare la tua identità in istruzioni operative, così l’AI non interpreta: esegue. Risultato? Voce ripetibile, controllabile, scalabile. E soprattutto: meno “bello ma non siamo noi”, più riconoscibilità che si sente al primo paragrafo. Premi play e vediamo come si fa, senza fuffa.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  9. 41

    Quando l'AI fa finta di capire: guida alla gestione del brand nell'era dell'AI

    L’AI non interpreta. E se il tuo brand non è strutturato in modo leggibile, farà finta di capirti… ma poi andrà per istinto. In questo episodio parliamo di cosa significa costruire una brand identity che non sia solo ispirazione, ma anche sistema operativo. Per proteggere il tuo tono, la tua voce e la tua coerenza in un mondo automatizzato.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  10. 40

    Se il brand suona a orecchio, l'AI non basta: perché nel branding non serve improvvisare

    L’intelligenza artificiale ha reso facile la produzione di contenuti. Ma nel caos di output generati, il vero vantaggio competitivo è sapere cosa vale la pena produrre. In questo episodio capiamo perché il branding non è più estetica ma metodo e perché l’AI non va usata come un tool, ma come un layer dentro un sistema più ampio.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  11. 39

    Nel branding, l’AI fa miracoli ma non prende decisioni. Ecco cosa non puoi delegare.

    L’AI è potente, veloce, impressionante. Ma non ha visione, né responsabilità. In questo episodio parliamo di leadership strategica nella comunicazione: perché ogni brand, per essere davvero riconoscibile, deve ancora scegliere come, quando e perché parlare. Anche in un mondo pieno di automatismi.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  12. 38

    L’AI fa tutto, tranne il tuo lavoro: quando i prompt dichiarano guerra alla creatività.

    L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato la creatività, ma non nel modo che pensiamo. Ha moltiplicato le possibilità, ma ha reso ogni scelta più pesante. In questo episodio esploriamo come cambia il ruolo del team creativo, perché la vera differenza oggi non è quello che l’AI produce, ma chi decide cosa salvare e farlo diventare un contenuto da pubblicare. Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  13. 37

    L’AI non è (ancora) uno strumento creativo. È un test di coerenza.

    Puoi usare l’AI come strumento singolo, come una stampante o un assistente vocale. Ma se vuoi davvero fare il salto, devi riprogettare il sistema. In questo episodio parliamo di AI progettata a monte e processi da ripensare prima della produzione e di come, quando generi nuovi contenuti, devi pensare AI first.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  14. 36

    Branding e AI: quando parli bene ma non dici niente.

    L’intelligenza artificiale è utile, veloce, ordinata. Ma non ha intenzioni, non ha contesto, non ha una direzione. E nel branding, questi elementi non sono dettagli: sono tutto. In questo episodio capiamo perché un brand che affida la propria voce a un sistema automatico rischia di diventare invisibile. Perché scrivere bene non basta. Bisogna sapere perché si sta parlando.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  15. 35

    AI e branding. Stai davvero usando l’AI… o l’AI sta usando te?

    L’AI è veloce, brillante, sorprendente. Ma può anche appiattire la voce del tuo brand se la usi senza una direzione chiara. In questo episodio capiamo perché la tecnologia è un amplificatore, non un autore, e come il posizionamento rimanga l’unico modo per usare l’AI senza perdere identità. Due minuti per rimettere ordine in uno dei temi più caldi della comunicazione di oggi.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  16. 34

    Branding. Guida alla sopravvivenza nell’era dell’AI

    Non basta più piacere alle persone. Ora devi piacere anche agli algoritmi. In questo episodio ti spiego come costruire un brand che funzioni nei contesti dove non ci sono occhi, ma solo dati: feed, chatbot, prompt e assistenti vocali. L’AI è già nel briefing. Tu ci sei?Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  17. 33

    Quando l'algoritmo si è mangiato il customer journey, l'unica cosa che resta è il tuo Brand

    Il cliente non parte più dal tuo sito. Né dalla tua app. E nemmeno dalla tua bella newsletter. Parte da un feed, da un AI, da qualcosa che tu non controlli. E allora cosa ti resta? Il brand. Scopri perché oggi è l’unico vero touchpoint che conta. E perché ottimizzare i canali è un po’ come lucidare il pavimento mentre la casa brucia.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  18. 32

    Emotional branding: quando il brand ti capisce meglio del tuo ex

    Cosa succede quando un brand smette di raccontare cosa fa… e inizia a farci provare qualcosa? In questo episodio parliamo di come le emozioni siano la leva più potente per costruire legami duraturi tra marche e persone. E perché l’emotional branding non è un abbellimento creativo ma una strategia che parte dall’identità e arriva dritta al cuore.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  19. 31

    Marketing e sostenibilità. Abbiamo salvato il pianeta, ora manca solo il piano di comunicazione.

    La sostenibilità non è solo una questione normativa o reputazionale. È un atto di posizionamento. In questo episodio parliamo di come il brand marketing possa — e debba — diventare parte integrante di questa trasformazione, portando senso, coerenza e credibilità nel racconto della sostenibilità aziendale.Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

  20. 30

    Fare o raccontare? La guerra fredda tra scopo del brand e quello di business

    Tutti parlano di purpose, ma pochi sanno davvero cosa significa. In questo episodio chiariamo una volta per tutte la differenza tra business purpose e brand purpose, e perché confonderli può costarti caro. Un concentrato di strategia, reputazione e... un po' di verità scomoda.

  21. 29

    Il marketing non è un Excel: metti giù quel grafico e guarda negli occhi il tuo cliente

    In questo episodio ti raccontiamo perché una strategia di marketing efficace non può fermarsi ai numeri. Dati e KPI servono ma il vero impatto arriva quando il brand parla davvero alle persone. Scopri come trovare il giusto equilibrio tra analisi e intuizione, tra performance e relazione umana.

  22. 28

    La trappola della semplicità: quando il brand diventa troppo uguale agli altri

    Dire cose semplici non vuol dire dire banalità. In questo episodio smontiamo l’equivoco più pericoloso della comunicazione: quello che confonde chiarezza con superficialità. Scopri come usare la semplicità per differenziare davvero il tuo brand, senza finire nel calderone dei messaggi copia-incolla.

  23. 27

    “Pronto, c’è un umano?”. Il segreto analogico dei brand che restano nel cuore.

    Siamo sommersi da interfacce, bot e notifiche. Ma ciò che davvero ci fa innamorare di un brand è sentire che, dietro lo schermo, c’è una persona. In questo episodio ti racconto perché (e come) l’umanità sta diventando la vera chiave di differenziazione nel branding. Spoiler: non bastano le emoji.

  24. 26

    Il tuo brand non deve convincere: deve sedurre. Benvenuto nel cervello del cliente.

    Cosa succede davvero nella testa del cliente quando sente il nome del tuo brand? In questo episodio parliamo di neurobranding: come progettare esperienze di marca che non parlano solo alla mente… ma si radicano nei ricordi, nei sensi e nelle emozioni. Un viaggio tra storytelling, simboli e intelligenza artificiale, per capire come rendere un brand davvero memorabile (nel senso neurologico del termine).

  25. 25

    Bello il logo, ma… cosa volevi dire esattamente? Quando strategia e posizionamento sono in crisi di coppia.

    Molti li confondono, ma capire la differenza tra brand strategy e brand positioning può cambiare tutto. In questo episodio ti spieghiamo perché distinguere (e armonizzare) cervello e cuore del tuo brand è l’unico modo per non perdere coerenza, efficacia e rilevanza. Spoiler: come al solito, non basta un nuovo logo.

  26. 24

    Dalla slide alla realtà: costruire un brand con approccio inside-out.

    Hai uno scopo aziendale scritto benissimo ma nessuno lo vive davvero? In questo episodio parliamo di inside-out branding: come trasformare lo scopo in qualcosa di percepibile e coerente in ogni esperienza. Scopri perché partire da dentro è l’unico modo per costruire un brand credibile e duraturo.

  27. 23

    Manuale di sopravvivenza per brand con doppia personalità: unformare il tono di voce.

    Un tono di voce non si inventa, si progetta. Scopri cos’è il character design del tono di voce e perché può fare la differenza tra un messaggio dimenticabile e un’identità memorabile. In questo episodio capiamo come costruirlo e perché ogni brand dovrebbe farlo.

  28. 22

    La voce del brand: non è questione di stile. È questione di identità.

    Il tono di voce non è un vezzo creativo. È la vera identità del brand, quella che lo rende coerente e riconoscibile in ogni parola. In questo episodio ti spiego perché è così importante, come si mantiene nel tempo e perché, se lo sbagli, non ti ricorderà nessuno.

  29. 21

    Costa poco… ma quanto mi costa davvero? Come prendiamo le decisioni di acquisto.

    Hai mai rinunciato a un’offerta perché sembrava troppo complicata per essere vera? In questo episodio parliamo di costo percepito: una delle variabili più decisive (e sottovalutate) nel marketing. Perché vendere di più non significa abbassare i prezzi ma eliminare i sospetti. Un viaggio tra neuroscienze, customer experience e offerte che non stressano.

  30. 20

    Il suicidio narrativo della mancanza di strategia: cos'è il brand programming.

    Se il tuo piano editoriale è un’accozzaglia di post senza senso, forse è ora di smettere di “fare contenuti” e iniziare a costruire un ecosistema narrativo. In questo episodio parliamo di brand che diventano produttori di contenuti, di riconoscibilità autentica, di storytelling strategico. E soprattutto, di come non farsi odiare dai propri follower.

  31. 19

    Dal “sempre uguale” al “giusto ovunque”: la fine dell’omnicanalità

    L’epoca dell’omnicanalità “tutto uguale ovunque” è finita. Oggi vince chi sa creare un ecosistema di brand fluido, dove ogni punto di contatto – fisico o digitale – ha un ruolo preciso e fa sentire il cliente parte di una storia unica. In 2 minuti ti spiego come passare dall’essere ovunque all’esserci nel modo giusto.

  32. 18

    Ti piace perché l’hai già visto: il branding secondo il cervello

    Credi di scegliere un brand perché ti convince? Forse è solo il tuo cervello che l’ha già scelto per te. In questo episodio parliamo di bias cognitivi e di come influenzano (senza farsi notare) il modo in cui percepisci, ricordi e preferisci un marchio. Non è manipolazione, è biologia. E capire come funziona fa tutta la differenza tra un brand dimenticabile e uno impossibile da ignorare. Un viaggio tra percezione, familiarità e strategia.

  33. 17

    Internal marketing: quando il tuo brand piace a tutti… tranne a chi ci lavora

    Un brand credibile comincia da chi lo vive ogni giorno. In questo episodio ti raccontiamo cos’è davvero l’internal marketing, perché è strategico e come può trasformare un team qualsiasi in una vera forza di comunicazione. Spoiler: non basta una newsletter interna.

  34. 16

    Bello il tuo contenuto… ma chi se lo ricorda? Scopriamo la content experience.

    Una volta bastava scrivere bene. Oggi, per coinvolgere davvero, i brand devono progettare esperienze. In questo episodio scopriamo cos’è la content experience, perché ha mandato in pensione il content lifecycle e come cambia tutto: dai team marketing agli strumenti, fino ai risultati. Ti piacciono le esperienze immersive? Allora questo episodio è per te.

  35. 15

    Hai un prodotto talmente bello che parla da solo? Forse è ora di presentargli un copy.

    Un buon prodotto è fondamentale, certo. Ma se nessuno ne percepisce il valore, serve davvero? In questo episodio, smontiamo l’idea che basti “fare bene” per farsi notare. E ti spieghiamo perché lavorare sulla brand identity non è un vezzo creativo ma una necessità strategica.

  36. 14

    Value proposition nel B2B: perché le frasi da biscotto della fortuna non funzionano

    La chiamano value proposition, ma spesso è solo un’aspirina contro l’ansia da homepage vuota. In realtà dovrebbe guidare tutto: marketing, vendite, contenuti. In questo episodio smontiamo i cliché e ti diciamo perché, se non ce l’hai fatta bene, forse è meglio non averla proprio.

  37. 13

    “Fidati di noi!” – disse il brand prima di perdere tutti i clienti.

    🚨 “Fidati di noi.”Se bastasse dirlo, saremmo tutti Apple.E invece no: la fiducia non si compra, non si scrive in un claim e – spoiler – non si improvvisa. Nel nuovo episodio di “Due minuti di branding e comunicazione con OFG”, smontiamo la fiducia come concetto astratto e la rimontiamo pezzo per pezzo. 💥 Se lavori in comunicazione, marketing o semplicemente con degli umani… questo episodio è per te.

  38. 12

    Bello il brand! Ma cosa fa esattamente? Parliamo di brand strategy.

    Avere un’intuizione brillante è solo l’inizio. Se vuoi trasformarla in un brand che funziona – riconoscibile, coerente, duraturo – serve una strategia. In questo episodio parliamo di brand strategy: cos’è, perché è fondamentale e cosa succede quando manca. Niente teoria astratta, ma una visione chiara di cosa significa costruire il cuore del tuo progetto. In due minuti. 

  39. 11

    C’erano un razionale, un tribale e un esplorativo… branding e profili psicologici

    Lo sapevi che dietro ogni acquisto si nasconde un profilo psicologico dominante? In questo episodio ti spiego i 4 profili chiave — razionale, tribale, esplorativo e istintivo — e come usarli per costruire una strategia di branding davvero efficace. Spoiler: capire chi hai davanti è più importante di cosa dici. Un episodio per chi vuole smettere di sparare nel mucchio e iniziare a colpire nel segno.

  40. 10

    Il B2B industriale ha un cuore (e funziona meglio se lo mostra)

    Nel mondo del B2B industriale si pensa spesso che bastino i numeri per convincere. Ma la realtà è che chi decide è pur sempre una persona. In questo episodio parliamo di fiducia, personalità del brand e di come anche i marchi più tecnici possono (e devono) costruire connessioni emotive autentiche. Perché a volte, tra due offerte simili, vince quella che ci sembra più… umana.

  41. 9

    Metti il logo e prega: il lato oscuro delle sponsorizzazioni

    Non basta essere sponsor. Devi esserlo nel modo giusto. Scopri come l’effetto alone può trasformare una semplice presenza in un evento in una spinta poderosa per la reputazione del tuo brand. Un podcast pratico e strategico per capire se le tue sponsorizzazioni stanno davvero funzionando.

  42. 8

    Chi ha ucciso le buyer personas? (Spoiler: tu, ignorandole)

    Tutti parlano di buyer personas, pochi le usano davvero. In questo episodio ti spiego come trasformarle da slide decorative a strumenti operativi che parlano a tutta l’azienda: dal marketing al customer care. Con esempi, consigli pratici e un’idea chiara in testa: se non le usi, non servono.

  43. 7

    "Ma è solo un dettaglio", disse il brand prima di perdere un cliente

    Un tavolo spostato, un messaggio d’errore ben scritto, una scatola che si apre nel modo giusto: oggi parliamo di come i dettagli — sì, proprio quelli minuscoli — costruiscono (o distruggono) la percezione di un brand. Un episodio per chi crede che la comunicazione viva nei grandi concept… ma anche nei piccoli gesti.

  44. 6

    La fiducia non si compra a colpi di slogan

    Quanto vale la fiducia in un brand? Tantissimo. Ma attenzione: non si conquista con uno spot, né si compra con una campagna. In questo episodio parliamo di cosa significa davvero costruire fiducia, perché non basta raccontarla e come alcuni brand ci riescono davvero, senza proclami. Spoiler: la coerenza batte il claim, sempre.

  45. 5

    Brand Love: perché ci innamoriamo di certe marche?

    Cosa rende un brand davvero amato dalle persone? In questo episodio parliamo di Brand Love, di concerti indimenticabili, purpose condivisi, attenzione ai dettagli e coinvolgimento autentico. Perché non basta vendere un buon prodotto: bisogna costruire una relazione vera. E magari usare anche qualche braccialetto luminoso.

  46. 4

    Perché il tuo brand è difficile da comprare (e come rimediare)

    Prometti emozione ma vendi confusione? In questo episodio parliamo delle barriere invisibili che allontanano il consumatore dal tuo brand, e di come eliminarle con una comunicazione autentica, una UX sensata e tanta coerenza. Due minuti per capire perché certe strategie non funzionano… e come trasformarle in una scelta naturale.

  47. 3

    Storytelling aziendale: raccontala giusta (che ti conviene)

    Una volta bastava una bella storia. Oggi serve che sia anche vera. In questo episodio parliamo di come il brand storytelling sia passato da esercizio creativo a prova di coerenza e autenticità. Perché i consumatori — soprattutto i più giovani — non si accontentano più delle parole: vogliono i fatti. E se quello che racconti non regge alla realtà, il tuo brand rischia grosso. Scopriamo insieme come costruire storie che resistano al tempo, alle critiche e soprattutto allo sguardo di chi ti osserva da vicino, tutti i giorni.

  48. 2

    Quando il brand ha un volto (e magari anche un profilo TikTok)

    Cosa succede quando i loghi prendono vita e iniziano a parlare? Nella puntata di oggi raccontiamo come e perché i brand stanno cambiando pelle, passando dal design all’umano, dagli slogan alle storie. Gli influencer e i creator non sono più solo testimonial, ma veri pezzi di identità del brand. Un episodio per capire come scegliere il volto giusto, evitare figuracce e costruire relazioni che valgono più di mille campagne. Due minuti secchi, promesso. Ma pieni di insight.

  49. 1

    Addio “C’era una volta”: lo storytelling non è più quello di una volta

    Oggi le storie non si raccontano più in fila, ma a pezzi. In questo episodio scopriamo perché lo storytelling dei brand non può più permettersi di essere lineare e della necessità di trasformarlo in un'esperienza aperta, interattiva e coinvolgente. Dalle prime serie interattive di Netflix, al metaverso Nike, fino ai fan di LEGO che decidono i prossimi prodotti: il pubblico non guarda più le storie… le scrive. Se pensi ancora che basti un “c’era una volta”, forse è tempo di aggiornare il tuo brief.

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Luca Bizzarri

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