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Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento

Gli interventi del Calendario Civile sono una serie di interventi originali prodotti dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, dedicati alle date significative della memoria collettiva nazionale e internazionale. Ogni contributo approfondisce una ricorrenza anche attraverso materiali d'archivio, letture e testimonianze, intrecciando il rigore della ricerca storica con la cura della comunicazione visiva. La programmazione è definita in collaborazione con il Comitato Scientifico della Fondazione, che seleziona le date combinando eventi di ampia notorietà con giornate meno conosciute ma di particolare valore storico e simbolico, promuovendo così una cultura della memoria come esperienza viva e partecipata.Ogni mese una data da ricordare e da approfondire. Visita www.iger.org

  1. 28

    2 giugno 1946 - Referendum istituzionale

    Nata Democratica. 80 anni dalla nascita della Repubblica Italianadi Nadia Urbinati2 giugno 1946 | Referendum istituzionaleCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il 2 giugno 1946 rappresenta uno dei momenti fondativi della democrazia italiana: per la prima volta nella storia del paese, tutti i cittadini e le cittadine furono chiamati a esprimere la propria volontà sulla forma istituzionale dello Stato.In questo episodio del Calendario Civile, Nadia Urbinati ripercorre il significato profondo di quella giornata: la scelta del referendum rispetto al plebiscito come atto già di per sé dirompente, il valore simbolico e politico del suffragio universale conquistato dopo vent'anni di regime fascista, e il legame tra quel voto e la tradizione repubblicana del Risorgimento. Un contributo per ricordare che la Repubblica non fu un dato acquisito, ma il risultato di una conquista collettiva e che da quel 2 giugno gli italiani e le italiane divennero, per la prima volta, pienamente sovrani.

  2. 27

    23 aprile 1976 - Renata Viganò

    La Resistenza come fatto corale. Renata Viganò cinquant'anni dopodi Nicola Bonazzi23 aprile 1976 | Muore Renata ViganòCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Renata Viganò, 23 aprile 1976, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna ricorda la scrittrice e partigiana proponendo un intervento di Nicola Bonazzi (Università di Bologna), dal titolo La Resistenza come fatto corale. Renata Viganò cinquant'anni dopo, per offrire una rilettura della sua opera più celebre L’Agnese va a morire.L’intervento si propone di esplorare la parabola biografica dell’autrice, analizzando il sodalizio umano e intellettuale con il marito Antonio Meluschi e il comune impegno nella lotta di Liberazione. Attraverso un’analisi che intreccia vita e scrittura, l'intervento esamina l'evoluzione del percorso letterario di Renata Viganò, soffermandosi in modo particolare sulla genesi creativa e sulla complessa ricezione di L’Agnese va a morire, capace ancora oggi di interrogare la coscienza collettiva sul valore della Resistenza.

  3. 26

    24 marzo 1946 - Primo voto delle donne in Emilia-Romagna

    "Senza la libertà della donna non si può realizzare la democrazia"Micaela Caslaboni legge Teresa Noce24 marzo 1946 | Elezioni amministrative di Bologna con il primo voto e le prime candidature delle donneCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---In occasione dell'ottantesimo anniversario del 24 marzo 1946, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna celebra una data spartiacque per la storia dell'Italia democratica. In quel giorno, in numerosi comuni tra cui Bologna, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo: fu il momento storico in cui le donne esercitarono per la prima volta il diritto di voto, con la possibilità di essere elette e di entrare a far parte delle giunte comunali.Per onorare questa ricorrenza, presentiamo una lettura scenica di Micaela Casalboni (Teatro dell’Argine) dedicata allo storico discorso pronunciato da Teresa Noce al primo Convegno delle Donne Comuniste, tenutosi a Milano il 26 agosto 1945. Questo documento, conservato presso l’Archivio di Vittorina Dal Monte, rappresenta un manifesto politico e civile di straordinaria forza.Nel suo intervento, Noce sottolinea come il voto non sia un semplice atto formale, ma il punto di partenza per una vera emancipazione. Il discorso tocca temi di una modernità sorprendente la necessità della parità salariale per evitare lo sfruttamento di tutto il popolo, il superamento di una legislazione che considerava la donna una "minorenne" perennemente soggetta a un tutore , e il riconoscimento della maternità come funzione sociale che lo Stato ha il dovere di proteggere. Teresa Noce conclude con un appello all'auto-educazione e alla fiducia nelle proprie capacità.La democrazia, sostiene, deve essere applicata e non solo pronunciata, iniziando proprio dalla propria casa e dai gesti quotidiani per giungere fino alle elezioni. È un invito a costruire un'Italia nuova, dove la partecipazione femminile sia la garanzia di una democrazia più reale, vera e progressiva per l'intero Paese.  L’immagine in copertina è tratta da un manifesto della banca dati Manifestipolitici.it del 1990. "Teresa Noce (Estella). Giornata di studio promossa dall'Archivio storico delle donne C. Ravera in collaborazione con il gruppo interparlamentare delle donne comuniste, la Filtea e la commissione femminile della federazione del Pci di Bologna (Bologna 18 giugno 1990)

  4. 25

    10 marzo 1946 - Primo voto alle donne

    Votare è un grande atto di libertà di Dacia Maraini10 marzo 1946 | Il decreto n. 74 riconosce alle donne italiane il diritto di votare ed essere eletteCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, le donne italiane ottennero per la prima volta il diritto di votare ed essere elette alle elezioni amministrative postbelliche. Ottant'anni dopo, Dacia Maraini, scrittrice tra le più importanti della letteratura italiana contemporanea, riflette sul significato di quella conquista e sul rischio che le nuove generazioni la diano per scontata.Nel suo contributo al Calendario Civile, Dacia Maraini ricorda che il diritto di voto non è mai stato un fatto ovvio: negato per secoli alle donne, fu a lungo negato anche agli uomini — come accadde sotto il fascismo. Le radici di questa conquista, spiega, affondano nel Rinascimento italiano, nell'idea del cittadino con diritti e doveri, poi ripresa e amplificata dalla Rivoluzione francese.Maraini rivolge un appello diretto alle giovani generazioni: non votare non è una forma di protesta, è semplicemente regalare la propria voce a chi ha idee contrarie alle proprie. E chiede alla scuola di farsi carico di tramandare questa storia, perché solo chi conosce il lungo cammino verso il suffragio può capirne il valore. «Il voto non è un dovere, è un grande diritto e un grande atto di libertà.»

  5. 24

    16 febbraio 1926 - Piero Gobetti

    Restiamo storici, al di sopra della cronaca. Piero Gobetti, l'antifascismo e la rivoluzione liberaledi Michele Cento16 febbraio 1926 | Morte di Piero GobettiCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ----Il 16 febbraio 1926 Piero Gobetti muore a Parigi, città dove si trovava in esilio. Per la sua opposizione al fascismo fu perseguitato, colpito, aggredito dagli squadristi fascisti. Le violenze subite ne segnarono il fisico e contribuirono alla sua morte a soli 24 anni. L’intervento, lungi dal voler ricordare Gobetti solo come martire, mira a ripercorrere l’intensità della sua esistenza, del suo operato e della sua eredità, indagando il nucleo politico della sua critica e della sua lotta al fascismo.La riflessione critica di Piero Gobetti si radica anche nella lotta contro la tradizione politica liberale italiana, intrisa di compromesso, di paternalismo e di neutralizzazione della lotta politica.L’intervento si conclude con le parole che Ada Gobetti destina a Piero Gobetti proprio il 16 febbraio, non appena scoperto della sua morte (Piero e Ada Gobetti, Nella tua breve esistenza. Lettere 1918-1926. Diari di Ada Prospero Gobetti 1919-1926, a cura di Ersilia Alessandrone Perona, nuova ed. riveduta e integrata, Einaudi, Torino 2017, pp. 652-654.): "(…) credo di trovare nella tua vita stessa la giustificazione della tragedia. L’urto che ha spezzata, senza un grido, silenziosamente, austeramente la tua vita, non ne è forse il coronamento logico e perfetto? Non c’è forse nella tua fine quella eroica e solitaria bellezza a cui tu sempre, nelle tue concezioni di vita tendevi? E sei scomparso forse perché avevi dato quanto potevi dare e la tua morte è stato un ultimo altissimo insegnamento? Nella tua breve esistenza c’è stato tanto ardore, tanto lavoro, tanta gioia, da farla più ricca e felice di tante altre lunghissime vite: e non c’è stato in essa nulla di laido, di imperfetto, di malsicuro. È stata tutta luce: parabola breve, dall’intensità luminosissima. E penso che tu non vorresti che ti si piangesse, ma che si considerasse la tua vita un capolavoro e un esempio" 

  6. 23

    3 febbraio 2016 - Giulio Regeni

    ​GR giornale radio? No, notizie quotidiane su GR: Giulio Regenidi Alessandro Bergonzoni3 febbraio 2016 | Ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al CairoCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ----Nel 2026 ricorre il decimo anniversario del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo, questo intervento desidera trasformare il ricordo in appello per un cambiamento radicale. Bergonzoni annuncia la volontà di istituire un "comitato dei familiari e delle vittime acquisite": non serve più solo empatia o solidarietà, ma immedesimazione totale. Dobbiamo diventare genitori di Giulio, vivere il caso come se fosse capitato ai nostri figli, praticare un "giornalismo d'immedesimazione" che ci renda parte attiva della ricerca di verità.L'artista denuncia la "cultura colluttoria" italiana: ci sciacquiamo la bocca da tragedie come quella di Regeni, Cucchi, le torture nei CPR, ma non le digeriamo, non le trasformiamo in cambiamento. Propone invece lo "shock pre-traumatico": agire prima che accada, non essere "un popolo di zittiti", sollecitare la politica con "mine pro-uomo" che facciano esplodere diritto, giustizia e dignità.Bergonzoni chiede alla politica di superare gli interessi economici - vendite di armi all'Egitto, PIL, affari - per diventare "sovrumana", capace di trascendere e guardare dall'alto. Serve "più poetica e meno etica", perché senza poetica non c'è vera etica. La pace, parola considerata ormai desueta, deve tornare al centro, insieme alla consapevolezza che siamo tutti conniventi se non agiamo. Un ringraziamento all'avvocata Alessandra Ballerini e a Paola e Claudio Regeni per la loro instancabile battaglia per la verità e la giustizia, un'invocazione potente che ci ricorda come verità e giustizia abbiano il potere di "far risuscitare le dignità".

  7. 22

    15 dicembre 1975 - Conferenze sui Diritti delle Donne

    I diritti delle donne come diritti umani: le conferenze ONUdi Raffaella Baritono, Università di Bologna15 dicembre 1975 | L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 31/136, con la quale fece proprio il Piano d’Azione e la Dichiarazione approvati alla fine della Prima Conferenza sui Diritti delle DonneCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il 15 dicembre 1975 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 31/136, con la quale fece proprio il Piano d’Azione e la Dichiarazione approvati alla fine della Prima Conferenza sui Diritti delle Donne, svoltasi a Città del Messico dal 19 giugno al 2 luglio di quello stesso anno. Il 1975 era stato infatti proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Donne.Le Nazioni Unite e le conferenze organizzate dal 1975 in avanti divennero uno dei principali palcoscenici di espressione delle diverse - e talvolta conflittuali – correnti di un femminismo composito e plurale, consolidatosi con la nuova fase di attivismo avviata dagli anni Sessanta con i femminismi radicali.Alla fine del decennio le parole chiave – uguaglianza, sviluppo, pace – assumevano nuove articolazioni grazie a un movimento femminista sempre più plurale che poneva l’attenzione sul concetto di agency e sull’intreccio tra classe, razza, etnia, genere ed età come elementi essenziali nelle strategie politiche e nelle lotte per la libertà delle donne.

  8. 21

    4 novembre 1995 - Yitzhak Rabin

    Parlare oggi dell'assassinio di Rabin e della fine di una speranza di pacedi Gad Lerner4 novembre 1995 | Assassinio del primo ministro israeliano Yitzhak RabinCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecentouna serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---“Quando ci chiediamo come sia possibile che due popolazioni evolute, con grandi tradizioni culturali alle spalle, come gli israeliani e i palestinesi, possano essere cadute preda di gruppi dirigenti fanatici, estremisti e disposti a inferocire il conflitto, forse è giusto guardare a questa data fatidica: il 4 novembre 1995."L'assassinio del primo ministro Yitzhak Rabin, al termine di una grande manifestazione nella piazza del municipio di Tel Aviv, che prenderà il suo nome (Piazza Rabin) si configura come il primo grande omicidio politico in Israele. Più che ricordare la pur significativa figura e biografia di Yitzhak Rabin è su questo delitto che dobbiamo concentrare l'attenzione se vogliamo capire le degenerazioni degli ultimi trent’anni, come si sia radicalizzata una condizione che invece in quel momento sembrava avviarsi verso la possibilità concreta della convivenza.”Anche questo video fa parte della rassegna del Calendario civile: video di nuova produzione e approfondimenti tematici sul calendario civile contemporaneo, con l'atmosfera e le riflessioni che hanno caratterizzato la storia del Novecento. In copertina un manifesto dalla banca dati manifestipolitici.it

  9. 20

    24 ottobre 1945 - Nascita dell'ONU

    80 anni di pace imperfetta: l’eredità e le sfide delle Nazioni Unitedi Marco Balboni, Università di Bologna24 ottobre 1945 | Entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Dal 24 ottobre 1945, l’ONU ha incarnato l’aspirazione a un ordine mondiale fondato sulla pace, la cooperazione tra gli Stati e la tutela dei diritti umani. L'intervento ripercorre le tappe che portarono alla sua nascita – dalla Carta Atlantica del 1941 alla Conferenza di San Francisco del 1945 – evidenziando come l’organizzazione fosse pensata non solo per evitare nuovi conflitti, ma per costruire una “pace positiva”, basata anche su giustizia sociale e dignità umana. Nel bilancio di questi otto decenni non mancano risultati importanti: il sostegno ai processi di decolonizzazione, la promozione dei diritti umani e lo sviluppo di strumenti di cooperazione multilaterale.Tuttavia, sul piano del mantenimento della pace, il cammino dell’ONU resta segnato da limiti strutturali, dovuti all’assenza di un esercito proprio e al frequente uso del veto nel Consiglio di Sicurezza. Oggi è in discussione non solo l’efficacia dei meccanismi istituzionali, ma i principi fondativi stessi del diritto internazionale: il divieto dell’uso della forza, l’autodeterminazione dei popoli, il multilateralismo. “Per affrontare le sfide del presente occorre ripartire da quei valori condivisi su cui l’ONU è nata, restituendo significato e forza all’idea di una comunità internazionale fondata sulla cooperazione e sul diritto”.

  10. 19

    Settembre 1945 - Prima pubblicazione "Cristo si è fermato a Eboli"

    Margini e dualismo nel mondo di Carlo Levi.di David Forgacs, New York Universitysettembre 1945 | Prima pubblicazione di "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi (Einaudi)Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---A partire dall’analisi della ricezione nazionale e internazionale dell’opera, Forgacs ricostruisce il percorso che ne ha accompagnato la genesi: dall’esperienza del confino politico alla permanenza fiorentina di Levi negli anni immediatamente precedenti alla Liberazione dal nazifascismo. Nei suoi scritti, Levi restituisce con straordinaria attenzione personaggi e paesaggi del Sud. Intellettuale del Nord ma osservatore immerso nella realtà di Aliano (nel libro Galiano), ha saputo rappresentarne la vita quotidiana senza frapporre barriere tra i pensieri e le parole dei protagonisti e la propria scrittura. Questa immedesimazione radicale, tuttavia, è stata letta dalla critica anche come un limite, che non consente di cogliere e capire la diversità e la peculiarità del loro modo di pensare e agire.In particolare, Forgacs ritrova nell’opera una riproposizione del mito dualistico delle due Italie, che converte le differenze in una differenza assoluta. Le questioni affrontate nell’intervento trovano un più ampio sviluppo anche nel volume di Forgacs "Margini d’Italia. L’esclusione sociale dall’Unità a oggi" (Laterza, Roma-Bari, 2015).

  11. 18

    Settembre 2025 - Partenza della Global Sumud Flotilla

    Gaza: una sfida per il futuro dell’Europa e dell’Occidente. di Gustavo Gozzi, Università di BolognaSettembre 2025 |  partenza della Global Sumud FlotillaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---L’intento di affrontare una realtà così complessa non è quello di enunciare la “verità storica”, ma di evidenziare alcuni problemi fondamentali, che sollecitino una riflessione critica che consenta di individuare le possibili soluzioni di questa realtà che sembra non avere vie d’uscita. A partire da una breve riflessione storica su Gaza sono analizzate le origini e le cause del conflitto e le possibili soluzioni. L’intervento, a partire dalla situazione contingente, riflette sulle violazioni del diritto internazionale, sulla guerra, sul genocidio, sulla democrazia.Le questioni affrontate nell’intervento trovano un più ampio sviluppo anche nel volume di Charif e Nassar, "I Palestinesi, Carocci, 2025.

  12. 17

    11 luglio 1995 - Genocidio di Srebrenica

    "Siamo ancora qua / A costruire da macerie / Colombaie lunari". Ricordando Srebrenica 30 anni dopodi Barbara Ivančić, Università di Bologna11 luglio 1995 | Genocidio di SrebrenicaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---A trent’anni dal genocidio di Srebrenica, l’Europa ricorda una delle pagine più buie della sua storia recente. L’11 luglio 1995, le truppe serbo-bosniache guidate da Ratko Mladić massacrarono oltre 8.000 musulmani bosniaci in quella che era stata dichiarata "zona protetta" dalle Nazioni Unite.Srebrenica, cittadina della Bosnia orientale, divenne il simbolo della pulizia etnica durante la guerra in Bosnia e del più grave crimine di massa in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Oggi, la città conta circa 13.000 abitanti, divisi tra bosgnacchi (come oggi si è soliti chiamare i bosniaci musulmani) e serbi, ma restano assenti oltre 20.000 persone scomparse dopo il conflitto. La memoria di Srebrenica resta centrale per comprendere non solo la tragedia balcanica, ma anche le responsabilità e le rimozioni dell’Europa contemporanea. Migliaia di persone, partecipando alla Marcia della Pace, si sono riunite in questi giorni per ricordare e guardare al futuro.

  13. 16

    25 giugno 1975 - Indipendenza del Mozambico

    Un’altra storia per il Mozambicodi Roberto Vecchi, Università di Bologna25 giugno 1975 | Indipendenza del MozambicoCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il 25 giugno 1975, il Mozambico si autoproclama ufficialmente indipendente dal Portogallo. Nel contesto portoghese, la decolonizzazione è inscindibile dal processo di ri-democratizzazione avviato dalla “Rivoluzione dei garofani” del 25 aprile 1975, che mette fine al regime fascista e totalitario dell’Estado novo di António de Oliveira Salazar. Le tre “D” (democratizar, descolonisar, desenvolver), impresse sul manifesto del Movimento das Forças Armadas, hanno tra gli obiettivi quello di porre fine alla più che decennale e costosissima guerra contro i movimenti indipendentisti africani. Pochi mesi più tardi, l’11 novembre 1975, quando in Portogallo le spinte rivoluzionarie si stanno attenuando, anche l’Angola dichiara ufficialmente la propria indipendenza. Quali sono dunque le conseguenze delle decolonizzazioni?Il 25 giugno 1975 è il momento in cui non solo nasce un nuovo Stato nazionale africano con una cultura straordinariamente ricca e una storia molto complessa, che sarà più tardi teatro di altre guerre civili e momenti insanguinati. Ma nasce anche, il 25 giugno 1975, così come era già avvenuto il 25 aprile 1974, un altro Portogallo, che mette fine alla propria secolare parabola atlantica e va alla ricerca di una nuova identità, voltandosi verso l’Europa.

  14. 15

    30 aprile 1975 - Fine della guerra del Vietnam

    La guerra che sfidò l’ordine mondiale. A cinquant’anni dal Vietnam, tra memoria e rivoluzionedi Antonio Fiori Università di Bologna3 aprile 1975 | Fine della guerra del VietnamCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il 30 aprile del 1975, le truppe dell’Esercito Popolare del Vietnam del Nord entrarono a Saigon, capitale del Vietnam del Sud, ponendo termine a uno dei conflitti più lunghi, devastanti e controversi della seconda metà del Novecento. La guerra, durata vent'anni, si concluse con la vittoria delle forze comuniste e la proclamazione, nel 1976, della Repubblica Socialista del Vietnam, unificando ufficialmente il paese sotto il controllo del regime di Hanoi. Commemorare oggi questo anniversario non significa semplicemente ricordare una data storica. Significa tornare a interrogarsi su una guerra che fu insieme guerra civile, guerra di liberazione nazionale, guerra per procura all'interno della Guerra Fredda, e teatro di drammatici esperimenti sociali e militari. Significa anche riflettere sul modo in cui l’eredità di quel conflitto continua a influenzare non solo la memoria storica del Sudest asiatico e degli Stati Uniti, ma anche il modo in cui oggi pensiamo l’intervento militare, la sovranità nazionale, e le logiche dell’imperialismo.A cinquant’anni dalla fine della guerra del Vietnam, il conflitto continua a interrogare le coscienze. Esso ci ricorda i limiti dell’intervento armato, l’importanza della legittimità politica, e la complessità delle guerre moderne, in cui le distinzioni tra fronti, ideologie e civili spesso si dissolvono. È anche un monito contro l’arroganza del potere imperiale e contro la tentazione di ridurre le guerre a semplici esercizi di forza. In un mondo ancora attraversato da conflitti asimmetrici, guerre per procura e crisi umanitarie, la memoria del Vietnam resta attuale. Non per celebrare un passato concluso, ma per confrontarci, ancora una volta, con le domande fondamentali sul rapporto tra violenza, ideologia e sovranità, e sul costo umano della guerra.

  15. 14

    21 marzo - Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

    Il vento della memoria semina giustiziadi Don Luigi Ciotti Associazione Liberadi Sofia Nardacchione Associazione Libera21 marzo | Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafieCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Nel 2025 ricorrono trent’anni dalla fondazione di Libera e dall’istituzione della Giornata della Memoria e dell’Impegno, il 21 marzo, ricorrenza nata dalla convinzione che il miglior modo per praticare memoria sia l’impegno collettivo. L’appuntamento per il 21 marzo di quest’anno, racchiuso nel messaggio “Il vento della memoria semina giustizia” è a Trapani, dove diverse centinaia di familiari delle vittime innocenti delle mafie si sono dati appuntamento.È importante essere in tanti per abbracciare questi familiari, per riflettere e per camminare insieme. Non solo a Trapani, ma anche in tutte le città dell’Emilia-Romagna e dell’Italia saranno letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno l’elenco si è allungato di venti nomi in più rispetto all’anno scorso, arrivando a 1101.

  16. 13

    21 febbraio - Giornata internazionale della Lingua Madre

    Diritto all’identità e all’inclusionedi Rita Monticelli Università di Bologna21 febbraio | Giornata internazionale della Lingua Madre Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Ogni anno, il 21 febbraio, si celebra la Giornata internazionale della Lingua Madre, istituita dall’UNESCO nel 1999 per promuovere la diversità linguistica e la tutela delle lingue nel mondo. Questa ricorrenza nasce per ricordare il sacrificio di diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca, uccisi nel 1952 dalle forze di polizia del Pakistan mentre manifestavano per il riconoscimento del bengali come lingua ufficiale in Bangladesh (all’epoca Pakistan orientale). Nel mondo sono parlate oltre 7.000 lingue, ma molte di esse rischiano di scomparire per sempre. Secondo l’UNESCO, circa il 40% delle lingue attuali è considerato a rischio di estinzione: un dato allarmante per la diversità linguistica del nostro pianeta. Questo fenomeno è legato a fattori socioculturali, economici e politici, che portano comunità linguistiche sempre più piccole a preferire lingue cosiddette “maggioritarie”. La lingua madre è il primo strumento attraverso cui un individuo si esprime, comprende il mondo e costruisce relazioni. Garantire il diritto di ogni persona a usare e preservare la propria lingua madre significa promuovere il rispetto delle identità culturali e favorire un’inclusione sociale più equa. In molte parti del mondo, le minoranze linguistiche subiscono discriminazioni e restrizioni, con gravi conseguenze sulla loro partecipazione alla vita sociale ed economica. La Giornata internazionale della Lingua Madre non è solo una celebrazione simbolica, ma un’occasione per riflettere su come proteggere e valorizzare la diversità linguistica. Governi, istituzioni educative e cittadini hanno la responsabilità di promuovere politiche che garantiscano l’insegnamento delle lingue madri, il riconoscimento delle minoranze linguistiche e la tutela delle lingue a rischio. Difendere le lingue madri significa difendere la libertà di espressione, la cultura e i diritti di milioni di persone nel mondo. Perché ogni lingua, “grande” o “piccola”, è una ricchezza insostituibile per l’umanità.

  17. 12

    24 gennaio 1979 - Guido Rossa

    Guido Rossa: un uomo, una vitadi Fabrizio Loreto Università di Torino24 gennaio 1979 | Omicidio di Guido Rossa Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---All'alba del 24 gennaio 1979 a Genova, in via Fracchia, la locale colonna delle Brigate Rosse uccideva Guido Rossa, operaio, delegato sindacale della Fiom-Cgil e militante comunista. Si tratta dell'unico operaio sindacalista ucciso dai terroristi in Italia durante i cosiddetti anni di piombo. Negli anni ‘60 Rossa fu assunto come operaio specializzato nello stabilimento Italsider di Cornigliano, all'epoca il più importante stabilimento siderurgico in Italia, e sempre in quegli anni iniziò la sua militanza sindacale nella Cgil e politica nel Pci.Il contributo esamina le ragioni dell'assassinio di Guido Rossa attraverso l’analisi del contesto economico e politico di quegli anni, a livello nazionale e locale. Oggi, a 46 anni di distanza da quegli avvenimenti, Genova continua a ricordare Guido Rossa, a onorare la sua figura e il suo straordinario esempio continuando a raccontare e ricostruire la storia di quegli avvenimenti, e a trasmettere la memoria alle giovani generazioni.

  18. 11

    25 novembre - Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

    Retoriche della violenza. Oltre le immagini e l'immaginario di generedi Cristina Gamberi Università di Bologna25 novembre | Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il 25 novembre è la data designata dalla Nazioni Unite nel 1999 come giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Viene approvata dall'Onu (risoluzione 54/134), con l'obiettivo di invitare governi, istituzioni, organizzazioni internazionali e non governative a promuovere in occasione di questa data delle attività per sensibilizzare l'opinione pubblica. Questa giornata corrisponde al 25 novembre del 1960, in cui vennero uccise tre giovani donne che si opposero alla dittatura di Rafael Trujillo e che furono impegnate nella lotta clandestina insieme ad altre persone. Si tratta delle tre sorelle Mirabal: Minerva Maria Teresa e Patria, che nella Repubblica Dominicana vennero catturate in un’imboscata dai servizi segreti militari, torturate e uccise.È con il movimento femminista che questa data viene riattivata, quando nel 1981 a Bogotà si tiene il primo incontro femminista latino-americano e del Caribe, che ne riconosce il valore simbolico, oltre che politico, di un momento fondamentale per la lotta contro la violenza sulle donne. Questa data è stata capace di parlare in modo straordinario al nostro presente e di diventare una data catalizzatrice di uno dei principali terreni politici della contemporaneità, che non è solo quello della violenza contro le donne ma è quello della libertà delle donne e delle loro lotte per contrastare una forma una violenza che è al contempo la causa ma anche il risultato di una storica disuguaglianza fra gli uomini e le donne.Si prenderanno in prestito le riflessioni di tre di tre figure, di tre voci femministe che negli ultimi anni hanno contribuito a formulare concetti e strumenti per capire le origini, l'articolazione e la continua permanenza della violenza in un orizzonte che non si ferma alla semplice commemorazione simbolica, ma si nutre di un costante impegno anche intellettuale, e che talvolta nasce da una sofferenza personale. Si tratta di Rita Laura Segato, Michela Murgia ed Elena Cecchettin.

  19. 10

    7 ottobre 2023 - Un anno dopo l'attacco di Hamas a Israele

    7 ottobre un anno dopo. Quale bilancio?di Arturo Marzano Università Roma Tre07 ottobre 2023 | Attacco terroristico di Hamas in IsraeleCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---L’intervento del prof. Marzano proverà a concentrarsi su quattro punti. Intanto su cosa è avvenuto e cosa è successo esattamente. Il secondo punto riguarda le motivazioni: che cosa ha spinto Hamas a compiere il gesto terribile del 7 ottobre? Si proverà a definire il contesto entro cui questi attacchi hanno avuto luogo, fermo restando che cercare di comprendere le motivazioni non vuol dire assolutamente giustificare questo atto terroristico che non ha alcun tipo di giustificazione. Il terzo tema riguarda le conseguenze nel medio periodo su Gaza, sulla Palestina, su Israele, sul contesto regionale e poi in ambito internazionale.Nessuno si aspettava che a circa un anno di distanza la guerra sarebbe stata ancora in corso e addirittura si sarebbe estesa anche a sud del Libano. Infine, si proverà, con una certa cautela, a comprendere che tipo di aspettativa possiamo avere in termini di futuro, ovvero cosa potrebbe accadere e cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi.L'intervento è stato registrato il 27 settembre 2024, prima dell'attacco iraniano contro Israele.

  20. 9

    8 settembre 1943 - Armistizio di Cassibile

    8 settembre 1943: un giorno a lungo invisibile. La complicata relazione fra il cinema italiano e l'Armistiziodi Giacomo Manzoli Università di Bologna8 settembre 1943 | Armistizio di Cassibile Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il cinema italiano comincia a rappresentare gli eventi storici legati al conflitto. All’epoca, esso era il principale mezzo di comunicazione di massa, in quanto medium audiovisivo capace di influenzare il dibattito pubblico. Tuttavia, fino agli anni '50, i film che trattano l'Armistizio sono pochi, poiché questo evento costituisce un motivo di imbarazzo per le istituzioni e le forze armate italiane. Negli anni '60, con il mutare del clima politico e l'allentamento della censura, il cinema trova maggiore libertà di espressione. La rappresentazione dell'8 settembre è stata oggetto di diversi tentativi di mascheramento, censura e manipolazione, legati alla necessità di riconciliazione, normalizzazione e, in alcuni casi, deresponsabilizzazione, aspetti che emergono nella narrazione cinematografica di quel periodo. Calendario civile. Approfondimenti sulle date che hanno segnato la storia del Novecento Un percorso di approfondimenti tematici e di brevi lezioni sul calendario civile contemporaneo, per trasmettere l’atmosfera e le riflessioni che hanno caratterizzato la storia del Novecento.

  21. 8

    2 agosto 1980 - Strage di Bologna

    Le stragi di Bologna. Memorie di guerra e di pacedi Toni Rovatti Università di Bologna02 agosto 1980 | Strage della Stazione di Bologna 04 agosto 1974 | Strage del Treno Italicus Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980 un ordigno ad altissimo potenziale esplode nella sala d'aspetto di seconda classe della Stazione ferroviaria di Bologna. Quello che avviene nello sguardo degli osservatori è una sovrapposizione, anche dei ricordi, con la strage del 1974.  L'attentato al Treno Italicus e la bomba alla Stazione sono stragi che avvengono in un contesto di pace, ma che prendono forma nello sguardo di una generazione di adulti, che ha ancora negli occhi e mantiene vivida la memoria a distanza di 35-40 anni, della violenza di guerra che ha segnato il tessuto sociale e urbano di Bologna.Una generazione che guarda alla nuova violenza degli anni '70, attraverso la lente dei propri ricordi e attraverso questi legge il presente, sovrapponendo le immagini della violenza e definendo stratificazioni di memoria. Un richiamo alla violenza fascista, incardinata nelle radici della memoria di guerra della città.

  22. 7

    4 luglio 1994 - Genocidio dei Tutsi in Rwanda

    Storicizzare la conflittualità in Africa. Il caso del Rwandadi Karin Pallaver Università di Bologna04 luglio 2024 | Trentesimo anniversario della fine del genocidio in RwandaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il 4 luglio del 1994 quando le truppe del Fronte patriottico ruandese guidato da Paul Kagame entravano nella capitale del Rwanda , Kigali, ponendo fine alle violenze che erano iniziate il 7 aprile del 1994 e che in 100 giorni avevano causato l'uccisione di circa un milione di Tutsi e Huto moderati.Anniversari come questi sono sempre momenti in cui si fanno dei bilanci, e questo in Rwanda significa una riflessione sul lungo processo di riconciliazione che ha interessato il paese dopo un trauma di tali proporzioni, ma anche una riflessione su quelle che sono state le scelte politiche ed economiche fatte dopo il genocidio

  23. 6

    10 giugno 1924 - Giacomo Matteotti

    Matteotti a Bolognadi Mirko Grasso10 giugno 1924 | Assassinio di Giacomo Matteotti Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il delitto è celebre, ormai è stato indagato ogni istante a partire da quel 10 giugno, però resta ancora in ombra l’importante produzione storiografica di Matteotti sul regime fascista e la sua complessa figura di intellettuale. Bisogna quindi porsi alcune domande che trovano risposta anche soffermandosi sulla città di Bologna e sull’Università. Giacomo Matteotti diventa l’oppositore del regime perché sa indagare alcuni campi e alcune politiche fasciste, possiede gli strumenti della statistica, dell’economia e ha una profonda formazione giuridica.Questa formazione la costruisce a Bologna, laureandosi il 7 novembre 1907 in Giurisprudenza su una tematica molto particolare: la recidiva.

  24. 5

    4 giugno 1989 - Rivolta in Piazza Tien'anmen

    Il massacro di piazza Tian'anmen e le radici del neoliberismo autoritariodi Gaia Perini Università di Bologna 04 giugno 1989 | Massacro di Piazza Tian'anmenCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Il massacro di piazza Tian'anmen è una data che non viene ricordata in Cina pubblicamente, ed è quasi più commemorata nei paesi occidentali per una serie di ragioni politiche. Nella Repubblica popolare viene ricordata dai cinesi in contesti privati, ma mai in un contesto pubblico e spesso, visto che il 4 giugno è una parola tabù, lo si chiama "35 maggio", un modo ironico e scherzoso ma che restituisce esattamente la cifra stilistica di come sia possibile aggirare la censura per la popolazione cinese su Internet.Il 4 giugno 1989 fu un vero e proprio eccidio in cui si stima abbiano perso la vita circa 3000 persone, morti che si innestano anche su un processo di crescita economica e di adozione del neoliberismo per cui non c'è nessuna discrepanza, anzi c'è una piena continuità, tra l'autoritarismo politico e dall'altra parte il lancio delle riforme.

  25. 4

    1° maggio - Festa dei lavoratori

    La solidarietà nel lavorodi Marica Tolomelli Università di Bologna1° maggio 2024 | Festa dei lavoratori Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Andando alle origini di questa festività dobbiamo ricordare che il 1° maggio nasce fin da subito con una duplice valenza esplicita: come manifestazione di lotta e di festa, a cui va aggiunta una connotazione politica-simbolica. L’indizione di quella giornata diede forma al valore prioritario su cui il movimento operaio si stava affermando nella storia: la solidarietà: solidarietà di classe, solidarietà internazionale o universale espressa nel concetto di unione operaia o nella parola d’ordine 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘪/𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘶𝘯𝘪𝘵𝘦𝘷𝘪!Il Primo maggio non è solo il risultato di una lunga storia ma 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗲́ 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗲̀ 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼.

  26. 3

    25 aprile - Festa della Liberazione

    25 aprile. Un nuovo iniziodi Luca Baldissara, Università di Bologna25 aprile 1945 | Liberazione dell'ItaliaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Oggi siamo ormai a 80 anni di distanza dal 25 aprile 1945, dopo decenni di polemiche, di manipolazioni, di distorsioni e di falsificazioni è giunto il momento di riflettere sul significato storico di quella data e di restituire ad essa un senso politico e civile che ha portato a celebrarla fin dall'inizio del dopoguerra. Bisogna quindi chiedersi se ancora quella data del passato ci può interrogare sul presente. Il 25 aprile ha sempre avuto un forte significato, ovvero quello di fare i conti con la storia italiana, con il fascismo e con alcune caratteristiche di fondo della formazione delle classi dirigenti. Possiamo pensare che il 25 aprile possa sganciarsi completamente da questa storia?Può il nostro paese fare i conti oggi con la storia del Fascismo e delle responsabilità del Fascismo nello scoppio della Seconda Guerra Mondiale nelle forme più tragiche e sanguinose? Il 25 di aprile fu in qualche modo una festa che assunse il significato anche in relazione a ciò che era successo prima, ai lutti e alle tragedie. Una festa che celebrava la fine della guerra, la festa di un nuovo inizio, dell'inizio della democrazia italiana.Intervento a partire da "25 aprile. La storia politica e civile di un giorno lungo ottant'anni. È ancora una data fondamentale per l'Italia di oggi?" di Luca Baldissara (Bologna, Il Mulino, 2024)

  27. 2

    8 marzo - Giornata internazionale della donna

    Il corpo delle donne e la sua rappresentazione mediatica di Roberta Sassatelli, Università di Bologna8 marzo | Giornata internazionale della donnaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---L'intervento parte dalla considerazione che fin dall'antichità greco-romana, quello femminile è stato immaginato come la variante particolare, tipicamente subordinata e accessoria, del corpo umano per eccellenza, come il suo «altro da». Gli studi di genere hanno mostrato che il corpo e la sua rappresentazione sono stati uno dei luoghi fondamentali dell'oppressione delle donne. Il corpo femminile è stato a lungo oggettivato nella rappresentazione mediatica: le donne sono state definite dal loro guardare se stesse essere guardate e sono spesso state rappresentate come il polo passivo di una dicotomia che le vedeva oppose agli uomini come polo attivo e dominante.Un'analisi delle pubblicità dagli anni Sessanta del Novecento ad oggi ci mostra come si sono andati mescolando i codici di genere: oggi le immagini pubblicitarie affiancano a codici di genere tradizionali nuove modalità di rappresentazione del femminile che strizzano l'occhio a sensibilità post-femministe e arrivano a proporre ibridazioni tra i codici maschili e femminili, accogliendo tensioni verso il superamento dei binarismi. Nel così detto femvertising il discorso sull'empowerment, l'autonomia e la scelta è dominante, ma altrettanto lo è l'individualizzazione e il trionfo del consumo che spesso dimenticano le condizioni strutturali della diseguaglianza di genere.

  28. 1

    27 gennaio - Giorno della Memoria

    Rovine ebraiche e terre contaminatedi Antonella Salomoni, Università di Bologna 27 gennaio 1945 | Giorno della MemoriaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---La riflessione ci accompagna, attraverso ricostruzione storica, versi poetici e immagini iconografiche, tra le rovine ebraiche dell’Europa orientale. Il secondo conflitto mondiale lascia infatti un paesaggio di rovine in tutta Europa, ma nelle regioni dell’Europa orientale si “inciampa” a ogni passo in rovine ebraiche: fosse comuni, sinagoghe incendiate, cimiteri devastati, villaggi o quartieri urbani completamente cancellati. Soldati e civili, all’indomani della liberazione, hanno dovuto affrontare il trauma che genera la visione di luoghi con resti umani dispersi per ogni dove. La consapevolezza che la profanazione dei corpi non abbia fine emerge chiaramente dalle tante corrispondenze e dai molti racconti. Migliaia di salme giacciono in spazi privi di recinzione e lasciati al pascolo di bestiame; i siti degli eccidi, per quanto ben noti, sono privi d’indicazione e consegnati all’incuria. Si percepisce un diffuso atteggiamento di disprezzo per le vittime che demoralizza gli abitanti che cercano di rientrare nelle loro residenze e i combattenti in visita nei paesi d’origine. Le citazioni e le letture presenti nell’intervento sono tratte da: Vasilij Grossmann, Ucraina senza ebrei , Adelphi, 2023; David Dragunskij, 4 dicembre 1945, in Il Comitato antifascista ebraico in URSS, 1941-1948, a cura di Shimon Redlich, Moskva, Meždunarodnye Otnošenija, 1996, p. 108 e in Antonella Salomoni, L’Unione Sovietica e la shoah, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 200; Il'ja L'vovič Sel’vinskij, Io l’ho visto!, in «Krasnaja Zvezda», 27 febbraio 1942, p. 3; Edith Bruck, Tempi, Milano, La Nave di Teseo, 2021, p. 18.

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Gli interventi del Calendario Civile sono una serie di interventi originali prodotti dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, dedicati alle date significative della memoria collettiva nazionale e internazionale. Ogni contributo approfondisce una ricorrenza anche attraverso materiali d'archivio, letture e testimonianze, intrecciando il rigore della ricerca storica con la cura della comunicazione visiva. La programmazione è definita in collaborazione con il Comitato Scientifico della Fondazione, che seleziona le date combinando eventi di ampia notorietà con giornate meno conosciute ma di particolare valore storico e simbolico, promuovendo così una cultura della memoria come esperienza viva e partecipata.Ogni mese una data da ricordare e da approfondire. Visita www.iger.org

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