PODCAST · news
b2eyes today
by Fabiano Editore
Il primo quotidiano nel settore dell'ottica
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Police, con Bastianini nel segno della personalità
L’house brand di De Rigo ha scelto il pilota come ambassador, accompagnandolo in ogni momento del suo percorso dentro e fuori dalla pista: la collaborazione vede al centro la collezione Unlocked con una rilettura contemporanea del logo del marchio che valorizza l’architettura dell’occhiale e ne definisce l’identità con forza e coerenzaProtagonista della MotoGP e pilota del Red Bull KTM Tech3, Enea Bastianini (nelle foto, alcune immagini di campagna), alla sesta stagione nella categoria principe del circuito motociclistico, con un terzo posto finale nel 2022, dopo aver vinto il titolo nella Moto2 nel 2020, incarna una combinazione di talento, determinazione e autenticità. «Il suo stile è diretto, essenziale, senza filtri: in gara come nella vita quotidiana, la sua presenza è definita da una personalità forte e riconoscibile, la stessa che Police celebra da sempre attraverso le proprie collezioni – si legge in una nota del marchio di proprietà di De Rigo Vision, il cui legame con il mondo dello sport nasce da un terreno comune fatto di performance e identità - Il racing non è solo competizione: è tensione verso il limite, è precisione assoluta, è libertà di esprimere il proprio carattere. Valori che fanno parte del dna del brand e che trovano in Bastianini un interprete ideale».Al centro della collaborazione c’è Police Unlocked, la collezione che reinterpreta uno dei simboli più iconici del marchio: l’aquila. «Un segno che si trasforma in elemento strutturale di design: il dettaglio metallico che unisce frontale e aste diventa un’ala che si dispiega, un gesto grafico che traduce il metallo in movimento e la funzione in libertà - prosegue il comunicato - Tra i modelli scelti da Bastianini, SPLU77 esprime un carattere deciso e riconoscibile, con frontale rettangolare, montatura in acetato e l’iconico dettaglio metallico a forma di ala; SPLU78 si muove invece su un’estetica più urbana e contemporanea, con linee fluide, struttura alleggerita e finiture in titanio che garantiscono comfort e qualità visiva. SPLU79, infine, unisce spirito urbano e sensibilità fashion in un design geometrico e distintivo, pensato per chi ama anticipare le tendenze». A completare la collaborazione con Bastianini, Police presenta anche la nuova fragranza Rich Guy.Nel corso del 2026 il marchio accompagnerà il pilota nei paddock internazionali, negli eventi ufficiali e nei momenti lifestyle che scandiscono il ritmo della MotoGP.A cura della redazione
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Visione Evoluta: il primo format multidisciplinare di Zeiss su miopia e presbiopia
Il progetto, inaugurato nelle scorse settimane a Milano, coinvolge oculisti, ortottisti e ottici expert partner dell'azienda: al centro le due problematiche visive, affrontate con un approccio integrato tra innovazione clinica, opzioni chirurgiche e soluzioni oftalmicheUn format pensato per favorire il dialogo tra area medica e mondo ottico optometrico attraverso la modalità multidisciplinare della gestione visiva: è l’obiettivo di Visione Evoluta, il nuovo ciclo di incontri promosso da Zeiss. «Il primo appuntamento si è svolto il 7 maggio a Milano e ha rappresentato una novità per l'azienda sia dal punto di vista dei contenuti sia dell’organizzazione: per la prima volta, infatti, le divisioni Zeiss Vision Care e Zeiss Medical Technology hanno lavorato insieme a un unico evento dedicato contemporaneamente a miopia e presbiopia, affrontate sotto il profilo clinico, tecnologico e applicativo – spiega a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Con questa iniziativa si vuole creare una visione condivisa della gestione del paziente-cliente, favorendo il confronto tra le diverse professionalità coinvolte e approfondendo le più recenti innovazioni in ambito chirurgico e ottico».Futuro delle problematiche visive, innovazione tecnologica e applicazioni pratiche sono stati i temi centrali dell’incontro milanese e continueranno a esserlo anche nelle prossime tappe. «Per quanto riguarda la presbiopia, la discussione si è concentrata sulle differenti opzioni di gestione, dalla chirurgia alle soluzioni oftalmiche, esaminando anche il tema delle neuroscienze applicate alle nuove lenti ClearMind e il loro impatto sulla qualità della vita e sul benessere del paziente - dice ancora Abbate - Per ciò che concerne invece la miopia, si è discusso soprattutto di fattori di rischio, diagnosi precoce e controllo della progressione miopica, anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche: in particolare sono stati ripresi i dati presentati in anteprima da Zeiss ad Arvo 2026 sulle lenti MyoCare e sulle nuove MyoActive, oltre a quanto illustrato dall’azienda al recente Forum nazionale sulla miopia di Napoli».All’incontro di Milano hanno partecipato circa 50 professionisti, per il 90% appartenenti alla classe medica. Tra i relatori figuravano gli oftalmologi Andrea Lembo, Marco Mazza e Franco Spedale, affiancati da Federica Pira per l’area Medical e Stefano Amarena per Vision Care dell’azienda. Il progetto proseguirà entro l’estate con nuove tappe a Roma e a Stra, in provincia di Venezia, per poi continuare in autunno.«Finora Zeiss aveva organizzato prevalentemente incontri regionali focalizzati sulla miopia e sulle lenti MyoCare promossi dalla sola divisione Vision Care, oltre a iniziative locali rivolte agli ottici con relazioni consolidate con la classe medica: Visione Evoluta rappresenta quindi un ulteriore passo verso un modello di confronto ancora più integrato tra professionisti della vista e della visione, concentrandosi contemporaneamente su due problematiche visive importanti come la miopia e la presbiopia», conclude Abbate (nella foto, da sinistra: Stefano Amarena, Andrea Lembo, Federica Pira, Franco Spedale, Marco Mazza e Carlo Abbate).Angelo Magri
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Nuance Audio conquista il Compasso d’Oro 2026
Il 22 maggio scorso, presso l'Adi Design Museum di Milano, gli occhiali acustici di EssilorLuxottica sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento, affermandosi tra i progetti più rilevanti del panorama internazionale del designIl Compasso d’Oro 2026 conquistato da Nuance Audio è il primo ricevuto da un occhiale nella lunga storia di questo premio. L’unico modello che si avvicina al mondo dell’eyewear insignito di tale riconoscimento è Detector, la maschera sportiva di Briko, premiata nel 1991.Istituito nel 1954 su un’idea di Gio Ponti e La Rinascente e a partire dal 1959 organizzato dall’Adi, Associazione per il Disegno Industriale, che ne ha acquisito la piena titolarità nel 1967, il Compasso d'Oro rappresenta uno dei riconoscimenti più autorevoli a livello globale nel campo del design: fin dalla sua prima edizione, si caratterizza per la volontà di premiare quegli oggetti che, attraverso una sintesi originale di funzione, estetica e innovazione, rappresentano un’eccellenza nel panorama della produzione industriale.L'edizione 2026, la numero 29, «ha posto il design come strumento di interpretazione del reale, evidenziando l'integrazione tra prodotti e servizi e premiando soluzioni capaci di rispondere ai bisogni contemporanei con attenzione all'inclusività e alla responsabilità ambientale e sociale – si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - Tra i progetti insigniti, Nuance Audio si distingue per un approccio innovativo e per la capacità di proporre nuove modalità di fruizione della tecnologia».Di fatto una nuova categoria di prodotto, gli occhiali acustici, che «integrando funzionalità uditive avanzate in un design discreto e contemporaneo vuole rispondere a un'esigenza diffusa, quella degli oltre 1,25 miliardi di persone nel mondo con perdita uditiva lieve-moderata - prosegue la nota - Il premio conferma il posizionamento dei Nuance Audio Glasses non solo come prodotto innovativo, ma come soluzione il cui design discreto ed elegante consente di contrastare lo stigma associato ai dispositivi acustici, restituendo capacità di udito e connessione a queste persone», precisa il comunicato (nella foto, il team design che ha lavorato al progetto Nuance Audio).A cura della redazione
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Fluxus Eyewear: una consegna rapida per migliorare il servizio al centro ottico
Grazie all’integrazione con Optic Arena e a una infrastruttura logistica dedicata, l’azienda potrà effettuare al mattino le spedizioni degli ordini inseriti entro le 20 del giorno precedente, anche per lenti sagomateLar Group rafforza l’offerta di Fluxus Eyewear con un servizio di laboratorio ad alta efficienza, «progettato per rispondere alle esigenze di rapidità e ottimizzazione dei centri ottici - si legge in una nota dell’azienda - Grazie alla piena integrazione tra piattaforma digitale proprietaria, filiera di montature e laboratorio ottico, il sistema consente oggi di estendere la presa in carico degli ordini fino alle 20, garantendo la consegna all’ottico il mattino successivo in tutta Italia, con possibilità di costante tracciatura del pacco dal portale b2b».Il servizio include tutti gli ordini di lenti di serie, anche con servizio di telesagomatura, gli occhiali delle collezioni del gruppo e gli occhiali con le lenti già montate. «Un risultato reso possibile dall’evoluzione tecnologica avviata con l’integrazione di Optic Arena e da un’infrastruttura logistica (nella foto, a destra) e produttiva completamente connessa, che elimina i passaggi intermedi della filiera - precisa il comunicato - Il laboratorio lavora in sinergia con la piattaforma Fluxus Eyewear, permettendo all’ottico di configurare in modo semplice e immediato il prodotto finito, con tempi certi e tracciabili fino alla consegna».La velocità di evasione si traduce in vantaggi concreti per il centro ottico. «Riduzione dei tempi di attesa per il cliente finale, ottimizzazione delle scorte e maggiore efficienza operativa: un modello che consente all’ottico di lavorare in modo più agile e competitivo, mantenendo elevati standard qualitativi nel prodotto consegnato», afferma ancora la nota.«Il nostro obiettivo è portare l’efficienza del nostro lab e della nostra macchina logistica direttamente nel punto vendita, semplificando il lavoro dell’ottico e migliorando il servizio al cliente finale - commenta nel comunicato Michele Laurencig (nella foto, a sinistra), Head of Optics Program di Fluxus Eyewear - La possibilità di ricevere e spedire ordini di lenti con sagomatura e occhiali completi con questa rapidità rappresenta un cambio di passo concreto per il settore, perché unisce velocità, controllo e qualità in un unico flusso operativo».A cura della redazione
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Chopard: un tributo al legame con il cinema per il decennale di Red Carpet eyewear
Per celebrare il decimo anniversario della collezione di occhiali, in licenza a De Rigo, l’azienda svizzera di orologi di lusso, gioielleria e accessori, dal 1998 partner ufficiale del Festival di Cannes, presenta un esclusivo modello da sole che vuole esaltare la bellezza dei diamanti attraverso forme sofisticate e dettagli raffinatiRed Carpet è la collezione che incarna «il profondo legame tra Chopard e il mondo del cinema, traducendo questa connessione anche nella categoria eyewear – si legge in una nota del marchio elvetico, in licenza a De Rigo Vision - Dal 1998 la maison è partner ufficiale del Festival di Cannes, per il quale realizza la prestigiosa Palma d’Oro, simbolo di eccellenza e riconoscimento internazionale. Questi occhiali gioiello traggono ispirazione dai pezzi unici della collezione di Alta Gioielleria di Chopard, reinterpretando la caratteristica forma a goccia dei diamanti ed esaltandola attraverso l’incastonatura di pietre lungo il profilo metallico».Il design, caratterizzato da un frontale geometrico e impreziosito da un elegante motivo floreale composto da 96 zirconi, celebra il decimo anniversario della collezione Red Carpet eyewear. Il modello (nella foto) si distingue per la preziosa placcatura metallica ed è realizzato in edizione limitata a 499 pezzi.A cura della redazione
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Milano: tra le Botteghe Storiche anche quattro centri ottici
Sono 36 le attività premiate dal sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala e dall’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro Alessia Cappello, nel corso della tradizionale cerimonia che si è svolta il 25 maggio in Sala Alessi a Palazzo Marino: tra queste Ottica Arcieri, Ottica Barello, Ottica Bollani e Laboratorio Ottico MarchesiIl Comune di Milano ha istituito l’Albo delle Botteghe Storiche con l’obiettivo di tutelare e valorizzare attività commerciali e artigiane che hanno un forte radicamento urbano, al fine di conferire loro la valenza di vero e proprio bene culturale e sociale e di preservarne la storia e il patrimonio immateriale: dal 2004 sono 662, di cui poco meno di 600 risultano ancora attive.Tanti i settori e le categorie merceologiche coinvolte dal riconoscimento, in diversi quartieri della città: ottici, sartorie, alberghi, librerie, autoscuole, macellerie, enoteche e molte altre. Si tratta di imprese operanti nella vendita al dettaglio, nella produzione e fornitura artigiana e nella somministrazione di cibi e bevande, attive da almeno 50 anni nello stesso settore merceologico a prescindere da eventuali cambi di titolarità. «Le nostre Botteghe rappresentano una delle più importanti e concrete espressioni dell’economia urbana milanese, sono custodi della tradizione ma anche veicoli di innovazione e di trasformazioni – spiega in una nota del Comune di Milano l’assessora Alessia Cappello – Non solo, oggi che Milano sta diventando una città sempre più internazionale, restano elementi di forte identità culturale e sociale, in funzione di attrazione di visitatori e utenti, ma anche per i cittadini che considerano questi luoghi dei veri e propri presidi e custodi delle comunità e dei quartieri». Le fa eco Marco Accornero, segretario generale di Unione Artigiani, secondo il quale «la premiazione conferma due straordinari valori del made in Milano. Il primo è che esiste e resiste in città un patrimonio di tradizione e cultura manifatturiera artigianale, tutta da conoscere e valorizzare. Parallelamente, questi artigiani resistono perché sono stati in grado, spesso a prezzo di grandi sacrifici, di affidare ai propri discendenti il prosieguo delle loro aziende, un segnale decisivo in un momento in cui il nostro settore affronta la battaglia cruciale per il proprio futuro: quella del ricambio generazionale». Tra le botteghe premiate anche quattro centri ottici. Si tratta di: Ottica Barello di via Torino, avviata nel 1919 come negozio di strumenti scientifici e di precisione e sviluppatasi poi fino a specializzarsi in ottica e optometria, distinguendosi per innovazione tecnologica e qualità dei servizi; Laboratorio Ottico Marchesi, aperto dal 1959 in via Solferino, nel cuore di Brera, che realizza occhiali su misura, con modelli ricercati e utilizzando materiali pregiati; Ottica Bollani, in viale Teodorico dal 1972, uno studio ottico optometrico d'avanguardia con un laboratorio di montaggio computerizzato: una realtà di professionisti che, partendo da un’attività commerciale, hanno trasferito le proprie conoscenze anche in ambito formativo; infine, Ottica Arcieri, laboratorio di cine foto ottica ubicato in via Fratelli Bozzi, nel quartiere di San Siro, avviato nel 1974 dal fondatore Mario e sviluppato dagli eredi della famiglia Arcieri (nella foto, tutte le attività premiate nel corso della cerimonia svoltasi a Palazzo Marino a Milano il 25 maggio).A cura della redazione
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Le città di pianura: il malinconico racconto della provincia mette gli occhiali
Con otto David di Donatello su sedici candidature appena vinti, tra cui quello per il miglior film, la pellicola di Francesco Sossai, che ha ormai superato i 270 mila spettatori, è tornata di recente nelle sale: definita un vero e proprio road movie ambientato nel paesaggio veneto rurale e urbano, vede l’eyewear in primo piano, non solo perché indossato da numerosi personaggi, ma anche perché diventa quasi uno dei protagonisti della tramaLe città di pianura diretto da Francesco Sossai è stato il film più premiato alla recente 71esima cerimonia dei David di Donatello. Presentato a Cannes del 2025, nella sezione Un certain regard, aveva riscosso un grande successo. Ed è uno dei film in cui si vedono più occhiali, che in qualche modo sono un filo conduttore. A cominciare da una delle prime scene dove un autorevole imprenditore scende dal suo elicottero e premia uno dei più anziani e fedeli dipendenti che va in pensione. Intorno a lui c’è una folla di colleghi, operai e impiegati, uomini e donne e tutti indossano montature, principalmente da sole, con le forme più svariate. Si capisce quasi subito che si tratta dei collaboratori e del presidente, l’uomo dell’elicottero, che chiamano Cavaliere, di una fabbrica di eyewear.Ma c’è di più: ben presto si viene a sapere che i protagonisti, due cinquantenni ubriaconi, in giro tra bar e osterie del Veneto di giorno e di notte, ex dipendenti dello stabilimento, per anni sono stati coinvolti in un commercio illegale di occhiali scarti di produzione. Insieme al loro amico, il più responsabile della truffa, che per questo è fuggito in Argentina da dove sta tornando e che i due vorrebbero incontrare dopo tanto tempo. Ed ecco flash back con immagini di casse piene di montature alla rinfusa, trasporti di notte e poi contrattazione e vendita, ovviamente in clandestinità, dei vari modelli. Il road movie entra nella parte più interessante con l’incontro di Giulio, giovane laureando in architettura, che si unisce ai due in un viaggio che cambierà il suo modo di pensare e, considerando gli ultimi minuti del film, la sua vita. E Giulio indossa sempre grandi occhiali da vista, dietro cui nasconde la sua timidezza (nelle foto, alcune immagini del trailer del film tratte da YouTube).Luisa Espanet
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Castelbrando, un premio per più di 80 ottici
Il 24 maggio, presso la suggestiva location di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, si è svolta la prima edizione di Top Optician Italia, organizzata da Eidos Communication e AioDa family chain come Lisi e Bartolomei, Benetti, Forlini, Optariston e Piccolo a centri ottici storici come Barello, Velati o Vettore, per citarne solo alcuni. Da insegne fortemente radicate nel territorio fino a realtà di nuova generazione. È stata soprattutto una grande festa e un’emozionante celebrazione quella che si è svolta domenica scorsa in una delle sale di Castelbrando, già sede di Filiera Produzione Occhiali, la cui quattordicesima edizione si è tenuta il giorno successivo, perché «top non si è per caso nel nostro settore», ha sottolineato in apertura di lavori Roberto Pregliasco, collega dei premiati e conduttore dell’evento. E quando c’è un nuovo premio «bisogna risalire alle origini», ha spiegato Mario Casini, presidente dell’Aio, di cui ha ricordato la nascita nel 1952 da un piccolo gruppo di professionisti, che si erano fatti le ossa sgrezzando le lenti per l’esercito americano nel secondo dopoguerra. «Voleva essere un’associazione professionale, che guardava lontano e con l’intenzione di innovare – ha detto ancora Casini – Top Optician Italia punta a fare la sintesi delle infinite componenti del nostro lavoro: abbiamo scelto un atleta vincitore raffigurato sulla statuetta del riconoscimento, perché, per chi vince, il primo pensiero dopo aver conquistato una gara è aggiudicarsi quella successiva».Formazione, marketing, dialogo con la classe medica, innovazione. Oltre alla relazione con il cliente, che in certi casi si traduce persino nell’andare a prenderlo a casa, se impossibilitato a muoversi, e portarlo in negozio per la consegna dell’occhiale. Segno di competenza, onestà, persino di amore, verso la clientela e la propria professione. Sono alcuni dei punti di forza degli imprenditori ottici di oggi, emersi da due tavole rotonde che hanno coinvolto alcuni loro esponenti insieme a Bruno Palmegiani, nome di riferimento del design di eyewear in Italia.Al termine della giornata, costellata anche dall’intervento di Francesco Gili, chief operating officer di Mido, che ha ricordato come il salone di Milano sia non solo un appuntamento di business ma soprattutto di cultura del settore e la casa dei professionisti italiani, e da una serie di interventi di esperti della filiera e delle aziende, sono stati consegnati i premi: più di 80 esponenti di altrettante insegne sono stati chiamati a uno a uno sul palco, dopo essere stati selezionati da una giuria composta, a detta degli organizzatori, da alcune delle migliori scuole professionali italiane e da una parte del mondo dell’industria (nelle foto, uno scorcio della platea e alcune delle sessioni di premiazione a Top Optician Italia 2026).Angelo Magri
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Rodenstock: test visivi all’Istituto Nazionale dei Tumori di Bari
Il 27 aprile scorso il Van on the Go ha svolto presso l’Irccs Giovanni Paolo II del capoluogo pugliese una serie di controlli dell’efficienza visiva per i pazienti oncologiciL’iniziativa di Rodenstock (nelle foto), che ha coinvolto oltre un centinaio di partecipanti, nelle intenzioni dell’azienda, ha voluto sottolineare il valore della prevenzione e della consapevolezza visiva. «Una grande opportunità offerta ai pazienti e non del nostro Istituto per prendersi cura della propria vista in modo semplice e concreto, perché significa prendersi cura del proprio futuro: si tratta di un gesto semplice ma fondamentale - afferma in un comunicato di Rodenstock Enrica D’Acciò, addetta stampa e coordinatrice delle attività formative dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II Irccs di Bari.«Ogni test è un’opportunità per conoscere meglio la propria vista e imparare a proteggerla nel tempo - sottolinea nella nota Nunzio Liberio, area manager Sud Italia di Rodenstock - Un ringraziamento speciale va al mio team che, con professionalità, competenza e grande disponibilità, ha reso possibile lo svolgimento dell’iniziativa, contribuendo in modo determinante alla sua riuscita e alla qualità del servizio offerto ai partecipanti».I controlli sono stati realizzata con DNEye Scanner, la tecnologia di Rodenstock che consente di misurare con precisione i parametri biometrici e visivi dell’occhio, raccogliendo migliaia di dati per sviluppare soluzioni personalizzate.«Mettere la tecnologia al servizio della prevenzione significa offrire alle persone strumenti concreti per conoscere meglio il proprio benessere visivo - conclude Annamaria Baccaro, presidente di Araba Fenice Associazione, nata per supportare le donne durante il percorso oncologico - L’iniziativa ha rappresentato un momento di grande valore per la comunità, non solo utile dal punto di vista sanitario, ma anche profondamente significativo sotto il profilo umano».A cura della redazione
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Romeo Gigli combina acetato e metallo per l’estate
Sono state recentemente presentate alla stampa le nuove montature del marchio, disponibili in esclusiva per tutti gli affiliati Vision Group e nei retail VisionOttica, insieme alle nuove collezioni di Contemporary Heroes, house brand dell’insegnaVolumi importanti ma grande leggerezza, sono le due caratteristiche degli occhiali Tactile in acetato di Romeo Gigli (nelle foto). Le forme, come sempre, sono architettoniche e sofisticate, ma mai esasperate. I toni sono leggermente cangianti. Ci sono montature in due tonalità e in uno speciale tartarugato con un elemento di colore in contrasto alla fine dell’asta.Novità gli occhiali Heritage che s’ispirano, rinnovandosi, all’archivio del brand. Sono leggerissimi, interamente metallici, o con metà delle aste in acetato colorato e il terminale sempre in acetato, ma di un’altra tonalità. Sul metallo dei lati del frontale e sulle aste piccoli motivi ornamentali. Colore anche nell’eyewear di Contemporary Heroes sia negli occhiali metallici sia in quelli in acetato, sia nelle lenti sia nelle montature.Luisa Espanet
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Emma indossa Transitions per il progetto Live Like Light
L’artista indossa le lenti del brand intelligente alla luce e ne interpreta il concept creativo 2026, che coinvolgerà creator verticali attivi nei mondi fashion e lifestyle e accompagnerà la cantante durante il suo tour estivo, da luglio a settembre«Emma indossa Transitions (nella foto, un'immagine di campagna) nei momenti chiave della sua quotidianità - si legge in un comunicato del marchio - Nella vita di tutti i giorni e sui social, le lenti accompagnano ogni situazione adattandosi dinamicamente alla luce e ai suoi cambiamenti. Questo perfetto equilibrio tra stile e funzionalità accompagnerà l'artista durante il suo attesissimo tour estivo, che partirà a luglio e si chiuderà a settembre».Al centro della collaborazione, due gamme protagoniste: Transitions Gen S e Transitions Color Touch.«“Live Like Light” (Vivi come la luce) è il concept che guida l’intero progetto - prosegue la nota - La luce diventa protagonista di un racconto visivo in continua evoluzione. L’obiettivo è intercettare un pubblico sempre più ampio, con un focus su Gen Z e giovani Millennial».La presenza di Emma Marrone rafforza la visibilità del brand su più livelli. «La sua immagine è protagonista nei materiali dedicati ai punti vendita partner, offrendo agli ottici uno strumento concreto per comunicare il valore delle lenti Transitions - aggiunge il comunicato - Parallelamente, la collaborazione prende vita sui canali digitali attraverso contenuti video sui social come Instagram, supportati da attività di advertising».Accanto a Emma Marrone, creator verticali attivi nei mondi fashion e lifestyle amplificano il racconto. «Ogni voce interpreta “Live Like Light” in modo autentico, mostrando come le lenti Transitions rispondano a esigenze diverse e reali - conclude la nota - La strategia integra online e offline in modo armonioso: i contenuti digitali amplificano la partnership, mentre il punto vendita diventa luogo chiave di esperienza e relazione. La collaborazione per il 2026 copre i momenti stagionali più rilevanti per il brand».A cura della redazione
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Claro Italia accelera la propria espansione a Milano e Firenze
L’insegna consolida il posizionamento in alcune delle piazze più strategiche del mercato ottico italiano con due apertureIl 28 maggio Claro Italia apre un nuovo centro ottico a Sesto San Giovanni (nelle foto), alle porte di Milano, che si affianca a quello in via De Amicis, avviato lo scorso marzo nel cuore del capoluogo lombardo e agli ormai consolidati store di via MacMahon e di via De Fiordalisi, mentre a Firenze ha inaugurato di recente il terzo negozio, in via Duse. Ogni punto vendita ha una superficie di più di 90 metri quadrati e conta uno staff di due ottici.«Con una rete che raggiungerà quota 36 negozi, Claro Italia conferma la solidità di un format retail di ottica riconoscibile e contemporaneo, capace di coniugare identità di prodotto distintiva come l’artigiano italiano e servizi ottici evoluti, pensato per ottici e professionisti interessati a sviluppare un percorso imprenditoriale e autonomo», sottolinea un comunicato dell’insegna.A cura della redazione
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Zeiss Academy ClearLab: 400 ottici protagonisti del nuovo format interattivo
Il roadshow formativo dedicato a ClearMind si chiude il 25 maggio dopo dieci tappe in presenza: al centro non soltanto gli aspetti tecnici del prodotto, ma anche il confronto tra professionisti secondo il metodo denominato “elevator pitch” e la capacità di raccontarne i benefici al cliente finaleDopo il roadshow immersivo ChiaraMente, che a marzo aveva coinvolto circa 450 ottici italiani nella presentazione di ClearMind, la nuova gamma di monofocali, progressive e digital basate sulla tecnologia NeurOptix, Zeiss ha proseguito il proprio percorso formativo con un altro progetto itinerante dedicato al mondo ottico optometrico. Ad aprile, infatti, sono partiti i corsi in presenza di Zeiss Academy ClearLab (nella foto, la tappa di Perugia): dieci appuntamenti sul territorio nazionale che si concludono il 25 maggio, coinvolgendo complessivamente circa 400 professionisti. L’obiettivo era ampliare ulteriormente la copertura geografica rispetto al precedente tour e raggiungere aree del nostro paese non toccate dal format ChiaraMente. L’Academy ClearLab riprenderà in autunno con nuove sessioni.«L’iniziativa si è distinta soprattutto per un’impostazione diversa rispetto ai tradizionali iter formativi - spiega a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Ogni appuntamento ha preso avvio con la presentazione tecnica e scientifica delle lenti ClearMind, approfondendone le caratteristiche, il posizionamento all’interno dell’offerta aziendale e i principali elementi innovativi. Successivamente il focus si è spostato sul coinvolgimento diretto dei partecipanti attraverso attività pratiche individuali e di gruppo». Elemento centrale di Zeiss Academy ClearLab era infatti l’utilizzo dell’“elevator pitch”, il cosiddetto “metodo dell’ascensore”: in pochi minuti i partecipanti dovevano riuscire a presentare questa soluzione visiva in modo efficace e persuasivo, stimolando interesse e curiosità nel cliente tramite parole chiave e messaggi semplici, coerenti e concreti. «Gli ottici venivano inizialmente invitati a elaborare individualmente il proprio racconto del prodotto, per poi confrontarsi a coppie o in gruppo sulle modalità più efficaci di tradurre le caratteristiche tecniche in benefici reali per il consumatore finale - dice Abbate - Dalle esercitazioni sono emerse argomentazioni differenti ma spesso complementari tra loro: ogni sessione si concludeva infatti con la scelta e la discussione condivisa del racconto ritenuto migliore dal gruppo, individuando messaggi chiave utili a tutti i partecipanti». A guidare le lezioni sono stati un referente marketing e uno tecnico di Zeiss Vision Care Italia. La metodologia, già utilizzata internamente dall’azienda, è stata proposta per la prima volta anche agli ottici italiani.
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Ottica Foppa Group: con Zaccagnini per un progetto di comunicazione digitale
L’attività si è svolta a fine aprile presso l’istituto di Bologna coinvolgendo in maniera attiva gli studenti. In questa occasione l’insegna, che conta 24 punti vendita, ha lanciato tre borse di studio per il percorso di specializzazione in optometriaOttica Foppa Group è salita in cattedra per esplorare insieme ai futuri ottici e optometristi la comunicazione digitale nel mondo dell'ottica. Insieme alla sua responsabile marketing, Elisa Gradia, e a Nicole Barcella, volto ufficiale del brand, è stato analizzato il dietro le quinte della creazione dei contenuti e l'evoluzione dei social media. «Nicole ha condiviso con i ragazzi una riflessione profonda sui pro e i contro dell'esposizione digitale: se da un lato la viralità incrementa i clienti, dall’altro espone a critiche severe e a commenti non sempre educati - si legge in un comunicato dell’insegna - È stato un vero e proprio momento di sensibilizzazione sull'uso responsabile di mezzi così potenti che permettono di arrivare alle masse in pochissimo tempo». L’iniziativa arriva quasi un anno dopo un’attività sempre legata al mondo social realizzata da parte delle due realtà. Foppa ha inoltre lanciato una sfida a sorpresa, “Influencer per un giorno” (nelle foto). «I ragazzi, divisi in gruppi, si sono messi in gioco con l’analisi di prodotto attraverso la quale hanno studiato i punti di forza di brand iconici e limited edition - spiega ancora la nota - Con il content creation hanno ideato, girato e prodotto un video per coinvolgere una community ipotetica, mentre con lo storytelling hanno dimostrato un entusiasmo contagioso e una capacità narrativa sorprendente».I lavori sono stati valutati da una giuria composta dal team di Ottica Foppa Group e dalla direzione dell'Istituto Zaccagnini. Nicole ha premiato il gruppo vincitore.Questo incontro è stato coordinato da Mauro Montagna, training e retail manager di Foppa, Lucrezia Gilardoni, direttrice della sede di Milano dell’Istituto Zaccagnini, e Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto e direttore della sede di Bologna. «Quello che rende unico questo progetto è la sinergia concreta tra chi forma e chi opera ogni giorno sul campo - commenta nel comunicato Montagna - Non si parla di futuro in astratto: lo si costruisce insieme, con strumenti reali, sfide reali, opportunità reali».Ottica Foppa Group crede fortemente nelle nuove generazioni: Daniela Longhi, HR manager dell’insegna, ha perciò presentato l'accesso a tre borse di studio per i corsi di specializzazione in optometria presso l’Istituto Zaccagnini (nella foto, in alto, a sinistra: da sinistra, Elisa Gradia, Daniela Longhi, Lucrezia Gilardoni, Mauro Montagna e Nicole Barcella).A cura della redazione
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Federottica Assopto Cuneo, 200 test visivi in piazza
Il Lions Club di Fossano e della Provincia Granda ha organizzato il 3 e 4 maggio una due giorni di prevenzione: fra le iniziative messe in campo, anche l’attività degli ottici optometristi della territoriale piemontesePiazza XXVII marzo 1861 di Fossano è stata ribattezzata per l’occasione “Villaggio della salute”, una iniziativa cui hanno partecipato alcune associazioni per un evento che godeva del patrocinio, della collaborazione e del sostegno del Comune di Fossano, della Pro loco e della Cassa di Risparmio di Fossano e che ha visto tra i protagonisti gli ottici optometristi di Federottica Assopto Cuneo. Fra le azioni messe in campo vi è stata quella dei dépistage visivi. «Ci riteniamo molto soddisfatti perché siamo riusciti a fare rete con le associazioni del territorio, unendo le forze, nella nostra consueta attività di prevenzione alla festa di San Giovenale, patrono della città di Fossano (si celebra la prima domenica di maggio, ndr) – commentano in una nota di Federottica Assopto Cuneo i responsabili del Lions distrettuale - È, infatti, nel dna del Lions Club cercare di porre in essere azioni di supporto e aiuto al benessere della collettività». Molto soddisfatti della riuscita dell’iniziativa anche gli ottici optometristi dell’associazione territoriale, che volontariamente si sono messi al servizio dei cittadini (nelle foto). «Ringrazio i colleghi intervenuti a eseguire i test visivi, circa 200, che in alcuni casi hanno permesso di evidenziare situazioni da approfondire più accuratamente - dichiara nel comunicato Bruno Maestrelli, presidente di Federottica Assopto Cuneo - Ancora una volta abbiamo dimostrato che noi ottici optometristi sappiamo metterci a disposizione per la salvaguardia del benessere visivo, sia per le iniziative in piazza sia quotidianamente nei nostri centri, che sono il primo presidio facilmente accessibile dal pubblico. Quindi, un grande grazie va ai colleghi volontari Arianna e Lorenzo Gallo, Elisa Biggio, Valentina ed Elisa Maestrelli, che hanno permesso lo svolgersi di questa preziosa iniziativa».A cura della redazione
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Hoya, le novità 2026 animano il catalogo
Dalle progressive Hoyalux iD MySense a Miyosmart iQ per la gestione della progressione miopica, dalle lenti sensibili alla luce Sensity 3 all’antiriflesso LongLife UV, i centri ottici partner possono trovare in questo strumento di lavoro le nuove soluzioni dell’azienda oftalmica, annunciate all’ultimo MidoElemento centrale del nuovo catalogo (nella foto), in vigore dal 12 maggio scorso, è Hoyalux iD MySense, «l’unica lente progressiva Hoya a integrare l’Intelligenza Visiva Sensoriale di ciascuna persona, considerando la tolleranza alle diverse direzioni di sfocatura, il comportamento visivo e le variazioni posturali durante la visione dinamica: un approccio evoluto che si traduce in passaggi visivi più naturali dal lontano al vicino e viceversa, campi visivi ancora più ampi soprattutto nel vicino e intermedio, comfort elevato fin dai primi utilizzi con tempi di adattamento migliorati», si legge in un comunicato di Hoya Italia.Il catalogo 2026 introduce inoltre importanti evoluzioni di gamma: Miyosmart iQ, per alzare il livello nel controllo della miopia ed elevare lo standard della prevenzione, con i suoi risultati clinici a 12 mesi, i quali mostrano che in media non c’è progressione della miopia, Sensity 3, la nuova generazione della famiglia, ancora più performante e veloce nell’adattarsi alle diverse condizioni di luce, e l’evoluzione di LongLife con LongLife UV, che offre protezione UV totale anche su basso indice, grazie alla combinazione con il materiale 1.50 UV400, ora disponibile con l’intera gamma di trattamenti antiriflesso.«Il catalogo 2026 consolida, inoltre, l’impegno di Hoya nelle categorie strategiche così da permettere ai centri ottici di distinguersi sul territorio con proposte orientate al comfort e alla qualità di visione, come VisuPro, che accompagna i neopresbiti nei primi cambiamenti visivi over 40 - precisa la nota - Completa l’offerta Meiryo, il migliore antiriflesso Hoya che unisce qualità ottica, estetica e protezione».Con questa nuova edizione, il catalogo «si conferma uno strumento di lavoro concreto per i partner: una proposta chiara, strutturata e completa, pensata per facilitare la scelta della soluzione più adatta, supportare il dialogo con il portatore e offrire valore e differenziazione»,A cura della redazione
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Centro Style: una festa per i 50 anni nell’hub logistico potenziato
Il 18 maggio l’azienda di Vedano Olona, in provincia di Varese, ha celebrato il mezzo secolo di attività nel suo Operations Innovation Center appena ampliato, alla presenza di circa 400 ospitiUn nuovo e importante investimento nell’hub logistico automatizzato, capace di potenziare il magazzino e rivoluzionare i processi di movimentazione grazie all’introduzione di robot e sistemi innovativi. È proprio qui che Centro Style ha scelto di celebrare i suoi primi 50 anni di attività. Un anniversario che racconta la crescita di una realtà attiva nel mondo dell’occhialeria, oggi presente in 80 paesi, con una rete di 16 mila punti vendita serviti tra Italia ed estero, di cui oltre 8.500 nel nostro paese, e 200 collaboratori: un compleanno festeggiato insieme a tutti i dipendenti, ai clienti italiani e internazionali e ad alcune tra le più importanti autorità del settore ottico e del territorio. «Siamo un punto fisso, in costante movimento – ha detto alla platea Francesco Conti, fondatore dell’impresa - Sono partito con poco nel 1976, trasformando la mia stanza in un magazzino-ufficio: all’inizio il focus era la fornitura di minuteria e prodotti di servizio a negozi e laboratori ottici in Italia, poi il progetto si è ampliato fino a raggiungere i numeri attuali. Oggi in catalogo abbiamo oltre 10 mila prodotti, con tanti fiori all’occhiello». Conti ha raccontato il lungo percorso che ha caratterizzato l’azienda, dinamico ma coerente nei valori. «Siamo cambiati molto, ma il nostro obiettivo resta lo stesso: essere interlocutori di fiducia per il centro ottico - ha affermato l’imprenditore varesino - Al primo posto abbiamo sempre messo la relazione con clienti e partner che, a volte, si è trasformata in legame di amicizia e di fiducia reciproca».Così il progetto è cresciuto, a partire dall’idea di un singolo fino ad arrivare a essere impresa strutturata, che oggi vede in azienda i figli, Pietro e Luca, con la crescita fisica anche dello stabilimento di Vedano Olona, il cui nucleo è stato costruito nel 1986. «Un passaggio storico si è concretizzato nel 2015, con un importante investimento logistico in tecnologia Industry 4.0, che ha rivoluzionato il magazzino per migliorare l’efficienza del servizio - ha proseguito Francesco Conti - Ma non ci siamo fermati lì: abbiamo ultimato di recente il raddoppio del nostro polo logistico, con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione, tra cui robot a guida automatica, sistemi automatizzati per la movimentazione».
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Rodenstock: con Embrosa un’app per la comunicazione digitale del centro ottico
Accesso strutturato a contenuti già sviluppati e pronti all’utilizzo, coerenti con le campagne di brand, la stagionalità e i principali temi del settore: l’azienda oftalmica offre ai partner un nuovo strumento con l’obiettivo di incrementare la visibilità del punto vendita, la riconoscibilità del marchio e la capacità di intercettare il consumatore finale lungo il suo percorso di sceltaRodenstock rafforza il supporto ai propri partner introducendo Embrosa (nella foto, un'immagine di campagna), una app dedicata alla gestione e alla distribuzione di contenuti digitali per la comunicazione social dei centri ottici. «Questo tipo di comunicazione è diventata una leva sempre più rilevante nella costruzione del posizionamento del punto vendita - afferma in un comunicato Daniela Poletti, head of marketing di Rodenstock Italia - La presenza in tali canali non rappresenta più un’attività accessoria, ma una componente che contribuisce alla visibilità, alla riconoscibilità del brand e alla capacità di intercettare l’utente finale lungo il suo percorso di scelta: le piattaforme social sono oggi uno dei principali punti di contatto tra centro ottico e consumatore, con un impatto importante sulla percezione del negozio ancora prima di entrarvi».Il processo di attivazione di questa piattaforma è accompagnato dal team digital marketing in ogni fase, dall’onboarding iniziale fino al supporto nella pubblicazione dei contenuti, mentre il punto vendita conserva la piena autonomia della propria comunicazione digitale, con la possibilità di aggiornarla costantemente grazie alla praticità offerta dalla app. «La soluzione propone un accesso strutturato a materiali già sviluppati e pronti all’utilizzo, coerenti con le campagne di brand, la stagionalità e i principali temi di comunicazione del settore - prosegue la nota - L’obiettivo è assicurare continuità editoriale e coerenza del messaggio, riducendo al contempo il carico operativo legato alla produzione dei testi e alla gestione quotidiana dei canali social da parte del centro ottico».«Per i centri ottici presidiare questi canali significa oggi ampliare la propria presenza oltre lo spazio fisico del negozio, trasformando i profili social in una vera estensione della vetrina attraverso contenuti informativi, consulenziali e di prodotto e la gestione dei contenuti digitali richiede competenze dedicate e pianificazione, elementi che possono risultare complessi da integrare nella quotidianità – prosegue Poletti - Embrosa si configura come una app di marketing hyper-local orientata a una comunicazione e advertising focalizzata su aree geografiche ristrette: questo approccio consente di intercettare clienti realmente raggiungibili, con l’obiettivo di aumentare il traffico in negozio, rafforzare il legame con la comunità locale e rendere più efficace la comunicazione anche con budget ottimizzati».Embrosa si inserisce nel Rodenstock Partnership Program che integra un insieme di servizi a supporto della performance del punto vendita, della visibilità locale e della relazione con il cliente finale.A cura della redazione
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Adoo: da Albo ad Accademia
In occasione del congresso di Lazise, svoltosi il 17 e 18 maggio, l’organismo che fa capo a Federottica non solo ha rinnovato il coordinamento nazionale, ma ha anche cambiato denominazione e logoNuovo coordinamento nazionale e nuova identità per Adoo, che ha definito il proprio vertice per il triennio 2026-2029: vengono confermati Marco Benedetti, Antonio Greco, Federica Luoni, Stefano Panzeri e ai quali si aggiunge Paolo Patuzzi. Escono invece Enrico Armando, Giuseppe Sicoli e Marzia Toni. La figura del presidente sarà decisa prossimamente.Intanto l’associazione mantiene l’acronimo storico ma cambia denominazione: da Albo degli Ottici Optometristi, Adoo oggi significa Accademia degli Ottici e Optometristi. Si tratta di «una formulazione che rende più esplicito il legame con la propria mission originale e, allo stesso tempo, conferma la centralità dell’identità ottica e optometrica, in un contesto nel quale chiarezza, riconoscibilità e autorevolezza sono elementi sempre più importanti - spiega il sito di Federottica - In un settore in continua evoluzione anche il modo in cui un’associazione si presenta assume un valore strategico. Un logo, infatti, non è mai soltanto un segno grafico: è una sintesi visiva di storia, valori, appartenenza e prospettiva. Aggiornare la propria immagine significa quindi scegliere come raccontarsi agli iscritti, ai professionisti, agli interlocutori istituzionali, al mondo scientifico e, più in generale, a tutti coloro che entrano in relazione con l’organizzazione».Secondo Andrea Afragoli, quando l’organismo è nato, negli anni Settanta, «il concetto di albo aveva un certo significato: oggi tale significato è venuto meno e l’idea di cambiare nome era nell’aria da tempo - spiega il presidente di Federottica a b2eyes TODAY - Il confronto avviato nei mesi scorsi con Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, ha ulteriormente contribuito a chiarire e consolidare il percorso evolutivo dell’associazione. La nuova denominazione, Accademia, indica il luogo del sapere: il nostro scopo resta fare formazione e portare contenuti aggiornati alla categoria, mantenendo però lo stesso acronimo che rappresenta una storia fondamentale per il settore».Dall’evento di Lazise, organizzato insieme a Sopti, è emersa la volontà di ampliare i temi di confronto professionale. «È stato un congresso molto partecipato, con un ottimo livello di relazioni e argomenti - aggiunge Afragoli al nostro quotidiano - Abbiamo scelto di uscire dagli schemi più classici, pur mantenendo un approccio interdisciplinare e ribadendo che il centro ottico rappresenta un front office importante, capace di intercettare anche soggetti che magari non si rivolgerebbero direttamente all’oculista, sempre nel rispetto dei ruoli professionali».L’esperienza condivisa con la Società Optometrica Italiana sembra aver rafforzato ulteriormente il dialogo tra le due realtà. «Adoo e Sopti si sono scoperte affini, poiché respirano la stessa aria: tutto è nato e si è sviluppato in maniera naturale – conclude Afragoli - È stata una scelta coraggiosa andare a cercare argomenti di discussione meno convenzionali, ma che si sono rivelati interessanti, utili e concretamente spendibili nell’attività quotidiana, restando comunque sempre all’interno dell’alveo ottico optometrico delle competenze» (nella foto, il nuovo coordinamento Adoo: da sinistra, Marco Benedetti, Stefano Panzeri, Federica Luoni, Antonio Greco e Paolo Patuzzi).Angelo Magri
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Forum Presbiopia, vinta una scommessa ne rilancia un’altra
Cinque punti percentuali, dal 19% al 24%. Tanto è cresciuta la penetrazione delle lenti progressive in Italia dal 2019 al 2025. Cinque punti che, tradotti in presbiti serviti meglio, in fatturato generato, in premontati sottratti ad altri canali, raccontano una piccola rivoluzione, che ha un luogo di nascita precisoQuando dal palco di quello che allora si chiamava ancora Progressive Business Forum lanciammo la sfida del 30% di penetrazione, molti ci guardarono come si guarda chi ordina champagne al bar dello sport. Il 30% era la soglia di nazioni europee come Germania e Francia e noi eravamo inchiodati sotto il 20%. Sembrava un miraggio.Oggi al 30% non ci siamo ancora arrivati con le sole progressive: mancano meno di sei punti. Ma nel frattempo è successo qualcosa che nessuno aveva previsto con quella chiarezza: il supporto accomodativo ha conquistato il segmento del neopresbite. E molti centri ottici, sommando progressive e supporto accomodativo, quel 30% l’hanno superato abbondantemente.Qualcuno obietterà: il supporto accomodativo esisteva già prima del 2019. Vero. Ma quasi nessuno ci aveva ancora creduto come prima risposta al presbite incipiente e come ponte verso la progressiva. Fino a pochi anni fa questa soluzione veniva mediamente adottata a 52 anni, con addizione media 2. Il presbite arrivava dall’ottico già “stagionato”, spesso dopo cinque anni di premontato, in cui non lamentava disagi particolari e in cui, se emmetrope, l’ottico per lui semplicemente non esisteva.In sei anni il mercato della presbiopia è cambiato in profondità: crescita in valore della dotazione, personalizzazione spinta, riposizionamento del supporto accomodativo da accessorio a strumento strategico, maggiore penetrazione su entrambi i fronti. E, soprattutto, il coinvolgimento crescente della classe medica, la contaminazione virtuosa tra Forum, industria, centro ottico e ambulatorio.Non è poco, ma non basta. Il nostro grande avversario è ancora lì: il premontato. L’utente finale oggi è più consapevole della qualità delle soluzioni disponibili nel centro ottico. Però vive in un’economia matrigna, che lo inonda di stimoli al consumo superfluo e gli erode la disponibilità sul necessario: sa quindi che dovrebbe rivolgersi a un professionista, ma il portafogli gli suggerisce l'espositore del supermercato.Per chiudere in bellezza questi primi sei anni servirebbe un miracolo. Anzi, qualcosa di più concreto di un miracolo: una sorta di “pubblicità progresso” che ricordi agli italiani un dato elementare e dimenticato: oltre l’80% delle informazioni che arrivano al cervello passa dagli occhi. Il bene più prezioso che abbiamo è quello cui dedichiamo meno attenzione.Questa è la nuova scommessa. Non più solo Forum Presbiopia: Forum della Vista 2026. Perché quando hai vinto una sfida, l’unica cosa sensata da fare è alzare l’asticella.Nicola Di Lernia
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Eco Active, la collezione che unisce sport, città e sostenibilità
Il brand di House of Modo presenta una linea di occhiali sportivo-urbani realizzati con materiali bio-based e soluzioni tecniche pensate per il comfort e la performance, con clip solari magnetiche e design ecologicoEco Eyewear lancia Eco Active, una nuova linea di occhiali ideata per unire in modo fluido il mondo dello sport e quello del tempo libero urbano, rivolta a persone che si muovono con naturalezza tra contesti dinamici e ambienti cittadini e che combina caratteristiche performanti e design contemporaneo. «La collezione è realizzata con materiali iniettati bio-based che rappresentano un’alternativa sostenibile alle plastiche tradizionali garantendo allo stesso tempo resistenza e leggerezza - si legge in un comunicato del marchio - Progettati per un utilizzo attivo, i modelli Eco Active sono dotati di terminali regolabili in Tpe, elastomero termoplastico, un materiale che unisce elasticità e flessibilità tipiche della gomma con la praticità e la riciclabilità delle materie plastiche, migliorando aderenza, adattabilità e comfort e presentano un logo Eco discreto sulle aste». Ogni modello include inoltre una clip solare magnetica abbinata con lente polarizzata e sistema di aggancio sicuro per un utilizzo versatile dal lavoro alle attività outdoor. «La linea comprende i modelli Brady, Jordan e Williams, proposti in tonalità come black, antracite, sprint blue e light smoke e pensati per chi vive ogni momento come un’occasione di movimento, unendo praticità quotidiana ed estetica sportiva», conclude la nota.
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Crizal Natural Look, un trattamento attento alle esigenze visive ed estetiche
Il nuovo antiriflesso si inserisce come un’evoluzione strategica dell’offerta premium di Essilor, con l’obiettivo di fornire agli ottici un forte argomento di valorizzazioneUna trasparenza elevata con riflessi appena percepibili: sono le caratteristiche principali di Crizal Natural Look, che «stabilisce un nuovo punto di riferimento estetico grazie alla Advanced Aesthetics Technology, la quale garantisce un effetto antiriflesso appena percettibile - si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - Il trattamento mantiene neutralità cromatica e minima intensità dei riflessi a tutti gli angoli di visione, rendendo le lenti praticamente invisibili, sia in ambienti interni sia all’esterno. Questa innovazione non si limita a perfezionare la tecnologia dell’antiriflesso: la ridefinisce. Rendendo i riflessi appena percepibili, Essilor stabilisce un nuovo standard estetico in cui trasparenza e durata convergono: è una risposta decisiva alla domanda dei portatori di lenti per migliorare la visione senza compromettere lo stile».In Essilor spiegano che alla base di tale risultato c’è un lavoro di ricerca e sviluppo durato oltre due anni, durante il quale il team aziendale ha approfondito la comprensione del colore residuo nei riflessi delle lenti. «Questo percorso ha portato alla creazione della Advanced Aesthetics Technology, un’innovazione brevettata che combina tre criteri essenziali per la trasparenza: bassa intensità luminosa, bassa intensità cromatica ed elevata stabilità cromatica angolare, garantendo colori residui quasi impercettibili in ogni situazione», precisa il comunicato.«Con questa svolta abbiamo raggiunto ciò che un tempo sembrava impossibile: un trattamento così avanzato da far praticamente scomparire i riflessi – commenta nella nota Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Dominando l’equilibrio tra luce e colore, offriamo lenti non solo tecnicamente superiori, ma anche esteticamente quasi invisibili: il risultato è un contatto visivo naturale e una connessione autentica, che permettono ai portatori di essere visti esattamente per ciò che sono».Qual è la differenza tra Crizal Natural Look e Crizal Sapphire HR? «Entrambe offrono le stesse prestazioni avanzate in termini di durata e facilità di pulizia: la differenza è esclusivamente estetica - conclude il comunicato - Oggi possiamo gestire non solo i riflessi, ma anche il colore residuo del riflesso grazie alla nuova Advanced Aesthetics Technology. Questa innovazione ha ridefinito il controllo dei riflessi identificando i principali fattori che determinano la trasparenza percepita e collegandoli al modo in cui le persone percepiscono l’aspetto delle lenti in termini di effetto specchio, visibilità degli occhi, saturazione del colore e modifica del tono della pelle. Questi fattori chiave sono stati poi integrati in un software basato su intelligenza artificiale per sviluppare il trattamento antiriflesso ottimizzato, culminando nel lancio di Crizal Natural Look».
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Anywave Safilens e Fondazione Banca degli Occhi: una rotta condivisa per i prossimi due anni
Attraverso la partecipazione a regate, eventi e iniziative di comunicazione, il team velico che ha come main sponsor l’azienda italiana di contattologia diventerà un veicolo privilegiato per aumentare la consapevolezza del pubblico su temi fondamentali quali la donazione di cornee e tessuti oculari, la prevenzione e il progresso scientificoContinua l’impegno di Safilens nel mondo dello sport e dell’educazione visiva. Nell’ambito di questo accordo, l’imbarcazione Anywave e il suo team assumeranno il ruolo di ambassador ufficiali della Fondazione Banca degli Occhi per i prossimi due anni, durante i quali saranno realizzate attività congiunte di comunicazione, eventi dedicati e iniziative volte a coinvolgere istituzioni, stakeholder e pubblico, «contribuendo attivamente alla diffusione di un messaggio di grande valore sociale: l’importanza della donazione e della ricerca nel campo della salute oculare», spiega una nota di Safilens, che da anni collabora con la Fondazione e ha promosso la creazione di questo progetto congiunto, rafforzando il legame tra innovazione tecnologica e impegno sociale: il mare, da sempre simbolo di sfida e visione, si trasforma così in una piattaforma di sensibilizzazione capace di raggiungere un pubblico ampio e diversificato.A conferma della concretezza dell’impegno assunto, il team Anywave ha recentemente visitato la sede della Fondazione Banca degli Occhi, a Mestre, per conoscere da vicino l’attività svolta quotidianamente dalla struttura, «comprendendone la dedizione, l’elevato valore umano e l’eccellenza scientifica - sottolinea il comunicato - Questo percorso di incontro e formazione consentirà al team di svolgere il ruolo di ambassador in modo consapevole, corretto ed efficace, diventando portavoce autentico della missione della Fondazione e dei valori legati alla cultura della donazione».Un primo importante segnale della rilevanza dell’iniziativa arriva dal mondo della vela internazionale: l’organizzazione della regata Brindisi-Corfù, giunta alla quarantesima edizione, ha già scelto di aderire al progetto, confermando la volontà del settore di sostenere attivamente la diffusione della cultura della donazione. Questa prima iniziativa, inoltre, ha riscosso il supporto del Centro Regionale Trapianti della Regione Puglia tramite il coordinatore Loreto Gesualdo. La partnership con Anywave consentirà inoltre un accesso diretto e qualificato a quei territori per i quali la Fondazione Banca degli Occhi rappresenta un centro di riferimento: Veneto e Friuli-Venezia Giulia per i trapianti di cornea, la Provincia Autonoma di Trento per la raccolta di tessuti, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia per le attività di donazione e formazione, aree che non dispongono di una banca degli occhi propria. In questo contesto la presenza attiva del team nelle principali manifestazioni veliche diventa uno strumento concreto per rafforzare la sensibilizzazione e il dialogo con le comunità locali.La Fondazione Banca degli Occhi, realtà di eccellenza riconosciuta a livello europeo per attività di trapianto, ricerca e innovazione, vede nella partnership con Anywave un’importante leva per amplificare il proprio messaggio. «Lo sport ha una straordinaria capacità di coinvolgere ed emozionare – dichiara nella nota Enrico Vidale, direttore comunicazione, relazioni esterne e raccolta fondi presso Fondazione Banca degli Occhi - Grazie ad Anywave Safilens possiamo portare il nostro impegno ancora più lontano».
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Sopti: Giacomo Costa è il nuovo presidente
Il professionista veneziano, già vicepresidente negli ultimi due anni, succede a Gabriele Civiero alla guida della Società Optometrica Italiana: l’elezione è avvenuta il 17 maggio, a margine del primo Congresso interassociativo di LaziseCambio al vertice per Sopti, che ha nominato presidente per il prossimo biennio Giacomo Costa: titolare di un centro ottico a Venezia, fa parte del consiglio direttivo dell’organismo da quattro anni. L’incarico si inserisce nel solco del rinnovamento generazionale intrapreso dall’associazione negli ultimi mandati, puntando su professionisti più giovani pur mantenendo il legame con l’esperienza dei soci storici.È stato rinnovato anche il direttivo, ora composto, oltre che da Costa, da Elena Cannavòvicepresidente, dalla new entry Mattia Venturelli, che ha il ruolo di tesoriere, e da Tatiana Pahomi, con quello di segretario. Completano la struttura il presidente uscente Gabriele Civiero, Matteo Pastore e un altro nuovo ingresso, Sara Piccirilli, che insieme a Venturelli ha preso il posto di Claudia Colandrea e Silvia Di Benedetto.L’attuale composizione del consiglio conferma la tendenza a coinvolgere professionisti giovani, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione della professione mantenendo continuità con la storia dell’associazione. «Il lavoro proseguirà seguendo quanto costruito in questi anni - anticipano a b2eyes TODAY da Sopti - Le cariche sono state definite domenica scorsa al Congresso di Lazise ed entro pochi giorni svolgeremo una prima riunione operativa per delineare una strategia di lavoro precisa per il prossimo biennio. Da alcuni anni portiamo avanti un direttivo giovane, continuando comunque a fare riferimento ai consigli e al supporto di chi ha fondato e sviluppato la Società Optometrica Italiana e continua a essere una colonna portante per la nostra professione».
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Champagne goggles: lo sport lancia un trend globale
Dalla Nba alla Serie A, passando per il tennis internazionale, sono diventati uno degli accessori simbolo della cultura sportiva contemporanea: si tratta di maxi occhiali avvolgenti, spesso derivati dal mondo dello sci o del motocross, utilizzati dagli atleti durante i festeggiamenti per proteggere gli occhi dagli schizzi di champagne e dai tappi di sughero che volano negli ambienti chiusi degli spogliatoi«Le maxi maschere indossate dagli atleti durante i festeggiamenti sportivi non sono più soltanto un dispositivo protettivo: oggi rappresentano un fenomeno estetico e commerciale globale, che potrebbe influenzare anche il mondo dell’ottica e delle lenti colorate - commenta a b2eyes TODAY la consulente di stile Angelica Pagnelli - È il nuovo trend della cultura pop che sta spopolando sempre più spesso nello sport: nato negli Stati Uniti, rispondeva inizialmente a un’esigenza concreta di sicurezza, quella di prevenire irritazioni oculari e possibili traumi causati sia dall’alcol nebulizzato sia dall’impatto dei tappi». È quanto fecero, ad esempio, diversi giocatori dei Toronto Raptors nel 2019, dopo la conquista del titolo Nba, il campionato professionistico americano di basket: sfoggiarono maschere da sci e da motocross durante le celebrazioni, contribuendo alla diffusione globale del fenomeno, che peraltro affondava le sue origini addirittura alla metà degli anni 80 grazie al baseball statunitense. Poi li hanno utilizzati i Minnesota Twins nel 2002, sempre nel baseball, il cestista americano Ray Allen nel 2013, che personalizzò una maschera Oakley con i colori dei Miami Heat, fino al celebre tormentone “Where’s my goggles?” di LeBron James nel 2020, come ricorda gazzetta.it.
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Zeiss, ad Arvo 2026 con le prime evidenze cliniche su MyoActive
Oltre all’aggiornamento degli studi sulle già note MyoCare, al recente congresso statunitense il gruppo oftalmico ha illustrato i dati a 6 mesi sull’efficacia delle nuove lenti, che verranno prossimamente lanciate anche sul mercato italianoDurante Arvo 2026, tenutosi a Denver, negli Stati Uniti, dal 3 al 7 maggio, Zeiss ha presentato i dati aggiornati relativi ai due studi clinici multicentrici in corso in Asia ed Europa, sulle lenti MyoCare sottoposte a valutazione costante per garantire un'analisi completa, a lungo termine e solida della loro efficacia nel controllo dell’evoluzione della miopia.«Nei bambini asiatici, dopo tre anni di utilizzo, MyoCare ha rallentato la progressione miopica in media di 0,62 D e 0,28 mm, mentre MyoCare S ha mostrato una riduzione media di 0,45 D e 0,18 mm, rispetto alle monofocali standard Zeiss - si legge in un comunicato del gruppo - Nei bimbi europei, dopo due anni di uso, MyoCare ha rallentato la progressione in media di 0,37 D e 0,22 mm. Le lenti hanno inoltre ridotto del 76% il rischio e la gravità della progressione miopica rapida (≥ −0,50D di equivalente sferico o ≥ +0,20 mm di allungamento assiale in due anni) rispetto alle monofocali standard Zeiss».Sempre ad Arvo sono stati presentati per la prima volta anche i dati relativi a MyoActive, «una nuova lente che sfrutta innovativi schemi di defocus per ridurre l'adattamento neuronale e massimizzare l'efficacia del trattamento - prosegue la nota - La tecnologia è denominata M.O.V.E., Micro Optical Variable Elements, e si concentra sui segnali retinici spazialmente variabili e non ripetitivi, basati sulla direzione di sguardo, per assicurare una validità elevata e duratura. Gli studi clinici illustrati al congresso statunitense hanno infatti dimostrato che, dopo 6 mesi di utilizzo, i bambini che indossavano MyoActive hanno avuto variazioni minime della progressione miopica, in media 0,13 D e 0,02 mm: si tratta di una riduzione significativa rispetto alle lenti monofocali tradizionali, pari in media a 0,38 D e 0,15 mm in meno di crescita refrattiva e assiale, confermando l’elevata efficacia di MyoActive».«MyoActive rappresenta un passo avanti decisivo nella gestione della miopia tramite lenti oftalmiche - afferma nel comunicato Padmaja Sankaridurg, head of global myopia management di Zeiss Vision Care, la quale ha presentato i risultati dello studio - Le evidenze sono così solide da rendere MyoActive probabilmente l’innovazione più rilevante all’interno del portfolio dell’azienda dedicato al controllo della miopia».Sulla base di un corpus crescente di evidenze cliniche, Zeiss sta trasformando le conoscenze scientifiche in un ecosistema completo per un controllo efficace di questo difetto visivo, pensato per supportare i professionisti della cura della visione lungo l’intero percorso miopico: include prodotti, studi, modalità di comunicazione integrati e strumenti di misurazione. «Questo consente un approccio proattivo, efficace e sostenibile alla gestione della miopia nei pazienti più giovani - precisa la nota - Raggruppando in maniera efficace un portfolio di soluzioni e servizi basati su evidenze scientifiche, rappresenta dunque non solo una solida base di partenza, ma anche un bacino di informazioni e dati in continua evoluzione e aggiornamento, indispensabile per tutti i professionisti della visione» (nella foto, un'immagine di Zeiss Education Program for Myopia Management, il percorso formativo dell'azienda per i professionisti della vista e della visione).A cura della redazione
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VisionOttica Award 2026, per la terza volta un podio tutto al femminile
La tredicesima edizione del premio, che si è celebrata il 18 maggio presso l’Archivio Antico di Palazzo del Bo dell’Università degli Studi di Padova, è stata vinta da una tesi su un biosensore integrato in una lente a contatto per la rivelazione di glucosio nelle lacrimeIl primo premio è andato a Mariateresa Giordano, laureata presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, per la tesi “Biosensore integrato in lente a contatto per la rivelazione di glucosio nelle lacrime”. Il secondo posto è stato assegnato a Veronica Mariuz dell’Università degli Studi di Padova con il lavoro “Il ruolo della curva di defocus nella compensazione della presbiopia con lenti a contatto”. Terza classificata Alessia Della Gatta dell’Università degli Studi di Firenze, per la ricerca “Eureka effect e ampiezza dell’attenzione”. La cerimonia di premiazione della tredicesima edizione del VisionOttica Award, concorso nazionale promosso da Vision Group in collaborazione con Aloeo, Federottica e i nove atenei italiani con corso di laurea in Ottica e Optometria, si è tenuta lunedì scorso nell’ambito del Congresso di Ottica e Optometria “Luce e visione”. Dopo le edizioni del 2021 e del 2024, ancora una volta il podio è stato tutto al femminile.«Le tesi sono state selezionate in forma anonima da una giuria di quattordici esperti, che ha valutato decine di elaborati provenienti da tutta Italia per originalità, qualità metodologica e rilevanza scientifica - si legge in un comunicato di Vision Group - Come nelle precedenti edizioni, ai vincitori è stato assegnato un riconoscimento in denaro, insieme a un percorso di crescita professionale che include: stage presso i centri VisionOttica, corsi di aggiornamento tecnico-professionale della Sioo di Firenze e la possibilità di collaborare con il blog ufficiale di VisionOttica».Ad aprire la cerimonia è stato Marco Procacciante, amministratore delegato di Vision Group, che ha ricordato come gli studenti premiati rappresentino una generazione di futuri professionisti su cui il settore può contare. «Siamo orgogliosi di valorizzarne il talento e di accompagnarne la crescita, contribuendo a una comunità sempre più preparata, aggiornata e motivata, capace di affrontare con competenza le sfide del futuro», ha dichiarato Procacciante.Simone Santacatterina, presidente del VisionOttica Award, ha sottolineato come a partire dal 2025 la cerimonia sia stata portata all'interno delle università, cominciando da Torino. «Quest'anno, a Padova, l'abbiamo resa ancora più vicina alla comunità accademica e agli studenti - ha detto Santacatterina, che ha condotto i lavori - La partecipazione e la qualità dei contributi confermano il valore di questo premio come piattaforma per far emergere competenze, idee e nuove prospettive professionali».Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato all'Università degli Studi di Napoli Federico II, ateneo della vincitrice, sotto forma di contributo economico a supporto delle attività di ricerca del Dipartimento, e all'Università degli Studi di Padova, in qualità di ateneo ospitante.
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Bergamo: due giornate di prevenzione visiva e inclusione sportiva
L'iniziativa ha coinvolto centinaia di bambini e adulti: promossa da CooperVision in collaborazione con un'ampia rete di partner territoriali, ha dimostrato come la sinergia tra diverse realtà possa generare un impatto significativo sulla comunitàIl progetto ha preso forma quasi per caso da una serata sulla prevenzione visiva organizzata a Bergamo e rivolta alle società sportive. «L'obiettivo era sensibilizzare sull'importanza di una buona vista nello sport - spiega a b2eyes TODAY Cristiano Campana, professional affairs manager di CooperVision, che ha coordinato l'organizzazione - Durante questo evento, l’incontro con Monica Bonacina dell'Associazione Omero, la sezione sportiva dell'Associazione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha acceso la scintilla per una iniziativa più ampia: da lì è nata una collaborazione splendida e abbiamo cominciato a pensare a due giornate su Bergamo per promuovere l'inclusione sportiva e la prevenzione visiva».Il progetto ha rapidamente ampliato la sua rete di supporto, coinvolgendo due figure del mondo ottico optometrico come Silvio Maffioletti, in qualità di volontario della Fondazione Angelo Custode, e Marco Carminati con il team degli ottici Oxo di Bergamo, l’oftalmologo Fabio Mazzolani con il suo Centro Oculistico Bergamasco e la Fondazione Mei. Un contributo fondamentale è arrivato anche da Nidek, che ha fornito gratuitamente gli strumenti per il dépistage. L'iniziativa ha inoltre ottenuto il patrocinio del Comune di Bergamo e un fondo dalla Regione Lombardia, a testimonianza del suo valore sociale.L'evento si è così svolto l’8 e 9 maggio presso il centro sportivo Rosolino Pilo. «La prima giornata, un venerdì, è stata interamente dedicata alle scuole, con la partecipazione di circa 200 bambini provenienti da cinque istituti paritari, dalla seconda elementare alla seconda media - precisa Campana - I ragazzi sono stati divisi in gruppi e hanno seguito un percorso che includeva uno screening visivo e diverse tappe dedicate a sport inclusivi (nelle foto): tra le attività proposte lo showdown, una sorta di ping pong per non vedenti e percorsi a ostacoli bendati, pensati per far sperimentare ai partecipanti le sfide affrontate da persone con disabilità visiva».La giornata di sabato 9 maggio, aperta al pubblico e alle famiglie, ha registrato un'affluenza minore, ma ha permesso un'interazione più approfondita: sono stati effettuati screening visivi anche su circa 50 adulti, tra genitori e volontari, ampliando l'impatto dell'iniziativa. «I risultati, sebbene basati su test semplici, hanno fornito dati interessanti - racconta il manager - Su circa 210 bambini esaminati, intorno al 7% ha mostrato un difetto visivo che richiedeva un approfondimento, mentre un altro 25% presentava una visione leggermente inferiore ai 10/10. Ai bambini con un visus inferiore a 8/10 è stato consegnato un referto che consigliava un controllo medico specialistico. Le indicazioni sono state fornite agli insegnanti, dato che i genitori non erano presenti il primo giorno».Il successo dell'iniziativa e la forte sinergia tra gli organizzatori hanno spinto a considerare una replica dell'evento. «Già si parla di poterlo rifare il prossimo anno - rivela Campana - Si sta valutando di anticipare le giornate a giovedì e venerdì per facilitare la partecipazione degli istituti statali, che richiedono tempi più lunghi per le autorizzazioni».Francesca Tirozzi
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Irsoo, torna il Convegno Madesani
Dopo alcuni anni di interruzione, riprenderà il 25 gennaio 2027 a Vinci l’appuntamento, intitolato a uno dei suoi docenti storici e dedicato agli studenti dei corsi di ottica e optometria e alla presentazione delle attività di ricerca svolte all’interno dell’istituto toscanoNato nel 2013 per ricordare Antonio Madesani, socio fondatore di Sopti e docente a Vinci per un lungo periodo, scomparso proprio in quell’anno, il convegno rappresenta un momento di confronto scientifico rivolto soprattutto a chi si è appena specializzato in optometria. Madesani ha insegnato discipline professionali nel corso di ottica e materie come pratica clinica, contattologia e visione binoculare nel percorso formativo optometrico, contribuendo alla formazione di numerosi professionisti del settore e lasciando un segno importante nello sviluppo di questa attività in Italia.«L’iniziativa, ospitata presso il Teatro di Vinci, manterrà la struttura di un vero congresso scientifico: i diplomati presenteranno infatti i propri lavori finali davanti a studenti e docenti, illustrando rassegne bibliografiche e studi sperimentali sviluppati con le attrezzature del centro di ricerca Irsoo e dedicati a temi di attualità in ambito optometrico e accademico internazionale – si legge sul sito dell’Irsoo - Il convegno, inoltre, torna a rafforzare quel legame tra attività sperimentale, divulgazione e orientamento che negli anni l’istituto ha sviluppato anche attraverso open day e iniziative rivolte agli studenti». Durante la giornata è prevista la celebrazione di coloro che si sono specializzati in optometria nel corso del 2026.Il ritorno dell’evento si inserisce inoltre in una revisione più ampia delle modalità di conclusione di questo percorso di studi presso la struttura formativa toscana. «A partire da quest’anno, infatti, non è più richiesta la discussione della tesi davanti alla commissione: è sufficiente la consegna dell’elaborato finale – spiega a b2eyes TODAY Laura Boccardo, direttrice dell’Irsoo - È cambiata anche la forma dell’elaborato stesso, che non è più un testo lungo e rilegato come un libretto. Di fronte alle nuove sfide poste dalla diffusione delle intelligenze artificiali generative, abbiamo scelto forme più agili e attuali: l’articolo scientifico, il poster scientifico o la videopresentazione».Il 30 aprile sono usciti dalla scuola toscana i primi studenti che hanno concluso il proprio iter formativo in optometria con queste nuove modalità. «Crediamo che il Convegno Madesani sia il giusto palcoscenico per valorizzare il lavoro di diplomati e relatori e ci auguriamo che tali iniziative rappresentino uno stimolo a completare il percorso anche per quei ragazzi che hanno frequentato il corso a Vinci, ma che negli anni non hanno terminato la tesi», conclude Boccardo (nella foto, un momento della quarta edizione del Convegno Madesani, svoltasi nel maggio 2016).A cura della redazione
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Inter, due trofei e decine di occhiali
Protagonisti della celebrazione del ventunesimo scudetto e della decima Coppa Italia vinti dalla squadra nerazzurra sono stati domenica 17 maggio anche i modelli da sole che hanno accompagnato calciatori e tifosi, sul prato di San Siro prima e successivamente lungo il corteo per le strade di MilanoIl pioniere è stato Marcus Thuram, il 3 maggio scorso, dopo la vittoria contro il Parma che aveva aritmeticamente consegnato il tricolore all’Inter: balli e cori sotto la Curva Nord con un paio di occhiali in evidenza. Alcune testate online avevano riportato che si trattava degli Oakley Kato: b2eyes TODAY ha chiesto riscontro a EssilorLuxottica che lo ha confermato. Gli stessi indossati da lui nelle dirette Instagram dei giorni successivi e già due anni fa, durante la festa per lo scudetto che ha significato la seconda stella per l’Inter, subito emulato da Francesco Acerbi.Un modello ripreso poi da diversi compagni di squadra dell’attaccante francese durante la passerella di domenica scorsa, prima della consegna della coppa celebrativa della conquista del campionato: non era l’unico però, molti giocatori indossavano montature di vario tipo, in parte per ripararsi dal sole che lentamente volgeva al tramonto ma anche per un fatto di stile e di look.La tendenza è proseguita sul pullman scoperto partito dallo Stadio Meazza che ha attraversato Milano per concludere il tragitto in Piazza Duomo, acclamato e accompagnato da circa 400 mila tifosi. Secondo quanto riporta tuttomercatoweb.com, Thuram (nelle foto, tratte dalla pagina Instagram dell'Inter, a destra) ha addirittura autografato diversi Oakley Kato di tifosi che avevano scelto come lui quel modello e che glieli lanciavano dalle strade durante il passaggio del pullman. E il lancio di occhiali da sole pare abbia coinvolto altri fan, come gesto di vicinanza e complicità con i propri beniamini, mentre sul mezzo che li trasportavano altri calciatori, da Denzel Dumfries a Federico Dimarco, da Lautaro ad Acerbi addirittura con una maschera da sci, continuavano a indossare i loro anche al sopraggiungere della notte milanese (nelle foto, tratte dalla pagina Instagram dell'Inter, a sinistra).Angelo Magri
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EssilorLuxottica: ad Arvo con un ecosistema integrato tra cura della vista e tecnologie medicali
Al congresso di Denver di inizio maggio il gruppo ha presentato per la prima volta servizi che uniscono competenze nel vision care e nelle tecnologie medicali, attraverso un programma scientifico che va dalla gestione della miopia alla diagnostica avanzata, dalle analisi con AI fino a soluzioni terapeutiche pienamente supportate dalla tecnologia per favorire un approccio più olistico e basato sui datiDurante il recente congresso annuale dell’Association for Research in Vision and Ophthalmology, tenutosi all’inizio di maggio a Denver, negli Stati Uniti, EssilorLuxottica ha presentato oltre 20 studi scientifici peer-reviewed, sottolineando la profondità della propria ricerca e il contributo alla comunità scientifica globale.«L’integrazione di imaging avanzato, analisi guidate dall’intelligenza artificiale e tecnologie terapeutiche sta trasformando il modo in cui comprendiamo e gestiamo le patologie oculari – dichiara in una nota Norbert Gorny, chief scientific officer di EssilorLuxottica - Ad Arvo 2026 abbiamo dimostrato come queste capacità consentano un approccio più connesso e data-driven alla cura visiva, dalla diagnosi precoce a una gestione più consapevole del paziente».EssilorLuxottica ha inoltre presentato a Denver innovazioni nelle tecnologie medicali, evidenziandone il ruolo nel favorire insight più precoci, migliorare il processo decisionale clinico e promuovere cure sempre più personalizzate. «Il lavoro di Heidelberg Engineering nell’imaging multimodale con Oct ad altissima risoluzione e nella microscopia chirurgica completamente digitale sta aprendo una nuova era per imaging e chirurgia – afferma nella nota Ettore Mosca, head of medical technologies di EssilorLuxottica - Insieme agli insight basati sull’AI di RetinAI e alle soluzioni terapeutiche di Espansione, trasformiamo la scienza in qualcosa di profondamente concreto per pazienti, clinici, ricercatori e per il futuro dell’eye care». Oltre 200 contributi scientifici e pubblicazioni presentati ad Arvo hanno utilizzato tecnologie Heidelberg Engineering, evidenziandone il contributo alla ricerca oftalmologica e alla pratica clinica.Per quanto riguarda la gestione della miopia, EssilorLuxottica, con otto studi focalizzati su risultati clinici, ha dimostrato l’efficienza a lungo termine dei meccanismi di controllo della progressione. «Uno studio di follow-up di sette anni sulle lenti Essilor Stellest in Cina ha dimostrato un’efficacia duratura, con 2,30 diottrie in meno di progressione miopica e 0,92 mm in meno di allungamento assiale nei giovani fino a 20 anni – si legge nel comunicato - Questi risultati sono supportati da ulteriori dati, tra cui uno studio clinico multicentrico negli Stati Uniti e la recente autorizzazione dell’Fda alla vendita».EssilorLuxottica si è presentata al congresso statunitense (nella foto) con un unico cappello che racchiude tutte le varie realtà che la compongono, Heidelberg Engineering, RetinAI ed Espansione, a conferma di un approccio scientifico coordinato che integra scienza della visione e tecnologie medicali. Incontri guidati da esperti e supportati da Leonardo, l’ecosistema formativo del gruppo, hanno favorito il confronto scientifico e discussioni evidence-based sui temi chiave che stanno plasmando il futuro dell’eye care. Due sessioni dell’Exhibitor Education Forum hanno inoltre riunito esperti interni ed esterni per discutere i risultati clinici pluriennali nella gestione della miopia e il percorso collaborativo che va dall’imaging avanzato e dalle analisi AI-driven fino agli approcci terapeutici.
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De Rigo: per l’estate viaggia fra Bologna e Pantelleria
Sono le località che ispirano le collezioni eyewear di Furla e Lozza, recentemente presentate alla stampa a Milano, insieme agli altri brand di proprietà e in licenza del gruppo di Longarone Varietà e identità: ogni collezione per la primavera estate 2026 di De Rigo Vision, ora nei centri ottici, ha una personalità precisa che conserva pur rinnovandosi. Perfino con le possibili variazioni di funzionalità, il mitico Zilo di Lozza, nato negli anni 30, mantiene il suo tradizionale design. In particolare, sceglie Pantelleria come scenografia per la campagna estiva: a celebrare il legame tra il territorio e il design del brand all’interno spicca Pantheos.Da Police Zac Efron continua la sua collaborazione con una capsule collection: il pezzo forte è una maschera con lenti di svariati colori prodotte in nylon bio based, composte per il 39% da resina derivante da piante di ricino, ottenute tramite un processo produttivo a minore impatto ambientale. Il serpente sull’asta caratterizza gli occhiali di Roberto Cavalli, mentre l’acetato di quelli di Just Cavalli riprende le stampe animalier dell’abbigliamento della griffe, tra cui lo zebrato.Solo femminile l’eyewear di Yalea, che continua con il suo supporto alle donne. I nuovi modelli hanno forme ampie, in prevalenza geometriche, in acetato scuro o con micro stampe. Solo per le donne anche gli occhiali di Furla, tra i più identificativi quello con sulle aste un’apertura che si ispira ai portici del centro di Bologna, dove è nato il marchio. Quanto mai rappresentativo dell’extra lusso di Philipp Plein il suo modello placcato oro, Liquid Gold, con lenti da sole arricchite da una preziosa finitura in oro 24 carati. Sempre legato alla gioielleria l’occhiale Red Carpet di Chopard. Con brillantini e placcatura in oro, in edizione limitata, è stato creato per i dieci anni della collezione che sottolinea il legame con il mondo del cinema della maison, partner dal 1998 della Mostra del Cinema di Cannes (nelle foto, dall'alto, a sinistra e in senso orario: Lozza, Roberto Cavalli, Just Cavalli, Furla, Philipp Plein e Chopard).Luisa Espanet
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Ray-Ban: eyewear tra le galassie con Star Wars The Mandalorian and Grogu
In vista dell’uscita del film nelle sale il 22 maggio, l’house brand di EssilorLuxottica presenta i nuovi modelli sun ispirati ai due personaggi amatissimi della sagaRay-Ban lancia la nuova collezione Ray-Ban | Star Wars The Mandalorian and Grogu, una selezione di occhiali dalle montature avvolgenti in metallo alle silhouette più classiche in tonalità astrali. «Questa edizione speciale esprime l’energia dei protagonisti, per chi ha voglia di partire all’avventura, con montature da sole e da vista per tutte le età, e dettagli personalizzabili su alcune proposte - spiega una nota del brand - I modelli Mandalorian Olympian Deluxe e Grogu Mega Wayfarer II raccontano due anime in gioco nella galassia: l’abilità nel combattere e il richiamo dell’innocenza».Con finitura in canna di fucile, montatura avvolgente e lenti specchiate e una silhouette dalle linee decise, «Mandalorian Olympian Deluxe si ispira all’armatura del personaggio: tenacia, precisione, fiera originalità - sottolinea il comunicato - Grogu Mega Wayfarer II invece esprime la forza più silenziosa: morbida nelle linee, la montatura beige trasparente evoca lo spirito calmo e curioso di Grogu. Abbinata a lenti da sole verdi, rappresenta l’equilibrio tra dolcezza e carattere».Della collezione, disponibile in negozio e online presso retailer selezionati, fanno parte anche i Grogu Mini New Wayfarer, in taglia small, disponibili anche nella versione optical.
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Zaccagnini, verso nuove partnership con la Germania
L’istituto è membro della Rete Ottici promossa da ConnActions, progetto finanziato dalla Repubblica federale tedesca e gestito dalla Camera di Commercio Italo-Germanica: a fine aprile i suoi vertici sono stati a Karlsruhe e a Monaco per avviare un partenariato tra i due paesi nella formazione degli ottici optometristiIl presidente dell’Istituto Zaccagnini, Giorgio Righetti, e la direttrice della sede di Milano, Lucrezia Gilardoni, insieme ai partner italiani e tedeschi della Rete Ottici bilaterale, hanno recentemente compiuto il tour in Germania organizzato da ConnActions, tra Karlsruhe e Monaco di Baviera: l’obiettivo era un confronto dedicato alla collaborazione e alle prospettive future di partenariato, con visite a scuole e centri di formazione per ottici e optometristi. Erano presenti per l’Italia anche Anto Rossetti, per Sopti, e Monica Tabacchi, per l’Istituto Enrico Fermi di Pieve di Cadore.A Karlsruhe il 22 aprile la Rete Ottici ha visitato il centro di formazione e aggiornamento Aus-und Weiterbildugszentrum der Augenoptik, che accoglie circa 1.500 apprendisti all’anno. «I docenti hanno presentato i percorsi di studio, gli studenti hanno raccontato la loro esperienza e i partner hanno partecipato alle lezioni: l’incontro ha consentito di approfondire similitudini e differenze tra i due modelli formativi, evidenziando il valore dell’integrazione tra teoria, addestramento e pratica clinica», si legge in una nota dell’Istituto Zaccagnini, che ha tenuto un workshop sul proprio percorso formativo duale per ottici, offrendo spunti di confronto con l’iter duale tedesco.Il viaggio è proseguito il 23 aprile a Monaco di Baviera, con la visita al centro di formazione in ottica e optometria Bildungszentrum für Augenoptik und Optometrie con circa 1.000 studenti e 60 docenti. «Anche in questa occasione i partner presenti hanno assistito a lezioni e dimostrazioni pratiche, tra cui esperienze di ottica oftalmica realizzate dagli studenti - prosegue il comunicato - La giornata si è conclusa con un workshop in cui la Rete ha discusso sullo status attuale della collaborazione, sulle prospettive future di partenariato e sull’evento conclusivo del progetto ConnActions, previsto nel mese di luglio a Napoli: forte è emersa la volontà di dare continuità al lavoro avviato ma, allo stesso tempo, di concentrarsi su nuovi temi, rafforzando il dialogo tra Italia e Germania e confermando il grande valore della rete bilaterale come spazio di confronto capace di contribuire concretamente allo sviluppo della formazione professionale nel settore dell’ottica e optometria in Italia e in Germania».
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Alcon: un’indagine conferma il Dual Wear come leva strategica per il centro ottico
Una recente ricerca di mercato condotta da Ipsos per la filiale italiana dell’azienda di contattologia fotografa uno scenario ricco di opportunità per la categoria: se quasi tutti i consumatori con difetti visivi utilizzano occhiali da vista, solo una parte di loro ricorre anche alle lac, lasciando spazio a un potenziale importante di crescita per il mercato e per i punti vendita combinando entrambe le soluzioni visivePromuovere l’utilizzo combinato di occhiali e lenti a contatto rappresenta oggi una delle opportunità più interessanti per gli ottici che desiderano sviluppare il proprio business e rafforzare la relazione con i clienti: è il messaggio al centro del concetto di Dual Wear, l’approccio promosso da Alcon che incoraggia l’uso complementare di entrambe le soluzioni visive per rispondere alle diverse esigenze della vita quotidiana.Dai risultati dell’indagine Ipsos, condotta lo scorso luglio in Italia, «emerge come circa il 40% degli attuali portatori di occhiali sia interessato a provare le lenti a contatto, un dato che evidenzia quanto il dialogo e la proposta attiva dell’ottico possano fare la differenza nell’avvicinare nuovi utenti alla categoria - si legge in un comunicato di Alcon Italia - Allo stesso tempo, la ricerca evidenzia una forte stabilità tra gli utilizzatori: circa la metà dei portatori di lenti a contatto le usa da sei anni o più, segno di un elevato livello di soddisfazione e di fidelizzazione verso questa soluzione visiva».Il modello Dual Wear, ovvero la combinazione tra occhiali e lenti a contatto, promosso da Alcon, «non rappresenta solo un vantaggio per il consumatore, che può scegliere la soluzione più adatta alle diverse occasioni della giornata, ma anche un’importante leva di sviluppo per il centro ottico - prosegue la nota - Secondo l’analisi Ipsos, i portatori che utilizzano entrambe le soluzioni tendono infatti a sviluppare un rapporto più attivo con il proprio ottico: rispetto a chi utilizza solo occhiali, mostrano una maggiore frequenza di visita in negozio, una spesa media annua più elevata, una maggiore propensione all’acquisto di occhiali da sole e livelli di soddisfazione più alti».L’indagine sottolinea inoltre quanto sia determinante il ruolo dell’ottico nel favorire l’adozione delle lac: circa il 60% dei portatori dichiara di aver iniziato a utilizzarle grazie alla proattività del proprio ottico, a conferma di quanto il consiglio professionale sia centrale nel percorso di scoperta della categoria. «Il Dual Wear rappresenta una grande opportunità per migliorare l’esperienza visiva dei clienti e allo stesso tempo per creare maggiore valore per il punto vendita: per questo Alcon investe costantemente nella formazione dei professionisti della visione, supportandoli nello sviluppo di competenze e strumenti che permettano di proporre le lenti a contatto in modo efficace e integrato con gli occhiali - afferma nel comunicato Filippo Pau, franchise head vision care di Alcon Italia - Il nostro obiettivo è essere un partner concreto per gli ottici nel percorso di sviluppo del loro business. Siamo convinti che il Dual Wear rappresenti una grande opportunità per il settore: quando gli ottici propongono le lenti a contatto come complemento agli occhiali, possono rispondere in modo più completo alle esigenze dei clienti e allo stesso tempo rafforzare la relazione con loro».
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Chierichetti: nuova proprietà nel solco della tradizione
Cristian Scotti e Valentina Pangrazio, a lungo collaboratori del centro ottico milanese, lo hanno rilevato un anno fa: oggi che la conduzione è a pieno regime raccontano a b2eyes TODAY obiettivi e progetti per il futuroA un anno dal passaggio di proprietà, Ottica Chierichetti guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia. Cristian Scotti, ottico presente nel punto vendita di corso di Porta Romana a Milano da 26 anni, e Valentina Pangrazio, ottica optometrista e ortottista che vi lavora da 15 anni, hanno rilevato le quote della società dagli eredi di Elda Chierichetti, diventandone proprietari al 50% ciascuno. «Volevamo proseguire un’attività storica nella quale siamo cresciuti professionalmente – raccontano a b2eyes TODAY – Nonostante l’interesse di altre realtà del retail ottico, gli eredi hanno scelto noi: una decisione che ci riempie di orgoglio, pur consapevoli della responsabilità che ciò comporta».La firma definitiva è arrivata il 17 aprile 2025, giorno del compleanno di Elda Chierichetti: una coincidenza dal forte valore simbolico per i nuovi titolari. Inoltre, nei giorni scorsi è stato annunciato il bando per il premio, realizzato in collaborazione con il corso di laurea magistrale in Ottica e Optometria dell’Università di Milano-Bicocca, dedicato alla storica imprenditrice, «una ratifica del passaggio di proprietà e una promessa personale fatta a Elda», rivela Scotti al nostro quotidiano.Fondato nel 1914 da Arnaldo Chierichetti nel cuore di Milano, il negozio è diventato nel tempo una delle insegne simbolo dell’ottica cittadina. La figlia Elda, scomparsa nel 2022 a 94 anni, ne ha guidato l’evoluzione per decenni, contribuendo alla diffusione della professione in Italia e mantenendo viva la tradizione delle botteghe storiche milanesi.Oggi nel nuovo team lavora anche Gian Luca Verrenti, laureato in Ottica e Optometria presso l’Università di Milano-Bicocca, specializzato in contattologia e docente nello stesso ateneo. «È stato un anno impegnativo, ma ora possiamo concentrarci sullo sviluppo e continuare un’eredità storica conservando il nome Chierichetti - spiegano Scotti e Pangrazio - Il legame con il territorio è stato confermato anche dal Comune di Milano, che ci ha recentemente chiamato per inserire il negozio tra le 111 attività cittadine con oltre cent’anni di storia, da celebrare con un riconoscimento».La nuova gestione punta ora a un’evoluzione graduale nel segno della continuità. «Ci sarà un salto generazionale, mantenendo da un lato la tradizione e, dall’altro, offrendo gli standard qualitativi dell’ottica moderna, sia dal punto di vista professionale sia tecnologico: l’obiettivo è ampliare la proposta con montature di ricerca e d’avanguardia, riducendo il peso dei marchi più commerciali, senza però rinunciare alla qualità e alla funzionalità del prodotto – dicono ancora i due titolari - Anche l’area oftalmica continuerà a svilupparsi attraverso la partnership con le aziende di riferimento, come Hoya, Tokai e Zeiss, mentre proseguirà l’attività contattologica, compresa quella specialistica».Tra i progetti futuri rientra il rinnovamento degli interni. «Vorremmo mantenere lo stile della bottega, rendendolo funzionale alle esigenze di oggi, senza tuttavia eliminare gli oggetti che raccontano oltre un secolo di vita e la memoria di uno dei nomi storici dell’ottica milanese», concludono Scotti e Pangrazio.
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Italia Independent: per l’estate lancia Acetate & Metal Combo
La nuova linea eyewear vuole unire innovazione materica, stile contemporaneo e creatività italiana in una collezione pensata per un pubblico che ricerca personalità, leggerezza e qualità premiumItalia Independent presenta la famiglia Acetate & Metal Combo, parte integrante della collezione primavera estate 2026: un progetto che punta a interpretare la visione distintiva del brand attraverso l’incontro tra innovazione dei materiali, stile contemporaneo e creatività italiana. «I nuovi modelli (nelle foto) celebrano lo spirito spensierato, la leggerezza e l’energia vibrante dell’estate, trasformando il colore in un elemento espressivo centrale - si legge in un comunicato del brand di proprietà di House of Modo - Pensata come un vero laboratorio creativo, l'intera collezione per la primavera estate 2026 combina cultura fashion e ricerca di prodotto, fondendo tradizione e innovazione con il prodotto sempre al centro del progetto stilistico». Al suo interno, la linea Acetate & Metal Combo si distingue per l’equilibrio tra contrasti materici e ricerca estetica. «I frontali in acetato, caratterizzati da profondità cromatica e calore visivo, si combinano con aste in metallo leggere e precise, dando vita a montature dal carattere deciso ma sofisticato - prosegue la nota - L’interazione tra i materiali valorizza sia l’estetica sia il comfort, offrendo una reinterpretazione moderna dell’occhiale da indossare ogni giorno».Le montature sono definite da combinazioni cromatiche ricercate, loghi in rilievo e finiture curate nei dettagli, in un dialogo continuo tra texture e superfici. «Il risultato è una proposta eyewear versatile ma distintiva, casual ma originale, in linea con uno stile di vita contemporaneo», conclude il comunicato.A cura della redazione
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EssilorLuxottica, nasce il Varilux Business Lab
È un roadshow in 18 tappe, in partenza il 18 maggio da Torino, che coprirà l’intero territorio nazionale, coinvolgendo circa 900 ottici: l’obiettivo è aiutare i professionisti a incrementare la quota di penetrazione delle progressive per il target over 45, lavorando soprattutto sugli aspetti psicologici del consumatore e sulle barriere che lo allontanano da questa soluzione visiva«Secondo una ricerca Infomarket del 2025 su scala globale, oggi in Italia solo il 27% degli over 45 utilizza lenti progressive, mentre il 65% dei portatori in questa fascia di età indossa ancora l'occhiale monofocale: si tratta di persone che si rivolgono al centro ottico e che quindi possono essere convertite al progressivo», hanno spiegato Jennifer Benedetti, senior business brand manager EssilorLuxottica, e Alessandro Mentesana, professional business specialist EssilorLuxottica wholesale Italia, il 14 maggio alla stampa trade a Milano. Da qui la decisione del gruppo di promuovere il concetto di visione avanzata da vicino, con il lancio delle nuove Varilux Immersia, lenti per vicino e intermedio, integrabili con Transitions, quindi utilizzabili sia indoor sia outdoor: sono presenti sul mercato italiano dal 5 maggio scorso, in contemporanea con Crizal Natural Look, il nuovo trattamento antiriflesso top di gamma. Nasce così un roadshow che si prefigge di aiutare gli ottici italiani a eliminare alcune delle barriere ancora presenti nei confronti delle progressive.«Con Varilux Business Lab vogliamo fornire degli strumenti concreti all'ottico e, di riflesso, al suo staff, attraverso role play e attività pratiche: non sarà la classica plenaria frontale in cui raccontiamo il prodotto, ma si andrà a creare un'interazione cognitiva e decisionale - ha detto Matteo Manigrasso, business brand manager di EssilorLuxottica - Affronteremo infatti il processo decisionale del consumatore, per far capire all'ottico come relazionarsi con il cliente finale: non si tratta solo di vendita o di prezzo, ma è proprio tutto un modo di pensare che va rivisto nella proposta agli over 45».La prima parte del roadshow si svolgerà tra maggio e giugno, per poi riprendere a settembre sino a fine novembre: per ogni tappa verranno coinvolti circa 50 ottici indipendenti, con un bilanciamento tra clienti nuovi e consolidati EssilorLuxottica. «Dopo una plenaria molto snella all'inizio, gli ottici verranno suddivisi in gruppi per partecipare ad attività esperienziali e sessioni pratiche con mystery client che interpreteranno profili diversi di potenziali portatori di progressive - ha rivelato Benedetti - Guidati dal nostro team professional e da quello di Francesco Pozzi, docente di Decision Making all’Università Iulm di Milano, già attivo con l’Advisory Board di Transitions Gen S, svolgeranno una serie di esercizi pensati per gestire eventuali barriere e opportunità nel percorso di consulenza al cliente».Gli ottici si ritroveranno poi in plenaria, dove verrà analizzato l’intero percorso effettuato. «Rivedremo tutto ciò che è emerso e presenteremo il protocollo che EssilorLuxottica ha sviluppato per i soggetti presbiti, con l’intera gamma Varilux a disposizione in base alle esigenze del portatore – ha affermato Benedetti - Il tutto poi si concluderà con una cena placée» (nella foto, da sinistra: Alessandro Mentesana, Jennifer Benedetti e Matteo Manigrasso durante l’incontro con la stampa trade del 14 maggio a Milano).Angelo Magri
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Crm? Prima una filosofia, poi un software
Quando si parla di questo strumento nel centro ottico, il primo errore è pensare a una piattaforma. Non si tratta soltanto di un programma che invia messaggi: è un modo di pensare il cliente quando non si trova in negozio. Una distinzione che non è un dettaglio, ma il punto di partenzaUn software senza visione invia comunicazioni, ma non costruisce legami. L'automazione senza metodo diventa rumore e il cliente lo percepisce. Prima va deciso quale rapporto si vuole creare con l’utente finale, poi si sceglie lo strumento che lo sostiene. Solo con una strategia chiara la tecnologia diventa memoria e regia della relazione.La piramide è semplice: alla base c'è proprio la relazione, poi il metodo, infine il software. Invertire quest'ordine, come spesso accade, significa trasformare il Crm in un elenco di nomi e numeri. E un database conserva dati, ma non attiva comportamenti.Il vero salto è passare dall'archivio alla regia relazionale. Un Crm efficace ricorda quando contattare il cliente, suggerisce perché farlo e aiuta a farlo con contenuti pertinenti, non casuali. Segmenta in base a bisogni e stili di vita, organizza tempi e motivi del contatto, misura ritorni e valore generato.Pensiamo al portatore di progressive: non va aspettato, va accompagnato. Il suo percorso dura mediamente 36 mesi, dal primo acquisto al rinnovo successivo. In questo arco di tempo il Crm coordina azioni di servizio, relazione e proposta commerciale, rendendo misurabile la crescita del rapporto.Il punto non è mai stato tecnologico. È culturale. Significa scegliere di mantenere viva una relazione anche quando il cliente non ha un bisogno immediato, presidiare i momenti giusti con il contenuto giusto, trasformare ogni contatto in un'occasione di valore reciproco.Non si tratta di sostituire la componente umana e professionale dell’ottico, ma di organizzarla e renderla costante. Il Crm, quello vero, non riempie un database: dà continuità al rapporto.E la continuità, nel nostro settore, è il primo fattore di crescita.Nicola Di Lernia
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Menicon Soleko: è di Ottica Ricci la vetrina più “gentile”
L’azienda di contattologia ha premiato il gruppo di Siena nell’ambito della campagna 2025 “Diffondiamo Gentilezza”, con cui ha chiamato gli ottici optometristi italiani a reinterpretare tale concetto all’interno dei propri spazi: un progetto capace di superare la dimensione commerciale per trasformarsi in relazione, cultura del servizio e attenzione alla personaCon la campagna “Diffondiamo Gentilezza”, lo scorso anno Menicon Soleko ha coinvolto i centri ottici italiani in un’iniziativa di comunicazione che «ha portato nel punto vendita un valore distintivo: la gentilezza come elemento attivo dell’esperienza cliente», spiega una nota dell’azienda. Evoluzione naturale del percorso “Coltiviamo Gentilezza”, avviato nel 2024 e che aveva visto i centri ottici Prospettiva interpretare al meglio la campagna, il progetto si inserisce nella visione del gruppo di contattologia, «storicamente orientato alla centralità delle persone, all’ascolto e alla costruzione di connessioni autentiche – precisa il comunicato - In questo contesto, materiali per il punto vendita, attività di visual merchandising e allestimenti vetrina sono stati ripensati come strumenti di comunicazione valoriale, in grado di integrare prodotto e dimensione relazionale».La nuova iniziativa era rivolta agli ottici optometristi italiani chiamati a reinterpretare il concept della gentilezza all’interno dei propri spazi, trasformando le vetrine in touch point esperienziali: non semplici esposizioni, ma dispositivi di dialogo con il territorio, capaci di valorizzare il ruolo delle lenti a contatto nel benessere visivo quotidiano.«A distinguersi per creatività e capacità interpretativa è stata Ottica Ricci di Siena, realtà storica fondata nel 1951 e oggi articolata in sei punti vendita – prosegue la nota - Il gruppo si sviluppa attraverso due insegne complementari: tre negozi a marchio Ricci, situati nel centro città, e tre negozi a insegna Stravedo, concepiti per offrire un modello di servizio accessibile e una proposta qualitativa estesa a diversi segmenti di clientela. Un posizionamento che consente all’azienda di presidiare il mercato in modo capillare, mantenendo al contempo elevati standard professionali».La capacità di Ottica Ricci di tradurre il concept della campagna (nella foto) in un’esperienza concreta e rilevante per il cliente finale ha determinato l’assegnazione del riconoscimento da parte di Menicon Soleko, evidenziando l’efficacia di un approccio che integra comunicazione, consulenza e cultura del servizio.«Questa non è stata solo un’iniziativa commerciale, ma un’occasione concreta per trasmettere un valore come quello della gentilezza - commenta nel comunicato Dario Ricci, uno dei soci dell'insegna - Abbiamo accolto con entusiasmo la sfida, cercando di trasformare le nostre vetrine in uno spazio che parlasse alle persone, non solo ai clienti. Perché ogni incontro, anche il più breve, può lasciare un segno positivo. Credo fermamente che anche una semplice campagna possa accendere qualcosa di più grande: la gentilezza è contagiosa, e quando viene comunicata con autenticità, diventa comportamento, relazione e cambiamento. Ringrazio Menicon Soleko per aver ideato questa iniziativa e per il supporto che continuerà con la pianificazione social: sarà per noi un ulteriore modo per diffondere consapevolezza sull’importanza delle lenti a contatto e sui benefici che possono offrire ai nostri clienti».
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Forum miopia: con l’AI si potrà prevedere l’evoluzione della vista fino a 5 anni
Lo ha affermato l’oftalmologo inglese James E. Neffendorf, intervenuto al congresso promosso da Vincenzo Orfeo, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli, tenutosi l’8 e 9 maggio nel capoluogo campanoLa crescita di questo difetto visivo nei bambini e negli adolescenti è stata al centro della prima edizione del Forum nazionale sulla miopia. «Si tratta di una delle problematiche di riferimento dell’oftalmologia del futuro - ha ricordato Vincenzo Orfeo (nella foto) - Si prevede che nel 2050 la metà della popolazione mondiale possa diventare miope e, purtroppo, non si tratta di una previsione allarmistica, poiché ci sono segnali evidenti di un aumento della miopia nei bambini e negli adolescenti. Questo accade anche perché nella nostra società siamo sempre più portati a guardare da vicino: lo stimolo visivo ravvicinato crea una tendenza alla miopia».Orfeo ha ricordato che non siamo di fronte soltanto a un problema refrattivo, ma a una condizione che può portare a molte complicazioni. «L’occhio si allunga, la sua anatomia cambia e il rischio è che si presentino problematiche rilevanti: è un messaggio che parte dagli specialisti e che deve essere diffuso anche nella popolazione», ha detto il promotore dell’evento che nelle due giornate di lavori ha inoltre richiamato l’attenzione sugli strumenti oggi disponibili per rallentare la progressione della miopia nei più piccoli: dai trattamenti farmacologici con atropina diluita alle soluzioni ottiche dedicate.Tra i momenti centrali del congresso, la lettura magistrale di James E. Neffendorf, dal titolo “Is AI the future of ophthalmology?”, incentrata sul futuro dell’oftalmologia e sul ruolo dell’intelligenza artificiale. «L’intelligenza artificiale applicata all’oculistica non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma il modo in cui questa può trasformare concretamente il percorso del paziente - ha spiegato Neffendorf, consultant ophthalmologist and vitreoretinal surgeon con incarichi a Londra al King’s College Hospital NHS Foundation Trust e alla London Lauriston Clinic - Oggi l’AI non offre più soltanto soluzioni puntuali in singole fasi della cura, ma può aiutare a raccogliere informazioni, migliorare la qualità della consultazione e supportare il medico nell’analisi dei dati e nell’individuazione delle opzioni terapeutiche più appropriate. L’aspetto più rilevante sarà la capacità predittiva: capire come potrà evolvere la vista del paziente tra tre o cinque anni, quali rischi prevenire e quali trattamenti considerare».A cura della redazione
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Ottica Demenego apre a Spresiano
L’insegna con sede a Calalzo di Cadore ha inaugurato un nuovo punto vendita nel Trevigiano ampliando ulteriormente la propria rete nel territorio della provincia e portando a 48 il numero degli store totali fra Triveneto, Lombardia ed Emillia RomagnaIl centro ottico Demenego di Spresiano, località di circa 12 mila abitanti a nord di Treviso, è situato in via Dante Alighieri, sulla strada statale Pontebbana, e si estende su una superficie di circa 800 metri quadrati (nelle foto), con spazi pensati per offrire al cliente un'esperienza fluida, accogliente e personalizzata.«Spresiano è per noi un nuovo capitolo nella provincia di Treviso, un territorio che sentiamo particolarmente vicino - afferma in un comunicato Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Ottica Demenego - Ogni apertura è un'occasione per avvicinarci ancora di più alle persone e per mettere in pratica ciò in cui crediamo: che vedere bene significhi vivere bene. Con questo negozio vogliamo creare un ambiente in cui ognuno si senta accolto e guidato, con risposte precise alle proprie esigenze visive».Anche il nuovo punto vendita propone il laboratorio a vista Demenego Lab, il configuratore per la creazione di montature personalizzate e su misura Demenego Custom, un mobile espositivo interamente focalizzato sul mondo delle lenti, che guida il cliente attraverso le principali soluzioni disponibili. Il negozio ospita inoltre un corner dedicato all’occhiale che integra benessere visivo e uditivo. Completa l'offerta una smart glasses area per l'occhialeria tecnologica di nuova generazione, con soluzioni che integrano funzionalità smart e intelligenza artificiale, tra cui i modelli Ray-Ban Meta e Oakley Meta.Con la nuova apertura sale a 48 il numero dei negozi Demenego avviati tra Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, di cui 8 nel Trevigiano.A cura della redazione
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Il diavolo veste Prada 2 rende più “umani” anche gli occhiali
In poco più di dieci giorni di programmazione è largamente in testa al box office italiano, con oltre 3 milioni di spettatori e la soglia dei 25 milioni di euro di incassi superata: a vent’anni dal primo film racconta come è cambiata la moda e ciò che vi ruota intornoTutti lo vogliono vedere, code enormi, prenotazioni obbligatorie, piccoli cinema che cambiano programmazione per “ospitarlo”, vetrine della Rinascente a Milano (nella foto, in basso) dedicate e interni trasformati nella redazione di Runway, il magazine protagonista del film, successo e anche svariate critiche. Il diavolo veste Prada 2 è sicuramente tra le opere cinematografiche di cui si è parlato e si continua a parlare di più, degli ultimi anni. C’è chi ne è entusiasta, chi invece è deluso. Forse perché si aspettava un vero sequel.È un sequel certo, i protagonisti sono gli stessi, le location e gli ambienti pressoché identici, salvo le parti girate a Milano che comunque raccontano una Milano particolare, in linea con la New York dei film (cena al Cenacolo a parte). È il punto di vista da cui sono raccontate le situazioni che è diverso. Il mondo della moda è più realistico, più inquadrato nel periodo storico in cui si è. I protagonisti sono gli stessi, ma pensano e parlano di più, avvertono che il mondo intorno è cambiato, reagiscono. E il caricaturale non ha mai il sopravvento come nel primo film.Anche la scelta degli occhiali e il modo di portarli è diverso. Miranda (Meryl Streep) che nel numero 1 in pubblico non abbandonava mai i suoi spessi occhiali neri da sole, nel 2 ne sfoggia diversi, uno perfino con la montatura rosa, e anche da vista, che abbassa, alza di continuo, quasi un gesto iconico. Nigel (Stanley Tucci) ha scelto occhiali più spessi e più caratterizzanti, che diventano parte importante del look. Pure Andy (Anne Hathaway) indossa occhiali anche da vista e sceglie lenti colorate, non tanto per seguire le tendenze, quanto per una visione migliore con le luci (nelle foto, in alto, tratte da disney.it). L’eyewear più fashion, e più in linea con il film del 2006, è quello di Emily (Emily Blunt) che in qualità di importante dirigente Dior deve esserne una specie di testimonial o forse perché è l’unica che ha ancora difficoltà a vedere cosa c’è dietro quel mondo e come è cambiato.Luisa Espanet
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Giornate della Vista: a Torino il presidio diventa stabile
Fino al 22 maggio Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia torna con la propria iniziativa nel capoluogo piemontese, presso il Sermig: qui, attraverso la donazione di strumentazione oftalmologica e la fornitura continuativa di occhiali da vista, sosterrà inoltre il nuovo poliambulatorio sociale, la cui apertura è in programma a settembre e che includerà un servizio oculistico ampliato e permanenteDopo Catania (nelle foto), dove l’iniziativa si è svolta dal 22 gennaio scorso fino al 4 febbraio presso lo spazio messo a disposizione dal Comune, in via Transito, il programma solidale che offre visite oculistiche gratuite e occhiali da vista alle persone in condizioni di maggiore fragilità è attivo in questi giorni, fino al 22 maggio, a Torino presso la sede dell’associazione Sermig-Arsenale della Pace, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Regione Piemonte.Questa edizione segna un’importante evoluzione: la partnership con il Sermig-Arsenale della Pace si rafforza e si struttura in modo stabile in concomitanza con l’apertura del nuovo poliambulatorio sociale, prevista per settembre. «Dopo quattro anni di collaborazione, durante i quali il Sermig ha ospitato la clinica oculistica temporanea delle Giornate della Vista contribuendo all’individuazione dei beneficiari e ai percorsi di prevenzione, il nuovo presidio includerà un servizio oculistico ampliato - si legge in un comunicato di OneSight EssilorLuxottica Italia - La Fondazione sosterrà il progetto attraverso la donazione di strumentazione oftalmologica e la fornitura continuativa di occhiali da vista, resa possibile anche dal coinvolgimento della rete di negozi EssilorLuxottica sul territorio, garantendo così un accesso più stabile alle cure visive per le persone in condizioni di fragilità».«Nel quarto anno di presenza a Torino, il nostro impegno in città compie un passo fondamentale: da intervento temporaneo a presenza continuativa sul territorio - dichiara nella nota Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia - Le Giornate della Vista, realizzate in collaborazione con un’ampia rete di enti impegnati quotidianamente nel supporto alle fragilità sociali, nascono con questo obiettivo: raggiungere i territori, intercettare i bisogni e costruire soluzioni durature nel tempo».Al termine di ogni visita viene individuata la soluzione visiva più adatta alle esigenze della persona. All’iniziativa partecipano anche i volontari di EssilorLuxottica, che scelgono di dedicare una giornata di ferie per offrire il proprio contributo concreto.«Le porte dell’Arsenale della Pace sono sempre aperte alle persone in situazione di difficoltà e fragilità perché la trasformazione di questa storica fabbrica di armi in luogo di pace e solidarietà non è storia del passato, ma si rinnova nella vita di ogni giorno - sottolinea nella nota Rosanna Tabasso, presidente del Sermig – Ed è una trasformazione che coinvolge anche le sedi presenti in Brasile e Giordania e le centinaia di progetti di sviluppo e di pace nel mondo: dal 1989 l’Arsenale della Pace di Torino mette a disposizione dei più deboli e poveri competenze in campo medico-sanitario, attraverso il servizio gratuito di medici, odontoiatri, farmacisti e paramedici volontari. Le Giornate della Vista sono un fatto concreto che risponde a bisogni reali di tanta gente in condizioni di fragilità economica. Siamo felici che per il quarto anno consecutivo trovi la sua collocazione naturale in questo contesto di attenzione e di aiuto alla persona».
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Adoo-Sopti: un congresso per aprire porte e consolidare ponti
È l’obiettivo del primo evento interassociativo organizzato dalle due realtà per il 17 e 18 maggio a Lazise, sul Lago di Garda: un appuntamento di elevato livello formativo per gli ottici optometristi italiani, nelle intenzioni dei promotoriIl punto di arrivo di un percorso nel quale i due organismi hanno collaborato per organizzare un evento destinato a diventare un riferimento per le realtà associative del mondo ottico optometrico: si presenta così la prima edizione del congresso interassociativo Adoo-Sopti, presso l’auditorium dell’Hotel Parchi del Garda (nella foto, tratta dal sito della struttura). «Abbiamo lavorato per rafforzare gli elementi comuni e ci siamo accorti che sono molti - dicono a b2eyes TODAY Stefano Panzeri, a nome dell’Albo degli Ottici Optometristi, e Gabriele Civiero, per conto della Società Optometrica Italiana - Allo stesso tempo abbiamo cercato di appianare le divergenze esistenti, rendendoci conto che, in fondo, sono di poca importanza: il nostro intento era consolidare i ponti già esistenti e aprire porte dove precedentemente c’erano muri. Guardando al lavoro svolto in questi mesi, siamo convinti di esserci riusciti e di questo dobbiamo essere soddisfatti».Il primo obiettivo del congresso è offrire un elevato livello formativo. «Adoo e Sopti hanno coinvolto relatori affermati e competenti che affronteranno temi di grande attualità e rilevanza professionale: molti i nomi già noti agli eventi delle due associazioni e che rappresentano una garanzia di qualità, mentre altri saranno presenti per la prima volta in quanto riconosciuti esperti del settore, capaci di portare contributi e conoscenze utili ad arricchire ulteriormente le due giornate di lavori - spiegano Panzeri e Civiero - Il tutto sarà supportato da numerose aziende sponsor, che da sempre contribuiscono alla buona riuscita di questi appuntamenti».Saranno quattro i workshop, suddivisi in due sessioni per consentire a ogni partecipante di assistere a due workshop differenti. Nella mattinata di lunedì 18 maggio si terrà inoltre la tavola rotonda “Dialoghi per optometristi confusi”, con la partecipazione di rappresentanti di entrambe le associazioni, tra cui Andrea Afragoli, Laura Boccardo, lo stesso Civiero, Laura Livi, Paolo Noli e Giuseppe Piazzolla. «Sarà un confronto a 360 gradi sugli aspetti legali, fiscali e professionali della nostra attività: un primo momento di discussione dedicato a temi molto diversi tra loro, ma di interesse per i colleghi – precisano i due professionisti - All’interno del programma sarà dedicato uno spazio alla presentazione della Rivista Italiana di Optometria, completamente rinnovata grazie a un nuovo coordinatore, Alberto Merlo, e a un nuovo comitato scientifico: l’obiettivo è proseguire il lavoro svolto da Adriana Cesana, che l’ha curata per circa quarant’anni, e successivamente da Anto Rossetti e Domenico Brigida, coordinatori negli ultimi anni. Questa rivista rappresenta infatti un’importante forma di collaborazione tra i membri delle due associazioni».Durante la cena conviviale di domenica 17 maggio verranno assegnati il Premio Federottica a chi si è distinto per l'impegno a favore dell’associazione, il Premio Ferrante a chi abbia apportato un contributo significativo all’optometria e i Salvini d’Argento-Pionieri dell’Optometria destinati ai colleghi che hanno conseguito il diploma di ottico da almeno 35 anni. Nella medesima occasione saranno inoltre premiati i vincitori della poster competition, che quest’anno avrà dieci partecipanti, valutati da una giuria composta da componenti di Adoo e di Sopti, e quelli del photo contest, i quali verranno scelti direttamente dai delegati del congresso.A cura della redazione
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Ital-Lenti: un ciclo di tavole rotonde tra ottici e oculisti per la gestione della miopia
L’azienda oftalmica ha ideato un progetto sul territorio per approfondire i principali aspetti legati alla progressione miopica e favorire una maggiore integrazione tra approccio clinico e soluzioni ottiche«Il dialogo tra industria ottica e classe medica rappresenta oggi uno degli elementi strategici nella gestione della progressione miopica - spiega in una nota Luca Ferrone, responsabile di prodotto di Ital-Lenti - In questo contesto diventa fondamentale costruire un linguaggio condiviso, capace di integrare evidenze scientifiche e applicazione pratica, per supportare in modo efficace il percorso visivo dei soggetti più giovani».È su queste basi che prende forma il ciclo di tavole rotonde, il cui calendario è in via di definizione, pensato per sviluppare un confronto continuativo tra ottici e oculisti sul territorio nazionale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di approfondire i principali aspetti legati alla progressione miopica e di favorire una maggiore integrazione tra approccio clinico e soluzioni ottiche. «La gestione della miopia non può essere affrontata come un intervento isolato, ma richiede un percorso strutturato, in cui la prescrizione rappresenta il punto di partenza di un processo più ampio che coinvolge scelta della soluzione, monitoraggio e adattamento nel tempo», prosegue nel comunicato Ferrone. Al centro del confronto anche Myopica (nella foto, l'immagine di campagna), la lente sviluppata dall’azienda per la gestione della progressione miopica nei bambini.Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che vede Ital-Lenti impegnata nello sviluppo di soluzioni dedicate all’età evolutiva, anche attraverso strumenti specifici per il professionista, come il catalogo interamente dedicato al mondo Kids. «L’obiettivo è creare momenti di confronto concreti e utili tra ottici e oculisti nella pratica clinica, portando contenuti aggiornati e favorendo una maggiore consapevolezza sulle opportunità offerte dalle soluzioni ottiche più evolute», aggiunge nella nota Ferrone.A cura della redazione
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Certottica: ambiente, energia, tecnologia e persone al centro della sede rinnovata
Dopo un intervento durato 18 mesi che ha visto un investimento complessivo di quasi tre milioni di euro, il gruppo di Longarone ha da poco inaugurato la struttura: un'operazione che ha messo al centro l'efficientamento energetico, la sostenibilità e l'innovazione, oltre che la qualità di vita e di lavoro degli oltre cinquanta dipendentiL’inaugurazione rappresenta «un momento di particolare valore per CertotticaGroup, per le imprese che accompagniamo e per il territorio in cui la nostra realtà è nata e continua a crescere - ha dichiarato il presidente Luca Businaro - Questo investimento non è soltanto un intervento sull’edificio: è una scelta di responsabilità che rafforza il ruolo del gruppo come competence hub al servizio della qualità, della sicurezza e dell’innovazione del made in Italy. Abbiamo voluto una sede (nelle foto) più efficiente, sostenibile e funzionale, capace di esprimere concretamente la visione di una realtà che guarda al futuro senza perdere il proprio legame con la filiera e con la comunità».Gli obiettivi del progetto, che ha preso il via nel 2024, erano chiari fin dall'inizio: superare le numerose criticità presenti, legate allo stato dell’immobile e all’organizzazione operativa, ristrutturando l'edificio sia da un punto di vista energetico sia tecnologico e gestionale e per le nuove logiche organizzative.Le aree interessate dai lavori di riqualificazione hanno sfiorato i 1.200 metri quadrati e la struttura ha visto un miglioramento in termini di classi energetiche, azzeramento del consumo di gas metano con l'installazione di nuovi sistemi ad alta efficienza in pompa di calore e calo dei consumi elettrici grazie alla realizzazione di un impianto solare fotovoltaico con potenza complessiva di circa 70 kWp. Le operazioni di efficientamento e di risparmio energetico porteranno a una riduzione di emissioni di Co2 in ambiente pari a circa 20 tonnellate all'anno.«La rinnovata sede è ora uno smart building dotato di sistemi per la gestione automatizzata degli impianti e per il controllo di temperatura, umidità e qualità dell’aria negli ambienti - spiega il comunicato - La Divisione Formazione, che da inizio 2026 ha dato vita alla neonata Ablògos, trova ora spazio a Villa Doglioni-Dalmas e a Palazzo Bembo, a Belluno».La riqualificazione dell’headquarter è uno dei tasselli di una piattaforma strategica più ampia, «che abbiamo costruito attorno a quattro pilastri: struttura, infrastruttura, organizzazione e innovazione - ha evidenziato l'amministratore delegato Corrado Facco - Investire sugli spazi significa creare le condizioni perché competenze, laboratori, tecnologie e persone possano interagire meglio insieme, generando valore per le imprese e per le filiere che serviamo. L’intervento rende visibile una traiettoria già avviata: rendere CertotticaGroup un’organizzazione più solida, integrata e capace di accompagnare il cambiamento, con uno sguardo orientato al cliente, alla performance, alla sostenibilità e allo sviluppo delle competenze».Il taglio del nastro della rinnovata struttura è avvenuto l’8 maggio alla presenza di numerose figure politiche e istituzionali, tra cui Lorraine Berton, presidente di Anfao e di Confindustria Belluno Dolomiti, l’europarlamentare Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, e il senatore Luca De Carlo, presidente della nona Commissione Senato, dedicata a industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare.A cura della redazione
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EssilorLuxottica, il colore trionfa anche nelle lenti
Per i brand del gruppo, insieme a un’ampia gamma di forme e al ritorno dei loghi è una delle principali tendenze all’interno delle nuove collezioni, già nei centri otticiPer quanto ogni brand mantenga la sua identità, ci sono tendenze comuni che si rinnovano, non necessariamente legate alle stagioni. Una è il colore, presente sia nelle montature sia nelle lenti. Persol, oltre il classico nero, propone un blu Riviera ispirato al colore del mare e per i modelli metallici sceglie lenti verdi. Il nero è sempre presente ma per molti visi non è donante ed ecco da Prada, e non solo, il tartarugato a sostituirlo, anche accostato a lenti colorate. Da Miu Miu protagonista è la forma ovale in acetato e in metallo. L’acetato è sempre più bombato, tondeggiante. Così da Emporio Armani e da Giorgio Armani che si sbizzarrisce anche nelle tonalità delle lenti. Tra le novità il modello con il clip on, cui se ne può aggiungere un secondo di un altro colore. Brunello Cucinelli inventa la “lente aperitivo”, cioè una lente colorata da usare dalla mattina fino a sera, all’ora dell’aperitivo. Lenti colorate anche da Moncler, a volte specchiate, con modelli a maschera, per ricordare le origini. A maschera e con toni vivaci gli occhiali del marchio Bliz. In nylon riciclato sono leggerissimi e con le aste regolabili e personalizzabili.Per quanto la logomania sia quasi completamente tramontata, nell’eyewear c’è ancora qualche elemento identificativo del brand. Così il minuscolo JC da Jimmy Choo o da Tiffany la cerniera delle aste che richiama chiusure e fibbie dei gioielli o il famoso azzurro sia nelle montature in acetato sia nelle lenti. Nel mondo di Ray Ban e Oakley, accanto agli smart glasess ci sono occhiali tempestati di brillanti come quelli di Asap Rocky o gli zebrati del brand californiano (nelle foto, dall'alto a sinistra e in senso orario: Miu Miu, Emporio Armani, Jimmy Choo, Oakley, Tiffany e Bliz).Luisa Espanet
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Ottica Corci: per i 40 anni rivolge alla clientela un grazie “teatrale”
Il punto vendita di Novate Milanese, premium partner affiliato Vision Group, ha celebrato l’anniversario con un evento speciale organizzato il 24 aprile scorso presso il Teatro Cinema Nuovo della località lombarda, dedicato ai propri clienti più fidelizzati per ringraziarli concretamente per la fiducia e la continuità del rapporto costruito nel tempoOttica Corci ha avviato l’attività nel 1986, quando a Novate Milanese c’erano soltanto due centri ottici. «Allora la realtà del settore era molto diversa, era l’epoca in cui si stavano affermando le griffe in licenza: sulla scia di questa svolta ho deciso di aprire il mio negozio - racconta a b2eyes TODAY Marco Corci (nella foto, a destra, con Max Pisu), titolare e fondatore del punto vendita, recentemente riconosciuto da Regione Lombardia con il titolo di “Attività storiche e di tradizione”, destinato alle realtà che vantano almeno quarant’anni di esercizio continuativo sul territorio - Inizialmente, e per una decina di anni, la sede era più piccola e poco distante da qui, poi nel 1996 ci siamo trasferiti definitivamente in via della Repubblica, in una zona più centrale, ingrandendoci».Per buona parte del suo percorso Corci è stato affiancato dal padre, un ex rappresentate di prodotti fotografici: è stata un’intuizione lungimirante proprio di quest’ultimo a determinare il corso degli eventi successivi, portandolo ad abbracciare la professione. «Quando alla fine della terza media dovevo scegliere quale strada intraprendere, mi ha accompagnato a conoscere alcuni suoi clienti, che in quegli anni stavano introducendo l’ottica nelle loro attività: da lì ho cominciato ad appassionarmi e ho deciso di frequentare a Milano il Galileo Galilei e in seguito optometria in via Noale. Dopo gli studi ho iniziato a lavorare per dei centri ottici indipendenti, prima nel Biellese presso amici di famiglia, poi nel capoluogo lombardo, e a 25 anni ho aperto il mio punto vendita – prosegue il professionista - Da subito mi sono dedicato solo all’ottica e questo ci ha portato a diventare una realtà consolidata sul territorio: abbiamo una clientela molto vasta, fidelizzata e proveniente anche da fuori, che ci considera un punto di riferimento per le problematiche visive». Nel corso di tutti questi anni Corci è stato affiancato da collaboratori su cui ha contato molto, convinto com’è dell’importanza fondamentale dell’avere un team valido, che va valorizzato nel migliore dei modi e che sappia far sentire seguito adeguatamente il cliente, anche in assenza del titolare. Oggi con lui, nel negozio di circa 60 metri quadrati e due vetrine, suddiviso in area vendita e sala refrazione e contattologia, lavorano Gaia Schenoni, con la quale la collaborazione è quasi decennale, e da pochi mesi Patrizia Morone, entrambe ottiche optometriste.
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Rodenstock debutta nella vela alla Regata Est 105
L’evento internazionale, alla sua 19esima edizione, segue una rotta di circa 105 miglia nautiche nell’Adriatico, da Bari, dove è partita il 22 aprile scorso, con arrivo il giorno successivo a Dubrovnik, in Croazia: l’azienda oftalmica vi ha partecipato in qualità di main sponsor entrando nel mondo delle attività praticate da una clientela premium. Con il Van on the Go ha inoltre portato al centro della manifestazione il tema del benessere visivo applicato alle alte performance, realizzando oltre 200 test visivi in collaborazione con sei centri ottici partner
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