Frasivolanti blog - di Laura Ressa

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Frasivolanti blog - di Laura Ressa

Sono Laura Ressa. Sono nata nella primavera del 1986 e Frasivolanti è nato qualche primavera più tardi, nel 2016. Racconto storie di persone e di lavoro ben fatto. Mi piace confrontarmi con gli altri per raccogliere punti di vista, testimonianze, esperienze, prospettive. Auguro buon ascolto a chiunque si affacci qui!

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    Notte del #LavoroNarrato (edizione Frasivolanti) - 30 aprile 2026

    Da 13 anni il 30 Aprile di ogni anno ritorna la Notte del Lavoro Narrato, un'iniziativa ideata dal sociologo e narratore Vincenzo Moretti e che continua ad esistere con le proprie gambe, trovando sempre nuova linfa nelle menti e nelle vite delle persone che mantengono acceso questo incontro di storie.L'obiettivo di questa "Notte" (che, non a caso, precede il giorno della festa dei lavoratori) è raccontare e condividere le nostre esperienze di lavoro in qualsiasi luogo, con chiunque voglia, in qualsiasi modo lo si voglia fare. Si può essere da soli, in due, in tre, in cento. Non conta quanti siamo o il modo in cui scegliamo di raccontare: l'importante è testimoniare che valore ha per noi il lavoro. E soprattutto quanti modi esistono di definire questa parola che sembra incasellare le nostre vite e che, in un modo o nell'altro, ci delinea come esseri umani sulla base di ciò che scegliamo di fare o non fare, sulla base dei compromessi ai quali siamo disposti a piegarci oppure no. Ci siamo ritrovati anche quest'anno a Bari (per l'edizione Frasivolanti) ad ascoltare e raccontare le nostre storie il 30 aprile alle ore 18.30 presso Portineria21. Le persone sul palco per questa edizione sono state: ✨️ Antonella Desantis (Esperta risorse umane, formatrice e orientatrice) ✨️ Sabana Guarino (Operatrice area servizi per il lavoro) ✨️ Stella Campanozzi (Neuropsichiatra infantile) ✨️ Ivan Dell'Edera (Lavoratore dello spettacolo) ✨️ Antonio Di Siena (Scrittore, curatore editoriale e blogger) Una domanda, nel corso degli ultimi 13 anni, si è fatta sempre più presente nei miei pensieri: cos'è il lavoro? Troppo spesso il termine "lavoro" viene mistificato, stravolto a piacimento del "padrone" di turno, svuotato del suo senso etico autentico, rimodulato per convenienza economica o politica, identificato solo e soltanto in ciò che facciamo per sopravvivere. Tutto questo induce a puntare il dito contro chi un lavoro non ce l'ha o stenta a trovarlo o a capire come collocarsi in termini professionali, come se la propria vita fosse un oggetto da riporre e collocare su una mensola etichettata.Sempre più spesso in questi anni mi sono anche chiesta per quale motivo l'Italia, secondo la Costituzione, debba essere "fondata sul lavoro". Per me lavorare vuol dire sostentarsi, certo, ma anche decidere che traccia si vuole lasciare. Vuol dire aver cura del proprio modo di comportarsi con le persone e con se stessi, vuol dire cercare di dare un senso al proprio modo di agire nella contemporaneità anche in funzione del futuro che verrà quando non ci saremo più. Perchè anche quel futuro ci riguarda da vicino e ne siamo responsabili!Il lavoro può presentare molti lati oscuri, molte storie amare difficili da comprendere e da accettare. Il lavoro è anche quello delle cosiddette "morti bianche", una strage costante che si consuma in Italia e altrove con sempre maggiore ferocia e, mi sembra, anche con crescente noncuranza. Il lavoro è anche quello dei diritti negati, delle opportunità fasulle, delle false promesse, dello sfruttamento sotto ogni forma. Come possiamo rispondere a queste dinamiche? Cosa c'è da salvare? In che modo il lavoro può rappresentare uno strumento evolutivo per la mente umana anziché un mezzo che crea divisioni all'interno della società? Come possiamo riappropriarci di un senso che può sembrarci perduto perché ci ripetono - come un mantra - che tanto "così va il mondo" e "così fan tutti"? https://vincenzomoretti.nova100.ilsole24ore.com/2026/03/17/lavoro-narrato-2026/ https://lauraressa.com/tag/lavoronarrato/ 

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    "Scontrosa grazia": Trieste anni '20 specchio dell'oggi - Intervista a Nicolò Mazza de' Piccioli

    Un romanzo tra tensioni storiche, assetto sociale e multiculturalità: questo è "Scontrosa grazia" di Nicolò Mazza de' Piccioli. Un viaggio storico, teatrale, cinematografico, sociale, edito da Red Star Press e ambientato nel 1920 in una Trieste imprevedibile permeata da culture diverse e tensioni nazionaliste.Ne abbiamo parlato insieme all'autore il 24 aprile 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.La protagonista del romanzo è Anna, giovane donna, figlia di una cestaia e orfana di padre, con il sogno di suonare il pianoforte per partecipare ad un concorso per giovani talenti. L'incontro tra Anna e il coetaneo Davide sarà decisivo e le consentirà anche di proporsi come shabbes goy, cioè "domestica del sabato".Trieste è centrale nel racconto, così come il ruolo dell'arte in risposta alla violenza di un periodo storico che fa da specchio alla società attuale.Nicolò Mazza de' Piccioli è nato a Bergamo e ha studiato regia e sceneggiatura a Roma. Dopo una lunga esperienza professionale nel mondo del cinema (come sceneggiatore, assistente alla regia, regista, montatore) ha scelto di dedicarsi alla scrittura. È editor e collaboratore della scuola "Come si scrive una grande storia" di Francesco Trento, per la quale tiene anche corsi di narrazione."Scontrosa grazia" è il suo primo romanzo.La città, la politica e l'arte sono temi centrali del libro e il legame tra passato e presente è evidenziato anche dalle allegorie.L’idea di scrivere "Scontrosa grazia" è nata dalla lettura di "La versione di Barney" di Mordecai Richler e dalla curiosità suscitata dal termine "shabbes goy". https://www.redstarpress.it/prodotto/scontrosa-grazia/

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    Lavori dal basso APS e i gesti collettivi che generano bellezza - Intervista a Giuseppe Mongelli

    Giuseppe Mongelli è Presidente di Lavori dal Basso APS e da anni impegnato nello sviluppo di attività territoriali che coinvolgano la comunità e alimentino la voglia di condividere esperienze che facciano sentire le persone partecipi e protagoniste del proprio tessuto sociale.Il 21 aprile 2026, in diretta su Frasivolanti, Giuseppe ha raccontato quali sono i gesti collettivi che generano bellezza e quanta responsabilità ognuno di noi ha verso i luoghi che ci ospitano."APS Lavori dal Basso ETS è nata nel 2015 radicandosi nella comunità del sud est barese.Tra le finalità, la promozione e lo sviluppo della cultura della collaborazione all’interno delle comunità con azioni di valorizzazione dei beni comuni con processi di attivazione dal basso. Attenzione viene data alla rigenerazione urbana dei non-luoghi (luoghi che nessuno cura) in bei-luoghi (luoghi decorosi, belli da vivere), insegnando quanto piccoli, semplici, gesti gentili collettivi generano il bello diffuso, dirompente, virtuoso grazie al quale cresce il senso civico e il valore sociale."Lavori dal Basso intende sviluppare anche la cultura del lavoro in tutte le sue forme e favorire la creazione di una rete di volontari, associati, professionisti fondata su cooperazione e condivisione.https://lavoridalbasso.it/Di seguito qualche cenno ad alcuni progetti realizzati da Lavori dal Basso.Coworking Barsento10 https://www.coworkingbarsento10.it/Primo Freeworking in Italia dove si offrono spazi attrezzati per aziende e professionisti in cambio di servizi professionali. Realtà che diviene, nel 2018, ente accreditato con la Regione Puglia come fornitore ufficiale di servizi di Coworking.Work Time Bankwww.worktimebank.itPiattaforma di scambio di prestazioni, beni e servizi professionali utilizzando la moneta complementare all’euro, il CREDIT.Attraverso la valorizzazione delle professionalità (più di 100 professionisti) e dei progetti imprenditoriali, si dà impulso al lavoro, alla condivisione di spazi e conoscenze.Urbum a Sud Est (residenza per innovatori sociali e civici)Ispirati dall’esperienza di Campi Bisenzio, anche a Putignano, per 3 giorni, innovatori, designer sociali, operatori culturali e sociali, giovani imprenditori, lavorano per sviluppare un distretto dell'economia civile a sud est.Io sto col Centro Storicohttps://www.facebook.com/iostocolcentrostoricoComunità apolitica di sensibilizzazione condivisa tra liberi cittadini per la riqualificazione ecosostenibile e rispettosa del centro storico di Putignano.Museo diffuso Carnevale di Putignanohttps://www.facebook.com/MuseoDiffusoCarnevalePutignanoIl fine è far scoprire la storia del Carnevale di Putignano e gli angoli caratteristici del borgo antico, creando le basi di un museo diffuso e permanente. 5 cantine del centro storico sono tappe del museo.Segmento Travel Fondazione Carnevale di Putignano https://www.carnevalediputignano.it/home/Gestione del segmento di incoming dei clienti business del Carnevale di Putignano. 50 volontari che hanno lavorato per 3 mesi per la riuscita dell’obiettivo di massimizzare l’afflusso turistico.Luci diffuse nel Borgo.Attivazione di 400 commercianti e 150 cittadini durante il periodo di Natale e Carnevale. Acquisto condiviso e installazione di serie luminose (circa 3000 serie pari a 30 km lineari) certificate, a basso consumo con tecnologia a LED, per addobbare scorci e strade del centro cittadino di Putignano. Si è appreso quando i luoghi nessuno, non luoghi, siano essenziali in una rigenerazione diffusa del tessuto urbano.Ficò (Fiscoli in colore per il Carnevale)Recupero ambientale dei fiscoli, i filtri utilizzati nei frantoi locali per spremere le olive ed estrarre l’olio. Il fine è recuperare dai frantoi questi “rifiuti speciali” che vengono ripuliti dalla polpa di olive e olio esausto con idrogetti di acqua ad alta pressione. L’acqua di refluo, ricca di componenti organici, viene utilizzata per irrigare le colture.Biblioteca come Primo Bene comune collettivo.Attivazione della comunità con processi dal basso per la restituzione alla collettività degli spazi della biblioteca comunale.FiRò (Fiscoli in Rosoni di Puglia)Valorizzazione dei Rosoni di Puglia come elementi architettonici identitari delle Cattedrali romanico-pugliesi. Tali elementi promuovono l’inclusione e l’integrazione socioculturale, sostengono processi di rigenerazione urbana, sociale, culturale ed economica e incentivano percorsi di sperimentazione per l’innovazione delle comunità.Studi sociologici/urbanistici dimostrano che attraverso il lavoro svolto da associazioni e amministratori locali, collettivamente assieme, creando soluzioni temporanee e a basso costo, ma ad alto valore culturale, sono in grado di sviluppare un cambiamento sociale duraturo nel tempo.

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    Rassegna stampa del 21/04/2026 - Diritti alla Follia, Frasivolanti, Assemblea Pazienti Psichiatrici

    Appuntamento del 21 aprile 2026 con la rassegna stampa mensile di Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di giornale riferiti a notizie recenti. Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive. Siamo felici di annunciare che da questo mese la collaborazione per la rassegna è estesa anche ad Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici, a cui diamo il benvenuto!

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    "A parti inverse": racconti per osservare la violenza oltre il genere - Intervista a Angela Corbo

    E se fossero gli uomini a subire violenza, abusi e stalking? "A parti inverse" è un libro di Angela Corbo che parte da questo interrogativo e propone una serie di situazioni che invertono la narrazione dominante e immaginano uomini vittime di violenze e abusi. Questa scelta narrativa non mira a mettere in secondo piano i fatti di cronaca a cui siamo abituati ma intende portare alla luce una prospettiva diversa. Il libro si compone di 12 racconti, spesso ispirati a fatti di cronaca nera, che hanno rappresentato lo spunto per dialogare insieme all'autrice il 10 aprile 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti. Angela Corbo nasce a Oppido Lucano, si diploma all’istituto Statale d’Arte e in seguito sceglie di dedicarsi alle arti letterarie proseguendo la sua formazione presso l’Università degli Studi della Basilicata, dove consegue la laurea in Lettere Moderne. Ha lavorato come copywriter in una web agency e ha frequentato un Master in Editoria e Comunicazione che le ha permesso di lavorare come social media manager a Lisbona. Ha collaborato come redattrice di un giornale occupandosi di cronaca e attualità. Per chi fosse curioso e volesse acquistare il libro: https://www.amazon.it/parti-Inverse-Collana-Monnalisa-PubMe/dp/B0G4CYS522/

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    Fare giornalismo indipendente tra Medio Oriente e Italia - Intervista a Sara Manisera

    Sara Manisera è giornalista, autrice e regista. Ha lavorato a lungo in Iraq, Siria, Libano, Nord Africa e Italia e il suo lavoro si concentra su conflitti ambientali, questioni di genere e filiere alimentari.I suoi reportage e inchieste sono stati pubblicati da Al Jazeera, Libèration, El País, The Guardian, Irpi Media, Internazionale, tra gli altri. Nel 2023 è stata fellow della Bertha Foundation con un progetto di lungo termine sulle filiere globali del grano.È autrice di "Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne" e regista di tre documentari: The Price We Pay (Greenpeace, 2025), La Terra mi tiene (FADA Collective, 2022), Iraq: Youth on the frontline (Arte, 2019).Ha ricevuto il Golden Dove for Peace (2018), il True Story Award (2019) per un’inchiesta sui desaparecidos in Siria, e l’UNCA Prince Albert II Award (2021) per il suo lavoro sulla crisi idrica in Iraq. Nel 2024 ha vinto l’European Press Prize per l’inchiesta “Iraq senza acqua: il costo del petrolio fino in Italia”, sostenuta dal Journalism Fund Europe. Combina giornalismo e partecipazione pubblica attraverso eventi locali, dibattiti e festival organizzati con FADA Collective, collettivo di giornalisti, fotografi e autori che ha co-fondato.Per Voice Over, Sara cura la visione editoriale di Miccia Mag, fa interviste nel canale Amanita, scrive e costruisce ponti tra persone e comunità.Le piace: camminare nella natura, leggere Silvia Federici e parlare di beni comuni.Mossa dalla rarreca - la radice - delle sue nonne indigene che hanno sempre curato la terra.Sara Manisera è stata protagonista dell'intervista del 4 aprile 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Fonti di approfondimento:https://www.premiorobertomorrione.it/tutor/i-tutor-sara-manisera/ https://www.saramanisera.com/about/https://irpimedia.irpi.eu/autore/sara/https://www.slow-news.com/autori/sara-maniserahttps://altreconomia.it/author/sara-manisera/https://www.voiceoverfoundation.org/it/chisiamo

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    Urbanistica sociale, spazio pubblico e comunità - Intervista a Gilda Berruti e Giorgia Arillotta

    Le belle energie che Celeste Romero di Acciòn Colectiva continua a regalarmi, mi hanno permesso di scoprire il lavoro condotto da Gilda Berruti e Giorgia Arillotta, protagoniste dell'intervista del 27 marzo 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Nell'ambito dei progetti portati avanti da Acciòn Colectiva, un punto di riflessione importante è stato rappresentato anche da alcune esperienze sul diritto alla casa, le quali hanno rimarcato l'importanza della partecipazione dei cittadini nella costruzione di un habitat sano e di spazi pubblici inclusivi.Al centro dell'intervista a Gilda e Giorgia c'è il tema dell'urbanistica sociale e il ruolo dello spazio pubblico tra riqualificazione, innovazione e contributo della comunità.Gilda Berruti si è laureata con lode in Architettura nel 2001 presso l'Università di Napoli Federico II con una tesi dal titolo "La questione della sicurezza nella città contemporanea: un approccio criminologico al parco di Scampia". Nel 2005 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Urbanistica e Pianificazione territoriale, discutendo la tesi intitolata "La forma degli spazi pubblici nella città contemporanea". È professoressa associata in Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell'Università Federico II.I suoi interessi di ricerca riguardano: gli spazi pubblici nel rapporto tra forma e dimensione sociale, la costruzione sociale del piano, l’ambiente come declinazione della nuova questione urbana. A partire dal lavoro sul campo, sperimentando processi di indagine fondati sull’osservazione e l’ascolto dei territori, ha studiato con crescente interesse il rapporto tra informalità urbane e pianificazione, i luoghi “fuori norma”, caratterizzati da una forma che è difficile misurare.Socio dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) dal 2007, membro del direttivo dell’INU Campania dal 2013, dal 2014 promuove e coordina il Premio INU Letteratura Urbanistica. Dal giugno 2020 è coordinatrice della community Governance e diritti dei cittadini dell’INU. É membro dell’Association of European School of Planning (AESOP) - Thematic Group “Public Spaces and Urban Cultures".[fonte: https://www.docenti.unina.it/gilda.berruti ]Pubblicazioni: https://www.iris.unina.it/cris/rp/rp11431Giorgia Arillotta, Dipartimento di Architettura (DiARC), Università degli Studi di Napoli Federico II.Architetto e dottoranda in "Urbanistica, Pianificazione e Valutazione". Laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito un master di secondo livello in "Riqualificazione Urbana e Innovazione Sociale" presso l’IUAV di Venezia. Dal 2023 è dottoranda in "Urbanistica, Pianificazione e Valutazione" presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.I suoi interessi di ricerca vertono sui temi dell’esclusione, delle forme di vita non conformi nella città contemporanea e delle politiche e degli strumenti normativi. Collabora con organizzazioni non profit, amministrazioni pubbliche e agenzie, facilitando i processi decisionali collettivi, i percorsi di rigenerazione e le pratiche di coinvolgimento della comunità. Attualmente svolge un soggiorno di ricerca presso l’Institut d’Història de la Ciència dell’Universitat Autònoma de Barcelona.Pubblicazioni: https://www.iris.unina.it/cris/rp/rp152027Un ulteriore approfondimento sul sito di Acciòn Colectiva: https://accioncolectivaac.com.ar/jornada-horizontes-posibles-en-salud-mental-comunitaria-visibilizando-experiencias-transformadoras/ 

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    Salute mentale in carcere: le ricerche del Garante detenuti Toscana - Intervista a Katia Poneti

    Katia Poneti lavora presso l'Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Toscana (più comunemente definito "Garante dei diritti dei detenuti").Katia si occupa di supportare il Garante per l'esercizio delle sue funzioni di tutela non giurisdizionale dei diritti dei detenuti, e delle altre persone private della libertà personale, come quelle sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio (TSO) o quelle internate in una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS). Supporta il Garante anche nella redazione della sua relazione annuale sulle attività svolte (le relazioni sono pubblicate al seguente link: https://www.consiglio.regione.toscana.it/garante-detenuti/default.aspx?nome=relazioni ), nonché nella progettazione e realizzazione di iniziative di studio e ricerca in materia di diritti delle persone private della libertà personale.Katia Poneti è laureata in giurisprudenza ed è dottoressa di ricerca in Filosofia del diritto. Ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Tra le sue ultime pubblicazioni in materia penale vi sono i due rapporti di ricerca:- con Giulia Melani, Psichiatria, carcere, misure di sicurezza, Consiglio regionale della Toscana, 2024;- con Riccardo Girolimetto, Salute mentale in carcere dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, Rapporto finale di progetto, La Società della Ragione, settembre 2025.Due articoli riguardanti la detenzione femminile:- Katia Poneti, Maternità in carcere alla luce del Decreto "Sicurezza" 48/2025: trattamento o esclusione? in Questione Giustizia, 09/10/2025;- Katia Poneti, La detenzione femminile. Riaprire il dibattito su un trattamento differente alla luce dei dati sulle carceri della Toscana, in CALUMET – intercultural law and humanities review, ISSUE 23(2025), ISSN 2465-0145 (on-line).Proprio in materia di ricerca, le sue competenze si sono incontrate con le scelte dell’Ufficio del Garante che ha voluto dedicare ampio spazio a tali attività.Le pubblicazioni realizzate dall'Ufficio del Garante si trovano online nella pagina del sito istituzionale: https://www.consiglio.regione.toscana.it/garante-detenuti/default.aspx?nome=documentazione Il tema della salute mentale, nella sua interazione con le misure penali, ha ricevuto un'attenzione specifica in tutte le sue dimensioni.Tra le prime pubblicazioni vi sono state quelle dedicate al superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), che hanno sviscerato ostacoli e aperture che sono nati da tale processo, definito da Franco Corleone "una rivoluzione gentile". Sono state messi a fuoco il senso e il valore dei nuovi percorsi previsti dalla Legge di riforma (da ultimo la Legge 81/2014) e in particolare l'opportunità per le nuove REMS di configurarsi come parte integrante del sistema sanitario pubblico territoriale, in modo da favorire il processo di recovery e il reinserimento delle persone con patologia psichiatrica. Centrale è l'idea che, anche per le persone autrici di reato con patologia psichiatrica, si possa costruire un percorso di reinserimento nella società che risponda nello stesso tempo a esigenze di cura e di tutela dei diritti.Negli anni più recenti sono state svolte due ricerche:1) La ricerca "I dati sulla salute mentale dei soggetti autori di reato come strumento di garanzia del loro diritto alla salute. Lo stato di attuazione del diritto alla salute mentale per le persone condannate e per quelle prosciolte per infermità di mente, nonché per le persone a diverso titolo collocate in strutture psichiatriche non di natura penale" è stata realizzata nel 2022 grazie a un accordo di collaborazione tra Ufficio del Garante regionale e Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Firenze – Centro Adir.2) La ricerca "Salute mentale in carcere dopo la chiusura degli OPG" svolta tra il 2024 e il 2025 è stata svolta, oltre che da Katia Poneti, dal Dott. Riccardo Girolimetto e dalla Dott.ssa Giulia Melani, con i quali è stato formato il gruppo di ricerca.Attualmente in corso, in attesa della conclusione delle procedure di autorizzazione per l'attività di ricerca sul campo, è un'ulteriore ricerca dal titolo "Le misure di sicurezza per pazienti psichiatrici autori di reato nel quadro della legislazione attuativa della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità", nell’ambito della collaborazione tra l'Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana e il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Firenze - Centro Adir.Questi i temi al centro dell'intervista a Katia Poneti del 20 marzo 2026 alle ore 18.30 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.

  9. 104

    Il "sentiero della vergogna": antologia dal manicomio di Voghera - Intervista a Novella Limite

    Per la seconda volta è tornata su Frasivolanti Novella Limite.L'occasione di questa nuova chiacchierata è l'uscita del suo libro intitolato "Il sentiero della vergogna" (Primula Editore), ma nel corso del dialogo abbiamo toccato anche altri temi cari a Novella e che sono al centro del suo profondo percorso di studio e ricerca tra scrittura e drammaturgia.Per approfondire i temi del libro, di seguito la descrizione:"Questo libro narra storie di vita aventi come comune denominatore l’esperienza della reclusione manicomiale. Si parte dal 1876, l’anno dell’apertura del Manicomio di Voghera, fino ad arrivare agli anni del cambiamento, in seguito alla legge Basaglia. Fra le altre, c’è la storia di Anna, costretta dalla povertà a rinchiudere la sorella in manicomio; e c’è quella di Teresa, internata solo perché figlia ribelle e disobbediente, e quella di Bruno, emigrato in Belgio in cerca di lavoro e poi ricoverato in seguito a un attacco psicotico fra gli anni Trenta e Quaranta.Vengono inoltre raccontate le vicende di Adele, donna schizofrenica che, lavorando negli uffici della segreteria dell’ospedale, fornì un aiuto importante nell’archiviazione delle cartelle cliniche e arrivò a un passo dalla guarigione.La raccolta rievoca poi la storia di Celentano, un paziente che molti ex dipendenti dell’Ospedale Psichiatrico ricordano per l’abilità canora, e quella di Mafalda, una “sinti” abbandonata in manicomio dalla sua carovana e ricordata come la “regina degli zingari”.Infine, si rievoca la figura di Linda, la donna-bambina il cui ricordo suscita ancora sentita commozione in molti vogheresi."Link: https://www.primulaeditore.it/prodotto/il-sentiero-della-vergogna/Novella Limite, originaria dell'Oltrepò pavese, al termine degli studi accademici decise di dedicarsi anche alla sua grande passione per il teatro attraverso seminari e laboratori presso la Paolo Grassi di Milano e in altre scuole di teatro in Lombardia. Nel 2013 la prima occasione di mettere in scena un suo testo: "Addio mia Arte! Gino Grimaldi i colori dell’arte nell’ombra della follia" dedicato all’artista Gino Grimaldi. Lo spettacolo venne riproposto negli anni a venire sia a Cogoleto che ad Arenzano, presso il Teatro Il Sipario Strappato e a Genova dall’Istituto per le materie e le forme inconsapevoli, ottenendo anche il patrocinio della Società Teosofica Italiana. Insieme allo spettacolo, Novella ha curato anche la mostra "Ars Regia, la simbologia alchemica nell’arte di Gino Grimaldi".Dal 2017 propone il suo reading "Storie oltre il cancello" dedicato alla storia del manicomio di Voghera e nel 2018 ha partecipato come co-autrice alla stesura del libro "Io Maraya Queen sarò, storia di vita di una drag queen". Dal 2017 ha pubblicato, con lo pseudonimo Thea Bricci, alcuni libri di genere male to male. Nel 2021 Sara Guasti and Eviolins mettono in scena il monologo drammatico scritto da Novella dal titolo "Opinioni di una clown", liberamente tratto da Opinioni di un clown di Heinrich Böll.Link alla precedente intervista a Novella Limite su Frasivolanti: https://lauraressa.com/2023/07/18/salute-mentale-drammaturgia-intervista-novella-limite/

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    Rassegna stampa del 27 febbraio 2026 - Associazione Diritti alla Follia e Frasivolanti

    Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti collaborano da settembre 2025 alla realizzazione della Rassegna Stampa mensile, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di giornale selezionati e riferiti alle notizie più recenti.Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive.Questo è l'appuntamento del 27 febbraio 2026.

  11. 102

    Cultura Comunità Ecologia: TRACCE per rigenerare Taranto - Intervista a Gladys Spiliopoulos

    Gladys Spiliopoulos è economista per l’ambiente e la sostenibilità, cittadina attiva e ESG specialist per un'azienda privata.Si occupa di disclosure di sostenibilità e disclosure collegata ai cambiamenti climatici per i settori altamente emissivi (oil & gas, iron & steel, cement, etc.).Gladys è stata protagonista dell'intervista del 16 gennaio 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti. Al centro del suo racconto e del nostro dialogo: ambiente, crisi climatica, difesa del territorio, il neonato progetto TRACCE e la città di Taranto.Attiva in diverse iniziative civiche a tutela del territorio, Gladys ha partecipato alla redazione di osservazioni tecniche su progetti ad alto impatto sul territorio tra cui il dissalatore sul fiume Tara, il flottante nel Mar Piccolo, analisi economica nel ricorso al TAR contro l’Aia ex Ilva, impianti di trattamento fanghi e altre procedure autorizzative complesse.Ha all’attivo 4 pubblicazioni (T.R.A.C.C.E.: integrare i servizi ecosistemici nella pianificazione bioculturale e rigenerativa di Taranto;“Lands, seas, crops, cultures: biogrammatic protection of the Mediterranean through relational sustainability actions”;“La Rigenerazione Economica del Mediterraneo”;Analisi COSTO–OPPORTUNITÀ del ciclo integrale a carbone dell’installazione EX ILVA di Taranto alla luce della nuova AIA del 2025)e due menzioni di merito scientifico per la sua tesi di laurea magistrale dal titolo “Taranto, capitale del mare urbano: valutazione servizi ecosistemici area marina protetta Mar Piccolo - Isole Cheradi. Analisi aspetti economici, sociali ed ambientali”.All’interno di TRACCE Gladys porta competenze sulla valutazione dei beni non di mercato, sui servizi ecosistemici e sui modelli di sviluppo sostenibile basati sulla visione ecosistemica, contribuendo alla costruzione del Taranto ESG Watch (indice civico inteso come infrastruttura civica di monitoraggio in ambito ambientale, sociale e di governance).Cos'è TRACCE?T.R.A.C.C.E. è l'acronimo di "Taranto Rigenerata Attraverso Cultura, Comunità, Ecologia".Il progetto nasce dalla partecipazione attiva nelle piazze. All’inizio il documento realizzato su questo tema si intitolava "Analisi critica all’accordo di programma" ed era finalizzato ad analizzare in modo critico l'accordo di programma del governo e tutto ciò che ad esso era collegato."Poi però abbiamo pensato che non potevamo limitarci a dire NO e a criticare: era necessario che ci sentissimo co-responsabili del futuro di Taranto." - afferma Gladys."Abbiamo iniziato a costruire un progetto alternativo sulla base di studi ed esperienze di altre realtà. Ma per comprendere il cammino che porta a TRACCE, al di là del percorso delle piazze, bisogna partire dai "Racconti della contea di Degradoland" (https://sites.google.com/view/degradoland/home ) che hanno rappresentato un modo per raccontare un mondo distopico e far comprendere la bellezza di Taranto e l'importanza di lottare per essa. Soprattutto l’ultimo capitolo "Lettera da Thalassia" permette di capire il cammino fatto per giungere fino a TRACCE.""TRACCE è un progetto di comunità, la voce di una generazione stanca di una narrazione che non racconta la Taranto di oggi.Le linee guida proposte mirano a rigenerare la città attraverso l’integrazione dei servizi ecosistemici, considerati come infrastrutture regolative del benessere diffuso del territorio, evitando fratture tra sviluppo e tutela e adottando un approccio bioculturale capace di valorizzare insieme ambiente, patrimonio e comunità.I visionari della prima ora sono: Gladys Spiliopoulos, Giada Marossi, Giuseppe Barbalinardo, Matteo Falcone, Walter Giacovelli, Niccolò Giambruno."Per approfondire: https://www.pressenza.com/it/2026/01/tracce-e-la-rigenerazione-di-taranto-che-parte-dal-basso-oltre-lex-ilva/ https://sites.google.com/view/degradoland/cap-finale-lettera-da-thalassia?authuser=0 https://www.facebook.com/puntidivistapress/posts/pfbid0ougt8vvVm8xmfUC3P2hXsCkQfob1kReh3CgSTp64xT6cYWT85M8kjvysQR7UdpBSl 

  12. 101

    Dalla fibromialgia agli psicofarmaci tra diagnosi e cure errate - Intervista a Pierpaolo Parise

    5 gennaio: prima intervista Frasivolanti del 2026!Pierpaolo Parise ha 26 anni e da 10 convive con la fibromialgia. In passato è riuscito a gestire questa situazione, seppur tra dolori e altre difficoltà, ma dopo il Covid ha cominciato ad accusare anche prurito e parestesi al volto e, a seguito di varie visite specialistiche, è stato indirizzato ad una visita psichiatrica poiché il prurito era stato attribuito ad ansia e stress.Da lì ha cominciato ad assumere psicofarmaci ed è iniziato anche il suo inferno. In 3 anni Pierpaolo ha assunto 15 psicofarmaci diversi senza che alcun specialista gli spiegasse che effetto avessero e a cosa servissero. Circa 6 mesi fa ha cominciato ad eliminare questi farmaci, affrontando le conseguenze dell'astinenza e tutti i danni ad essa correlati oltre agli effetti avversi dei farmaci stessi.Pierpaolo è consapevole e presente a se stesso, intelligente, dinamico, capace e con una enorme voglia di uscire da una condizione che gli ha impedito fino ad oggi di vivere al meglio la sua giovane età.Ha grandi sogni e progetti a cui non vuole rinunciare. Ma non rinunciare a questi obiettivi presuppone una enorme fatica individuale e il dover fare i conti con l'assenza di sostegno concreto da parte del servizio sanitario pubblico.Durante l'intervista, Pierpaolo Parise ha raccontato la sua storia e il suo percorso fin qui: tra fibromialgia, psicofarmaci, diagnosi e cure errate, superficialità nella prescrizione di psicofarmaci da parte di chi dovrebbe aver cura dei pazienti e carenza di supporto da parte del servizio pubblico.Accettare di dover attraversare un vero e proprio inferno diventa ancora più difficile quando è proprio la sanità a non accogliere le esigenze dei pazienti, a lavarsene le mani, a non fornire informazioni e a non preoccuparsi del consenso informato.Purtroppo si parla poco di chi sta male, di chi soffre per diagnosi e prescrizioni errate e dannose: c'è una grande fetta di popolazione colpita dagli effetti nefasti degli psicofarmaci. L'obiettivo di Pierpaolo è riprendere in mano la sua vita, ma anche provare a sensibilizzare gli altri affinché il racconto della sua storia personale faccia luce su quanto sia pressoché assente la psicoeducazione e su quanto sia importante indagare in modo olistico tutte le reali cause delle patologie mentali.Pierpaolo conserva in sé una lucidità e una consapevolezza davvero rare, perché è raro riuscire ad averle ancora dopo aver affrontato, già in così giovane età, tutto questo dolore.Guardare avanti senza guardarsi indietro può essere molto difficile quando si attraversa un percorso simile. Ci si chiede cosa si è sbagliato nel passato, quali scelte alternative sarebbero state migliori di quelle fatte. Fa riflettere vedere quanta tenacia un giovane uomo possa avere a soli 26 anni e quanto a volte il nostro animo sia in grado di attraversare anche ciò che non ci saremmo mai aspettati.

  13. 100

    Rassegna stampa del 19 dicembre 2025 - Associazione Diritti alla follia e Frasivolanti

    Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti collaborano da settembre 2025 alla realizzazione della Rassegna Stampa mensile, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di giornale selezionati e riferiti alle notizie più recenti.Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive.

  14. 99

    "Rajesh. Signore dei re" tra sfruttamento e caporalato - Intervista a Emiliano Locatelli

    Il nuovo romanzo di Emiliano Locatelli, “Rajesh. Signore dei re”, è stato lo spunto per parlare con l'autore delle terre dell’agro pontino solcate dalle cicatrici dello sfruttamento e del caporalato. Ma non solo. L'intervista all'autore (del 23 dicembre 2025) parte proprio da qui per diramarsi e compiere un percorso insieme tra le ragioni della genesi del libro, i temi trattati in esso e l'esperienza di Emiliano. Protagonista del romanzo è un ragazzo di 16 anni originario del Punjab e la scrittura di Emiliano Locatelli racconta una società che non aiuta i più deboli. Questo romanzo è il terzo di una trilogia che è estensione del progetto partito con il lungometraggio “Il diavolo è Dragan Cygan” del 2024. Emiliano Locatelli ci invita a riflettere e ci mette davanti a una realtà caratterizzata da profonde ingiustizie e dove le persone, pur di lavorare, sono costrette ad accettare condizioni ai limiti dello sfruttamento. "Emiliano Locatelli sviluppa sin da piccolo una grande passione per musica, cinema e scrittura. Laureatosi in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi su Gus Van Sant e Nicolas Roeg, nel 2006 partecipa al primo Festival del Cinema di Roma come membro della giuria popolare, selezionata da Ettore Scola. Nel 2008 frequenta la scuola per filmmaker ACT Multimedia di Cinecittà e nel 2009 fonda la sua prima casa di produzione, la Whitedust Productions, che svolge attività di produzione audiovisiva e musicale. Nel frattempo lavora come tecnico del suono e microfonista per varie produzioni cinematografiche, tra le quali alcuni lungometraggi con Danny Glover, Rutger Hauer, Deryl Hanna e Michael Madsen. Nel 2014 pubblica il suo romanzo d’esordio "Io sono Vendetta" ed è inoltre autore di tre cortometraggi (Anarchist, Viva Violence, L’educatore) e di videoclip per band emergenti. Nel 2020 dirige il cortometraggio "Solamente tu"."

  15. 98

    Metropoliz, il museo abitato e la lotta per il diritto all'abitare - Intervista a Andrea Pistorio

    "Metropoliz, il museo abitato" è un podcast originale di RAI Radio1 scritto e diretto da Andrea Pistorio, protagonista della chiacchierata del 7 novembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Andrea Pistorio è stato già ospite di questo blog e sono molto felice di averlo coinvolto di nuovo per affrontare un tema così cruciale come il diritto all'abitare."Il titolo del podcast prende il nome dall’omonimo edificio, un museo abitato ai margini del quartiere periferico Tor Sapienza di Roma che vive sotto la direzione e la cura di Giorgio De Finis. Si tratta di un’ex fabbrica di salumi abbandonata, oggi trasformata in uno spazio abitativo e culturale.Occupata nel 2009 da un gruppo di persone in emergenza abitativa, la struttura è stata ristrutturata dagli stessi residenti che, nel tempo, l’hanno resa un luogo vivo ed organizzato, nonostante l’assenza di riconoscimento formale. Nel 2011 al suo interno nasce il MAAM ovvero il Museo dell’Altro e dell’Altrove, un progetto artistico che lo trasforma in un museo abitato. [...]"Attraverso questo documentario Andrea Pistorio rimarca il suo attivismo giornalistico indagando realtà sotto gli occhi di tutti ma conosciute da pochi.Il podcast è suddiviso in 5 episodi: ognuno di essi racconta una pezzo della storia che ha contribuito alla formazione del Museo Abitato.Tra le storie legate allo stabilimento che produceva salumi per il gruppo Fiorucci, gli ex operai raccontano la loro quotidianità con un focus sul legame tra fabbrica e comunità circostante.L’arte diventa mezzo attraverso cui gli abitanti si riappropriano della loro identità e Metropoliz da luogo di emarginazione diventa simbolo di inclusione e riscatto.La domanda finale che il podcast si pone è: cosa significa abitare oggi?Ne abbiamo parlato navigando tra i vari significati di "abitare" e riflettendo insieme sulla lotta per il diritto alla casa."Andrea Pistorio è autore e produttore radiofonico presso la redazione podcast e lo sport di RAI Radio1. Ha lavorato con diverse testate, tra cui Radio2, Radio24, Radio Statale e l’European Broadcast Union.“Metropoliz - Il museo abitato” è il suo secondo podcast. Nel suo primo audio documentario, “Lago – veleni e resistenza”, ci ha raccontato la storia della nascita del Lago Bullicante del Pigneto e la lotta del quartiere contro la speculazione edilizia e, più indietro nella storia, contro lo sfruttamento ed il fascismo". Per ascoltare il podcast: https://www.raiplaysound.it/programmi/metropoliz-ilmuseoabitato Link di approfondimento: https://www.youtube.com/user/SpaceMetropoliz https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/11/07/news/maam_podcast_museo_tor_tre_teste-424966826/ https://themessineser.it/e-uscito-metropoliz-il-nuovo-podcast-di-andrea-pistorio/ https://theparallelvision.com/2025/11/05/metropoliz-podcast-raiplay/ https://www.artribune.com/attualita/2015/04/la-storia-del-maam-larte-prende-vita-in-uno-strano-museo-a-roma-1/ https://left.it/2014/11/11/metropoliz-il-cuore-meticcio-di-roma/ https://brilliantmaps.com/unfavourable-roma/ https://www.youtube.com/watch?v=0TX_FP7QNEk (videoclip di Caparezza girato al MAAM) 

  16. 97

    Raccontare la vita tra Palestina, Iraq, Libano e Giordania - Intervista a Stefano Nanni

    Stefano Nanni è giornalista freelance e scrittore con una lunga esperienza nella cooperazione internazionale tra Palestina, Iraq, Libano e Giordania, paesi in cui ha vissuto negli ultimi 12 anni. Ha collaborato per diverse riviste italiane, tra cui Osservatorio Iraq, di cui è stato membro della redazione, Gli Asini, Lo Straniero, QCode Magazine, e attualmente lo trovate spesso su Altreconomia, L'Eco di Bergamo e la testata anglofona The New Arab. È autore del libro "Dormiveglia sul Tevere. Latif Al Saadi, una storia irachena" (Porto Seguro, 2023), e coautore dei libri “La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna” (Ed. Dell'Asino, 2014) e “Rivoluzioni Violate. Cinque anni dopo: attivismo e diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa" (Ed. dell'Asino, 2016), in cui ha firmato il capitolo sull’Iraq con lo pseudonimo Joseph Zarlingo. Il viaggio umano, professionale e anche geografico di Stefano Nanni è stato il fulcro dell'intervista del 28 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti. La sua prospettiva di giornalista e scrittore ha rappresentato una guida per capire cosa vuol dire raccontare i luoghi in cui ha vissuto e le persone che ha incontrato. Abbiamo indagato cosa Stefano porta con sé da tutto questo e anche del suo precedente ruolo di cooperante in Medio Oriente e qual è stato l'impatto sulla sua vita. Riporto di seguito la descrizione del libro "Dormiveglia sul Tevere. Latif Al Saadi, una storia irachena": "Al numero civico 30 di Piazza di Ponte Sant’Angelo, a Roma, c’è una targa che parla di Iraq. Presente dal 2001 e un po’ provata dal tempo, la targa ospita una poesia, i cui trentatré versi raccontano già da soli una storia di resistenza e di libertà. È la vita di un uomo che diversi anni fa, presto al mattino in una giornata ordinaria, scendendo da un autobus di linea in quella piazza rimase all’improvviso folgorato dal gioco di luci, suoni, odori e colori che il Tevere e Castel Sant’Angelo innescarono nella sua mente. Da lì nacque “Dormiveglia sul Tevere”, un viaggio onirico tra Iraq e Italia a disposizione di tutti i milioni di visitatori, per lo più ignari, che ogni giorno passano di fronte a quella targa. È il viaggio di Latif Al Saadi, poeta, partigiano, attivista e mediatore culturale, la cui vita al servizio della libertà è raccontata in questo libro." Per approfondire: https://altreconomia.it/author/stefano-nanni-2/ https://www.newarab.com/author/72317/stefano-nanni https://www.facebook.com/people/Dormiveglia-sul-Tevere-Latif-Al-Saadi-una-storia-irachena/61551095796159/ https://www.radiopopolare.it/puntata/?ep=popolare-esteri/esteri_02_05_2024_19_00 https://www.lottavo.it/2023/09/stefano-nanni-dormiveglia-sul-tevere-latif-al-saadi-una-storia-irachena/ https://www.facebook.com/stefano.tyler https://www.instagram.com/stef.nanni/ https://www.linkedin.com/in/stefano-nanni-828178165/

  17. 96

    "Capitalismo feroce", giustizia, attivismo politico e ambientale - Intervista a Marianna Lentini

    Scrive Marianna Lentini:"Dal 2009 mi occupo di strategie digital e creazione di contenuti. L'ho fatto per lunghi anni nel Terzo Settore per Fondazione Umberto Veronesi. Lo faccio ora per Banca Etica, l'unica banca italiana, e tra le poche in Europa, dedita al 100% alla finanza etica.Ho pubblicato con la casa editrice People "Capitalismo feroce", un libro incentrato sulle attuali distorsioni del capitalismo finanziario e sui suoi impatti rovinosi in termini ambientali, sociali, geopolitici.Curo la newsletter "Luci nella notte", attraverso la quale condivido contenuti che reputo di valore, incentrati su finanza, economia, diritti, giustizia sociale, e che spero possano essere utili a vederci più chiaro di questi tempi, per certi versi oscuri. Scrivo talvolta anche per The Post Internazionale e Ossigeno, la rivista di attualità e cultura di People.Sono una runner: correre delle maratone mi ha insegnato la disciplina, la dedizione e la determinazione nel raggiungimento di un obiettivo.Sono attivamente impegnata in movimenti ambientalisti e politici."Il percorso professionale e l'impegno da attivista di Marianna Lentini sono stati i temi al centro dell'intervista del 22 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Abbiamo esplorato la storia professionale di Marianna senza perdere di vista, come sempre, il lato umano che la società attuale spesso rifugge e che sembra ormai passato completamente sullo sfondo.Attraverso la lente della sociologia e dell'attivismo, abbiamo parlato di giustizia sociale, politica, crisi ambientale, con riferimento a ciò che sta accadendo ora nel mondo e anche al recente libro di Marianna intitolato "Capitalismo feroce".Proprio dalla descrizione del libro, traggo il testo seguente:"Prendendo le mosse dalla storia di Enric Duran, attivista catalano conosciuto come il "Robin Hood delle banche", il libro racconta alcune delle maggiori crisi finanziarie degli ultimi decenni e analizza le contraddizioni della mega macchina denominata finanzcapitalismo, mettendo in luce le sue torsioni sempre più autoritarie, le modalità con cui domina il mondo del lavoro, attenta alla nostra salute mentale, erode i diritti, amplifica le disuguaglianze, influenza le traiettorie geopolitiche, alimenta la crisi climatica, determina un'insensata corsa al riarmo. Rivelandosi un enorme edificio dalle mura fragili, pronte a sgretolarsi davanti ai nostri occhi increduli, e spingendoci, ora più che mai, a immaginare e costruire un'alternativa contro il suo afflato mortifero.«A breve ci si troverà davvero di fronte al bivio tra assistere a una catastrofe o governare una rivoluzione. Nell’irrisolvibile conflitto tra capitalismo ed ecologia, il primo morirà. La domanda è: in che mondo vivremo quando questo accadrà?»"Per approfondire:https://ossigeno.net/author/marianna-lentini/https://kritica.it/author/marianna-lentini/https://www.requiempamphlet.it/intervista-a-marianna-lentini/ https://ossigeno.net/capitalismo-feroce/https://www.peoplepub.it/pagina-prodotto/capitalismo-ferocehttps://www.tpi.it/author/marianna-lentini/

  18. 95

    Storia umana e professionale tra passato, presente e futuro della 180 - Intervista a Gaetano Interlandi

    Gaetano Interlandi ha svolto l’attività di Primario di Psichiatria e di Direttore del Modulo Dipartimento Salute Mentale dei Distretti sanitari di Caltagirone e Palagonia. Nato a Floridia, ha studiato a Siracusa fino alla maturità classica per poi proseguire con gli studi di Medicina all’Università di Catania. Nel 1975 ha iniziato a lavorare come assistente psichiatra presso l’ospedale psichiatrico di Verona. Ha conseguito la specializzazione prima in Neurologia presso l’Università di Padova, sezione distaccata di Verona, e poi in Psichiatria all’Università di Verona. La psichiatria rappresenta uno degli aspetti fondamentali della sua esistenza e in questo denso racconto per Frasivolanti, il dott. Interlandi ha ripercorso la sua esperienza professionale, gli ideali e l'energia messa in campo per difenderli. Accanto a questo aspetto, nella sua vita c'è sempre stato anche spazio per l'arte, la fotografia e la cultura in generale. Alla lotta per la Deistituzionalizzazione della malattia mentale Gaetano Interlandi ha sempre accostato i suoi interessi personali, come la produzione letteraria e la sperimentazione fotografica che gli ha permesso di organizzare anche la mostra personale presso il Museo di Villa Patti nel 2007, con fotografie degli utenti del Dipartimento di Salute Mentale di Caltagirone. In un percorso che parte dal 1975 e giunge fino ad oggi, Gaetano Interlandi ha raccontato cosa vuol dire essere psichiatra e qual è il suo concetto di cura, quali cambiamenti ha osservato nel trattamento della malattia mentale nel corso degli anni, la centralità della deistituzionalizzazione, il ruolo dell'empatia nell'approccio con le persone, l'osservazione del sintomo non come unico elemento centrale ma in relazione alle persone e alle storie di vita a cui è connesso, il ruolo dell'arte nei processi di cura. Per approfondire: https://www.gaetanointerlandi.it/

  19. 94

    Rassegna stampa del 17 ottobre 2025 - Associazione Diritti alla follia e Frasivolanti

    Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti collaborano da settembre 2025 alla realizzazione della Rassegna Stampa mensile, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di testate giornalistiche selezionati e riferiti alle notizie più recenti.Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive.Questo è l'appuntamento del 17 ottobre 2025, in diretta streaming sui social Frasivolanti.Sono molto contenta di divulgare questo bel progetto condiviso anche attraverso i miei canali!Con:Cristina PaderiCarla CannasSilvio d'AngerioMichele Capano

  20. 93

    L'impegno dell'Associazione Neuropeculiar - Intervista a Alessandra Mastrorosa

    Scrive Alessandra Mastrorosa:"Sono nata a Taranto in un giorno così ventoso che mio padre ebbe difficoltà a raggiungere l’ospedale da quello che si chiamava Italsider.Quasi 20 anni a Roma e 7 a Londra, poi il grande ritorno a Taranto con in braccio un figlio che ora ha 14 anni ed è una delle persone che stimo di più al mondo. Diagnosticato a 8 anni come autistico verbale senza compromissioni cognitive, lungo il tracciato della sua diagnosi si delinea il mio percorso di avvicinamento ai disability studies e poi l’iscrizione a quella che considero l’associazione che meglio rappresenta il mio modo di essere, le mie convinzioni, i miei valori: Neuropeculiar.Si tratta di un movimento per la biodiversità neurologica di cui ora sono referente per la Puglia. Enrico Valtellina, che fa parte del comitato scientifico, ha incredibilmente avuto fiducia nel mio racconto e mi ha proposto di partecipare al primo Almanacco scritto da persone autistiche: Almanacco TUPS.Traduco, forse per compensare l’innata incomprensione di registri comunicativi che ancora fatico a decifrare."La storia di Alessandra Mastrorosa e il suo impegno e attivismo all'interno dell'associazione Neuropeculiar sono stati i temi cardine dell'intervista del 15 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Abbiamo esplorato, tra le altre cose, anche il concetto di diritto alla autodeterminazione e cosa si intende per deistituzionalizzazione attraverso una prospettiva specifica, quella di studio e di vita di Alessandra, cercando di abbracciare il lato realmente umano di un discorso così ampio e complesso."Neuropeculiar nasce nel 2018 con l’obiettivo di colmare una lacuna nell’associazionismo italiano dedicato al tema dello spettro autistico. È un’organizzazione fondata e diretta da persone autistiche, che si propone, nel panorama della narrazione sull’autismo e la neurodivergenza, come Movimento per la Biodiversità Neurologica. Tra i suoi principi statutari si evidenziano la tutela e la promozione dei diritti di autorappresentanza e autodeterminazione delle persone neurodivergenti. L’orizzonte del discorso che si intende proporre e alimentare si fonda sulle prospettive offerte dagli studi sociali, in particolare Disability Studies, Critical Autism Studies e Neurodiversity Studies, che esplorano le implicazioni socio-culturali del fenomeno dell’autismo e della neurodivergenza. Neuropeculiar si pone l’obiettivo di favorire un’apertura verso nuove prospettive, contaminando le visioni attualmente dominanti, caratterizzate da un linguaggio medico, e contribuendo a un cambiamento di paradigma, attraverso la prospettiva della Neurodiversità, che promuove la valorizzazione e la convivenza delle molteplici espressioni neurologiche umane.In pochi anni l’associazione è cresciuta molto divenendo membro di EUCAP, il consiglio europeo delle persone autistiche, e partecipando così a varie azioni comunitarie ed extracomunitarie a favore dei diritti delle persone autistiche."Per approfondire:https://neuropeculiar.com/ https://www.ibridamenti.com/2022/12/21/sviluppate-la-vostra-legittima-stranezza/ https://www.facebook.com/NeuropeculiarAPS 

  21. 92

    Storie ai margini: tra diritti negati e periferie dimenticate - Intervista a Salvatore Lucente

    Giornalista freelance e fotografo, Salvatore Lucente si occupa di reportage. I suoi principali ambiti di inchiesta riguardano diritti, migrazioni e territori, con un'investigazione in corso sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori migranti in agricoltura.Ha collaborato con diverse testate, tra cui Altreconomia, Il Manifesto, La Repubblica, Left.Il 3 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Salvatore ha portato la sua testimonianza intrecciando la prospettiva di giornalista alle storie che hanno segnato il suo percorso, fino ad arrivare al tema delle migrazioni e alle dinamiche di marginalità che caratterizzano molti territori.Salvatore ha seguito peraltro il tour di Marco Cavallo, la grande scultura blu segno di lotta e liberazione in viaggio in giro per i CPR di tutta Italia per chiederne la chiusura. Questa chiacchierata è stata anche l'occasione quindi per ascoltare da Salvatore come si è svolto il viaggio, quali obiettivi si prefigge, quanta partecipazione c'è stata e che aria si respira viaggiando al fianco del cavallo blu che fu simbolo della chiusura dei manicomi alla fine degli anni '70.I reportage realizzati da Salvatore Lucente mettono in evidenza temi come:- il legame tra migrazione (o presenza migrante) e condizione di marginalità abitativa e sociale (insediamento informale, baraccopoli, ghetti, etc.);- il contrasto tra risorse promesse (es: PNRR) e la realtà di abbandono, ossia come fondi non utilizzati aggravino la marginalità;- l’aspetto umano, visivo, sensoriale della marginalità: caldo, baracche, container, la vita quotidiana in condizioni difficili;- lo sfruttamento lavorativo e gli insediamenti informali.Per approfondire:https://altreconomia.it/author/salvatore-lucente/https://ilmanifesto.it/archivio?authors=Salvatore+Lucentehttps://left.it/2022/11/24/senza-immigrati-litalia-non-ha-futuro/

  22. 91

    Associazione Antigone: diritti e garanzie del sistema penitenziario - Intervista a Susanna Marietti

    Susanna Marietti è coordinatrice nazionale dell'associazione Antigone, da trent'anni impegnata nella promozione dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.È autrice di volumi e saggi su argomenti di filosofia contemporanea e sul tema della pena detentiva (tra cui, con P. Gonnella, "Il carcere spiegato ai ragazzi", Manifestolibri, ed. aggiornata 2020; "Jailhouse Rap. Storie di barre e sbarre", Arcana 2024).Scrive e conduce la trasmissione radiofonica settimanale Jailhouse Rock, in onda dal 2010 su Radio Popolare.È responsabile dell'osservatorio sugli Istituti penali per minorenni dell'associazione Antigone. È presidente della polisportiva Atletico Diritti.Il 1° ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Susanna Marietti ha raccontato cosa vuol dire occuparsi di promozione dei diritti nel sistema penitenziario, quanto conta la dignità umana, cosa ciascuno di noi può fare per essere megafono e promotore di cambiamento delle condizioni di vita nelle carceri. E ancora, come possiamo riflettere meglio e di più sulla reale efficacia del sistema penale.Abbiamo esplorato inoltre la missione di Antigone, ma gli interrogativi non si fermano qui.In Italia il sovraffollamento carcerario e i suicidi in cella restano emergenze costanti: perché questi problemi sembrano non trovare mai una soluzione?Qual è la principale violazione della dignità umana che oggi si osserva nelle carceri italiane e cosa è emerso sugli istituti penali per minorenni?Quali alternative esistono per ripensare il sistema penale e penitenziario italiano?Di seguito alcuni cenni sull'Associazione Antigone, che dal 1991 promuove una pena in linea con il dettato della Costituzione."L'Associazione Antigone è impegnata nella tutela dei diritti umani e nella promozione delle garanzie fondamentali all'interno del sistema penitenziario italiano. La nostra missione è assicurare che le carceri siano luoghi nei quali vi sia il massimo rispetto per la dignità umana, promuovendo la trasparenza, l'umanità e l'equità nel trattamento dei detenuti. Ci adoperiamo per sensibilizzare l'opinione pubblica, le istituzioni e i professionisti del settore sull'importanza di un sistema penale orientato al reinserimento sociale, in linea con i principi costituzionali e internazionali. Attraverso attività di monitoraggio, ricerca, advocacy e formazione, lavoriamo per costruire una società più giusta, dove i diritti fondamentali siano garantiti a tutti, anche a chi si trova privato della libertà personale. [...]Dal 1998 Antigone è autorizzata dal Ministero della Giustizia a visitare i quasi 200 Istituti penitenziari italiani. Sono oltre 90 le osservatrici e gli osservatori di Antigone autorizzati a entrare nelle carceri con prerogative paragonabili a quelle dei parlamentari."Per approfondire: https://www.antigone.it/

  23. 90

    Con Medici Senza Frontiere a Gaza, dove "Brucia anche l'umanità" - Intervista a Martina Marchiò

    Martina Marchiò (Torino, 1991) si è laureata in Scienze Infermieristiche nel 2013 e nel febbraio del 2017 è partita per la prima missione con Medici Senza Frontiere, la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Da quel lontano giorno non si è più fermata, continuando a lavorare per questa ONG soprattutto nel continente africano (in Congo, Mozambico, Etiopia, Sud Sudan..), ma anche in Messico, Grecia e Bangladesh.Ad aprile e maggio 2024 è stata a Gaza e successivamente ha scritto il libro “Brucia anche l’umanità. Diario di un’infermiera a Gaza” con Infinito Edizioni.È tornata a Gaza City con Medici Senza Frontiere tra aprile e giugno 2025.Il 29 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Martina ha raccontato alcuni aspetti dei suoi viaggi, del suo lavoro di infermiera, della sua esperienza umana.Partendo da un focus preciso sulla sua missione a Gaza, abbiamo cercato insieme di mettere in primo piano tre livelli di racconto:- Professionale, il lavoro concreto di infermiera in zone di crisi- Umano, con emozioni e fragilità annesse- Universale, ciò che la sua esperienza dice a tutti noi e soprattutto a chi vive lontano dai conflittiIn particolare, abbiamo esplorato:Senso della missione - cosa la spinge a continuare nonostante la fatica e i rischi;Realtà spesso invisibili - come si vive quotidianamente in contesti di guerra e di emergenza umanitaria;Dimensione della cura - cosa significa essere infermiera in quei luoghi, al di là del ruolo sanitario e di cura che pure è fondamentale;Rapporto con la sofferenza (propria e altrui) - come si fa a non esserne travolti e come la si elabora;Ritorno a casa - distanza tra i luoghi di conflitto e la nostra “normalità”;Ruolo della scrittura - scrivere un libro come forma di testimonianza e come atto politico e umano;Sguardo sul futuro - cosa spera di cambiare, dentro di sé e nel mondo.Nel libro “Brucia anche l’umanità: Diario di un’infermiera a Gaza” Martina Marchiò racconta il suo ritorno a Gaza nell'aprile del 2024, sei mesi dopo l'inizio dell'escalation del conflitto.La Striscia è ormai una terra devastata: le esplosioni sono continue, le pareti tremano, non c’è uno spazio sicuro dove rifugiarsi e il dolore della popolazione è palpabile.Martina, in qualità di infermiera di Medici Senza Frontiere, registra il quotidiano della crisi, mescolando l'angoscia con atti di cura, resistenza e umanità. Il suo resoconto non è solo una testimonianza, ma un racconto intimo fatto di momenti estremi in cui si misurano sofferenza, speranza, dolore.Attraverso le sue pagine emergono le storie delle vittime, delle persone che hanno perso tutto ma continuano a lottare, e il coraggio di chi opera sul campo consapevole del rischio.Il libro vuole scuotere la coscienza, spingere chi legge oltre il silenzio, ricordare che a volte raccontare e sapere possono salvare vite.Quella di Martina è anche una testimonianza che mette in luce il pericolo a cui sono esposti gli operatori umanitari in zone di guerra e la tensione costante fra il silenzio (il non voler vedere, l’indifferenza) e la necessità di alzare la voce.Durante il dialogo abbiamo cercato di cogliere il più possibile questi aspetti, provando a suscitare una riflessione che possa andare anche oltre l'intervista.

  24. 89

    Coltivare bellezza: una rete internazionale di inclusione sociale - Peppe Pagano e Celeste Romero

    "Un insegnante, un cooperatore che si diverte tanto nel condividere la propria vita con tanti altri cooperatori e insegnanti. Imparando tanto da tutti". Queste sono le parole scelte da Peppe Pagano per descriversi.Lui e Celeste Romero (Presidente di Asociación Civil Acción Colectiva, associazione attiva nel campo della salute mentale comunitaria in Argentina) sono stati i protagonisti dell'intervista del 24 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Sono stata molto felice di aver potuto intervistarli insieme!Celeste peraltro è stata ospite di Frasivolanti anche lo scorso luglio: https://lauraressa.com/2025/07/18/accion-colectiva-salute-mentale-argentina-intervista-celeste-romero/Da dove nasce tutto?Qualche tempo fa rimasi letteralmente folgorata dall'ascolto della puntata del 22 marzo 2025 de "Il podcast delle fragole" di Radio 32 con ospiti Pasquale Corvino e Peppe Pagano. L'intervista si può recuperare a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=sJL9O02IrZYOltre al racconto di ciò che hanno costruito a Casal di Principe con "Nuova Cucina Organizzata" (N.C.O.) e con la Cooperativa Sociale Agropoli Onlus, ogni istante della loro testimonianza apre altre mille prospettive nella mente. Accade sempre più raramente di ascoltare persone che dicano certe cose, ma quando accade tutto diventa di nuovo possibile e si riaccende la speranza che ci sia ancora qualcosa da salvare in questo nostro mondo alla deriva in balìa dell'assuefazione.La lucidità e l'onestà intellettuale con cui Peppe e Pasquale parlano di mafia, legalità, istituzioni e di come anche il potere politico e lo Stato spesso prestino il fianco alla criminalità e ne siano spesso promotori e fautori, mi restituisce l'idea che esiste ancora qualcuno in grado di guardare in faccia la realtà. E non si tratta solo della capacità di guardarla quella realtà, ciò che oggi fa la differenza sta tutta nella volontà di esprimersi apertamente, di dire quel che tanti hanno paura di dire per codardia, interesse, ignoranza, o per mantenere quei pochi privilegi che hanno cercato di arraffare.Il vero privilegio è scegliere di usare la propria voce: oggi è questa l'unica scelta di cui poter andare fieri!In uno spezzone dell'intervista viene precisato quanto possa rivelarsi deleteria l'idea di lavoro come attività nobilitante o inclusiva a prescindere. E ciò vale per tutti e ancor di più per persone con difficoltà, spesso escluse dalla società.Non deve essere il lavoro l'unica chiave di lettura del proprio inserimento nel tessuto sociale perché in alcuni casi il lavoro può divenire invece fonte primaria di stress e insoddisfazione, livellando la vita ai meri concetti di ruolo, performance e produttività fine a se stessa. Ci serve invece costruire un paradigma diverso, nel quale il lavoro torni ad avere senso e utilità, torni a farci collaborare per creare possibilità.Osservando e imparando dalle esperienze degli altri, possiamo permettere a noi stessi di mettere in pratica anche ciò a cui mai avremmo pensato.Partiremo proprio da questo presupposto e dall'imperativo "Coltivare bellezza", che dà il nome alla rete internazionale di scambio e conoscenza di pratiche di inclusione sociale nata per sviluppare un pensiero condiviso tra i territori coinvolti. Lo scopo della rete è replicare esperienze e forme di organizzazione e di inclusione oltre che di intrapresa sociale.Link di approfondimento:https://radio32.net/coltivare-bellezza-verso-una-rete-internazionale-per-linclusione-podcast-e-video-del-convegno/ https://www.lacamorra.it/2018/11/07/quando-il-bene-vince-sul-male-anche-a-casal-di-principe-la-storia-di-nco-nuova-cucina-organizzata-e-delle-cooperative-sociali-ad-essa-legate/https://www.youtube.com/watch?v=-ryzw5H9_PIhttps://www.radiopopolare.it/dal-boss-sandokan-alla-cucina-della-legalita/

  25. 88

    Migrazione, diritti umani e lotta contro i CPR - Intervista a Arturo Raffaele Covella

    Il 5 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, l'avvocato Arturo Raffaele Covella ha raccontato cosa vuol dire occuparsi di migrazioni, fornire assistenza legale ai lavoratori stagionali, impegnarsi nella lotta per la chiusura dei Centri di permanenza per i rimpatri.Ecco di seguito la biografia dell'avvocato Covella."Laureato presso l’Università degli Studi di Bari in giurisprudenza nel 2005, ho iniziato subito la pratica forense e mi sono abilitato nel mese di ottobre del 2008. Contemporaneamente ho frequentato la Scuola di Specializzazione per le professioni legali sempre a Bari e, successivamente, un Corso di formazione in Criminologia e numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione.Ho sempre preferito rimanere a Sud e studiare e lavorare non lontano dalla mia terra. Mi sento molto legato alla Basilicata e al mio paese natio, Venosa.Durante il mio percorso lavorativo ho incrociato l’Osservatorio Migranti Basilicata che si occupa da diversi decenni dei problemi dei migranti presenti in questa regione e ho iniziato una assidua collaborazione. Dapprima fornendo assistenza legale ai lavoratori stagionali del pomodoro nelle campagne tra Palazzo San Gervasio, Montemilone, Lavello e Venosa, dopo, nel periodo della c.d. “crisi libica” del 2011 occupandomi di quelli che oggi sono chiamati Centri di Permanenza per i Rimpatri.Con il tempo ho maturato una sempre maggiore consapevolezza dei problemi politici e sociali legati ai fenomeni migratori e mi sono specializzato in questa materia.Da alcuni anni ho avviato una collaborazione con il progetto MELTING POT EUROPA e sono socio e referente territoriale dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI).Credo fortemente in quello che faccio e ritengo che la professione che svolgo non si limiti agli aspetti processuali. L’avvocato che si occupa di diritti umani e di libertà delle persone deve anche impegnarsi per il rispetto della legge, deve vigilare affinché i diritti vengano sempre rispettati e, ove necessario, deve anche alzare la voce, farsi sentire e far sentire la voce di chi non viene ascoltato.Un po' di tempo fa, una persona di una certa età del mio paese, incontrandomi mi ha salutato dicendomi: “ma tu fai sempre l’avvocato dei derelitti”. Sul momento non ho risposto nulla ma ripensandoci credo che risposta corretta sarebbe stata: “no, io faccio l’avvocato delle persone”."Nella nostra chiacchierata siamo partiti proprio dal comprendere insieme cosa voglia dire scegliere di essere "avvocato delle persone".Qui sotto due link per approfondire:https://www.meltingpot.org/tag/avv-arturo-raffaele-covella/https://www.terredifrontiera.info/legislazione-protettiva/

  26. 87

    Divulgazione su salute mentale e abusi della psichiatria - Intervista a Marina Trincheri

    Il 2 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Marina Trincheri ha portato la sua testimonianza in una chiacchierata in cui abbiamo abbracciato vari temi: dall'impegno sociale alla salute mentale, dalle pratiche delle istituzioni agli abusi della psichiatria fino al ruolo dell'associazionismo e della divulgazione.Perché è dal confronto tra varie prospettive che si può cominciare a costruire e decostruire.Marina Trincheri vive a Mondovì (in provincia di Cuneo). Il suo percorso formativo, dopo la scuola magistrale, si è focalizzato sugli studi per diventare assistente sociale. Ha conseguito l'attestato di educatrice professionale e ha frequentato per 2 anni il Dams appassionandosi alla danza terapia, al teatro danza, e studiando anche dizione e recitazione.Marina ha lavorato come insegnante di sostegno nella scuola, come educatrice professionale e come coordinatrice di una casa di riposo. Ha svolto anche esperienze sporadiche in campo artistico e oggi continua sempre a coltivare i suoi tanti hobby, compreso quello della lettura.Fa parte dell'Associazione Radicale Diritti alla follia, di Mat e Mad in Italy, dell'Associazione "Michele Baù - Angeli con le ali". Inoltre si occupa di randagismo.Da tempo Marina svolge anche attività informativa sulla salute mentale e sui temi riguardanti gli abusi della psichiatria e del servizio sociale.Le piacerebbe entrare in politica.Musica, arte, teatro danza e cinema sono la sua vita.La testimonianza professionale e di vita di Marina ci permette di aprire orizzonti, di osservare i tanti modi che abbiamo per contribuire alla costruzione di una società migliore che assuma piena consapevolezza delle difficoltà e delle complessità umane e che sappia rispondere alle istanze di ciascuno in modo giusto ed equo in ogni campo del vivere, a maggior ragione nel campo della salute.

  27. 86

    No CPR Brindisi: "C'è un lager a un passo da noi" - Intervista a Luciana Bova e Marica Capraro

    Luciana Bova e Marica Capraro sono attiviste della rete "No CPR Brindisi" che, insieme ad altre realtà del territorio nazionale, si battono affinché i Centri di permanenza per il rimpatrio, veri e propri lager, vengano finalmente e definitivamente chiusi. Frasivolanti e Radio32 ancora una volta insieme per raccogliere la testimonianza di due portavoce di un movimento costituito da tante altre persone impegnate per la dignità per la difesa dei diritti umani. "No CPR Brindisi nasce dal silenzio che soffoca le vite di persone abbandonate alla violenza e al sopruso. No CPR Brindisi nasce dalla lontananza che separa le nostre vite da quelle di persone private della loro libertà e dignità senza aver fatto alcun male. No CPR Brindisi nasce per dire NO, anzi per gridarlo! Promuoviamo la chiusura sistemica dei CPR, veri e propri lager, e chiediamo l’annullamento della detenzione amministrativa non solo in Italia ma in Europa. Promuoviamo lo sviluppo di consapevolezza sociale e istituzionale sulle istanze delle persone marginalizzate, affinché vengano rispettati diritti umani fondamentali e si possa sviluppare un tessuto sociale sano e attivo." Nel luglio 2025, 37 associazioni hanno scritto una lettera ai comuni della provincia di Brindisi e alla stessa provincia per chiedere la chiusura dei CPR e l'abolizione della detenzione amministrativa delle persone migranti. Dopo la morte di Abel Okubor nel CPR di Restinco si è costituito il Gruppo "No CPR Brindisi" per continuare l’impegno che da anni le associazioni e i movimenti del territorio hanno assunto per la chiusura di quel CPR e di tutti gli altri. La richiesta, destinata ai consiglieri e ai sindaci, nonché al Presidente e i consiglieri provinciali, è di adottare un atto deliberativo di ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Ecco alcuni stralci della lettera inviata alle istituzioni 👇 "[...] In data 27 giugno 2025 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri accoglie pubblicamente l’appello della Società Italiana di Medici delle Migrazioni in cui si legge “La detenzione amministrativa presenta criticità in materia di rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, incluso quello alla salute. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne ha denunciato gli effetti in quanto pratica patogena sia per la salute fisica, sia per quella mentale. Numerose evidenze descrivono i CPR come contesti di degrado igienico-sanitario, sofferenza fisica e mentale e abbandono sociale, con ripetuti atti di violenza auto- ed etero-inflitta sui corpi delle persone recluse. Le stesse evidenze, a distanza di 25 anni dalla loro istituzione, confermano che questi luoghi, ovunque e a prescindere dai differenti gestori, sono sistematicamente e profondamente patogeni e mettono a rischio la salute e la vita delle persone che vi vengono detenute”.I CPR sono luoghi da chiudere, strutture in cui la dignità umana è brutalmente calpestata, spazi di produzione della sofferenza, una vergogna legalizzata, per cui l'Italia è stata più volte denunciata dalle organizzazioni di tutela dei diritti umani, compresa la CEDU. Con il presente documento tutte le associazioni e i movimenti firmatari chiedono alle amministrazioni della Provincia di Brindisi e alla Provincia stessa l’adozione di un atto deliberativo entro 30 giorni dalla ricezione della presente. L’atto dovrà esprimere ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Con la presente si chiede altresì l'invio al Governo e al Parlamento della richiesta di abolizione della detenzione amministrativa e la trasmissione alla Prefettura di Brindisi, al Ministro dell’Interno, ai Presidenti del Senato e della Camera, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Presidente della Regione Puglia; ai gruppi consiliari della Regione Puglia [...]." Di seguito alcune fonti di approfondimento. Sito web: https://www.nocprbrindisi.it/ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/p/No-CPR-Brindisi-61578147084661/ Profilo Instagram: https://www.instagram.com/nocprbrindisi/ Articolo di Radio32: https://radio32.net/cpr-brindisi-e-detenzione-amministrativa-storie-denuncia-e-realta-invisibili/ Indirizzo email: [email protected]

  28. 85

    Assistenza legale sociale, immigrazione, associazione "AccoglierSi" - Intervista a Giovanni Motta

    Giovanni Motta è avvocato con specializzazione in diritto civile e immigrazione. Presidente di Associazione AccoglierSi, attiva con lo Sportello Legale Sociale a supporto delle persone più svantaggiate, svolge il ruolo di avvocato di base e territoriale e ha collaborato con l'associazione Naga offrendo assistenza legale, sanitaria e sociale ai migranti.Ha gestito inoltre uno sportello di tutela giuridica civile per i membri del sindacato di base CUB ed è stato attivista della rete “Mai più Lager – No ai CPR”, impegnata per la chiusura del centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli e di altre strutture in Italia. Giovanni Motta fa parte del comitato per la liberazione di Ocalan e contro l’oppressione del popolo curdo e ha uno sportello legale chiamato "Attenzione ai diritti" presso la federazione di Milano del partito di Rifondazione Comunista.Essere avvocato è scegliere da che parte stare e il 30 luglio 2025 l'avvocato Motta ha portato la sua testimonianza nell'intervista in diretta sui canali Frasivolanti.Al centro della discussione i temi principali del suo impegno, e in particolare:- Accoglienza e immigrazione: opposizione attiva ai CPR, battaglia per i diritti dei migranti e richiedenti asilo;- Assistenza legale territoriale: supporto concreto alle persone in difficoltà tramite accesso alla giustizia e tutela civile;- Partecipazione attivista: ruolo in reti civiche e politiche per la chiusura di strutture detentive amministrative e per i diritti dei curdi.L'occasione di ascoltare la testimonianza di Giovanni Motta è stata utile anche per comprendere, tra le altre cose:che vuol dire svolgere la professione di avvocato nel campo dell’immigrazione e del diritto civile, come è nata l’associazione AccoglierSi e quali sono le difficoltà incontrate dalle persone che si rivolgono allo sportello legale, quanto può essere utile la sinergia tra assistenza legale e supporto economico, in che modo le associazioni possono influenzare il dibattito pubblico su immigrazione e diritto d’asilo.Link di approfondimento:https://accogliersi.wordpress.com/ https://www.leggiscomodo.org/cpr-diritti-migranti/https://ristretti.org/milano-come-si-vive-nel-centro-per-rimpatri-e-un-carcere-senza-i-diritti-dei-detenutihttps://www.fanpage.it/milano/come-si-vive-nel-centro-per-rimpatri-di-milano-e-un-carcere-senza-i-diritti-dei-detenuti/https://transform-italia.it/laltra-detenzione-amministrativa-i-misteriosi-luoghi-idonei/?pdf=37560

  29. 84

    Diritti alla follia: difesa dei diritti degli utenti psichiatrici - Intervista a Cristina Paderi e Susanna Brunelli

    Cristina Paderi e Susanna Brunelli sono le protagoniste dell'intervista del 26 luglio 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Cristina e Susanna sono attiviste, impegnate da anni in prima linea per la difesa dei diritti degli utenti psichiatrici, e fanno parte del consiglio direttivo di Associazione Radicale "Diritti alla Follia".Le loro esperienze personali si intrecciano agli interessi nel sociale e nell'ambito della salute mentale. I loro differenti percorsi di vita nel corso del tempo si sono espressi in strade convergenti permettendo a Cristina e Susanna di mettere a disposizione il loro sapere fare e saper essere in difesa dei diritti e della dignità delle persone che entrano nei servizi psichiatrici.Il viaggio compiuto insieme in questa chiacchierata è partito proprio con l'intenzione di raccontare le loro storie, le storie di due persone, due attiviste, indagando cosa unisce i loro percorsi personali all'impegno intrapreso da "Diritti alla follia". Abbiamo dato ampio spazio anche alla narrazione dell'associazione, dei risultati raggiunti, dei progetti in corso, degli obiettivi che essa si pone.Di seguito alcuni cenni su Cristina Paderi e Susanna Brunelli, e informazioni di base sull'associazione "Diritti alla follia" tratte dal sito ufficiale https://dirittiallafollia.it/Cristina Paderi risiede in provincia di Cagliari ed è interprete e traduttrice per le lingue inglese e francese. Attivista con anni di esperienza nel sociale e nel campo del volontariato, anche internazionale.Susanna Brunelli, veneta, è familiare e survivor alla psichiatria ed è impegnata su vari fronti per quanto riguarda la salute mentale nel campo dell’associazionismo e nel volontariato come accompagnatrice alla Recovery. Fa parte della Rete Utenti Nazionale. Crede che tutto sia possibile.“Diritti alla Follia” nasce all’interno dell’esperienza professionale e politica di Michele Capano, avvocato e militante Radicale. L’associazione nasce dalla presa d’atto che spesso le condizioni di “disagio psichico” non diventano nell’ordinamento giuridico tanto occasione per l’attivazione di meccanismi di solidarietà pubblica, quanto il pretesto per l’attivazione di azioni di internamento, di trattamento farmacologico coatto, di violazione di diritti umani, di mortificazione della capacità giuridica, di emarginazione.L'intento dell’associazione è fornire un contributo tecnico di mobilitazione e individuazione di interlocuzioni ed alleanze politiche e sociali e di conquistare riforme in grado di modificare lo status quo dei seguenti temi cruciali:1) Trattamento sanitario obbligatorio, da ripensare profondamente nelle sue modalità di attivazione e di esecuzione concreta;2) Misure di sicurezza per i soggetti non imputabili, che rispondono alla logica della istituzionalizzazione e della neutralizzazione, piuttosto che essere pensate ed attuate nella prospettiva del reinserimento del “reo” nella comunità;3) Interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno, nelle quali figure di limitazione della capacità di agire va ampliato lo spazio di partecipazione della persona alla procedura e vanno conquistati spazi di autonomia.L’associazione è nata nel 2018 dandosi statutariamente l’obiettivo di impegnarsi sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone sottoposte:a varie forme di coercizione nell’ambito del trattamento del “disagio psichico”;ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno);alle misure di sicurezza per i soggetti non imputabili.Proposte di riforma: https://dirittiallafollia.it/proposte/Campagne: https://dirittiallafollia.it/campagne/

  30. 83

    Acción Colectiva: la rivoluzione della salute mentale in Argentina - Intervista a Celeste Romero

    Celeste Romero è Presidente di Asociación Civil Acción Colectiva, associazione attiva nel campo della salute mentale comunitaria in Argentina che promuove inclusione, diritti e reti di cura.Celeste è stata protagonista dell'intervista del 16 luglio 2025 alle 19.00 (ora italiana) - 14.00 ora argentina - in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Sono molto felice di aver potuto raccogliere la sua storia e la sua testimonianza!Celeste ha partecipato come relatrice a congressi nazionali (XVI/XVII Congreso Argentino de Salud Mental), dove ha portato il contributo del collegamento tra strutture sanitarie e giuridiche rispetto alla legge nazionale 26657, concentrandosi su temi come il “rischio certo e imminente”.È intervenuta nel dibattito legislativo (Plenario de Comisiones sulla “Ley Ómnibus”), denunciando la persistenza di oltre 40 ospedali monovalenti e la violazione dei diritti umani nelle pratiche vigenti.Esperta nella salute mentale comunitaria, ha coordinato iniziative e giornate di confronto promuovendo nuovi modelli di intervento sul territorio.Uno dei progetti di punta di Acción Colectiva è “Lo de Franco”, la prima “tienda social” a Buenos Aires: una bottega dove persone con difficoltà di salute mentale possono cimentarsi in attività produttive e trovare un senso di inclusione, liberandosi dalle pressioni del mercato convenzionale.L'approccio distintivo dell'associazione si esplica in vari modi:1. Credono nel coinvolgimento delle persone in attività concrete2. Puntano sull’applicazione attiva della legge di salute mentale (26657), denunciando modelli restrittivi (ospedalizzazione involontaria, comunità chiuse)3. Promuovono collaborazioni tra sanità, giustizia, cultura, lavoro, e università4. Supportano le persone anche nella gestione della vita quotidiana, riconoscendo che la terapia va oltre lo spazio clinico.Link di approfondimento:https://www.laizquierdadiario.com/Celeste-Romero-Aun-hay-mas-de-40-hospitales-monobalentes-en-todos-se-violan-los-derechos-humanos https://www.aasm2024.com/es/program/1 https://accioncolectivaac.com.ar/jornada-horizontes-posibles-en-salud-mental-comunitaria-visibilizando-experiencias-transformadoras/ https://www.radiobuenosaires.com.ar/celeste-romero-de-cerca-nadie-es-normal https://idepsalud.org/2da-jornada-de-debate-y-construccion-colectiva-sobre-salud-mental-y-adicciones/ https://seguinforma.com.ar/los-dolores-que-nos-quedan-son-las-libertades-que-nos-faltan/ https://www.cels.org.ar/web/2023/12/con-mas-de-1700-firmas-de-organizaciones-denunciamos-el-protocolo-contra-la-protesta-en-la-onu-y-la-cidh/ 

  31. 82

    "E lucevan le stelle": fotografia che racconta la sofferenza psichica - Intervista a Irene Angelino

    "E lucevan le stelle" è il titolo di un progetto fotografico curato da Irene Angelino che racconta la vita in casa famiglia di persone con sofferenza psichica. Il progetto è divenuto anche un libro pubblicato nel 2024 dalla casa editrice 89 books di Palermo.Il 28 giugno 2025 alle ore 18.00 Irene Angelino ha raccontato questo suo lavoro fotografico in diretta streaming sui canali Frasivolanti. La chiacchierata è stata anche l'occasione per toccare i temi cari a Irene, quelli che hanno orientato il suo percorso umano, artistico e professionale.Di seguito alcuni cenni per comprendere da dove parte la ricerca fotografica illustrata nel libro."La ricerca delle immagini è stata animata dal desiderio di avvicinare alla sofferenza mentale quanti ne sono spaventati, mostrandone l'aspetto, i silenzi, gli spazi a volte vuoti, le assenze, l'umanità del dolore, con un bene che superi la distanza.Il titolo è una dedica alla musica, quella di Puccini, un'aria di quel che si perde.Le foto sono state realizzate in tre diverse case famiglia per pazienti psichiatrici presso la cooperativa NCO in provincia di Caserta che utilizza i budget di salute mentale e metodi virtuosi di reinserimento sociale." (fonte: https://www.facebook.com/ireneangelinofotografia )Ed ecco la biografia di Irene."Irene Angelino (Aversa, 1983), flautista in orchestra e docente di scuola secondaria di primo grado, ha compiuto alti studi musicali presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Ha una maturità d'arte applicata in grafica e fotografia e si è formata come educatrice sociale e volontaria prima a Roma e poi Napoli.Ha una formazione conseguita presso la Comunità Capodarco come operatrice sociale e ha progettato interventi di educazione e recupero mirati a giovani e adulti in condizione di svantaggio. Ha lavorato come educatrice in casa famiglia per donne vittime di tratta ed è stata volontaria di Emergency Ong Onlus.Ha studiato fotogiornalismo e scrittura di reportage con Massimo Loche, Giuliano Battiston, Alberto Crespi, Sergio Siano e Mario Laporta. È stata allieva di Antonio Biasiucci presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha seguito workshop di Letizia Battaglia, Laura Pannack, Silvia Camporesi, Simona Ghizzoni e Pietro Masturzo.Ha collaborato con i giornali Napoli Monitor e Il Crivello e sue foto sono state pubblicate da La Repubblica, Il Corriere del Mezzogiorno, Il Corriere della Sera e Il Mattino. La sua ricerca fotografica è legata al tema della salute mentale e alle vittime di abusi.Nel 2022 ha vinto il XV Portfolio Jonico con il progetto "E lucevan le stelle" classificandosi tra i primi dieci finalisti del Portfolio Italia. Ha esposto in mostre collettive a Napoli, Roma e Milano e la sua prima personale a novembre 2023 presso gli spazi di 2Lab a Catania."E lucevan le stelle" edito da 89 books di Mauro D'Agati, è uscito il 4 settembre 2024."Qui sotto ulteriori spunti per addentrarci nei temi al centro del progetto fotografico "E lucevan le stelle".«Irene Angelino è riuscita – dichiara nel suo testo critico Salvatore Sarno – con uno strumento che serve per “guardare”, a restituire un senso, un ponte tra il vedere ed il vivere in senso patico. Il suo sguardo ha saputo posarsi con delicatezza, profondità e connessione empatica. Questa è la connessione che dobbiamo perseguire, ossia quella che ci consente di essere vicini all’altro. I suoi occhi, hanno “visto” e ci consentono di andare lì dove ogni essere umano può trovarsi (per quanto questo spaventi i più). [...] Ogni volto fotografato parla di noi. (…) Dagli scatti di Irene arriva con forza e delicatezza tutto quello che non deve spaventarci, non deve farci correre ai ripari lasciando fuori e lontano quel che si immagina diverso, impossibile che ci riguardi. Si coglie tutta l’umanità che ancora ci resta. Noi siamo questo, noi siamo anche questo, noi siamo tutto questo. La declinazione dell’uomo sofferente può portare a divergere dal mondo condiviso. La declinazione dell’essere umano ad accogliere, sostenere, comprendere, in pratica ad esserci per l’altro, consente all’uomo una possibilità di attraversamento della sua sofferenza e di sostenibilità di condivisione del mondo». (fonte: https://www.arte.go.it/event/irene-angelino-e-lucevan-le-stelle/ )Link di approfondimentoPagina Facebook: https://www.facebook.com/ireneangelinofotografia89 books: https://www.89books.com/store/product/irene-angelino-e-lucevan-le-stelle E lucevan le stelle, un progetto fotografico sulla cooperazione nella salute mentale: https://napolimonitor.it/e-lucevan-le-stelle-un-progetto-fotografico-sulla-cooperazione-nella-salute-mentale/ E lucevan le stelle, foto dalle case famiglia per pazienti psichiatrici: https://lucysullacultura.com/e-lucevan-le-stelle-foto-dalle-case-famiglia-per-pazienti-psichiatrici/ Centro italiano fotografia d'autore: http://www.centrofotografia.org/mostre/galleria/54/627 

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    Viaggio nell'attivismo poetico per esistere e animare sentimenti - Intervista a Laura Bertolini

    Di quanta poesia avremmo bisogno nella nostra vita? Quanta ce ne serve per esprimere chi siamo, per conoscerci meglio, per avvicinarci agli altri? Forse queste sono domande che non ci poniamo mai, eppure molto di quel che ci accade - nonostante tutto - è, nel bene e nel male, intriso di poesia.Sappiamo sempre riconoscerla?Il 13 giugno 2025 alle ore 18.30, in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Laura Bertolini ha raccontato il suo rapporto imprescindibile con la poesia e il suo viaggio nell'attivismo poetico (come lei stessa lo definisce).Laura Bertolini è nata a Cecina e la poesia è nella sua vita da sempre. Al suo attivo decine di reading di poesie in Italia e negli Stati Uniti che le hanno valso premi, citazioni e pubblicazioni su riviste specializzate. Di se stessa ha scritto: "Sono multicolore. Ho una mente che gioca a nascondino e mi protegge dai brutti ricordi. Ho una pancia interiore che mi suggerisce dove andare e dove non tornare più. [...]Scrivo poesie, le scrivo da quando ero bambina. Ho provato anche a smettere e non ci sono riuscita. [...]"."Mi sono autodefinita un'attivista poetica perché mi piace usare la poesia per far riflettere le persone, per animare i sentimenti, tradurre in parole ciò che vedo con i miei occhi, o come mezzo di denuncia. L'elemento della Natura, nelle sue colorate manifestazioni, con i suoi odori, si mescola all'umano in quanto essenza primordiale, forza generatrice e rigeneratrice. Si presenta spesso nei miei versi perché ho radici che affondano completamente negli elementi naturali. Io sono figlia del mare, della valle, della montagna. Da bambina ascoltavo la voce degli alberi e del vento. Questa è la mia essenza. [...] Penso di essere una voce, portatrice di messaggi, che sempre parlerà." (https://www.wordshelter.it/author/laura-bertolini/ )"[...] Non riesco a vedermi in altro modo. Quando scrivo sono in contatto con la mia pancia, con le mie viscere. Necessito di spazio, di solitudine. Scrivo spesso durante la notte e rileggo di giorno, sento come una gestazione dentro di me e quando la parola è scritta è un momento che si chiude, lasciandomi priva di forze e stanca.Non sono uno di quei poeti che scrive poesie tutti i giorni; io scrivo solamente in momenti speciali nei quali mi disconnetto anche dalla mia essenza fisica. Vado oltre, in altre dimensioni, dove le immagini e le voci si manifestano e a me non resta che scrivere e scrivere ancora."Le opere di Laura Bertolini:Sospesa fra due mondi (Mds Edizioni)I Colori dentroExtreme FishingE i sassi e i fiori (AttraVerso edizioni)...ed altri pensieri poeticiLink per approfondire:https://vincenzomoretti.nova100.ilsole24ore.com/2018/03/21/laura-che-per-vivere-fa-poesia/https://www.poeticous.com/laura-bertolinihttps://alfredorienzi.wordpress.com/2024/09/02/poesie-da-i-sassi-e-i-fiori-di-laura-bertolini/https://www.edizioniattraverso.it/negozio/E-i-sassi-e-i-fiori-p717701450https://www.wordshelter.it/author/laura-bertolini/https://www.toscana.live/la-poesia-di-laura-bertolini-allautunno-letterario-di-volterra/Laura Bertolini Poetry: https://www.facebook.com/LauraBertoliniPoetry/

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    "L'accolita dei vivi: Reportage letterario su dis-education" - Intervista a Lucia Pulpo

    Lucia Pulpo è autrice e voce appassionata di una comunità che vive e crea fuori dagli stereotipi: l’associazione Dis-Education. Il 26 maggio 2025 abbiamo parlato con lei del suo ultimo lavoro intitolato “L’accolita dei vivi. Reportage letterario su Dis-Education”, un libro che mescola racconto e realtà, esperienza personale, narrazione collettiva, voglia di condivisione. Parla della vita e della capacità di trasformarla, anche nel dolore. Ma è anche un invito a uscire dai ruoli imposti, dai luoghi comuni, dalle stanze buie del proprio isolamento. Questa intervista è stata realizzata in collaborazione con Radio32 che ringrazio. Ringrazio Lucia Pulpo e gli amici della redazione di Radio32: Martina Pasquali, Daniele Lauri, Sasha Iizuka ed Edgardo Reali. Ecco come si racconta Lucia nel suo sito web: "Facile ironizzare dal Nessuno di Omero al Fu Mattia Pascal, le risposte alla domanda esistenziale per eccellenza potrebbero essere tante, diverse e, perfino, originali… Chi sono lo dedurrete dalle mie parole, o dalle immagini che le accompagnano, dagli argomenti scelti o dalla sensazione che vi ispirerà l’insieme delle “cose”. In queste pagine troverete i sospiri della mia anima in versi, le mie osservazioni sulla realtà sotto forma di articoli (magari quelli pubblicati sui giornali con cui ho collaborato e collaboro tuttora), le mie riflessioni ironiche nei post dal Pianeta Follia, ed alcune citazioni dei libri che mi intrigano allargando l’orizzonte alla mia vista. La raccolta di versi “Casa nell’acqua” alcune poesie della quale sono state segnalate sul sito di “Nuoviargomenti.it 2014”, il romanzo “Il senso del non luogo” e le riflessioni de “Eserciziario per uno spirito libero” inoltre gli interventi al “Convegno di studi su Simone Veil tra Europa ed emancipazione femminile” (ottobre 2017) e alcune interviste fatte per la presentazione (di cui sono stata moderatrice) per “Capa tosta” (novembre 2016)e “Le tre resurrezioni di Sisifo re” (Marzo 2017), “Dopo tanta nebbia”, “Come nel ventre di una madre” (Gennaio 2020). [...] Io sono Lucia, e la mia voce è flebile, per questo scrivo, per essere partecipe di questo mondo che vuole costringere le mie idee a restare sole e zitte. [...]" (https://www.pulpo.it/chi-sono/ ) Di seguito alcuni cenni sul libro "L'accolita dei vivi": "Un reportage letterario sul vissuto di un gruppo variegato, persone con disabilità e non, alle prese con la quotidianità, una testimonianza al di là dei luoghi comuni. L’unico personaggio inventato è Laura, la protagonista che alla morte della madre, lascia la Sardegna alla volta di Taranto dove dovrebbe vivere il padre divenuto disabile che la ragazza ha intravisto fra i membri di una associazione “di categoria”. Laura nasconde nella sua “normalità” un disagio, questo la spinge a cercare di cambiare vita. Personaggi e vicende sono liberamente tratti dalla realtà associativa di Dis-Education a cui è devoluto l’intero guadagno delle vendite del libro. La storia è un pretesto per mostrare “noi Dis-educati” all’opera nella quotidianità con l’energia, l’entusiasmo e la leggerezza che ci aiutano ad andare avanti. Un messaggio per quanti si lasciano andare chiudendosi nell’angolo buio della propria stanza. Uscite! Oggi, si parla tanto di disabilità e integrazione, viverle è altro."

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    "Umanamente insostenibile - Il capitalismo nuoce gravemente ai sapiens" di Luigi D'Elia e Nora Sophie Nicolaus (Bari)

    Presentazione del libro "Umanamente insostenibile - Il capitalismo nuoce gravemente ai sapiens" di Luigi D'Elia e Nora Sophie Nicolaus (Imago Plus, Bari - 3 maggio 2025) In un'epoca dominata da ritmi frenetici e connessioni virtuali, il saggio di Luigi D'Elia e Nora Sophie Nicolaus invita a riflettere sulle profonde implicazioni del sistema capitalistico sulla nostra specie. Gli autori esplorano come le strutture economiche e culturali contemporanee influenzino il nostro benessere psico-fisico e sociale, portandoci verso una realtà sempre più disincarnata e alienante."Umanamente insostenibile" rappresenta un urgente invito alla riflessione. Gli autori guidano il lettore in un viaggio coraggioso alla scoperta delle profonde disarmonie che attraversano il nostro tempo tra insostenibilità psicologica, sociale ed ecologica di un sistema che ha smesso di essere umano.Il 3 maggio 2025 a Bari abbiamo discusso insieme le riflessioni al centro del libro, tra cui:- Come il capitalismo ha ridefinito l'essere umano, trasformando le nostre relazioni, il nostro tempo e persino il nostro corpo in merci- La perdita di senso e la frammentazione dell'identità, in un'epoca dominata dalla performance, dalla produttività ad ogni costo e da una crescente virtualizzazione dell'esperienza- Il confronto tra paradigmi culturali differenti, come la filosofia "ikigai" giapponese e il modello competitivo occidentale che trova piena espressione nella cultura americana del self-made man, per immaginare strade alternative e più sostenibili.Non si tratta solo di denuncia: "Umanamente insostenibile" offre infatti anche speranza e visione e rappresenta una spinta a riabitare il corpo, il tempo e lo spazio in modo più consapevole, riscoprendo forme di socialità e cura reciproca che resistano all'alienazione.Un incontro per chi sente il bisogno di interrogarsi e dialogare su ciò che siamo diventati e potremmo essere, aprendoci a uno sguardo nuovo sul mondo.I due autori Luigi e Nora Sophie hanno saputo dare voce a un malessere diffuso e spesso taciuto, trasformandolo in pensiero critico e proposta concreta di cambiamento.Dialoga con gli autori: Laura Ressa, Frasivolanti.Il luogo che ha ospitato l'incontro è Imago Plus, posto magico in cui si mescolano i concetti dell'abitare, dell'accoglienza, della conoscenza e dell'equilibrio con la natura. Centro di produzione culturale che ospita viaggiatori e progetti, sostiene gli artisti e pubblica libri. Una struttura ricettiva sostenibile che si pone l’obiettivo di realizzare un modello di turismo consapevole.Grazie di cuore a Luigi D'Elia, Nora Sophie Nicolaus, Patrizia Sisto e a tutte le persone di Imago Plus!Per approfondire: Scheda libro su Meltemi Editore: https://www.meltemieditore.it/catalogo/umanamente-insostenibile/Pagina Facebook: https://www.facebook.com/umanamente.insostenibileSito ufficiale del progetto: https://www.umanamenteinsostenibile.it/Canale YouTube: https://www.youtube.com/@UmanamenteInsostenibile

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    "C'è vita finché c'è vita" e Fondazione Gigi Ghirotti Genova - Intervista a Casagrande e Bosano

    “C’è molto da fare quando non c’è più niente da fare” (Gigi Ghirotti)Gigi Ghirotti nacque a Vicenza nel 1920, lavorò come giornalista e scrittore, si ammalò di una malattia neoplastica del sangue che affrontò con la stessa fede nei valori umani e sociali che ispirò la sua vita.Dalla sua storia è nata la Fondazione che porta il suo nome, un’organizzazione del terzo settore che opera nel campo della terapia del dolore e delle cure palliative.La missione della Fondazione è alleviare il dolore con interventi per controllarlo nell’ambito delle cure palliative, in assistenza domiciliare con prestazioni sanitarie, psicologiche, sociali e spirituali ai malati e alle loro famiglie nonché negli hospice, esercitando la propria attività quale struttura sanitaria in collaborazione con le strutture liguri del Servizio Sanitario Nazionale.Per approfondire: https://www.gigighirotti.it/chi-siamo/Il 18 aprile 2025 alle ore 19.00, in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Raffaele Casagrande e Maurizio Bosano hanno raccontato lo spettacolo "C'è vita finché c'è vita" e i progetti e la missione della Fondazione Gigi Ghirotti Genova.Lo spettacolo a scopo benefico "C'è vita finché c'è vita" (di e con Raffaele Casagrande, regia di Antonio Tancredi) è un progetto partito dalla scuola per raggiungere il teatro. L'obiettivo è quello di parlare di… vita."Di quella vita che si infiamma di intensità proprio quando scopri che finisce.Della storia di tante persone che passano dalla scoperta di un male definitivo alla rabbia, dalla rabbia alla consapevolezza di una presa viva sulla vita."Tanti incontri con gli studenti delle superiori sui temi del fine vita, delle cure palliative e del volontariato hanno avuto l'obiettivo di provare a costruire una società etica, oltre che sviluppare maggiore consapevolezza su queste tematiche.Lo spettacolo rappresenta la scoperta di come la vita possa essere nitida e comprensibile proprio nel momento in cui si impara a convivere con quella che chiamiamo morte.(fonte: https://www.gigighirotti.it/evento/ce-vita-finche-ce-vita-spettacolo-a-scopo-benefico/ )Raffaele Casagrande è attore, regista, coach.Si è formato al teatro Il Sipario Strappato di Arenzano con Lazzaro Calcagno e all’Università degli studi di Genova in Organizzazione Teatrale. [...]Dal 1998 ha svolto un’intensa attività di attore, regista, organizzatore teatrale, formatore aziendale e conduttore di workshop in Italia e all’estero. Per il Teatro Il Sipario Strappato dal 2000 fino al 2013 è stato insegnate dei corsi di recitazione e ha ricoperto il ruolo di vicepresidente dal 2003 al 2015. [...]Al cinema nel 2013 è stato protagonista del film di M. Morini 121212 (distribuito da UCI). Nel 2015 è stato finalista al concorso RAI – RAINVENTARAI con il video Il Riparatore di F. Lussu. [...]Nel 2019 ha curato la regia di Corso Gastaldi 25 nero di Matteo Aldo Maria Rossi per la Rassegna internazionale di Genova Segrete Tracce di Memoria.Ha collaborato con Liguria Attori, Teatro della Tosse, Il Festival SUQ, Teatro dell’Ortica, Teatro delle Formiche, Lunaria Teatro, Studio Associato Attori, Semi Foresti, EuAct, Art Commitions, Arti’s.(fonte: https://www.liguriattori.it/raffaele-casagrande/ )Maurizio Bosano, classe 1953, ha lavorato nel turismo dal 1976 al 2017: 42 anni di viaggi in Italia, in Europa e soprattutto nel Medio Oriente alla ricerca delle testimonianze delle grandi civiltà. Ha affermato “forse il più entusiasmante lavoro nella conoscenza della storia dell’uomo e della nostra Terra”.Nel 2012 ha partecipato al corso per Volontari dell’Associazione Gigi Ghirotti e dal 2013 è volontario nell’assistenza all’Hospice di Genova Albaro. All’insorgere della pandemia Covid il servizio, per ragioni di sicurezza, venne sospeso e Maurizio iniziò così una collaborazione con l’ufficio promozione della Gigi Ghirotti, nell’organizzazione di eventi per raccogliere fondi.Nel 2020/21 Maurizio ha assunto il ruolo di coordinatore referente per promozione, raccolta fondi ed eventi culturali della Fondazione Gigi Ghirotti. Dal 2022 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

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    L'impegno della rete "Mai più lager - NO ai CPR" - Intervista a Igor Zecchini

    Esistono luoghi di violenza e ingiustizia in cui le persone immigrate vengono recluse senza colpa e senza aver commesso alcun reato.Esistono persone, attivisti, che si mobilitano per cercare di porre fine a questa violenza senza limiti.L'11 aprile 2025 alle ore 18.30, sui canali Frasivolanti, Igor Zecchini, in veste di attivista della rete "Mai più lager - NO ai CPR", ha raccontato l'impegno profuso dalla rete, quello che è stato fatto sinora, quello che si potrebbe ancora fare, il tipo di partecipazione da parte delle persone sul tema CPR e quale consapevolezza esiste relativamente alle tante sofferenze a cui le vite umane sono sottoposte.Una interessante esplorazione anche del punto di vista di Igor e del suo racconto in riferimento a ciò che ha fatto scattare in lui la molla per essere parte attiva di questa rete."I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) sono una delle strutture per l’accoglienza degli immigrati in Italia. In particolare, dovrebbero occuparsi di quelle persone che sono entrate irregolarmente in Italia e sprovviste dei requisiti per la protezione internazionale. In realtà sono dei veri e propri centri di detenzione dove chiunque non possa provare il proprio status di cittadino regolare o richiedente asilo può restare rinchiuso fino a 18 mesi, prima del rimpatrio.La Rete "Mai più Lager – No ai CPR" è nata nell’estate 2018 con la notizia dell’apertura a Milano di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in via Corelli, lì dove nel 2014 le rivolte interne e le proteste della società civile avevano imposto la chiusura dell’analogo Centro di Identificazione ed Espulsione, convertito così in un centro di accoglienza per persone richiedenti asilo.L’emanazione del c.d. Decreto Salvini dell’ottobre 2018 ha poi indotto la Rete ad estendere il proprio ambito di interesse, più in generale, alla della difesa dei diritti e delle libertà inviolabili delle persone migranti, con sempre maggior convinzione che anche in questo caso queste ultime si trovavano ad essere solo il del banco di prova ed il pretesto per il progressivo affievolimento dei diritti di tutte e tutti: conferma ne è stata peraltro il successivo Decreto Sicurezza Bis e il conseguente offensivo affronto a chi crede nel rispetto della vita umana, nella solidarietà, ma anche nella libertà di manifestare il proprio dissenso e rivendicare i propri diritti sociali e civili [...].In questi centri, nel giro di poche ore da quando vengono fermate, e senza che abbiano commesso un reato e senza processo, vengono rinchiuse e detenute in condizioni disumane, senza mai poter uscire e senza poter comunicare con l’esterno, persone prive di quel permesso di soggiorno che la legislazione ancora attualmente vigente nei fatti impedisce loro di acquisire e conservare; persone magari anche presenti da anni sul territorio, anche con famiglia.Si tratta di luoghi alienanti – eredità degli ex CIE e CPT, istituiti dal Ministro Minniti per ogni regione, avviati dal Ministro Salvini e inaugurati dalla Ministra Lamorgese -, nei quali, lontano dagli occhi di tutte e tutti (sono inaccessibili anche a parenti e avvocati), si consumano quotidianamente abusi e atti di disperato autolesionismo nella totale indifferenza. [...]" (fonte: https://www.arcipelagomilano.org/archives/54584 )Igor Zecchini, da sempre impegnato sul terreno della difesa dei bisogni dei ceti popolari, ha cominciato a svolgere attività a sostegno della popolazione immigrata molti anni fa.Nel 1988 ha fondato una delle prime associazioni di Immigrati e solidali in Italia: Diversi ma Insieme. Con l’associazione (attiva fino al 1996) ha partecipato a decine di mobilitazioni su problematiche legate al mondo dell’immigrazione a partire dalla questione dei permessi di soggiorno, a quello dell’alloggio e del lavoro gestendo molte assemblee e conferenze informative.Nel 1995 ha aperto a San Siro una delle prime scuole di italiano per immigrati della città: Alfabeti. La scuola, da cui è generata un’associazione onlus, è ancora attiva nel quartiere popolare di San Siro.Dal 2000 al 2005 ha partecipato attivamente al Social Forum per l’immigrazione di Milano.Dal 2018 si occupa di una tematica particolare dell’immigrazione, quella della detenzione amministrativa, svolgendo una forte attività con la rete Mai più lager – NO ai CPR di Milano, di cui è attivista.Nel 2024, per conto della rete Mai più lager – NO ai CPR, fonda il Network Against Migrant Detention attualmente attivo in una campagna contro l'apertura dei centri di detenzione dei migranti in Albania.Pagina Facebook della rete: https://www.facebook.com/NoaiCPRPagina Instagram della rete: https://www.instagram.com/noaicpr?igsh=YW1nNWxieTh2dmJx

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    Diritto alla salute: da Basaglia al Forum Salute Mentale - Intervista a Carla Ferrari Aggradi

    Carla Ferrari Aggradi è psichiatra e psicoterapeuta, Presidente del Forum Nazionale Salute Mentale e dell'Associazione Marco Cavallo del Forum Salute Mentale di Brescia.L'ho sempre ammirata e ascoltata da lontano e a marzo 2025 ho avuto il piacere di incontrarla di persona a Bari. Abbiamo passato del tempo insieme raccontandoci e unendo riflessioni su salute, prospettive e azioni per un futuro che fa paura ma del quale non possiamo non occuparci.Per me questo incontro ha significato ascoltare la viva voce di una professionista che si è sempre impegnata per il diritto alla salute di tutti, compresi i cosiddetti "diversi" e coloro che sono emarginati.Il 4 aprile 2025 ci siamo incontrate di nuovo alle 18.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Al centro dell'intervista: salute mentale, diritto di tutti a una vita dignitosa, limiti della sanità pubblica e possibili soluzioni, obiettivi e progetti del Forum Salute Mentale, attività del Forum Salute Mentale Marco Cavallo - Brescia, viaggio di Marco Cavallo nei CPR, difesa e prosecuzione del disegno basagliano.Per presentare nel dettaglio Carla Ferrari Aggradi, propongo le parole che ha scelto per raccontarsi."Psichiatra e psicoterapeuta, mi sono occupata e mi occupo delle gravi patologie psichiche. Ho iniziato negli ospedali psichiatrici ed ho continuato nei servizi pubblici e nell’attività privata. La mia vita professionale è stata segnata e disegnata dall’esperienza “basagliana”. La formazione accademica è stata nutrita dalla partecipazione al movimento antimanicomiale che attraversava l’Italia e L’Europa negli anni ’70. I grandi cambiamenti sociali e culturali e la ritrovata visibilità dei malati di mente, della loro sofferenza, della loro umanità ha permesso la rivisitazione della psicopatologia in termini di comprensibilità, curabilità e di non esclusione. In ogni contesto la mia attività è stata informata dalla convinzione che la malattia mentale è fonte di dolore e di discriminazione per chi ne soffre e per chi gli vive accanto e che ogni intervento terapeutico debba essere sostenuto dal rispetto e comprensione per chi ne soffre, per la sua storia, per le sue convinzioni, per le sue relazioni, insomma, per la sua vicenda umana. E’ di quegli anni la mia partecipazione alla nascita dei nuovi servizi psichiatrici territoriali di cui, negli anni, sono stata fondatrice e dirigente. Mi sono occupata della formazione e supervisione di operatori dei servizi psichiatrici, di progetti per i senza tetto. Sono stata didatta della scuola di specializzazione in terapia familiare/sistemica “Mara Selvini Palazzoli” di Milano e sono stata fondatrice e coordinatrice della sede di Brescia e didatta fino alla fine del 2018. In occasione del lockdown, ho costruito e coordinato il servizio di SOS psicologico voluto dall’Amministrazione Comunale di Brescia. Attualmente continuo la mia attività clinica presso lo studio associato “La Tartaruga” di Brescia. Lavorando nel territorio, ho incontrato donne ed uomini migranti e da lì è nato il mio interesse per la psichiatria e psicologia transculturale, interesse coltivato, in particolare, negli anni ’90 ed inizio 2000 frequentando il centro NagaHar di Milano; all’inizio degli anni 2000 ho partecipato come referente del gruppo Dedalo di Brescia al progetto “Richiedenti asilo‚ Rifugiati, Vittime di tortura” finanziato dal Consiglio d’Europeo e dall’Acnur, realizzato in Italia da ICS. Ho seguito fin dal suo nascere, il progetto di Mediterranea al quale dedico il mio tempo di volontaria insieme all’attività nel Forum Salute Mentale nazionale e all’ass. Marco Cavallo di Brescia. In sintesi: In tutta la mia vita il mio impegno è stato ed è speso per l’affermazione del diritto alla salute, verso la costruzione di servizi come diritto ma, sopra ogni cosa, il mio pensiero ed il mio lavoro sono sempre stati diretti a chi è considerato diverso, a chi viene emarginato, a chi non ha luogo e voce in una società dove il mercato ha reso tutti oggetti più o meno spendibili, semplicemente oggetti."(fonte: https://www.festivaldeimatti.org/protagonisti-2022/ )Altri approfondimenti:Psichiatria. Fermare una tragica nostalgia di manicomio, e reagire https://ristretti.org/psichiatria-fermare-una-tragica-nostalgia-di-manicomio-e-reagireRiprendiamoci il senso dell’utopia https://www.news-forumsalutementale.it/riprendiamoci-il-senso-dellutopia-di-carla-ferrari-aggradi/Il senso poetico del nostro agire https://www.news-forumsalutementale.it/il-senso-poetico-del-nostro-agire-di-carla-ferrari-aggradi/Non c'è cura, se serve difesa https://www.spreaker.com/episode/non-c-e-cura-se-serve-difesa-l-intervista-a-carla-ferrari-aggradi--62236011Salute Mentale & Diritti https://radio32.net/salute-mentale-diritti-intervista-alla-dott-ssa-carla-ferrari-aggradi/

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    In fondo a sinistra: il '900 tra storie e passioni di gente comune - Intervista a Tiziano Arrigoni

    Tiziano Arrigoni è una presenza divenuta importante nella mia vita. Nonostante i chilometri che ci separano, dettati dalla distanza geografica, posso dire con certezza di aver trovato in Tiziano una persona genuina con cui è sempre edificante condividere racconti e riflessioni.Massetano, follonichese, piombinese, solvayno, Tiziano Arrigoni è cittadino della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, ed è docente di Storia presso il Liceo Scientifico ISIS “E. Mattei” di Rosignano Solvay.Tiziano Arrigoni è autore di varie pubblicazioni di carattere storico: https://www.toscanalibri.it/autore/tiziano-arrigoni_3999/Incontrare di nuovo Tiziano nel contesto Frasivolanti è stata una bella emozione. Dopo l'incontro di qualche anno fa, dal vivo a Bari, per la presentazione di "La dinamite nella valigia. Viaggio nell’Italia di Luciano Bianciardi" Tiziano ed io non ci siamo mai persi.Durante l'intervista in diretta del 28 marzo 2025 alle 17.30 Tiziano ha raccontato il suo libro "In fondo a sinistra - '900 storie e passioni di gente comune" (https://www.bancarellaweb.eu/CATALOGO/IN%20FONDO%20A%20SINISTRA.html ).Per entrare nel vivo degli argomenti dell'opera, riporto la descrizione ufficiale:"Uno dei miei storici contemporanei preferiti, Eric J. Hobsbawm, ha parlato alcuni anni fa, in un'intervista, dell'impossibilità di «misurarsi con il Novecento in modo distaccato e neutrale spogliandosi di un vissuto importante». Misurarsi con la contemporaneità è sempre difficile, figuriamoci quando ci si misura guardando dalla finestra di casa, con tutto il patrimonio di ricordi soggettivi che ci accompagnano. È infatti quello che ho voluto fare partendo dai ricordi familiari dell'ultimo secolo e mezzo, un 'lungo Novecento' che parte da fine Ottocento e si affaccia brevemente sul XXI secolo, secolo di cui si è speso già un quinto della sua esistenza. Un periodo che ha rivoluzionato radicalmente il pubblico e il privato delle famiglie italiane, dal carro a cavalli ad internet, dal mondo del paese che vuol dire non essere soli alla solitudine del web e in mezzo la tragedia delle due grandi guerre europee. Oggi si è sviluppata, anche a livello dilettantistico, la ricerca della genealogia delle famiglie, una sorta di “family search”, che non è più appannaggio di pochi, ma, grazie alla digitalizzazione di numerosi archivi, è alla portata di ogni clic e risparmia complicate ricerche in archivi comunali o parrocchiali.Ma, si dirà, il ricordo, la memoria individuale sono soggettivi, come ha scritto giustamente Italo Calvino «la mia paura adesso è che, appena si profili un ricordo, subito prenda la luce sbagliata, di maniera, sentimentale come la guerra. La giovinezza, e diventi un pezzo di racconto con lo stile di allora, che non può dirci come erano davvero le cose, ma solo come credevamo di vederle e di dirle». A questo punto, se vuoi raccontare il secolo dalla finestra di casa, puoi scegliere la forma romanzo sia pure con richiami alla storia, oppure, come ho fatto io, la ricostruzione storica, sia pure con digressioni personali, con richiami continue alle fonti scritte, gli atti di archivio di stato civile, i giornali, i libri, le canzoni, il cinema, fino al web, insomma tutto quello che può ricostruire il contesto in cui si muovono gli attori di questa storia luoghi.Una storia del Novecento, appunto, vista dalla finestra di casa, partendo dalle famiglie dei quattro bisnonni che scesero da Radicondoli, Casole d'Elsa, Chianni e Siena verso la Maremma, considerata la 'terra promessa' per iniziare la loro storia del Novecento. E da qui inizia anche un viaggio dal basso attraverso la sinistra italiana, in quasi tutte le sue accezioni, fra passioni, contraddizioni, illusioni e delusioni di un Italia civile e civica, di cui oggi si sono perse le tracce."Si tratta di un libro che non è solo un viaggio nella storia del Novecento, ma anche un racconto intimo e collettivo fatto di memoria familiare, trasformazioni sociali e politiche e di speranza, lotte e disillusioni. Attraverso un grande lavoro di ricerca storica, Tiziano Arrigoni ci conduce nella Toscana che cambia, dai borghi rurali alle miniere, dalle lotte della sinistra alle sfide dell’industrializzazione.Con lui abbiamo percorso le storie e le emozioni da cui il libro parte e a cui approda, il significato del Novecento per la società di oggi e quanto conti raccontare la gente comune, coloro che rimangono fuori dalle grandi narrazioni storiche: operai, minatori, emigranti, artigiani.

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    Transizione ecologica, ambientalismo operaio e giustizia climatica - Intervista a Emanuele Leonardi

    Professore Associato presso l'Università di Bologna, Emanuele Leonardi svolge le sue attività nell'ambito della sociologia economica. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare all'ecologia politica, all'ambientalismo operaio e ai movimenti per la giustizia climatica, all’intreccio tra transizione ecologica e tecnologia digitale. Attualmente incentra la sua ricerca sui temi della Transizione Giusta, in particolare nel contesto dei progetti PRIN 'Just Transition in the Factory' e PRIN PNRR 'Digital Food and Just Transition'. Suoi articoli sono ospitati in riviste quali Ecological Economics, Globalizations, Sustainability: Science, Practice and Policy, Sociologia del Lavoro, e Partecipazione e Conflitto. Per l'editore Orthotes ha pubblicato Lavoro Natura Valore. André Gorz tra marxismo e decrescita (2017) e L’era della giustizia climatica (2023 - con Paola Imperatore).(nota biografica: https://www.unibo.it/sitoweb/emanuele.leonardi3 )Il 26 marzo 2025 alle 18.00 in diretta su Frasivolanti, Emanuele Leonardi ha affrontato i temi transizione ecologica, giustizia climatica, economia circolare, politica europea. Ha parlato anche del Festival di Letteratura working class 2025 del 4, 5 e 6 aprile a Campi Bisenzio, organizzato da Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica Gkn e Soms Insorgiamo, direzione artistica di Alberto Prunetti. Partendo dai concetti di ecologia politica e crisi ambientale, Emanuele Leonardi ha esplorato le sfide per un’ecologia politica che sia giusta dal punto di vista sociale, parlando di ambientalismo operaio e del ruolo giocato dal capitalismo nella crisi ecologica.Abbiamo cercato di capire cosa si intende per transizione giusta e quali sono gli ostacoli alla sua realizzazione, cos'è l'economia circolare e quali rischi comporta il suo utilizzo retorico da parte delle istituzioni. E poi André Gorz, decrescita e nuovi modelli di società e, non ultimo, il Festival di Letteratura Working Class e l'importanza della letteratura per far emergere le voci di chi vive (e spesso subisce) le trasformazioni economiche e sociali.Il materiale di approfondimento sul lavoro condotto da Leonardi è infinito, ma vorrei fornire una panoramica, non esaustiva, su alcuni contenuti."La posta in gioco: comprendere la crisi ecologica per combatterla. La scommessa interpretativa: focalizzare l'analisi sul rapporto tra forme storiche del lavoro, dell'ambiente naturale e della valorizzazione capitalistica. È fuor di dubbio, infatti, che la quotidianità ecocida cui non riusciamo a sottrarci – sesta estinzione di massa, riscaldamento globale, inquinamento-killer – affondi le radici nell'espansionismo violento del capitale. [...] Come è stato possibile che il limite ecologico si sia trasformato da vincolo allo sviluppo in profittevole opportunità di business, da puro costo per le imprese a fondamento della green economy, cioè di una nuova strategia di accumulazione capitalistica? [...]" (https://scholar.google.it/citations?view_op=view_citation&hl=it&user=fVUlTccAAAAJ&citation_for_view=fVUlTccAAAAJ:RYcK_YlVTxYC )Introduzione a Lavoro, Natura, Valore: https://effimera.org/introduzione-lavoro-natura-valore-emanuele-leonardi/ L’era della convergenza tra lavoro e clima: https://jacobinitalia.it/lera-della-convergenza-tra-lavoro-e-clima/ Da “salviamo il pianeta” a “fermiamo Big Oil”, l’evoluzione di Fridays for future: https://www.orthotes.com/wp-content/uploads/2023/10/leonardi-antonucci-ilfattoquotidiano-13-10-2023.pdf JUST2CE A Just Transition to the Circular Economy: https://ces.uc.pt/en/investigacao/projetos-de-investigacao/projetos-financiados/just2ce Quale ritorno? A quale terra? Note sulla finanziarizzazione del cibo: https://effimera.org/quale-ritorno-quale-terra-emanuele-leonardi/ Il sintomo-Antropocene. Parte I https://effimera.org/sintomo-antropocene-parte-emanuele-leonardi-alessandro-barbero/ Il sintomo Antropocene. Parte II – Come evadere dall’Antropocene? https://effimera.org/sintomo-antropocene-parte-ii-evadere-dallantropocene-emanuele-leonardi-alessandro-barbero/

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    Alla ricerca di Storie Randagie - Intervista a Francesca de Carolis

    "Raccoglitrice di storie": è questa la definizione che Francesca de Carolis sceglie per esprimere la sua essenza e la sua visione. Un termine che racchiude i perché di un'esperienza che la porta ogni giorno a cercare negli occhi degli altri le storie nascoste, i dolori profondi, le parole ancora da dire e che cercano qualcuno a cui affidarsi. Francesca de Carolis è una giornalista e per me rappresenta tutto ciò chi fa giornalismo dovrebbe seriamente mettere in atto: etica, professionalità, rispetto dell'altro, ricerca del senso, condivisione della riflessione, capacità di metamorfosi (concetto caro a Francesca e derivante dalla lettura di Elias Canetti). Ma raccontare, farsi raccoglitore delle storie degli altri non si esplica solo attraverso queste pratiche.In molti aspetti del modo di essere di Francesca ritrovo anche me stessa, con tutti i doverosi distinguo che una tale affermazione richiede. Io non sono giornalista, non ho il suo stesso background culturale e di conoscenze, non ho vissuto il suo stesso percorso né la sua esperienza professionale e umana. Le nostre vite sono diverse eppure, come può accadere tra persone che per certi versi si riconoscono, in lei ho trovato ciò che sempre cerco nelle persone: quella limpidezza non comune e inusuale, una capacità di ascolto fuori dalla norma, la voglia di accogliere l'altro e di restare, qualità quest'ultima (il restare) difficile da coltivare e trovare in un mondo caratterizzato dalle relazioni mordi e fuggi e dalle conoscenze di comodo. Francesca ha attraversato il mondo dell’informazione con uno sguardo sempre attento alle storie meno ascoltate. La sua capacità di intercettare e raccontare le marginalità, la capacità di fare denuncia sociale e l'impegno sui temi della dignità umana, della contenzione e della detenzione oggi sono fruibili anche sul suo blog L’altra riva: uno spazio di narrazione e riflessione che raccoglie anni di lavoro e che ci invita a riflettere sulla realtà con spirito critico.Il suo giornalismo non si limita a riportare fatti, ma risveglia in chi la legge un moto interiore. La sua voce si muove tra passato e presente, tra cronaca e poesia, lasciando un segno profondo. Francesca de Carolis ha collaborato con riviste e quotidiani, fra cui “Il Messaggero” e “Il Mattino”.Approdata alla Rai nel 1987, dopo una breve quanto indimenticabile esperienza in Sicilia, ritorna a Roma dove lavora presso il TG1. Ruolo “di macchina” come si dice in gergo. Dall’estate del 2008 collabora con i programmi di RadioUno. E per Radio UNO, ha ideato, realizzato e condotto, insieme con Daniela Morandini, “C’era una volta… e c’è ancora adesso”, viaggi nella realtà contemporanea, indagata attraverso il racconto e gli archetipi della fiaba. Sempre per Radio Uno ha curato la rubrica dedicata alle disabilità “Diversi da chi?”, che continua a realizzare nell’ambito della nuova formula di “Area di servizio”. Ha approfondito il tema dell’ergastolo ostativo, e, dopo la pubblicazione di “Urla a bassa voce, dal buio del 41 bis e Fine Pena Mai”, continua ad occuparsi di chi, nelle carceri italiane, vive questa condizione estrema." (la sua biografia completa qui: https://www.laltrariva.net/info/ ) Qui il blog L'altra riva: https://www.laltrariva.net/ Francesca ha scritto: "C’è sempre qualcuno che guarda da un’altra riva… E da quanti e quali punti di vista una storia può essere raccontata? Sguardi che non hanno nessuna presunzione d’oggettività, ma non per questo meno lontani dal vero. Anzi. Ascoltare, indagare le voci dell’altra riva, anche quando non pronunciate, è un modo per provare a rompere la gabbia che ci si stringe intorno quando il linguaggio quotidiano s’impoverisce: parole d’ordine, luoghi comuni che diventano luoghi di contenzione." A Francesca piace guardare negli occhi le persone che si raccontano e in questa intervista abbiamo parlato della difficoltà di trovare oggi persone che mantengano lo sguardo mentre ti parlano. Francesca non ama parlare di sé, inizialmente aveva molti dubbi sulla possibilità che questo nostro incontro potesse dare buoni frutti e che potessimo essere soddisfatte del risultato finale. Nonostante il suo percorso professionale, il suo atteggiamento è umile e pacato. Quante persone invece ho incontrato che credono eccessivamente in sé stesse e cercano continuamente conferme ponendosi in atteggiamento di superiorità nei confronti degli altri. Ah, quanti! Ma forse li ricordo più facilmente solo perché è palese la forte incongruenza tra le loro reali competenze e il loro atteggiamento. Credo di poter affermare con un certo grado di sicurezza che chi più si sente arrivato, migliore, competente, capace, meno sa e meno saprà. Certe maschere di sicumera servono solo a compensare una mancanza, a nascondere una voragine, una lacuna profonda che parte dall'animo e arriva fino alle competenze più spicciole, a quella presunzione del voler far credere di sapere e di essere più di quel che si è in realtà. Nella delicata forza di Francesca de Carolis ho ritrovato quella bellezza di chi fa le cose con amore, al meglio delle proprie possibilità, mettendosi al servizio delle persone non solo per cercare di lasciare qualcosa di buono, un seme di luce, ma anche perché fare bene le cose, trattare bene le persone, cercare davvero di essere la nostra versione migliore ci aiuta a sentirci protagonisti della nostra vita, ed egoisticamente ci fa terminare le giornate con un respiro più limpido, con aria nei polmoni, con meno pesi sulla schiena e sul petto. Accumulare occhi, sguardi profondi, storie di vita, guizzi di gioia inaspettata è certamente meglio che accumulare gli status symbol di quel benessere effimero che dura uno schiocco di dita e lascia solo il vuoto dietro di sé. E in fondo renderci meri consumatori di beni inutili è ciò che i governi e i media vogliono per riuscire a plasmare meglio le coscienze. Per fortuna, come dice Francesca de Carolis, l'Italia è meglio di quello che ci vogliono raccontare e far credere. Ci sono tante persone che pensano che esiste un modo di vivere diverso e migliore di quello a cui la propaganda ci invita ad aderire. Come sempre farsi le domande giuste è fondamentale, ma prima ancora è importante sapere che le domande esistono e che quasi sempre dovremmo ricordare di chiedere a noi stessi: Cui prodest? (A chi conviene?) Il mio battito cardiaco poi ha avuto un piacevole sussulto anche nel momento in cui Francesca ha rimarcato quanto sia fallace e controproducente ragionare per categorie umane. Basta guardarsi intorno per comprendere che oggi siamo circondati - nel mondo politico e mainstream - da proclami e slogan che ci invitano a sentirci appartenenti a quella o a quell'altra categoria di persone (i diversamente abili, gli omosessuali, le donne, gli uomini, i non binari, gli stranieri, gli immigrati, ecc. ecc. fino ad arrivare alle appartenenze partitiche). A chi giova dividere le folle? Una cosa è certa: non giova alle persone, non giova alle comunità e nemmeno ai singoli, non giova nemmeno a quelle stesse categorie. Fin quando non capiremo che respiriamo tutti la stessa aria, che siamo sotto lo stesso cielo e che alla fine andremo tutti incontro allo stesso destino, non avremo contezza del nostro senso nel mondo e non capiremo che farci la guerra è la scelta più stupida, l'atto più scellerato di autodistruzione. Tra gli articoli e i contributi scritti da Francesca de Carolis nel corso del tempo c'è molto che vorrei condividere qui. Invitandovi ad approfondire, lascio qui alcuni link. Il viaggio di Marco Cavallo per dire No ai Cpr > https://www.laltrariva.net/il-viaggio-di-marco-cavallo-per-dire-no-ai-cpr/ Gabbiani… > https://www.laltrariva.net/4771-2/ Questo fatto agghiacciante della pena perpetua > https://www.laltrariva.net/questo-fatto-agghiacciante-della-pena-perpetua/ Francesca De Carolis al convegno "Ergastolo ostativo, tra diritto e Ragion di Stato" > https://www.youtube.com/watch?v=Spzc9hXDWco

  41. 72

    Migranti e assistenza sanitaria - Intervista a Fabrizio Signorelli, direttore sanitario del Naga

    In molti casi i diritti basilari delle persone, tra i quali il diritto alla salute, vengono meno e accade che questi diritti vengano negati principalmente alle persone immigrate, irregolari, quelle che non ci somigliano nei loro tratti somatici, che non hanno documenti, casa e denaro (i soli elementi dai quali siamo avvezzi valutare quanto valga una persona).Nell'intervista del 3 marzo 2025 alle 18.00 in diretta sui canali Frasivolanti ho raccolto la testimonianza di Fabrizio Signorelli, direttore sanitario volontario dell’Associazione Naga.Il Naga è un’organizzazione di volontariato laica, indipendente e apartitica nata a Milano nel 1987 e costituita da 400 tra volontarie e volontari che garantiscono assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita a cittadine e cittadini stranieri irregolari e non, a rom, sinti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura, oltre a portare avanti attività di formazione, documentazione e lobbying sulle Istituzioni. Il Naga si propone di estinguersi quando gli organismi pubblici preposti assumeranno concreta e diretta gestione dell’immigrazione.Ecco in cosa crede il Naga."[...] I diritti devono essere riconosciuti alle cittadine e cittadini stranieri a parità di condizioni con le cittadine e cittadini italiani. Il Naga favorisce l’emersione di nuovi diritti di cittadinanza per le persone migranti, anche se irregolari sul territorio nazionale e vigila sulla concreta ed effettiva applicazione dei diritti già riconosciuti.Il diritto alla salute per le cittadine e i cittadini stranieri, anche se irregolari sul territorio nazionale, è imprescindibile e irrinunciabile e deve essere garantito dal servizio sanitario pubblico.Qualsiasi forma di detenzione speciale, diretta o indiretta, correlata alla condizione di immigrato senza documento di soggiorno è da rifiutare. [...]"Tutte le attività sono gratuite. Il Naga vive di lavoro volontario e riceve fondi da privati, fondazioni e organizzazioni internazionali che hanno deciso di condividerne i principi.Qui il sito: https://naga.it/Il dott. Signorelli è medico chirurgo dipendente di una struttura pubblica e direttore sanitario volontario del Naga, da circa 30 anni impegnato nelle questioni relative alla salute dei migranti.Ecco alcuni stralci di una sua testimonianza di qualche anno fa."Quando ho iniziato a lavorare al Naga, circa 20 anni fa, non avevo idea di quello che ciò significasse.Solo dopo qualche anno ho scoperto di essere stato affetto dalla Sindrome di Salgari che è stata definita come il desiderio degli operatori sanitari alle prime armi con gli stranieri, di scoprire patologie esotiche, incontrare strane malattie e fare brillanti diagnosi nella popolazione immigrata. [...] Non capivo perché gli stranieri venissero a farsi visitare per il raffreddore, per la forfora, per i calli. Erano persone giovani, avevano bisogno di lavorare, non di riempire il pomeriggio dal medico, ma passavano ore in attesa, per ben poca cosa.Leggere della sindrome di Salgari è stata una rivelazione, il primo passo per affrontare la questione salute-immigrazione da un diverso punto di vista.Ho scoperto che le patologie esotiche non esistono, o quasi, tra gli immigrati che arrivano nel nostro Paese: sono una popolazione sostanzialmente sana. Perché dovrebbero essere affette da gravi malattie persone giovani, trai 15 ed i 45 anni, che hanno il coraggio e la forza di affrontare il viaggio lungo e difficile? Più lungo è il viaggio, e più forte, fisicamente e psicologicamente, dovrà esserlo chi lo affronta. E allora niente Salgari: chi è malato non parte, e se parte si ferma, per sempre, nel deserto o nel cassone di un tir.Chi riesce ad arrivare ha da offrire all’occidente le sue braccia, la capacità di lavorare, in nero naturalmente. Diventerà un lavoratore in regola se subirà un grave incidente o morirà sul lavoro, per evitare noie. Chi trova un lavoro cerca di dare il massimo, spendendo poi il meno possibile per vivere, perché quello che si risparmia si invia a casa. Quindi si troverà a vivere in una baracca poco riscaldata, magari dividendo un appartamento ed un bagno in 15, mangiando alle mense gratuite. Come è facile intuire, le malattie non saranno determinate dall’essere originario di un paese lontano, non avranno nulla di esotico. Sono le patologie del degrado sociale, abitativo e lavorativo che gli immigrati sperimentano in Italia. [...]Se per curare gli immigrati servono caratteristiche particolari credo esse siano nell’atteggiamento mentale disposto a riconoscere e superare i pregiudizi di cui tutti siamo vittime inconsapevoli. [...]Lavorare con gli immigrati è, di fatto, prendere una posizione politica, significa renderli esistenti, concedergli una presenza ed una visibilità che alcuni vorrebbero negate."(fonte: https://naga.it/2020/01/16/persone-e-posizioni/ )Qui tutte le attività del Naga: https://naga.it/attivita/

  42. 71

    Migranti e la piaga CPR tra vite perdute, psicofarmaci, appalti milionari - Intervista a Luca Rondi

    La tragedia umana e la deriva istituzionale che si consuma da anni, ogni giorno, in Italia nei centri di permanenza per il rimpatrio è una catastrofe da qualsiasi punto di vista la si osservi.Ci sono persone impegnate come volontarie per offrire sostegno e supporto professionale, ci sono persone che indagano, analizzano la situazione, raccontano le storie e realizzano inchieste offrendo ai nostri occhi un quadro impietoso. Un quadro che mette chiaramente in luce gli errori madornali delle istituzioni, il disinteresse, l'ignoranza e l'orrendo silenzio di molti.Il 28 febbraio 2025 alle 18.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Luca Rondi ha fornito un racconto di questi scenari e dei temi su cui conduce ricerche e realizza inchieste da tempo."Luca Rondi (Biella, 1995) è giornalista, scrive inchieste e reportage per il mensile Altreconomia. È coautore di “Respinti. Le ‘sporche frontiere’ d’Europa, dai Balcani al Mediterraneo” (2022) con Duccio Facchini, e coautore di “Chiusi dentro. I campi di confinamento nell’Europa del XXI secolo”, entrambi per Altreconomia. Con Silvia Baldetti ha curato il podcast “Limbo - Le vite sospese di chi si fa migrante”, prodotto da Engim internazionale in collaborazione con Altreconomia e Border radio."(fonte: https://altreconomia.it/author/luca-rondi/ )Nel 2024, insieme a Lorenzo Figoni, Luca Rondi ha scritto e pubblicato "Gorgo Cpr - Tra vite perdute, psicofarmaci e appalti milionari", un’inchiesta sui Centri di permanenza per il rimpatrio italiani."Dati, documenti e testimonianze inedite smontano decenni di propaganda politica fatta sulla pelle di migliaia di persone. Ecco perché la “galera degli stranieri” calpesta i diritti e sperpera denaro pubblico.Da Milano a Roma, passando per Torino, Gradisca d’Isonzo, Palazzo San Gervasio, Brindisi, Bari, Trapani, Caltanissetta e Macomer: la detenzione amministrativa nei Cpr ci ricorda che in Italia esistono vite che valgono meno.Sono quelle dei sans-papiers, coloro che non hanno un regolare permesso di soggiorno, e possono ritrovarsi all’improvviso chiusi in gabbie di pochi metri quadrati. Senza svolgere alcuna attività, i “trattenuti” trascorrono nel limbo fino a 18 mesi, attendendo la remota possibilità di un rimpatrio nel Paese d’origine.La loro sofferenza, silenziata dall’uso massiccio di psicofarmaci, è affidata a privati -multinazionali, società e cooperative- a cui lo Stato delega la gestione di questi luoghi attraverso appalti milionari. Il confinamento dell’esistenza umana avviene così tra carte false, dignità negata e salute calpestata.Un “modello” esportato in Albania. Apre il libro la toccante prefazione di Mariama Sylla e Thierno Amadou Balde, sorella e fratello di Ousmane e Moussa, due degli oltre trenta morti all’interno di questi nonluoghi. Vite perdute che aspettano ancora giustizia."(fonte: https://altreconomia.it/prodotto/gorgo-cpr/ )A questo link è disponibile un'anteprima del libro: https://altreconomia.it/app/uploads/2024/11/Anteprima_GORGOCPR.pdf "[...] I CPR sono oggi veri e propri spazi di sospensione del diritto, in cui migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato, spesso solo perché prive di documenti in regola. All’interno di queste strutture, si riscontra un uso sistematico di psicofarmaci, somministrati non per scopi terapeutici ma per contenere la disperazione e il disagio psichico dei detenuti, costretti a sopravvivere in condizioni inumane. Il libro mette in luce il ruolo della gestione privatizzata, che ha dato vita a un sistema di appalti opachi e milionari, in cui cooperative e aziende private ricevono fondi pubblici senza garantire standard minimi di assistenza. Il risultato è un sistema altamente remunerativo per pochi soggetti privati, a scapito della dignità e della vita delle persone recluse. Numerosi sono i casi di decessi all’interno dei CPR, come quelli di Ousmane e Moussa, avvenuti nel silenzio delle istituzioni e senza che vi sia stata alcuna assunzione di responsabilità da parte dello Stato. [...]"(fonte: https://www.meltingpot.org/2025/02/gorgo-cpr-la-vergogna-dei-lager-di-stato/ )Luca Rondi aveva già affrontato anche in passato questi temi, occupandosi spesso di far emergere e raccontare le vite sospese dei migranti.

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    Anita Picconi e Daniel Dell'Ariccia ricordano Alberto Paolini e Tommaso Losavio in musica e racconti

    Anita Picconi e Daniel Dell'Ariccia sono per me ormai due punti di riferimento. Quello che ci accomuna è l'impegno e la volontà di parlare di salute mentale attraverso le testimonianze e le storie di chi ha vissuto la rivoluzione basagliana e i manicomi e anche di chi, oggi, opera nei servizi, studia, scrive e discute di questi temi. Dopo l'intervista che loro hanno fatto a me e che io ho fatto a loro, il nostro cammino insieme prosegue. In questo episodio Anita e Daniel si sono soffermati in apertura sul ricordo di Alberto Paolini, recentemente scomparso il 31 gennaio 2025 a 92 anni. "Alberto Paolini cresce in un collegio religioso ed è avviato alla professione di sarto. Viene ricoverato a 14 anni al Santa Maria della Pietà, dove svolge attività in tipografia, in biblioteca e come disegnatore negli uffici dell’Ospedale, e al contempo subisce anche l’elettrochoc e la somministrazione di numerosi farmaci. [...] Alberto ricorda il succedersi dei medici alla direzione dell’Ospedale, i progressivi cambiamenti nella gestione e nel rapporti fra personale e pazienti, la presenza di studenti, attivisti e personalità del mondo della cultura impegnati per le riforme." Alberto uscì dal manicomio solo nel 1990, data in cui ha iniziato, finalmente, a vivere in una casa supportato e seguito da operatori sanitari. A questo link l'intervista a Alberto Paolini su Radio 32: https://radio32.net/42-anni-in-manicomio-lesperienza-di-alberto-paolini/ Anita e Daniel hanno raccontato anche l'intervista fatta qualche tempo fa allo psichiatra Tommaso Losavio. "I suoi primi contatti professionali con Santa Maria della Pietà risalgono all’inizio degli anni ’70. Dopo un'esperienza a Trieste con Basaglia, nel 1980 ritorna a Roma per partecipare alla progressiva dismissione della struttura, affrontando le difficoltà legate al ricollocamento dei pazienti." Losavio si è impegnato in prima linea in strategie atte a ridare indipendenza anche economica ai pazienti, ha favorito la costituzione di cooperative e comunità e ha attuato una positiva collaborazione con le istituzioni pubbliche. A questo link l'intervista a Tommaso Losavio: https://open.spotify.com/episode/4ERGlgsCn4yCNNNh4KfFR3?si=TLOR7LJzRSKFY1CAQ8ArBw Il filo conduttore geografico di questi racconti è Roma, dove aveva sede l'ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà. Come racconta Wikipedia: "L'ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà era un'istituzione sanitaria dell'ex provincia di Roma che fino al 2000 fu destinata al trattamento delle malattie mentali. Dalla sua fondazione nel XVI secolo fino al 1907, ebbe varie sedi; la più recente struttura presso cui era ubicato si trova a Monte Mario, area nel settore nord-occidentale di Roma, in cui nel 1907 furono edificati i padiglioni dell'istituto. I locali, di proprietà della Regione Lazio, consistono in un corpo centrale e circa quaranta padiglioni. Il primo è adibito a sito museale, mentre i padiglioni sono in uso all'Azienda sanitaria locale Roma 1, che ivi ospita propri ambulatori, e al XIV Municipio di Roma Capitale. Facendo seguito alle riforme dell'ordinamento sanitario e, in particolare, del trattamento psichiatrico iniziato dalla legge Basaglia, la struttura perse la sua funzione di manicomio giudiziario e venne gradualmente ridimensionato fino alla chiusura definitiva avvenuta il 14 gennaio 2000." (https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_psichiatrico_Santa_Maria_della_Piet%C3%A0 ) Il viaggio nei racconti ha toccato anche altre realtà ed esperienze dirette di Anita e Daniel, tra cui le attività realizzate dal Centro Diurno San Paolo di Roma, le scritte e i murales dedicati alla memoria di Ugo Guarino e la musica, sia quella composta e suonata dal vivo al pianoforte da Daniel sia le parole delle canzoni di Simone Cristicchi (anche lui romano e anche lui attento al tema della salute mentale). Per concludere, ecco di seguito alcune suggestioni in musica: https://youtu.be/x8RiA5ZRKMs?si=LS_4A09iaxeysVXT https://youtu.be/ahor3LcZbQc?si=PJpboltVhs2a1mGD

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    Radio, attivismo, divulgazione in salute mentale - Intervista a Anita Picconi e Daniel Dell'Ariccia

    Anita Picconi e Daniel Dell'Ariccia sono impegnati da oltre 15 anni in progetti e attività di divulgazione e consapevolezza sulla salute mentale. Sono stata felice di averli avuti come ospiti su Frasivolanti per un'intervista nella quale Anita e Daniel si sono raccontati con generosità ed emozione, mettendo insieme aspetti personali del loro percorso di vita e i progetti di attivismo che nel tempo hanno realizzato e che tuttora portano avanti con passione. Gennaio 2025 si è concluso con la registrazione di questa intervista, in un meraviglioso pomeriggio di sole che, oltre ai raggi caldi sul volto, mi ha donato - attraverso le voci di Anita e Daniel - il grande stupore di quelle cose fatte con il trasporto di chi ha vissuto sulla propria pelle la sofferenza ma anche la bellezza di riscoprirsi e inventarsi di nuovo, in un percorso che si rinnova quotidianamente. A favorire il nostro incontro è stato Edgardo Reali, che ringrazio. E ringrazio immensamente Anita e Daniel per la testimonianza! Tra i progetti che hanno costellato il loro impegno concreto, vorrei menzionare: Radio Fuori Onda, la rivista 180gradi, gruppo eventi Disordinalamente, Fox Carusel gruppo musicale, Sant'Egidio gruppo musicale, laboratori cinematografico - teatrale - informatico, Parapazumpa, viaggi in Africa per conoscere la situazione nei manicomi, gruppi di auto e muto aiuto e familiari, attività di cucina presso trattoria Casetta Rossa, Polisportiva Il traguardo, Tracce, Radio 32, Ipse lab. Tra i progetti di Radio 32 c'è "Ripartiamo da Basaglia", una trasmissione realizzata da esperti per esperienza e per professione del mondo della salute mentale che si interrogano su questi temi intervistando operatori, cittadini, familiari. Con Anita e Daniel ci siamo scambiati vari messaggi prima di questa intervista. L'obiettivo non era solo organizzarci sugli aspetti tecnici della registrazione ma anche comprendere meglio come impostare il racconto, conoscere nello specifico gli elementi di approfondimento e le fonti a cui attingere per mostrare le attività svolte e il loro impegno. Riporto qui sotto alcune frasi che Anita e Daniel mi hanno scritto nei giorni precedenti e che, in parte, anticipavano gli argomenti dell'intervista. Daniel ha scritto: "Tutti i giorni perdo la speranza perché c'è molta ignoranza ma l'insegnamento più importante è appunto che non bisogna mollare mai e continuare a informare la gente. Del fare radio mi piace il fatto di poter creare qualcosa di simile ai miei miti di infanzia quando tante cose non c'erano ma c'era la radio. Mi sarebbe piacerebbe intervistare Alberta Basaglia." Anita ha scritto: "La mia vita è stata uno spartiacque tra prima dell'essere utente e il dopo. Mentre per molti diventare utenti è visto come un segno di fallimento, per me non è stato così perché la mia vita invece da quel momento è cambiata. Finalmente ho cominciato a vivere, sono stata finalmente protagonista della mia vita da tutti i punti di vista. Ho rivisto una seconda adolescenza che non avevo vissuto, ho scoperto di avere qualità che non sapevo di avere, ho trovato finalmente amici veri. Per me la vita vale la pena viverla quando capisci che, nonostante tanti problemi, hai persone che ti vogliono bene vicino e hai passione per le cose che ti piacciono e che danno un senso alla tua vita. La speranza purtroppo la perdo tutti giorni, ma poi mi accorgo che ci sono tante persone che si impegnano, associazioni e gruppi che lottano per gli stessi ideali. Nella battaglia allo stigma e al pregiudizio, se siamo uniti possiamo fare tanto. Ci sarebbero tanti progetti da realizzare, mi piacerebbe creare nostri gruppi o associazioni per la divulgazione e la conoscenza di Basaglia, magari con all'interno una radio tutta nostra. Se Basaglia fosse vivo gli chiederei come si comporterebbe con quelle persone, in primis operatori sul campo, che alimentano lo stigma e che ancora legano le persone." Link per approfondire: Radio Fuori Onda https://open.spotify.com/show/78dOLoneGTeD8sEit3ogIt?si=8b345f4988d34158 Fox Carusel https://www.facebook.com/FoxCarusel/ CRAZY 4 AFRICA https://vimeo.com/155313801 A Sanremo con “Parapazumpa” https://tiburno.tv/2015/02/05/fiano-romano-il-sindaco-ferilli-a-sanremo-con-parapazumpa/ Nazionale “Crazy For Football” https://www.crazyforfootball.org/chi-siamo/ Intervista doppia ai redattori di "Ripartiamo da Basaglia" https://open.spotify.com/episode/2dm3UtmldD0TnD5fCa9VMu?si=Ab-smHNdR_GhpWfUxmKfOg Ripartiamo da Basaglia https://open.spotify.com/show/5wa94202iJueCNg4linis6?si=14d4c0acbb36423c Su Radio 32 c’è “Ripartiamo da Basaglia” https://180gradi.org/copertina/daniel-dell-ariccia/su-radio-32-ce-ripartiamo-da-basaglia C’era una volta il manicomio… poi arrivò Franco Basaglia https://180gradi.org/copertina/anita-picconi/spiegato-ai-bambini Radio 32 https://radio32.net/ Ipse Lab APS – Associazione di Psicologia Clinica Applicata Post- Razionalista https://radio32.net/associazione-ipse-lab-aps/

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    Condizioni disumane nei CPR per rifugiati e richiedenti asilo - Intervista a Yasmine Accardo

    Sappiamo molto bene quanto sia diventato facile voltare le spalle e far finta di non vedere i drammi che riguardano il mondo, le persone.Non siamo in grado di accorgerci della profondità del dolore che ci passa accanto, delle difficoltà, degli sforzi che chi ha avuto meno dalla vita deve affrontare quotidianamente per restare a galla.Sono stata felice di raccogliere la testimonianza di Yasmine Accardo, protagonista dell'intervista del 31 gennaio 2025 alle ore 19.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Yasmine Accardo è un'attivista indipendente. Si è occupata di monitoraggio e denuncia delle condizioni di accoglienza richiedenti asilo e rifugiati in Italia. Referente per la Campagna LasciateCIEntrare che si occupa di denunciare le condizioni dei CPR e dare voce ai reclusi, con l’obiettivo di chiuderli. È stata insegnante di italiano per stranieri per 18 anni e segue le persone in transito. È anche operatrice legale di Pensare Migrante. (fonte: https://www.giornaliste.org/speaker/yasmine-accardo/ )Cos'è LasciateCIEntrare? Di seguito la descrizione estrapolata dal sito ufficiale della campagna (https://www.lasciatecientrare.it/chi-siamo/ )."La campagna LasciateCIEntrare è nata nel 2011 per contrastare una circolare del Ministero dell’Interno che vietava l’accesso agli organi di stampa nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) e nei C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo): appellandosi al diritto/dovere di esercitare l’art. 21 della Costituzione, ovvero la libertà di stampa, LasciateCIEntrare ha ottenuto l’abrogazione della circolare e oggi si batte per la chiusura dei CIE, l’’abolizione della detenzione amministrativa e la revisione delle politiche sull’immigrazione. Tuttavia, ancora oggi la sospensione del divieto non rappresenta de facto la garanzia della libertà di informazione.Capire e raccontare cosa accade in questi luoghi è estremamente difficile a causa della discrezionalità con la quale le richieste di accesso vengono gestite e trattate. Grazie all’attenzione di molti giornalisti, avvocati e attivisti sono venute fuori storie di persone rinchiuse ingiustamente, di errori giuridico amministrativi, di rivolte, di mancata assistenza, di trattamenti al limite del rispetto dei diritti umani e civili. Abbiamo visto giovani nati e cresciuti in Italia che sono stati chiusi in un CIE, poi liberati con una sentenza, perché i loro genitori “stranieri” avevano perso insieme al lavoro anche il permesso di soggiorno.Abbiamo incontrato potenziali richiedenti asilo, donne vittime di abusi sessuali o dell’ignobile tratta delle schiave, lavoratrici e lavoratori residenti in Italia da anni la cui unica colpa è stata quella di aver perso il proprio posto di lavoro e di non averne trovato un altro in tempo utile.Abbiamo visto e sentito l’assurdità delle condizioni in cui lavora anche chi si occupa della loro vigilanza e assistenza.Noi crediamo, al di là di posizioni politiche e credi religiosi, che trattenere per svariati mesi delle persone che non hanno commesso alcun reato rappresenti un’aberrazione di questo paese che ha dimenticato il suo passato e non ha una visione sostenibile del futuro.Crediamo che un uomo o una donna non possano essere privati di un diritto fondamentale ed inalienabile come quello della libertà personale per un reato amministrativo. La detenzione amministrativa e il sistema creato intorno ad essa – allestimento spazi, gestione appalti per i servizi, sicurezza, etc . – rappresenta un inutile costo per la pubblica amministrazione. Esistono soluzioni alternative, esistono politiche di accoglienza che possono garantire la sicurezza dei cittadini e dei migranti, esiste una cittadinanza che collabora all’integrazione. Serve una forte volontà politica e un impegno serio dell’Italia e dell’Europa. Noi siamo pronti a dare una mano.UNA NUOVA FASEDall’autunno del 2012 la campagna promuove azioni di testimonianza e pressione politica per chiedere esplicitamente la chiusura dei Centri di espulsione e identificazione. Tuttavia, dopo una parziale messa in discussione delle politiche fallimentari di detenzione, le recenti e nuove disposizioni del ministro dell’Interno Minniti – riprese dal neo ministro dell’Interno Salvini – vanno in tutt’altra direzione: oltre a rinominarli in Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) prevedono la riapertura dei centri chiusi, portandoli addirittura a uno per regione. Il Decreto su immigrazione e Sicurezza del 5 ottobre 2018 prevede infine l’incremento dei giorni di trattenimento (da 90 a 180).Allo stesso tempo, la campagna promuove azioni di monitoraggio e di denuncia pubblica sulle enorme distorsioni del sistema d’accoglienza italiano. In Italia, sin dal 2011, anno dell’avvio del piano denominato “Emergenza Nord Africa”, si evidenzia la mancanza di pianificazione di un sistema nazionale di accoglienza, capace di garantire condizioni di vita dignitose alle persone ospitate, ma anche prospettive di un loro inserimento solidale, abitativo e lavorativo. Alla chiusura del Piano “Emergenza Nord Africa”, assolutamente fallimentare, nel 2014 si è dato l’avvio alla stagione dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinari), attraverso il coinvolgimento attivo delle Prefetture locali e la creazione di un sistema gestito ancora una volta in forma emergenziale. L’attuale sistema di accoglienza, in Italia, basato su una logica emergenziale, è stato implementato dal sistema imposto dall’UE, attraverso l’istituzione degli HOTSPOT e degli HUB. L’inchiesta “Mafia Capitale” sul business dell’immigrazione, intanto, ha evidenziato come attorno a questo business si fosse creato un vero e proprio oligopolio di associazioni che ne traeva illecito profitto. In questo contesto la campagna non si è mai “fermata”. Ha continuato a effettuare visite e monitoraggi con il coinvolgimento di parlamentari e associazioni, ha prodotto centinaia di rapporti sulle visite nei centri e sulle criticità riscontrate, sulla disumanità dei trattamenti e spesso totale negligenza con la quale anche gli organi di Governo periferici – le Prefetture – gestiscono gli appalti e garantiscono agli enti gestori cifre ingenti che non corrispondono ai servizi di cui hanno diritto, per legge, i migranti."Parlare di questi temi e creare consapevolezza deve diventare per tutti noi un obbligo morale. Altro imprescindibile obbligo morale è informarsi, conoscere le storie di queste persone e la disumanità con cui le loro vite vengono maltrattate, manipolate, calpestate.

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    Progetti culturali sulla salute mentale - Intervista a Noemi Neri

    Esistono molte persone che donano tempo ed energie alla realizzazione di progetti culturali con dietro un vero perché e una ragion d'essere davvero profonda.Noemi Neri è una di quelle persone che sanno incanalare il proprio impegno in azioni, mettendo le proprie conoscenze al servizio di altre persone.Ed è proprio Noemi la protagonista dell'intervista del 24 gennaio 2025 alle 18.30 in diretta streaming sui canali Frasivolanti."Originaria della Toscana vive a Valencia da tre anni. Libera professionista appassionata della comunicazione in tutte le sue forme, si laurea in Media&Giornalismo e continua la sua formazione in ambito educativo e editoriale.Proprietaria della pagina web nosvemosenvlc.com in cui dà notizie inerenti all'Italia e alla Spagna, in particolare in ambito letterario e della salute mentale.Co-fondatrice dell'Agenzia di servizi editoriali Limulo, si occupa di editing e traduzione.A Valencia collabora con le istituzioni culturali del territorio organizzando eventi culturali sulla salute mentale e partecipa a progetti radiofonici.Attualmente sta traducendo in spagnolo "Ombra mai più" di Stefano Redaelli e sta finendo di scrivere un saggio sul primo manicomio d'Europa."Noemi ha dato vita anche al progetto intitolato "Do di matto" all'interno del quale rientra lo spettacolo "Lettere dal manicomio" e a Valencia ha tradotto e condiviso alcune lettere tratte proprio da quel libro (https://nosvemosenvlc.com/notizie/libri-nomadi-incontri-in-biblioteca-a-valencia/ ).Tra i racconti del suo percorso professionale, rientra anche l'esperienza lavorativa in una residenza per psichiatrici non reinseribili in contesti differenti e un evento organizzato da Noemi a Valencia sul tema salute mentale. L'evento in questione è descritto qui: https://nosvemosenvlc.com/notizie/il-libro-nato-dal-progetto-poliglotia/Gli spunti e gli argomenti di riflessione che Noemi ha percorso in questa intervista sono stati tanti. Mentre curiosavo fra le sue attività, il mio cuore è stato piacevolmente colpito nel leggere che aveva fondato un'associazione intitolandola a Pier Paolo Pasolini. Abbiamo intersecato nel suo racconto anche questa suggestione.Per comprendere ancor di più le parole di Noemi, segnalo infine un suo testo che affronta l'eterno annoso dibattito su chi dovremmo considerare sano e chi no. Ne consiglio la lettura: https://nosvemosenvlc.com/salute-mentale/se-la-sanita-mentale-e-la-follia-esistono-come-le-distingueremo/

  47. 66

    Esperti per esperienza e supporto tra pari nei casi di disagio psichico - Intervista a Eros Cosatto

    In un articolo apparso a luglio 2024 su VITA non profit, si è parlato di supporto fra pari come di una strada per fornire aiuto ai malati psichiatrici. Di seguito l'incipit dell'articolo.«Ci sono state situazioni in cui sia gli utenti, sia i familiari mi hanno chiamato, anche disperati, perché non riuscivano a trovare delle soluzioni coi servizi; mi è capitato anche di andare a Napoli o a Bari, per parlare con i medici referenti per quelle persone, per facilitare la comunicazione e per trovare convergenze». A parlare è Eros Cosatto, consigliere e tesoriere della neonata Associazione italiana persone esperte in supporto tra pari – Aipesp, che intende promuovere questo profilo professionale, a oggi non riconosciuto – o riconosciuto a macchia di leopardo nelle varie Regioni e nei diversi dipartimenti – in Italia. Cosatto sta bene da 15 anni, non prende più farmaci, lavora e svolge questa mansione a titolo volontario, anche per dimostrare, con la sua esperienza, che guarire si può. «Noi siamo testimoni che star bene è possibile», dice, «così come uscire da una crisi e intraprendere percorsi di autodeterminazione».(link all'articolo completo di Veronica Rossi: https://www.vita.it/il-supporto-tra-pari-e-una-professione/ )Eros Cosatto, citato nell'articolo, è il protagonista dell'intervista del 21 gennaio 2025 alle ore 18.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Nell'ottica di prendere in considerazione diverse prospettive sul tema del disagio mentale, abbiamo esplorato insieme in che modo le persone che hanno attraversato la sofferenza e il dolore di una malattia psichica possano essere d'aiuto ai propri pari e cioè a chi si trova attualmente ad affrontare quella sofferenza.Tesoriere e membro del Consiglio Direttivo AIPESP, Eros è ESP (esperto per esperienza) e Peer supporter. Da oltre 20 anni impegnato nel volontariato in collaborazione con il CSM24H di Gorizia, è inoltre vicepresidente dell'associazione A.M.A.- Linea di Sconfine OdV, cofondatore del Progetto “DolceMente: Vie olistiche alla salute, al bene-essere e alla crescita etico-spirituale”. Attualmente è impegnato nei progetti “Accompagnamento al Recovery” e “TSOS”. Formazione in Mental Health Recovery Star™. (https://aipesp.it/it/bio/eros-cosatto )AIPESP è l’Associazione Italiana Persone Esperte in Supporto tra Pari costituita a Bologna il 18 Maggio 2024 dopo 4 anni di lavoro della Rete Nazionale ESP, già promotrice nel 2021 della I Carta Nazionale Esperti in Supporto tra Pari in Salute Mentale.È un'associazione professionale, di natura privatistica e senza scopo di lucro, che ha sede presso l’Istituzione Minguzzi a Bologna e che nasce dall’idea di regolamentare e garantire una professionalità riconoscibile e specifica per gli ESP. Qui il sito dell'associazione: https://aipesp.it/itAttraverso la sua storia e la lunga esperienza nel volontariato, insieme a Eros Cosatto ci siamo interrogati sulla possibilità che da un disagio psichico si possa trarre un insegnamento per sé e concretizzare un approccio di supporto da mettere al servizio di chi affronta le medesime difficoltà.Chi sono gli ESP e qual è oggi il ruolo degli esperti per esperienza? Quale potrebbe essere l'evoluzione per il futuro? Che impatto concreto queste persone hanno nel supportare chi affronta un disagio psichico? Contatti [email protected]  https://aipesp.it/contact

  48. 65

    Self-made man e Ikigai: coesione sociale, benessere e marketing culturale - Intervista a Nora Sophie Nicolaus

    Il concetto di marketing culturale e sociale si innesta sia nel tema del lavoro sia nel campo vastissimo dei temi legati alla psiche.Nora Sophie Nicolaus, Content marketing specialist, è la protagonista dell'intervista del 17 gennaio 2025 alle ore 13.00 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Il percorso di Nora Sophie è racchiuso in questa pagina del suo sito web che comprende la sintesi della sua vita: https://www.norasophienicolaus.com/portfolio/Ne cito di seguito alcuni passaggi."Per me il marketing non è un fine, quanto invece un mezzo per dare voce e forza ai progetti e alle realtà che mi piacciono e in cui credo. Questa mentalità mi permette di applicarmi con passione a ciò che faccio. [...]Sono di origine tedesco/austriaco/ungheresi, nata a Firenze nel 1987 e trasferitami a Milano a 21 anni. Parlo italiano, tedesco, inglese e provo a masticare il portoghese. [...]Finite le superiori (Istituto Statale d’Arte di Firenze, con tesina sulle eutopie), ho viaggiato per sei mesi nel sud est asiatico e in Australia con mia madre. [...]Come spesso accade viaggiando, la mia mente si è aperta tramite il confronto con altre culture, ma non ha invece trovato la chiarezza sperata riguardo al da farsi. [...]All’Accademia di Brera a Milano ho studiato Nuove Tecnologie dell’Arte, conseguendo la laurea triennale in Sociologia dei Nuovi Media con una tesi sulle nuove estetiche emergenti nei Social Media.Mi sono poi iscritta a Comunicazione per i Beni Culturali e ho conseguito la laurea in Relazioni Pubbliche con una tesi sulla gestione delle relazioni d’impresa e le arti socialmente utili.Ho iniziato a lavorare nel dipartimento marketing di Flexx Company per poi passare, dopo circa un anno, alla società di video marketing per il Real Estate Home Image. [...]Ho conseguito un master in Digital Marketing tramite Mimosa Group e nel frattempo ho avviato un progetto di asilo nel bosco per mio figlio, collaborando con un gruppo di genitori che aveva idee educative affini alle mie, legate ad una pedagogia dolce, che mettesse “il bambino nel centro”, in una dimensione sociale di mutuo aiuto, scambio e condivisione.Forse grazie anche a questa esperienza, ho poi iniziato a collaborare con realtà come la Fattoria Didattica Apepè e Psicoterapia Aperta, più Psicoludìa. [...]"Nora Sophie ha inoltre fornito il suo contributo all'interno del libro di prossima uscita "Umanamente insostenibile - il capitalismo nuoce gravemente ai sapiens" (scritto insieme a Luigi D'Elia).In particolare ha realizzato un'analisi comparativa tra cultura del self-made man americana e cultura dell'Ikigai. Quel che ha cercato di capire è se esistano tratti specifici narrativo identitari che favoriscono o meno il benessere individuale e la coesione sociale (le due cose sono strettamente connesse, se si guarda ai grandi numeri).La chiacchierata con Nora Sophie parte da un forte ancoraggio al suo percorso professionale, ai suoi temi di studio, alla sua vita.Abbiamo cercato di capire insieme a lei se il marketing possa essere, e in che modo, uno strumento o una possibilità di reale evoluzione umana e comunicazione genuina e sana. Sempre di più infatti l'utilizzo del marketing "selvaggio" e la profilazione delle persone in termini di "utenti" di servizi a meri scopi pubblicitari, desta molte riflessioni sull'etica e su chi utilizzi, e come, le informazioni sulle nostre scelte di vita, dalle più piccole alle più grandi.Quali ragioni, quale senso c'è dietro determinati progetti di vita e professionali?Perché ci si appassiona ad esempio alla pedagogia, alla psicoterapia e alle scienze sociali? E il marketing cosa rappresenta oggi in tutto questo?Mi chiedo spesso se il nostro lavoro (qualunque esso sia) sia realmente in grado di portare un cambiamento positivo nel mondo, anche piccolo. Ho posto lo stesso quesito anche a Nora Sophie e lascio il piacere della scoperta a chi vorrà ascoltare le sue risposte in questo bel viaggio.

  49. 64

    Psicologia della resistenza: salute mentale, cambiamento e lotta - Intervista a Gianpaolo Contestabile

    "Promuovere un’azione di resistenza e liberazione dall’oppressione non è solo un diritto e un dovere, ma anche una forma di cura che ci permette di affrontare le radici del nostro malessere psicologico."Il 2025 di Frasivolanti si è aperto con l'intervista a Gianpaolo Contestabile del 15 gennaio alle ore 16.00 in diretta streaming.Punto di partenza è stato il libro scritto da Gianpaolo e pubblicato nel 2024. Da quel punto di partenza, che pone al centro la questione della salute mentale e del cambiamento nel tessuto sociale, si radica la riflessione legata ai temi della resistenza e della liberazione dall'oppressione.Lo scenario politico e sociale, italiano e internazionale, mostra da sempre lati piuttosto oscuri, una rincorsa costante al potere e al denaro.Ma cosa ci insegna davvero la storia? E noi, come persone, come abitanti di questa terra, che ruolo abbiamo in tutto questo e in cosa potremmo impegnare le nostre energie e la conoscenza che abbiamo?"Le decisioni di tagliare gli aiuti per i malati terminali, gli anziani, i figli a carico, per i buoni alimentari, addirittura per le mense scolastiche, vengono prese da uomini che hanno la pancia piena e vivono in confortevoli case con due macchine e innumerevoli agevolazioni fiscali. Nessuno di loro va a letto affamato la sera [...] C'è ancora qualcuno tra noi che può permettersi di credere che gli sforzi per riprendersi il futuro possano essere privati o individuali?" (Audre Lorde, Sorella Outsider - testo tratto dal libro di Gianpaolo)La descrizione dell'opera di Gianpaolo Contestabile è eloquente e ne condivido ogni parola."Il libro Psicologia della resistenza esce a distanza di cento anni dalla nascita di Franco Basaglia; eppure, nonostante tutto questo tempo, c’è un mondo che ancora deve fare i conti con i reparti psichiatrici a porte chiuse dove si legano pazienti, i Trattamenti Sanitari Obbligatori, i nuovi lager di Stato per persone migranti e l’uso massiccio di psicofarmaci dentro le istituzioni carcerarie e sociosanitarie. Per uscire dalla depressione del “realismo capitalista” descritta da Mark Fisher e immaginare un mondo migliore, dobbiamo recuperare la nostra memoria storica e ampliare lo sguardo per imparare da altri popoli e territori. Perciò, in questo viaggio nella psicologia di varie parti del mondo, si osserveranno virtù e ombre delle varie pratiche, dalla psicologia della liberazione nata a El Salvador fino alla psicoanalisi rivoluzionaria argentina, dalla psichiatria anticoloniale di Frantz Fanon ai modi di affrontare il trauma del popolo palestinese.In tempi di catastrofi, guerre, crisi economiche e di ritorni dei fascismi la resistenza è terapeutica e non ci bastano la psicoterapia, un farmaco o delle tecniche di respirazione: dobbiamo lottare, e dobbiamo farlo insieme."Per presentare il protagonista dell'intervista, ecco alcuni cenni sul suo percorso.Gianpaolo Contestabile (1990) è nato ad Aversa e cresciuto a Milano.È dottorando in Psicologia Sociale a Città del Messico dove si è occupato di salute comunitaria, disastri naturali, violenza politica e memoria storica. Ha studiato e lavorato in Finlandia, Romania, Argentina, Messico e Cuba. Nel 2020 ha contributo a formare la Brigata Basaglia, un progetto collettivo dedicato al sostegno psicologico e sociale, con cui collabora come psicologo e formatore.Ha scritto di diritti umani e movimenti sociali per diverse testate giornalistiche e riviste culturali tra cui «Il Manifesto», «Jacobin» e «Il Tascabile».Ascoltare il racconto di Gianpaolo è stato molto interessante anche per approfondire assieme a lui i temi di cui ha studiato e che sono stati al centro del suo lavoro e delle sue ricerche. Quello che, tra gli altri elementi, mi colpisce è la sua volontà di mettere al centro i temi, gli argomenti, come i grandi giornalisti e scrittori ci hanno insegnato attraverso il loro esempio. Il cosa, insomma, vale più del chi ed è bello ricordarlo.In questa intervista ho sperimentato per la prima volta una diretta podcast nell'ottica del provare a trovare e a dare un nuovo peso alle parole e all'ascolto.

  50. 63

    "Tutta colpa di Basaglia" - Intervista a Ludovica Jona ed Elisa Storace

    Il 2024 ha segnato un centenario che in molti hanno sentito il dovere di celebrare, ricordando Franco Basaglia e quello che ha rappresentato la legge per la chiusura dei manicomi.Ricordare e conoscere è fondamentale, il compito più difficile però resta sempre lo stesso: agire ogni giorno al di là delle ricorrenze.Ed è per questo che anche nel momento in cui il 2024 volge al termine, torniamo a ragionare sul passato perché dal passato proveniamo e poiché esso ci aiuta a raccogliere tutti gli elementi che ci servono per costruire, ogni giorno, una società che possa essere davvero operatrice di benessere per ogni persona. Torniamo sull'argomento anche perché non dovremo dimenticarcene una volta varcata la soglia del 2025.Le protagoniste di questa chiacchierata sono Ludovica Jona ed Elisa Storace. Siamo partite dal lavoro che hanno compiuto per realizzare il podcast "Tutta colpa di Basaglia" e da lì abbiamo sviscerato anche altre suggestioni.Negli Anni '70, Franco Basaglia rivoluzionò la psichiatria insieme a un gruppo di collaboratori, liberando i malati dai manicomi. Che cosa resta di quella straordinaria avventura collettiva che da Gorizia, Colorno e Trieste si diffuse in tutto il mondo?In occasione del centenario della nascita del padre della legge 180/1978, Ludovica Jona ed Elisa Storace hanno realizzato una bio-inchiesta, tra scienza, medicina, politica e sociologia.Accanto alla ricostruzione del percorso che portò alla chiusura degli ospedali psichiatrici e all’apertura verso il territorio, attraverso le voci di molti testimoni diretti e materiali di repertorio inediti, si sviluppa un’inchiesta su come viene affrontato, oggi, in Italia, il disagio mentale.La serie, in 8 episodi, è stata realizzata da Ludovica Jona ed Elisa Storace.Adattamento e produzione di Carlo Annese. Editing audio di Manuel Iannuzzo e Giulia Pacchiarini. Montaggio di Federico Caruso.L’illustrazione di copertina è di Marta Signori.Per ascoltare il podcast: https://www.pianop.it/show/tutta-colpa-di-basaglia-podcast/Di seguito alcuni cenni biografici sulle protagoniste dell'intervista.Ludovica Jona:Giornalista d’inchiesta, collaboratrice de ilfattoquotidiano.it. Ha coordinato progetti investigativi transnazionali apparsi su Report Rai3, Spotlight Rainews, Le Monde, The British Medical Journal, tra gli altri. Si occupa di salute mentale da oltre un decennio.Elisa Storace:Giornalista, per vent'anni autrice radiofonica e televisiva (Radio Capital, Radio inBlu, TV2000, Radio Vaticana, Rai 3, La7), oggi si occupa di divulgazione scientifica per il CNR.

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Sono Laura Ressa. Sono nata nella primavera del 1986 e Frasivolanti è nato qualche primavera più tardi, nel 2016. Racconto storie di persone e di lavoro ben fatto. Mi piace confrontarmi con gli altri per raccogliere punti di vista, testimonianze, esperienze, prospettive. Auguro buon ascolto a chiunque si affacci qui!

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